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113752 messaggi.

QUOUSQUE TANDEM ABUTERE, BERLUSCA, PATIENTIA NOSTRA?


da
QUOUSQUE TANDEM ABUTERE, BERLUSCA, PATIENTIA NOSTRA?


pubblicato il 10 Aprile 2011

alle
9:01

Papa Silvio sta dimostrando ogni giorno di più di essere all’altezza del suo ex amico Gheddafi che, pur di rimanere attaccato alla poltrona, non guarda in faccia a nessuno costi quel che costi.
Mi viene in mente la romanza di Rigoletto che si adatta benissimo a questo paragone:
“Pari siamo: io la lingua, egli ha il pugnale, l’uomo son io che ride, ei quel che spegne. O uomini, o natura, vil, scellerato mi faceste voi: non poter, non dover far altro che ridere! Il retaggio d’ogni uom m’è tolto: il pianto…”.
Se infatti il dittatore cammellato come truculento Sparafucile non scherza, il nostro giullare non è certo avaro di smaglianti risate a 32 denti così come di discorsi ridicoli ed essendo privo della possibilità di piangere come Rigoletto, scarica generosamente l’incombenza su di noi.
Il dramma, però, è appunto che lui impersona contemporaneamente sia il buffone di corte che il duca di Mantova e così mentre “le roi s’amuse” noi continuiamo a lasciarci prendere per il fondo schiena a piacere dalle sue barzellette.
Barzellette che non sono solo quelle sui carabinieri di cui gratifica gli altri capi di stato che ne rimangono estasiati, ma soprattutto quelle sulla sua maggioranza voluta dal popolo (degli scilipoti & co) da difendere fino alla morte per amor di patria, sull’accanimento giudiziario di un innocente san Silvio, sulle Minetti promosse sul campo (pardon, sul letto) per stupefacenti meriti orali (parlano perfino l’inglese igienico), sulle nipoti di Mubarak salvate per evitare di essere invasi dagli egiziani (col risultato di essere invece invasi dai libici e dai tunisini), sulle leggi ad personam per il bene della nazione, sulle cene casalinghe a base di disinteressate educande (in americano escort) dedite solo a recitare il rosario – per l’occasione ribattezzato bunga bunga – e a fare penitenza (la penitenza per loro, in questo caso, è forse l’unica cosa credibile data la partecipazione anche di fustacchioni come Emilio Fede e Lele Mora) e chi più ne ha, più ne metta.
Già che ho tirato in ballo Victor Hugo e Giuseppe Verdi, a proposito di serate orgiastiche vorrei fare un altro confronto citando anche il meno noto Jean Burchard, maestro di cerimonie e storiografo del papa Alessandro sesto (al secolo il famigerato Rodrigo Borgia, eletto dopo aver comprato con 80 mila ducati d’oro i voti dei cardinali, alcuni dei quali probabili antenati dei nostri onorevoli deputati attuali grazie al cui ‘onesto’contributo ‘responsabile’ il governo sta ancora in piedi), che racconta con compiaciuta ammirazione come “veder ballare putte e damiselle era lo maggior sollazzo del pontefice” durante i suoi festini che al loro confronto quelli di Arcore erano appunto solo sante messe (in quel posto) fra chierichette e casti pastori di provata ‘Fede’.
Festini e non solo che all’epoca avevano fatto dire a Machiavelli: “In tutta la vita non fece altro che ingannare il mondo. Nessuno confermò promesse con i giuramenti più sacri e nessuno non ne mantenne meglio di lui” e fatto circolare questa ‘pasquinata’ che si può incollare perfettamente anche al nostro Sardanapalo attuale (basta equiparare Sesto a Silvio):
Sesto Tarquinio, Sesto Nerone e Sesto pure questo:
Roma sotto i Sesti sempre andò in dissesto!
Come gl’italiani di oggi, anche i romani del ’500 ne erano talmente stufi che i suoi funerali divennero l’occasione per grandi festeggiamenti, come ci riferisce lo storico Francesco Guicciardini:
Concorse al corpo morto d’ Alessandro in San Pietro con incredibile allegrezza tutta Roma, non potendo saziarsi gli occhi d’alcuno di vedere spento un serpente che, con la sua immoderata ambizione e pestifera perfidia e con tutti gli essempli di mostruosa libidine e di inaudita avarizia, vendendo senza distinzione le cose sacre e la profane, aveva attossicato tutto il mondo.
E noi, quousque tandem? Anche noi aspettiamo a festeggiare fino alla sua morte?
No, noi non siamo così cinici e vendicativi e poi anche perché questo non succederà mai a papa Silvio I: lui è immortale e presto sarà anche fatto santo a furor di popolo (della libertà) e con la benedizione di tutta la cricca ecclesiastica che per la solita spudorata collusione croce-potere oggi ci invita a perdonare cristianamente i suoi ‘peccatucci’. (Speriamo almeno non sia fatto anche presidente della repubblica!)

