stai perdendo posizioni fatti sentire non ci lasciare in queste mani-siamo soli – ci sembravi l'unico che si dava da fare ma forse abbiamo sbagliato-vediamo che ti sei adattato..che delusione!
Tutti sappiamo che ogni mosaico è composto da varie tessere. Vediamo quali sono le tessere del mosaico per la sanità che ci giungono dall’Usl 6 che governa la sanità dell’isola d’Elba.
Tessera 1. L’ospedale di Piombino di Villa Marina è situato su di una collina sopra il porto turistico di Salivoli con una splendida vista. Una terrazza sull’isola d’Elba, la perla dell’arcipelago Toscano.
Tessera 2. La città di Piombino dietro alla crisi industriale siderurgica sta progressivamente perdendo cittadini residenti e quindi utenti per il presidio ospedaliero di Piombino diVilla Marina.
Tessera 3. La Regione e l’Usl 6 hanno in animo di costruire un nuovo ospedale a Rio Torto per il servizio della città di Piombino. (forse il fatturato sanitario di Piombino è insufficiente per farlo).
Tessera 4. L’Usl 6 ha in animo di ridurre i servizi nel presidio ospedaliero di Portoferraio e accorparlo a quello di Piombino (fornendo un aumento del fatturato al presidio Piombinese).
Tessera 5. La Regione per bocca del Presidente Rossi ci fa sapere che verranno vendute ai “privati” le strutture ospedaliere dismesse dal servizio sanitario.
Con queste tessere sul tavolo il mosaico potrebbe essere composto anche così:
Si smantella l’ospedale dell’Elba, accorpandolo a Piombino. Così l’Ospedale di Villa Marina diventa insufficiente e si rendono necessari gli appalti per il nuovo ospedale di Rio Torto.
Quindi si sgombra l’ospedale di Villa Marina rendendolo utile per la cessione ai “privati” che acquistandolo a buon prezzo possono trasformarlo in appartamenti con una terrazza sull’Elba e porto turistico sotto casa con buona pace di chi oggi dall’Elba ne soffre tutti i disagi.
Forse è una visione maliziosa dei potenziali fatti, Egregio Dottor Cei. Visto che alle domande non rispondete ci autorizzate ad essere un pochino maliziosi.
Chiediamo all’Usl 6 e al Dottor Cei di rispondere gentilmente e in trasparenza. Quanto costa:
Il trasporto a mezzo ambulanza di un paziente da Portoferraio, a Piombino, a Cecina, a Livorno?
Il trasporto a mezzo elicottero di un paziente da Portoferraio, a Piombino, a Cecina, a Livorno?
Il Trasporto a mezzo vedetta Capitaneria di un paziente da Portoferraio a Piombino e il successivo tragitto in ambulanza fino al presidio ospedaliero di destinazione?
Il servizio di ambulatorio svolto dall’ortopedico di Piombino a Portoferraio nel periodo invernale?
Il servizio di ambulatorio svolto dall’ortopedico di Piombino a Portoferraio nel periodo estivo?
Il servizio di sala operatoria svolto a Portoferraio dal primario di ortopedia di Piombino?
Chiediamo inoltre.
Chi ha messo a rischio l’incolumità dei pazienti e del personale dell’Ospedale di Portoferraio?
Quando e quanti bandi per il personale sono stati fatti dal 2005 ad oggi dall’USL6 per il presidio Ospedaliero di Portoferraio?
I cittadini scesi in piazza Venerdì 7 Ottobre aspettano queste risposte e il ripristino immediato dei servizi che sono stati cancellati nel corso degli anni.
Florio Pacini
Italia dei Valori
Isola d’Elba
Osservo la 2 regola non dice che bisogna insultare la cazzata che non avrebbe senso perché è Cazzata è già un insulto, ma dice che “ l'insulto deve essere sempre rivolto ad un'azione, ad un'affermazione ad una scelta.. io rilevo che tu hai fatto una stupidaggine (che, poi per vivacizzare il discorso la chiameremo cazzata.
