da
per chi scrive xristoratore
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
18:36
da
x ristoratore
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
18:07
Capisci a me!
La vora invece di lamentarti e offri prodotti di qualità invece del solito pesce congelato!
da
Defensor Ilvae
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
17:38
Signora Arianna che dice "il Perone era un chicco adesso sembra il giorno dopo di un esplosione nucleare, noi elbani abbiamo paura di fare qualsiasi cosa,perfino di sbagliare sentiero, di raccogliere una foglia per farlo odorare ai nostri figli".Ma di cosa sta parlando? Quando c'è andata al Perone? Ma poi ha consapevolezza della differenza che corre fra una pineta con le panche per il pic nic e un Parco Nazionale?
(A Piombino le panche le mettono sotto le ciminiere, non fanno ombra ma sono più alte dei pini) :gren:
da
ristoratore
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
16:57
da
Amelia Giuntoli
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
16:35
da
Sigfrido
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
15:55
da
Federico
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
15:36
Premetto subito e sottolineo che i fatti riportati in questi giorni riferiti a quei ristoratori che avrebbero servito a dei loro clienti pesci avariati se confermati veramente, e se veramente riscontrati dagli organi preposti al controllo e quindi giudicati dagli organi istituzionali giudicatrici devono essere condannati in modo esemplare e forse definitivo.
Magari attraverso una chiusura definitiva ed un divieto assoluto ai gestori d'intraprendere attività commerciali rivolte al pubblico. Detto questo mi preme evidenziare l'assoluta mia contrarietà alla pubblicazione di nomi e liste nere…..da dare in pasto all'opinione pubblica prima che tutto sia veramente riscontrato ed accertato, solo le istituzioni devono garantire l'incolumità dei cittadini attraverso qualche provvedimento temporaneo e se poi confermato definitivo.
Attenzione al giudizio ed alle punizioni di massa…..la storia ci insegna qualcosa, almeno spero!! Purtroppo sta tornando di moda cavalcare l'onda emotiva del popolo….per poi magari soddisfare esigenze e lucri personali!! Pensate un po se dovessimo sommariamente fare delle liste nere in tutti i settori. Pensate, tutti quelli che evadono il fisco….chi fa il doppio lavoro al nero….i medici che sbagliano operazione…..giudici che sbagliano….impiegati ed operai che timbrano il cartellino e poi sono in altri luoghi….Serve sempre sobrietà e moderazione e sopratutto rispettare le leggi vigenti. Immaginate che caos accadrebbe, tutti contro tutti….come la storia dovrebbe ricordarci…..e poi? che succede? Ma forse è questo che qualcuno vuole…..per poi?…….
da
x ALESSIO di Lacona
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
14:34
da
polisportiva
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
13:39
da
un campese inc….
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
12:56
da
Amici di Montecristo
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
12:14
L'Associazione Amici di Montecristo effettuerà a Marina di Campo (Isola d'Elba), dal 1 al 15 agosto 2011, la Mostra Fotografica "Montecristo, l'isola che c'è". L'esposizione delle immagini avverrà, tutti i giorni, presso in Via Roma 75, con il seguente orario: 21.00 – 24.00 .
La Mostra, Patrocinata dal Comune di Campo dell'Elba con la collaborazione del Gruppo Storico La Torre, rappresenta la prima esposizione monografica dell'isola di Montecristo. In tale modo si vuole avviare un percorso di conoscenza e di esplorazione teso al recupero dell' identità.