Postscriptum conclusivo:
metà degl’italiani, o perlomeno buona parte compresi perfino i bigotti e gli ex DC, sarebbero anche disposti a passare sopra a qualcuna delle sue puttanate come, ad esempio, il Rubygate: ma a essere presi per il culo, no.
In Italia infatti si dice: cà nisciuno è fesso.

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luca pf


da
luca pf


pubblicato il 10 Aprile 2011

alle
8:54

sono d'accordo con laura e mentre controllano il viale pedonale possono anche dare un occhiata ai cani che ca- cano da tutte le parti sacchetti per tutti sarebbe una bella stagione :gren: 😀 :angry:

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il convegno a Roma


da
il convegno a Roma


pubblicato il 10 Aprile 2011

alle
8:20

dopo aver sentito che al tg1 ieri per 45 secondi si parlava di un convegno a Roma alla presenza del Presidente Berlusconi, stamattina un ciclista ha già notato la presenza del coordinatrore Charles Benson a Portoferraio, commentando, già qui, è durato poco il convegno.
Rimaniamo in attesa del comunicato ufficiale per conoscere dagli esiti dell'incontro con il Presidente gli sviluppi per il Progetto Elba.

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20 anni fa, 10 aprile 1991, Moby Prince!


da
20 anni fa, 10 aprile 1991, Moby Prince!


pubblicato il 10 Aprile 2011

alle
7:46

Il Comitato Elba Caro-Traghetti nel più pieno rispetto di tutti e di tutte le vittime e dei familiari, parenti e amici, invita a un minuto di silenzio, pensando a quello che è successo a chi era a bordo.

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RADIO RIO E LIBERTA'


da
RADIO RIO E LIBERTA'


pubblicato il 10 Aprile 2011

alle
7:40

Nomi sicuri della lista Comune Protagonista: Paola Mancuso, Fortunati Fortunato, Massimo Leonardi, Tania Roitero, Enzo Martorella, Maurizio Grazia… E' proprio il caso di dire… ALLA GRAZIA DEL RINNOVAMENTO!

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Æthalia


da
Æthalia


pubblicato il 10 Aprile 2011

alle
7:13

Cronache lampedusiane.

Ho sbagliato, il mio grande leader continua a farci vedere il suo mondo meraviglioso. Volevo prendere un piccolo spazio in questo blog per ringraziarlo personalmente nome mio e tutti gli ammiratori del nostro Napoleone italico. Le cronache locali di Lampedusa ci direbbero che nulla è cambiato, i clandestini continuano a venire ed hanno sempre la stessa accoglienza di sempre: la porta dell'Italia continua ad essere, degrado, violenza e sovraffollamento, che serve a scoraggiare nuovi arrivi, i clandestini sanno benissimo quello che gli aspetta all'arrivo. Questa cosa però fa fare brutta figura all'Italia del 2011, basta cambiare la realtà delle cose e qualche visita del nostro caro leader e promettere qualsiasi cosa, cosicché quei pochi cronisti che sono rimasti non resta altro che seguire la propaganda e la linea segnata: riprendere la scena del grande conductor che al riempe tutta e dimenticare che la scena di degrado che dell'inizio non è cambiata. Che volete fare, ormai la gente è annoiata di vedere le scene di strazio che hanno seguito i primi arrivi, ora a bisogno di cose nuove, Berlusconi è al cosa nuova, la persona che si rinnova sempre se stessa e rinasce sempre dalle sue ceneri. Miracolo italico, per i clandestini in arrivo la cosa non è cambiata, arrivano e sono botte ma veicolate dalla propaganda diventano carezze e ognuno deve vedere quello che serve, per i media facciamo una bella figura caritatevole e per i clandestini quella di scoraggiarli e magari farli passare da qualche altra parte, fargli capire che Lampedusa non è la strada più facile per l'occidente. L'opposizione non può fare niente, perchè è proprio quello che serviva, non si può fare tutto ciò senza fare figura meschina davanti all'opinione pubblica (quella italiana, le cronache estere dicono altre cose).

