Caro Liberto,
Vedo che hai preferito tenere la corrispondenza “politica” con l’amico Scepale, piuttosto che affrontare il “nodo economico” e come uscire dalla drammatica situazione in cui si trova il nostro debito pubblico.
Da parte mia cercherò di essere estremamente semplice, oppure, come si dice in termini tecnici, banalizzare il problema.
Il debito italiano in questo momento assomma a circa 1.889 miliardi di euro, il che significa che ogni cittadino italiano (anche chi è nato oggi) ha un debito di oltre 31 mila euro. Per fare un esempio una famiglia tipo di 4 persone ha un debito di oltre 120 mila euro. Per pagare regolarmente gli interessi su questo debito (altrimenti si va in default) dobbiamo fare a meno di finanziare scuola, ricerca ed innovazione; di questo passo, senza investimenti non abbiamo speranza di competere con le altre economie avanzate occidentali; regrediamo progressivamente, quindi alla lunga il futuro per i nostri ragazzi sarà sempre più nero.
Tu capisci, Liberto, che non possiamo far finta che il problema non esista; nel breve periodo dovremo prendere decisioni ahimè dolorose. Come? Beh, un politico tedesco, con le palle, non avrebbe problemi a trovare la soluzione: lui direbbe ai suoi elettori “… se vogliamo evitare il fallimento prossimo venturo, come Grecia ed Irlanda, mettiamoci le mani in tasca e tiriamo fuori circa 10 mila euro a persona per ogni componente della famiglia …”. Infatti, con un abbattimento di 1/3 del debito si rientrerebbe di poco sopra la media del debito pubblico degli stati europei. Il cittadino tedesco, nei nostri panni, essendo patriota e pragmatico, accetterebbe questo sacrificio, non fosse altro per avere una scuola ed una ricerca più efficiente, in modo da dare futuro ai propri ragazzi.
Ma noi siamo italiani: poco patrioti (vedi lo spettacolo di questi giorni sui 150 anni dello Stato Italiano) e decisamente non pragmatici (siamo un popolo di filosofi). Allora è dura, molto dura. Nessun politico italiano oggi avrebbe questo coraggio, perché “semplicemente” perderebbe le prossime elezioni, e poi nessuno è così integerrimo da chiedere alla gente un sacrificio così importante (vedi gli scandali degli ultimi mesi).
Si, ci vogliono politici con le palle. Ricordo che intorno agli anni ’50 il democristiano Fanfani fece approvare la Riforma Agraria, che prevedeva l’esproprio (si, ho detto esproprio) delle terre ai latifondisti per consegnarle ai contadini presenti sul territorio; sto parlando di un democristiano, perché sono convinto che un comunista dei nostri giorni non avrebbe nemmeno il coraggio di fare questa proposta. Erano democristiani con le palle, comunisti con le palle, socialisti con le palle, missini con le palle. Ecco da dove viene il nostro miracolo economico degli anni ‘60.
Allora cosa dobbiamo fare, visto che il problema non è più demandabile? Dovremmo chiedere i soldi a chi ce l’ha, ma quali sono le famiglie che si possono permettersi un esborso una tantum di 40 mila euro?. Si potrebbe proporre quelli che hanno usufruito dello scudo fiscale e dei condoni (in fin dei conti hanno pagato solo il 5% di tasse invece del 42.5%), poi una legge seria sull’evasione fiscale (chiedere normativa agli USA) e all’elusione fiscale (aziende che fatturano milioni di euro all’anno e dichiarano utili per una decina di migliaia). Ovviamente e parallelamente eliminare gli enormi sprechi nella Pubblica Amministrazione.
Ma visto che i nostri politici non hanno le palle, si inventeranno una soluzione “democratica” cioè una patrimoniale che farà pagare una tassa sulle proprietà immobiliari. Ricchi e poveri, tutti uguali, esclusi ovviamente quelli che hanno le ville nelle Antille, nei Caraibi, a Montecarlo ed in Svizzera.
Di peggio, io temo addirittura che i nostri politici faranno furbescamente quello che hanno fatto negli ultimi 30 anni i politici senza palle: far finta che il problema del debito pubblico sia ancora demandabile alle generazioni future, e convenga piuttosto continuare ad inondare le tv ed i giornali di veline, di pu@@anelle varie (oops scusa, ora si chiamano escort) e gossip su gossip. Gossip, in altri tempi lo avremmo chiamato “l’oppio delle genti”.
Allora bisogna che noi ci ricordiamo di queste cose alle prossime elezioni: eleggere rappresentanti con le palle.
Saluti
Dante