Quindi la stupidaggine o la cazzata contiene un giudizio negativo dell’azione che stiamo analizzando e, implicitamente, anche un giudizio negativo su chi l’ha fatta. Ho anche chiarito che io avrei chiamato critiche molto dure impropriamente insulti perché cosi vengono percepiti dai destinatari.
Il manuale non ha alcuna utilità per chiamare in giudizio, ne’ tantomeno per punire qualcuno. Può servire per fare polemiche anche vivaci senza fare troppi danni. Tutto qui!
G. Muti
società intervenute :danza mania – circolo teseo tesei- elba bike – cicli brandi-arceri del mare 09 elba-comitato remiero elbano e padulella-educazione fisica e sport neto s.- elba rekord
scacchi isola d'elba
per ulteriori informazioni , magari non in forma anonima 3355326136 massimo mansani delegato allo sport
1) per l'acqua potabile , che non deve mancare mai e deve essere " potabile" davvero e sempre ;
2) per i rifiuti , per raggiungere la % di raccolta differenziata prevista e quindi per non pagare le multe salate per non aver rispettato le leggi vigenti che ricadono su tutti .
Un turista affezionato.
La sanità regionale decolla, ma non all'Elba
Lettera aperta dei Verdi Arcipelago Toscano all'Assessore regionale alla Sanità Enrico Rossi. In essa si ricordano i non pochi limiti che ancora affliggono il servizio sull'isola, ora anche più evidenti dato che la Toscana si appresta ad investire nella salute nel resto della regione…
Il fatto che nei prossimi anni quattro nuovi ospedali monoblocco ad alta tecnologia saranno realizzati in Toscana è una notizia che può fare solo piacere: con la recente legge finanziaria che tende ad abbassare la percentuale del Pil destinata alla Sanità (oggi al 5,7 % contro la media europea del 7%), apprezziamo lo sforzo della Regione di investire per la salute.
Siamo preoccupati che, da un lato la riduzione di risorse e dall' altro la previsione di rimozione dei Direttori Generali delle Asl che non raggiungeranno bilanci in pareggio, penalizzino soprattutto realtà come quella elbana, dove si fatica già ora a realizzare il dettato del Piano sanitario regionale 2002-2004.
Piano dove si legge: "le persone e le famiglie con situazioni di bisogno più acuto o in condizioni di maggior fragilità devono essere messe in grado di poter accedere ai servizi rivolti a tutti, oltre che eventualmente a misure e servizi specificamente dedicati. Coloro che hanno più bisogno e perciò più titolo ad accedere al sistema integrato, non devono risultare esclusi o comunque ostacolati da barriere informative, culturali o fisiche nell'accesso ai servizi universalistici e agli interventi ad essi dedicati."
Mancanza di personale, in particolare infermieristico professionale e per i servizi sul territorio, mancata integrazione tra sanitario e sociale, necessità di aggiornamento professionale del personale attraverso progetti specifici di alto livello o presso altre strutture ospedaliere per acquisire più casistica, ritardi per la carta sanitaria personalizzata, medici di base poco coinvolti nel sistema Cup (che è rimasto solo un centro di prenotazioni quando l'aspettativa era che diventasse un importante mezzo per monitorare i livelli di assistenza e per "la gestione dei percorsi assistenziali") situazione "alberghiera" sotto standard (l'aria condizionata è presente in molti uffici ma non per i degenti), sono questi solo alcuni dei limiti da superare per l'Elba.
La stessa emergenza-urgenza, garantita teoricamente dall' elicottero, è vanificata dal fatto che di notte, in assenza di pista abilitata, servono 60-90 minuti per trasportare un malato da Portoferraio all'aeroporto di Campo nell'Elba (e qui le colpe sono locali).