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DOMENICA AL … DICO


da
DOMENICA AL … DICO


pubblicato il 10 Aprile 2011

alle
5:46

[COLOR=darkred][SIZE=3]SIAMO APERTI LA DOMENICA [/SIZE] 9,00 – 13,00 e 16,00- 19,30
tutti i giorni orario continuato 8,00 – 20,00
[/COLOR]

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X Paternò


da
X Paternò


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
21:35

Condivido l'amore per Longanesi totalmente.
Un caro abbraccio.

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Giancarlo Amore


da
Giancarlo Amore


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
19:56

[SIZE=4][COLOR=darkred]IL BIGLIETTO DA VISITA [/COLOR] [/SIZE]
Provate a fare un giro su una delle spiaggie di Portoferraio,che dalle Grotte và a Magazzini,Vi renderete conto del biglietto da visita che offriamo ai primi Ospiti primaverili.

Ma questo non interessa a nessuno,giacchè con le guerre in corso,all'Elba i Turisti,almeno una parte ci deve venire per forza.
Finchè c'è guerra c'è Turismo.

La spiaggia è in queste condizioni,nonostante il lavoro di Volontari che senza portare vessilli e bandiere si sono prodigati per la pulizia.

Fabrizio,Tu che per noi sei una garanzia,dedica un filmato a quanto sopra, in particolare con un Tuo parere.
Concludo,che se finiscono le guerre dobbiamo cambiare mestiere.
Ciao a Tutti
Giancarlo

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Michelangelo Zecchini


da
Michelangelo Zecchini


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
19:43

[SIZE=4][COLOR=darkblue]Le guglie granitiche del Masso dell’Aquila? Adatte per terrazzini con vista, in calcestruzzo. [/COLOR] [/SIZE]