Montecristo è per la maggior parte delle persone, un' isola misteriosa, leggendaria e inavvicinabile. Nel passato l'isola, famosa per il romanzo di A. Dumas "Il Conte di Montecristo", è stata dapprima il centro del monachesimo insulare e successivamente venne attaccata più volte dai Saraceni che distrussero il suo Monastero. Solo nei primi anni del 1800, dopo il periodo di Napoleone all'Elba l'isola viene affittata ad avventurieri e nobili passando, di possesso in possesso, nelle mani dei Sovrani d'Italia. E' con gli inizi del 1900 che l'isola ha una presenza diversificata di personaggi illustri. Usualmente l'isola veniva frequentata dai Sovrani d'Italia, Vittorio Emanuele III e sua moglie Elena, con presenza di ospiti vari quali Ambasciatori, Regnanti, Celebrità. Verso il 1920 si rafforza la presenza dei guardiani e soprattutto di pescatori per la maggior parte provenienti dall' Italia meridionale. Al termine della seconda guerra mondiale Montecristo, terminata la presenza di militari italiani e tedeschi assegnati ad una postazione di difesa, si hanno anni di totale abbandono. Quindi riprende la partecipazione di pescatori nel triangolo di mare Montecristo-Pianosa-Africhella alcuni dei quali vivono sull'isola.
Nel 1971 fu istituita la Riserva Naturale Statale. Montecristo, facente parte del Comune di Portoferraio, ricade ora nel Parco Naturale dell'Arcipelago Toscano. L'isola, in questa nuova situazione, è controllata dal Corpo Forestale dello Stato che tutela la natura, ed in particolare Flora e Fauna. Il Consiglio d'Europa, ha attribuito alla riserva il Diploma Europeo per la conservazione dell'ambiente, ed ha imposto, fra l'altro di non superare il limite annuale di 1000 visitatori nell'attuale situazione dell'isola. Ogni anno si può visitare l'isola con viaggi organizzati dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Anche con mezzi navali privati a motore e a vela si può andare a Montecristo, previo autorizzazione del Corpo Forestale dello Stato (Follonica), ma si può accedere solo dopo lunghe attese.
La Mostra presenta diverse sezioni che vivacizzano i vari aspetti dell'isola: Storia, Personaggi, Mappe e Carte Geografiche, Ambiente e natura, Storie e leggende, Cultura del mare e della pesca. Vengono aperte delle finestre sulle caratteristiche della natura e ripercorre la storia di pirati e corsari, di condottieri e ricercatori, santi e eremiti, misteri e fantasie. Inoltre viene molto curata l'esposizione di immagini con pescatori e barche da pesca come pure delle composizioni fotografiche delle famiglie dei guardiani. Sezioni di grande interesse, realizzate appositamente per questo evento a Marina di Campo, sono: Il Culto di San Mamiliano e le chiese collegate al Monastero, La cronologia dei principali eventi della storia dell'isola, I progetti pubblici su Montecristo. Soprattutto questi ultimi, identificati dal Progetto Life 08 Natura e finanziati dall'Europa, sono di particolare interesse.
L' esposizione che è già stata fatta all'Elba e in Toscana come pure nel Lazio, negli anni passati ha avuto un grande successo per qualità delle foto e quantità di visitatori. E' unica nel suo genere. L'organizzazione e la realizzazione dell' evento elbano sono state curate dall' Associazione Amici di Montecristo nelle persone di Sandra Togni, presidente, Raffaele Sandolo, vicepresidente e da Stefano Aprea, esperto di pesca .
Per informazioni rivolgersi a R. Sandolo cell. 329.6150763
da
Vaporino
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
12:09
Belli anche i Panfili che c'erano!!!
Ma andate a Fare i Contadini ma sotto Padrone!! Forse vi riesce meglio.
[COLOR=coral]Ma andate a Fare i Contadini ma sotto Padrone!! Forse vi riesce meglio.[/COLOR]
da
Federico
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
11:02
da
x Monello
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
10:43
Facciamolo questo piccolo passo, vediamo di capire perchè non si riesce a crescere culturalmente ed a far sistema, individuiamo le cause così da presentare alla gente il vero nemico contro il quale deve essre fatto quadrato! E' troppo? Troppo difficile? Non credo!