Sarebbe interessante inoltre avere lumi su una situazione secondo la quale il 10% circa della popolazione elbana (dati Asl 6 di Livorno) risulta essere invalida con una percentuale di invalidità superiore al 67%. E' questa una ragione sufficiente per monitorare in maniera aggiornata e informatica i dati: su quale base è altrimenti possibile fare prevenzione primaria e secondaria?
Caro Assessore Rossi, nella sanità elbana lavorano molte persone motivate: occorre che dirigenza e Regione vedano in loro degli alleati e mettano soprattutto a disposizione le risorse necessarie per far sì che i cittadini toscani che vivono nella terza isola italiana abbiano davvero diritti e opportunità al pari degli altri abitanti della Regione. La aspettiamo fiduciosi all' Elba, eventualmente per ragionare insieme della prossima Carta dei Servizi e della sperimentazione della Società della Salute.
[COLOR=darkblue]Maurizio Poli [/COLOR]
Prima di intervenire sulla manifestazione del 7 ottobre a difesa della sanità, ho atteso di vedere domenica mattina su Teletirreno Elba la registrazione dell'incontro tra i sindaci dell'Elba e la IV commissione regionale sulla sanità. Non mi era stato possibile conoscerne prima i contenuti in quanto venerdì non mi era stato consentito l'accesso, al contrario di altri a titolo sconosciuto, nella sala della Provincia.
Dopo aver visto ed ascoltato in televisione i vari interventi succedutisi nel corso della mattinata, ho fatto alcune riflessioni che voglio qui esternare.
1 – i sindaci dell' Elba, quasi tutti, sembra abbiano finalmente assunto posizioni decise: "Non ci siederemo ad un altro tavolo con la Regione o con l'Azienda se entro 20 giorni non avranno visto la luce le promesse fatte da questa commissione"; giusta la fermezza che mi auguro venga mantenuta in futuro.
2 – la Regione era o no a conoscenza della drammatica situazione della sanità sull'Elba? Se ne era a conoscenza (come io fermamente sono convinto) allora è la responsabile di questa situazione e pertanto si rendono necessarie le dimissioni dell' assessore Scaramuccia; se non ne era a conoscenza, allora significa che le scelte scellerate fatte in questi ultimi anni sono solo parto dell' Azienda Sanitaria e della sua direzione; l'unico modo per dare credibilità a questa interpretazione è il licenziamento del direttore Generale Calamai, caso contrario la Regione dimostrerebbe la sua corresponsabilità nelle scelte aziendali e nello spreco di denaro pubblico.
3 – la IV° commissione regionale sulla sanità, inutile nasconderlo, sappiamo tutti che non ha potere politico decisionale, ma ha esclusivamente compiti di indirizzo e di controllo; le scelte politiche spettano alla Giunta regionale, scelte che dovrà in seguito "imporre" all'Azienda Sanitaria. Quindi le promesse fatte dal presidente della commissione (apprezzabili, ma sospettate di essere state fornite con l'intento di "calmare" la piazza) non spostano il problema nè per i sindaci nè per i cittadini fino a quando la Regione non deciderà, se lo deciderà, di recepire simili indirizzi. Infatti i consiglieri componenti la IV° commissione, nei loro interventi, hanno spesso usato frasi come " faremo il possibile " o " proporremo un indirizzo alla Giunta " o ancora "vedremo di inserire la specificità dell'Elba nel nuovo piano regionale della sanità", ben sapendo che ogni potere decisionale sul futuro della sanità elbana spetterà solo ed esclusivamente alla Giunta regionale.
Ecco, sono queste reflessioni che mi portano a pensare, sempre nella speranza di sbagliare, che tra meno di 20 giorni ci troveremo nuovamente tutti in piazza a dimostrare, stanchi, amareggiati, delusi, arrabbiati, ma magari ancor più numerosi di quella "moltitudine di esasperati", appoggiati da una miriade di giovani studenti da applaudire, che abbiamo visto sfilare civilmente lungo le nostre strade venerdì 7 ottobre.