La Madonna del Monte di Marciana è un meraviglioso mix di ambiente, paesaggio, storia, archeologia. Lì, forse meglio e più che in altri luoghi dell’Elba, ci si può calare in una pace di tipo eremitico. Da lì, se ti va, puoi allontanare lo sguardo verso la successione di valli, golfetti e spiagge dove l’opera dell’uomo appare ancora misurata.
Il Santuario, al quale conduce una strada selciata di origine tardorinascimentale, è un assaggio sostanzioso dei millenni di storia che la località racchiude. Ad accogliere il visitatore è un’esedra fatta di conci granitici, il cui spazio è scandito da dodici lesene con capitelli ionici a volute e da tre nicchie che ospitano mascheroni marmorei e bocche per acqua. Nella cavità centrale, sopra il mascherone, è degno di nota un Cristo crocifisso scolpito in bassorilievo su lastra di marmo. Alcune connotazioni stilistiche parrebbero ricondurne la paternità a maestranze centro-meridionali. Di fronte, dentro la chiesa, stanno altri manufatti (un’acquasantiera datata 1609, un altare marmoreo del 1661) riferibili al periodo di maggiore floridezza. Di indubbio rilievo artistico è, sopra l’altare, un affresco dovuto a un pittore manierista della metà circa del XVI secolo.
A un tiro di schioppo c’è un altro ‘santuario’, altrettanto apprezzabile, creato da madre natura. Si tratta del complesso granitico – di assoluto pregio geologico e archeologico – denominato Masso dell’Aquila. In realtà i massi sono parecchi, intrecciati a sagomare grotte e dolmens, arcuati a configurare ripari sottoroccia, slanciati verso il cielo affinché vento e pioggia possano disegnare incavi e modellare guglie. L’insieme, osservato da lontano, assume l’aspetto di una cattedrale, bizzarra e stupefacente nelle sue forme. D’intorno l’ambiente è incontaminato e il paesaggio circostante e sottostante, da Poggio a Serraventosa, da S. Andrea all’Enfola, è fra i più belli dell’ Arcipelago toscano.
Le grotte, le strutture dolmeniche, i ripari rocciosi nascondono sepolture etrusche di epoca orientalizzante (prima metà del VII secolo a. C.). Alcune di esse, in anni lontani, hanno restituito ceramiche dipinte prodotte a Vulci (kylikes, olpai aryballoi), buccheri (kyatoi, calici, kantharoi), fibule d’argento e di bronzo. Ma più che nei reperti fittili e metallici, i quali peraltro sono di prim’ordine, la valenza della necropoli sta nelle singolari architetture sepolcrali, tipiche dell’Elba. Tombe del genere – coti granitiche a fungo o a becco d’aquila, riadattate e completate dalla mano dell’uomo – esistono solo nel Massiccio del Capanne e sono di straordinaria importanza per gli studi di archeologia funeraria del mondo etrusco.
Ebbene: sulla vetta di questa ‘cattedrale’, di questo eccezionale concentrato di valori ambientali e archeologici, si erge un moderno e ‘delizioso’ terrazzo con vista elevato (una ventina di anni fa?) a blocchetti in calcestruzzo, gentilmente intonacati all’esterno con malta cementizia color grigiotopo e dotati all’interno di un estetizzante marrone tendente al fucsia.
E’ vero o non è vero che i beni culturali e paesaggistici sono di tutti? Di conseguenza ognuno deve goderne, nel modo più comodo possibile. Che male c’è nel proiettare l’aspirazione al balconcino di casa, magari osteggiato da vincoli burocratici, realizzandolo sulla guglia più alta della ‘cattedrale’ dell’Aquila per bearsi di scenari da incanto? L’idea è geniale e potrebbe essere replicata con successo, per esempio, sulla sommità della Torre di Pisa o in cima al Colosseo. Ignoro a chi si debba attribuire l’intervento edilizio, ma so per certo che l’autore ha un animo non privo di venature storico-ambientaliste. Per costruire il suo terrazzino sul paradiso, infatti, ha scelto bozze di calcestruzzo fonoisolanti, in modo che non vengano disturbati né il respiro dei castagni secolari né il sonno eterno dei nostri antenati etruschi.
[COLOR=darkblue]
Michelangelo Zecchini
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Commento della redazione di camminando

Quando abbiamo letto questo articolo del prof. Zecchini, che con garbo e ironia denuncia uno scempio in una zona immacolata, zeppa di storia, conosciuta da tutti e dappertutto per la sua bellezza, abbiamo stentato a crederci.
Per arrivare sulla vetta dell’Aquila c’è qualche centinaio di metri di un sentiero scosceso e a volte incassato che si percorre solo a piedi. La decina di quintali di materiali (blocchi, cemento, acqua) occorrenti per costruire il ‘terrazzo con vista’, ci possono essere arrivati solo a spalla, a dorso di mulo o con l’elicottero.
Chi ha programmato questo scellerato intervento edilizio? Chi l’ha autorizzato? Quando è stato realizzato? Si intende lasciarlo lì per dimostrare come siamo bravi a tutelare i nostri beni più preziosi? Aspettiamo risposte da chi di dovere, anche se non ci illudiamo di averle. Se, come succede spesso, non verranno fuori i responsabili, suggeriamo di completare il lavoro aggiungendo il tetto. Così il balconcino si trasformerebbe in un piccolo, formidabile pied-à-terre.

La Redazione

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schiccgero


da
schiccgero


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
18:24

[SIZE=2]Manca poco meno di 2 settimane alla Pasqua, e qui a Capoliveri come al solito e' tutto un cantiere. allora, fra lavori per le vie e strade , vigili che iniziano gia a tirare fuori i blocchi per le multe, non ci lamentiamo se poi non ci viene piu' nessuno , oggi fra Portoferraio, Porto Azzurro, marina di Campo dovevate vedere la gente che c 'era in giro e a Capoliveri? Siamo solo capaci di farci le guerre politiche mentre il paese e il commercio se ne va a fondo. Meditate gente meditate.!!!!![/SIZE]