Tarabaralla
da
Nerina Russo
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
10:25
Grazie di cuore, spero di ritrovare anche il prossimo anno il piacere di assistere a manifestazioni così ben organizzate ed uniche.
da
spettatore
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
10:22
da
SOLE MARE e CORTESIA
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
10:19
da
Alessio
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
9:55
SONO 7 STUPENDI METICCI…
CONTATTATEMI AL NUMERO 333 7081221, OPPURE 0565 964250
da
WATER FRONT/ 3
pubblicato il 30 Luglio 2011
alle
9:15
[COLOR=darkred]di Giovanni Muti [/COLOR]
Abbiamo appreso che nei lavori previsti dalla variante, che modificherà in modo definitivo la costa da Portoferraio a S. Giovanni, non è inclusa la gigantesca colata di cemento che trasformerà Calata Italia in un parcheggio per auto e autotreni. E’ esclusa, potrebbe dire l’Arch. Parigi perché il Water Front pianifica la costa che va del palazzo Coppedé a S. Giovanni.
Questo è vero nel senso che nella cartella che contiene tutti gli elaborati che riguardano Water Front non ci sono quelli che riguardano il piazzale di preimbarco che è in altra cartella. Sono infatti due progetti distinti di cui l’ultimo è ormai in fase di realizzazione. E fin qui ci siamo .
Ma nella realtà il lavori , che riguardano la “sistemazione” complessiva della costa, partono dalla banchina di alto fondale e quindi includono Calata Italia. La stessa Amministrazione spiega che si tratta di un’ idea che tenta di realizzare ( utopisticamente direbbe Peria ) una sistemazione organica del tratto di costa che dalla Punta del Gallo arriva fino a San Giovanni. Da un punto di vista urbanistico, si tratterebbe di una fascia urbana che con i suoi viali e palme nane realizzerebbe un specie di ricucitura ( ridirebbe Peria ) tra il centro storico e la sua periferia.
Questa gigantesca colata non poteva essere ignorata , anche perché sarà attraversata dalle piste ciclabili che saranno percorse da portoferraiesi e turisti felici di corre sul nuovo cemento gettato “là dove una volta c’era il mare “( direbbe Celentano)
Quindi, se veramente , l’ Amministrazione ha l’intenzione di far capire alla gente cosa sta accadendo, e cosa accadrà in futuro , allora dovrebbe mettere in evidenza soprattutto le grosse trasformazione che la costa subisce e subirà: quelle che la modificano in modo importante e definitivo, che ne stravolgono il carattere e la fanno diventare una cosa diversa. L’amministrazione ha obbligo , soprattutto morale, di evidenziarle e spiegare . Non nasconderle. Invece Peria, nel video di presentazione , pronuncia 5 volte la parola UTOPIA e neanche una volta CALATA ITALIA.
Allora, perché un intervento così importante è stato lasciato fuori?
A nostro avviso, quella che noi chiamiamo “COLATA ITALIA” è stata lascata fuori perché essendo interconnessa ( com’ è banalmente logico) con il progetto Water Front si correva il rischio di far emergere un errore gravissimo. Potremmo dire uno strafalcione nell’impostazione della stessa variante
Il Piazzale di preimbarco, infatti, doveva sorgere prima che le auto si riversino nell’unico asse stradale che conduce al Porto e nel centro storico. Solo che la posizione naturale di questo piazzale, e delle corsie separate per raggiungere il porto, sono nei terreni dell’ Esaom e quindi non si è potuto fare
Se l’Amministrazione avesse potuto farlo, si sarebbe risolto il problema del traffico che adesso, e in futuro, si riverserà nell’asse stradale Via Manganaro – viale Carducci che le auto devono percorrere per raggiungere il piazzale di Preimbarco di Calata Italia , intasandolo e bloccando, anche il traffico in direzione del centro storico. E poi si sarebbe salvata Calate Italia dall’orrenda cementificazione e risparmiati milioni di euro
Adesso su questo punto , e solamente si questo , dobbiamo porci una domanda :
Pur riconoscendo che è normale che l’Amministrazione cerchi di incontrare gli interessi di operatori che promettono di creare posti di lavoro, dobbiamo chiederci se è giusto che si arrivi fino al punto di danneggiare gravemente l’immagine della città e condizionarne negativamente il suo sviluppo per sempre ? Anche perché si sta scambiando una parte del territorio, la sua fisionomia, e anche la sua funzione, con delle promesse. Si parla a infatti 350 posti di lavoro. Sembrano troppi anche come semplice promessa.