Chi lo avesse smarrito e' pregato di mettersi subito in contatto con i volontari dell' [COLOR=darkred]Enpa al 347/0745529 [/COLOR] ,
grazie
Il 17 giugno del 1944 l’Isola d’Elba fu liberata da uno sbarco alleato a comando francese. I primi a sbarcare sulla spiaggia di Marina di Campo furono i tirailleurs senegalesi. La spiaggia era minata e moltissimi soldati coloniali morirono. Partendo da questo fatto storico, l’autrice costruisce un romanzo in cui si intrecciano le vite di tre protagonisti. Boubacar il nonno, strappato dal suo villaggio, addestrato a Dakar e a Casablanca, imbarcato su una nave insieme a tanti compagni, testimone di quello che dagli storici fu considerato lo sbarco più sanguinoso del Mediterraneo nella seconda guerra mondiale. Boubacar il nipote, che come il nonno rischia la vita per mare non per liberare l’Italia, ma per trovare un lavoro e anche per conoscere la spiaggia di cui lui gli aveva parlato. Gustavine, ragazza francese precaria come tanti suoi coetanei, che, in un momento di incertezze, decide anche lei di andare a conoscere la spiaggia di cui le raccontava suo nonno, il sergente Flaubert, superiore di Boubacar.
Un romanzo teso ed emozionante, che dà voce agli “altri” che hanno combattuto per la libertà dell’Italia e dell’Europa più di 60 anni fa, agli “altri” che oggi contribuiscono al nostro benessere mettendo in pericolo la propria vita, agli “altri” che vivono con difficoltà la spregiudicata corsa all’arricchimento della società occidentale di cui fanno parte.
Tutto il romanzo ruota intorno alla spiaggia di Marina di Campo .
L'autrice ha una casa di vacanza di proprietà della famiglia a Marina di Campo dal 1950 circa.
Con grande piacere ho visto ripubblicare un nostro articolo risalente ormai a un pò di tempo fa. Purtroppo a tutt'oggi la situazione non ha avuto svolte decisive, anzi peggiora di giorno in giorno. La Asl in questi ultimi 5/6 anni ha indetto 2 graduatorie per l'assunzione a incarico di personale Oss per l'Ospedale di Portoferraio( alle quali ci siamo iscritte ovviamente) ma come per incanto non è stato chiamato un collega, neanche per brevi periodi.
Intanto per una strana logica nota soltanto ai vertici continuano a formare Oss con corsi al modico costo di 1000,00 € a partecipante.
Peccato si dimentichino di specificare che il posto di lavoro dopo il corso se lo possono scordare alla grande, neanche l'assistenza domiciliare o in struttura sociale sul territorio può garantirci un rientro lavorativo perchè manca lavoro anche alle cooperative e più di quel tot di personale non possono assumere per parametri regionali poco elastici per peculiarità di assistenza.
Mi spiego: l'assitenza ad un paziente non richiede per tutti lo stesso tempo, ognuno di noi affronta la malattia in modo diverso e la stessa malattia può avere effetti diversi su ognuno di noi, a questo va aggiunto il fattore umano ossia la relazione umana, l'interagire tra paziente e operatore. Per cui manca tempo per l'assistenza e mancano operatori per svolgerla.