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Pasquino


da
Pasquino


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
16:31

Scoperta la fobia del Peria.
Il Sindaco vuole far vedere che i lavori si fanno e quando arrivano i turisti blocca le strade. D’inverno quando siamo pochi e tanti dei nostri sono in Thailandia lui blocca i lavori o li rallenta. Poi quando arrivano i turisti chiude le strade, salta le corsie il traffico è un casino ma tutti possono di: a Portoferraio il sindaco fa i lavori. E Pasquino dice: Ma proprio ora!
😀 :angry:

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bruno paternò


da
bruno paternò


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
15:57

Leo Longanesi ( uno dei più grandi giornalisti/editori/pittori del secolo scorso, alto un metro e cinquantasei )

Chi si fi r m a è perduto ! ( parafrasando il motto " chi si ferma è perduto ).

Leo, quanto Ti voglio bene.

bp

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Ceccobao e la Porrettana


da
Ceccobao e la Porrettana


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
15:34

[URL]http://www.vivalaporrettanaviva.org/2011/04/07/interrogazione-pdl/[/URL]
Interrogazione a risposta scritta del Gruppo assembleare del Popolo della Libertà – Bologna
Prot. 166/2011
Bologna, 7 aprile 2011
Al Presidente
dell’Assemblea Legislativa
Dott. Matteo Richetti
Sede
Il sottoscritto Consigliere,
Premesso che la linea ferroviaria “Porrettana” che collega Pistoia a Porretta Terme (BO) transita nel territorio emiliano per il 40% del suo percorso interessando le stazioni F.S. di Porretta Terme(Bo), Molino del Pallone e le fermate Ponte della Venturina e Biagioni Lagacci;
Considerato che la Regione Toscana nella persona dell’Assessore alle infrastrutture e mobilità Luca Ceccobao, invece di concertare con tutti gli Enti locali la rimodulazione del servizio ferroviario ha escluso in modo arbitrario, dal confronto, gli Enti locali della Regione Emilia Romagna interessati ovvero Granaglione (Bo) Castel di Casio (Bo), Porretta Terme (Bo), Camugnano (Bo);
Considerando inoltre che addirittura l’Assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione Toscana è arrivato ad espellere dalla riunione sulla tratta ferroviaria in questione un assessore del Comune di Granaglione;
Osservato che questi comportamenti creano grave pregiudizio e ledono fortemente lo spirito di collaborazione che ci dovrebbe essere tra Enti che hanno Servizi in comune e sinergie territoriali d’insieme;
Osservato che la Regione Toscana con decisione unilaterale ha già soppresso 6 corse di treni della linea ferroviaria “Porrettana” sostituendole con 12 linee di autobus;
Preso atto che con questa decisione della Regione Toscana si potrebbero deteriorare i rapporti tra Comuni toscani ed emiliano romagnoli che su questo territorio di confine regionale hanno molti servizi in comune : Banda larga; Attività turistiche, Bonifica Renana, Hera, Consorzio Cosea, strade S.S.64 ANAS;
Preso atto inoltre che è auspicabile una nuova fase di confronto che veda coinvolti direttamente anche i comuni emiliano – romagnoli interessati;
Interroga
La Giunta per sapere;
Se è a conoscenza della situazione suesposta e quale giudizio si dia in merito;
Per quale motivo la Regione Emilia Romagna non è intervenuta a tutela dei Comuni emiliano romagnoli interessati dalla linea ferroviaria Porrettana;
Se non sia il caso d’intervenire urgentemente per aprire con la Regione Toscana e i comuni interessati una nuova fase di confronto che veda coinvolti direttamente tutti gli Enti interessati;
Per quale motivo la Regione Toscana ha deciso in modo arbitrario di sopprimere 6 corse della tratta ferroviaria Pistoia – Porretta sostituendole con 12 corse di autobus;
Per quale motivo l’assessore del Comune di Granaglione è stato invitato ad andarsene da una riunione sulla tratta in questione;
Quali sono i motivi per i quali la Regione Toscana non coinvolge direttamente sulla questione “ ferrovia-Porrettana” anche i comuni della Provincia di Bologna;
Se non si ritiene fondamentale il coinvolgimento dei comuni emiliano romagnoli, considerando che da anni esistono importanti sinergie tra i comuni delle 2 regioni coinvolte nella tratta ferroviaria Pistoia – Porretta Terme (Bo). C’è infatti sinergia sul tema della Banda larga Internet dove la copertura del Comune di Sambuca Pistoiese è stata resa possibile, grazie all’installazione di ripetitori nei Comuni di Granaglione, Castel di Casio e Camugnano. Tutti nel territorio bolognese; Scuola dove tra i comuni di Sambuca Pistoiese e Granaglione c’è interscambio di alunni per favorire le famiglie confinanti e nella scuola superiore l’80% degli alunni sambucani frequentano istituti presenti nel Comune di Porretta Terme; Sanità dove il nuovo ospedale di Porretta Terme dista solo tre chilometri dal confine con la Regione Toscana ed è attrazione per i residenti sambucani visto e considerato che l’Ospedale di Pistoia si trova a 30 chilometri e quello di San Marcello Pistoiese 32 chilometri; Cosea che ha sede nel Comune di Castel di Casio (Bo) e il Comune di Sambuca Pistoiese è, insieme a tutti quelli della Montagna Pistoiese e Pescia, dentro Cosea Consorzio; Cosea Ambiente; Cosea Sistemi Biologici; Cosea Servizi. Si tratta di un Consorzio per la raccolta,trattamento, smaltimento dei rifiuti, trattamento dati e riscossioni tributi; Renana dove il Comune di Sambuca Pistoiese insieme a Vernio e Cantagallo, pur essendo comuni Toscani sono dentro il consorzio di Bonifica Renana che ha sostituito ed inglobato Reno Palata. Questo Consorzio, ha sede a Bologna e svolge attività per la difesa del suolo, la tutela delle risorse idriche e naturali, l’irrigazione e la valorizzazione del territorio e la regimentazione delle acque.

