Concordo pienamente con le tue parole.
L'offerta turistica in generale all'Isola d'Elba (a parte rarissime eccezioni) è di totale arretratezza: poca professionalità, pochissime idee, improvvisazione dilagante, scortesia, prezzi inadeguati, strutture desuete, nessuna progettualità.
La maggior parte degli esercenti non ha la più pallida idea di "dove sta di casa il commercio" e l'immagine che si fa il turista è quella del completo abbandono.
L'Isola d'Elba oggi significa solo ed esclusivamente "mare".
Il resto, basta guardare qualsiasi blog dedicato al turismo, è solo delusione e amarezza per aver speso male i propri soldi e, cosa più importante, aver scelto un posto dove non ci si sente proprio in vacanza.
Altro che prezzo dei traghetti: nessuno si lamenterebbe anche pagando 100€ a persona se poi non dovesse ritrovarsi in questo "vecchiume".
Oggi in pompa magna e con squilli di trombe si apre il primo fast food all'Elba appena (!) 26 anni dopo la prima apertura in Italia. Considerando che, statistiche alla mano, nel mondo ogni 5 ore apre un nuovo locale del genere, finalmente oggi la maggior parte delle persone che vive in questa isola, potrà avere conto di un fenomeno alimentare, anche discutibile, ma di cui aveva solo sentito parlare.
Se applicate questo ritardo a tutto quello che riguarda l'offerta turistica sullo scoglio (accoglienza, servizi, iniziative istituzionali, commercio, ristorazione), diventa più facile comprendere lo sconcerto del turista al suo arrivo e la sua desolazione al momento della "sospirata" partenza.
Si fa fatica a capire che, anche facendo promozione, in queste condizioni non si fa altro che darsi la zappa sui piedi:
nuovi turisti potrebbero anche arrivare ma andrebbero ad aumentare le fila di quelli che già non si auspicherebbero mai di tornare!
La cosa più impressionante quando di parla di servizi, modernità, idee, innovazione, qualità dell'accoglienza, commercio, ristorazione,manifestazioni, cultura e quant'altro, è che se ne parla solo in rapporto al turista:
ma queste 30.000 persone che vivono qui non sentono il bisogno di raccordarsi con tutto questo anche a ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo e aprile?
O forse è questa l'anomalia: non sentendo la necessità di tutto questo, non se ne ha cultura, non lo si riconosce e quindi rimane impossibile offrirlo agli altri?
Vado a mettermi il vestito della festa e a preparare la telecamera per il filmino con i miei pargoli:
è arrivato il Fast Food all'Isola d'Elba!
Sembra di essere in città …