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X CHI SI FIRMA "Non importa" – la privacy e l'anonomato sul blog


da
X CHI SI FIRMA "Non importa" – la privacy e l'anonomato sul blog


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
13:47

Chiedo scusa se mi intrometto, ma dal momento che questo tipo di problema se lo sono posti in molti nel corso del tempo, vorrei fare qualcosa per spiegare GROSSOMODO come funziona INTERNET:
INTERNET funziona attravero un protocollo IP (acronimo di Internet Protocol) e consiste in una quaterna di numeri a tre cifre ES: (192.168.XXX.XXX) da 0 a 255. Esistono due tipi di IP, statico e dinamico ma la maggioranza di noi tutti abbiamo un indirizzo IP di tipo dimnamico, cioè non fisso che cambia ogni volta che accendiamo il router e lo spegnamo. Questo indirizzo ci viene fornito dal provider con cui abbiamo il contratto della la linea telefonica e ogni volta che accendiamo il router viene registrato in un registro informatico con il giorno, ora e minuti nonchè i nostri dati che già l'azienda possiede.
Quando noi navighiamo lasciamo questo indirizzo in giro che viene memorizzato nei registri di chi fornisce pagine web, ESEMPIO: Quando noi andiamo su Camminando.org a curiosare, per legge Prianti deve evere un LOG dove verrà registrato l'indirizzo, l'ora, minuti e secondi di quando siamo entrati e di quando siamo usciti dal sito. DOMANDA: Prianti potrebbe sapere attraverso gli indirizzi IP chi ha visitato il suo sito? La risposta è no, perchè è solo l'azienda telefonica con cui abbiamo il contratto che conosce noi e l'indirizzo che ci ha fornito in uno specifico periodo, in quanto nel log di Camminando viene depositato solo l'indirizzo e non i dati personali. Allora come fa la Polizia Postale a trovare eventuali "FUORILEGGE?"
ESEMPIO: Si vuole scoprire chi sono io che ho inviato questo post?
1) Ci vuole una ragione di "illegalità" coì da giustificare l'inervento della polizia.
2) Questa cerca sul log il collegamento tra il messaggio e l' IP e chiede all'agenzia internazionale che rilascia questi indizzi, a chi appartiene quella classe di numeri (perchè gli indirizzi IP sono divisi in classi)
3) Ammesso che noi abbiamo Alice, si acoprirà che quell'indirizzo appartiene alla TELECOM e così la Polizia chiederà alla Telecom a chi ha dato in un particolare momento quell'indirizzo che sarà stato registrato sul suo LOG.
4) Una volta che ciò sarà scoperto, si conoscerà il mio nome e indirizzo civico, così come accade quando qualcuno si vede arrivare a casa la Polizia che gli squestra il computer e lo accompagna… alle "Sughere!" Possiamo dire quindi che l'anonimato c'è e questo vale anche per le mail, tranne il fatto che quando siamo collegati da qualche parte un bravo HAKER potrebbe entare nel nostro computer e questa è la ragione che induce alcuni ad usare dei Server PROXY che cercano la pagine web per noi lasciando il loro indirizzo in giro azichè il nostro, fornendo così una certa sicurezza… ma attenzione!! potremmo essere trovati lo stesso, la polizia dovrebbe fare solo un giro molto più lungo.
Se avessimo un indirizzo IP di tipo STATICO, cosa che richiedono solo alcune aziende per particolari scopi ed è a pagamento, la cosa sarebbe di dominio pubblico, in quanto c'è un sito su internet che fornisce i nomi di tali appartenenze.
Per riassumere e per questione di privacy, solo il provider che ci da la linea telefonica con cui navighiamo conosce il nostro nome collegato all' IP, o meglio lo sa il registro su cui viene scritto e solo la magistratura può richiedere e conoscere tali informazioni.
E' doveroso precisare che, esendo "come siamo" e dove siamo, non ci sia un AMICO, una TALPA o chi per esso nel posto giusto che possa fare quello che non si dovrebbe alla "barba" delle leggi e del buon senso, per questo non esiste protezione.
Non so se sono stato di aiuto a qualcuno, comunque saluti a tutti gli ineressati.

CHIP

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pasquale


da
pasquale


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
12:48

MISSIONE COMPIUTA

Ciò di cui in paese (parlo di Marciana Marina, ovviamente) si vociferava da tempo, finalmente ha avuto felice esito.
Finalmente, i marinesi potranno dormire sonni tranquilli, certi di continuare a svolgere i lavori di contadini e camerieri ai quali sono stati predestinati (non sono parole mie, ovviamente, ma di altri: scrittori e persino amministratori, evidentemente più informati del sottoscritto).
Finalmente, potrà trovare pace la frenetica e puntuale attività di informazione e di proposizione dell’onnipresente, irrequieto ed invadente Comitato per il Porto, così come la voce delle fastidiose forze politiche di opposizione.
Finalmente, le posidonie potranno sguazzare e proliferare nelle acque marinesi.
Finalmente, il paese potrà essere piacevolmente invaso da migliaia di turisti festanti e spendaccioni che potranno sbarcare sul molo del pesce reso disponibile agli attracchi (non era previsto? Poco male: chi sa, sa; chi non sa, taccia e si arrangi).
Finalmente, qualche colata di cemento andrà ad arricchire ed ingentilire l’ormai vetusta e retrodatata passeggiata lungomare, nonché la monotona ed immutabile rada.
Finalmente, gli operatori nautici, tutti indistintamente resi partecipi e protagonisti di una mirata e trasparente politica di sviluppo strategico del settore, tale da assicurare prospettive e lavoro per molte generazioni a venire, potranno voracemente cibarsi delle generose briciole che illuminati, munifici e disinteressati Imprenditori, invitati ed accorsi al capezzale marinese, vorranno disseminare lungo il tortuoso percorso dei rapporti interpersonali(ma attenzione a comportarsi bene, però!).
Finalmente, la maggiore (nonché ultima) risorsa socio-economica del paese, il porto, bene di tutta la comunità e non proprietà privata di pochi padroni pronti a disporne a proprio insindacabile piacimento, è diventata oggetto di un programma di sviluppo studiato, partecipato e condiviso, che ha generato un mirabile progetto-paese in grado di coinvolgere gli interessi e le aspettative di tutta la comunità, di qualsivoglia inclinazione politica, superando faide, meschinità e carbonerie.
Di tutto questo dobbiamo ringraziare il Sindaco e la Giunta del Comune di Marciana Marina: grazie alla loro illuminata opera tutto ciò, in un colpo solo, è stato possibile.
Dispiace, è necessario sottolinearlo, il ruolo secondario cui è stato relegato il Circolo della Vela di Marciana Marina, da sempre ignaro dei disegni di cui sopra e che tanto ha fatto, disinteressatamente, per il paese in tutti questi anni, curando al massimo livello l’integrazione con il paese stesso e con la sua economia, distribuendo con trasparenza ed equilibrio incarichi e benefici.
Se almeno il Circolo avesse ottenuto o potesse ottenere un ruolo dirigenziale nella nuova società che gestirà i pontili e gli ormeggi! Se almeno il suo nuovo status di rampante soggetto imprenditore avesse ricevuto o potesse ricevere il plauso della FIV o quello futuro dei Soci!
Eventualmente, sarà per la prossima volta, sportivamente parlando.
Spero di avere capito bene quanto è successo, anche se bisognerebbe augurarsi di aver capito male. Ma una cosa di sicuro ho capito bene: il chiaro intento dell’Amministrazione, chiaro fin dall’uscita del bando, che ha di fatto escluso gli imprenditori locali, penalizzando così qualsiasi iniziativa dei nostri giovani.

Pasquale Berti

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turista


da
turista


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
12:35

che vergogna 3 passeggeri non residenti € 16.00 a persona :bad:

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Toremar: bilancio in pareggio, perchè ?


da
Toremar: bilancio in pareggio, perchè ?


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
11:55

Leggiamo sul Tirreno che, la Toremar, dopo aver avuto un milione e mezzo di euro circa di utili nel 2009, ha chiuso invece il bilancio 2010 in pareggio, pur con un aumento delle persone e dei mezzi trasportati, che si presume abbiano pagato il biglietto e quindi siano pure aumentati gli incassi.
Vedendo le navi e dalle voci che circolano in porto, ci sembra che siano stati rifatti i saloni delle navi, tolto l'amianto, motori nuovi per l'aliscafo, tutto molto strano visto che deve essere privatizzata e deve pure essere rinnovata la flotta o forse ringiovanita è la parola più corretta.
Al momento non abbiamo ancora ricevuto risposta dall'Assessore Ceccobao sulla regolamentazione del supplemento carburante 2011 nel bando Toremar , sappiamo che è molto impegnato anche con la Ferrovia Porrettana, comunque nel frattempo abbiamo letto la notizia, non nuova, della proposta regionale di un'osservatorio con gli enti locali, categorie e consumatori sui prezzi e sul servizio marittimo , francamente noi abbiamo più di qualche ragionevole dubbio su cosa possa fare compiutamente, visto anche che nel 2008 nessuno si è accorto che, diminuito il prezzo del petrolio, i prezzi dei traghetti con il supplemento carburante sono rimasti invariati, nemmeno l'Assessore Conti e neanche l'On. Velo che presentò pure a inizio estate un'interrogazione al Ministro Matteoli.
Tra l'altro nessuno e sottolineiamo nessuno ha ancora detto una parola sul fatto che negli opuscoli le corse Moby sia su Portoferraio che su Cavo cesserebbero dal 31.10.2011, in ogni caso la gente, che ci incontra per strada o altrove, è molto preoccupata dal dimezzamento delle corse.

[COLOR=darkblue]Comitato Elba Caro-Traghetti [/COLOR]

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Aladin


da
Aladin


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
10:45

A proposito della tassa di soggiorno, gli operatori turistici di Capoliveri possono stare tranquilli.
La tassa di soggiorno a Capoliveri vige oramai da dieci anni circa e la pagano (senza better ciglio) regolarmete i poveri turisti anche profumatamente,trattasi delle MULTE dei vigili.

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X Napoleone (e Paolina)


da
X Napoleone (e Paolina)


pubblicato il 9 Aprile 2011

alle
10:33

Caro Napoleone,non mi pare che la minoranza cascasse dal pero.
Semmai sono i cittadini che non si fidano di quello che gli "predice" la minoranza,che aveva fatto presente che" c'era del marcio in Danimarca".
Comunque se senti i commenti dei paesani sono tutti felici.
Non sò se Paolina sia veggente,ma ti assicuro che per fare la previsione sul porto di Marciana Marina non era indispensabile.
Ti consiglio invece di assumere il Sindaco come venditore di aria fritta.
E' bravissssssssssssimo.

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