Noi toscani siamo stati quelli che hanno gettato le basi per la Legge 328/2000 nella quale si ribadisce il concetto di assistenza, sarebbe opportuno che questi importanti vertici , politici e non, andassero a rileggerla con cura
[COLOR=darkblue]«La Regione chiarisca i motivi di tale oscuramento»
Interrogazione urgente del Pdl: «Censura inammissibile sotto ogni profilo» [/COLOR]
Ci sono state le visite istituzionali della giunta regionale (4 ottobre) e della Commissione sanità (7 ottobre), oltre a una manifestazione-fiume (sempre il 7 ottobre) che ha portato in piazza in difesa dell’ospedale di Portoferraio migliaia e migliaia di elbani. E in questo momento così delicato guarda il caso che ti va a succedere? Che dal primo di ottobre su tutti i computer dei dipendenti della Asl 6 dell’Elba il sito di Tirreno Elba News – da cui tra l’altro, guarda quando davvero si dice il caso, si accede anche allo streaming di TeleElba, l’emittente che ha trasmesso in diretta il corteo di venerdì scorso – risulta bloccato. Oscurato. Nisba. Cioè: tutto il resto dello scibile internet funziona a meraviglia, ma quando il dipendente Asl elbano digita [URL]www.tenews.it[/URL] gli compare una scritta tipo: «Per collegarsi a questo indirizzo rivolgersi alla Asl». Roba da suscitare la reazione immediata dei Consiglieri regionali del Pdl Marco Taradash e Stefano Mugnai (Vicepresidente Commissione sanità) che, appena appresa la notizia, hanno presentato un’interrogazione urgente con la quale chiedono all’assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia di spiegare in aula «le ragioni che hanno portato all’oscuramento del sito Tenews» e a fornire «le sue valutazioni in merito all’accaduto».
No perché, riflettono i Consiglieri Pdl nel loro documento, «c’è da augurarsi che tutto ciò abbia una spiegazione tecnica plausibile». Infatti, continuano, «in un momento come questo di vertenze delicatissime per il territorio e, in particolare, di veementi proteste della comunità elbana rispetto all’attuale gestione dei servizi sanitari sull’isola da parte della Asl 6, l’oscuramento di una testata giornalistica, oltre a privare chi sta all’interno dell’Azienda di informazioni puntuali e dettagliate, rappresenterebbe una forma di censura inammissibile sotto ogni profilo».
Alla redazione di Tirreno Elba News – che «ha più volte contattato l’Azienda per conoscere la ragione dell’eventuale disfunzione» e che ha a più riprese chiesto spiegazioni sull’oscuramento del proprio sito – di risposte non ne sono giunte: «Né dalla direzione della Asl 6, né dall’ufficio stampa dell’Azienda», puntualizzano Taradash e Mugnai. Ora però qualcosa la giunta regionale dovrà pur dire. Così si chiarirà il piccolo giallo informatico che sta appassionando l’Elba e non solo.
Messaggio 33387 x marchetti
Non credo proprio che marchetti sia un asservito alla regione, lo conosco come uno combattivo per il territorio, certo ragiona con la testa.
Vediamo chi c’era prima dell'attuale direttore sanitario negli ultimi 20 anni, adesso sindaco di uno degli 8 comuni, attualmente presidente della conferenza (sanita elbana ) dei servizi come dirigente a.s.l. 6, e forse si inizierà a vedere di chi sono le responsabilità, diciamolo come stanno le cose, sarà bene che giovanni f. cominci a dircele, in quanto era presidente allora della conferenza su citata, i finanziamenti dove sono finiti
Mi sento malato
Cosa e' successo in Toscana? Quando era importata si seguiva la prassi medica del resto del mondo e ora che e' in commercio in Italia si seguono le indicazioni di un unico Stato, quello del Vaticano?
Nel frattempo e' cambiato solo l'assessore, o meglio il ruolo dell'assessore alla Salute, Enrico Rossi, fino a pochi mesi fa solo assessore, ora anche e soprattutto candidato presidente della Regione che, pur non avendo stretto alcun accordo con l'Udc, non manca di essere compiacente all'elettorato del partito di Casini.
Tutto questo passando sopra il corpo delle donne ritenute pazze da legare al letto per tre giorni.
Una manfrina per scoraggiare il ricorso alla Ru486 invece che garantire le modalita’ di ricovero e assistenza previste dalla legge, garantendo altresi’ al medico la scelta di metodo e modalita’ idonee alle caratteristiche cliniche della donna. Basti pensare che, in generale, per l'interruzione volontaria di gravidanza nel 91,2% dei casi (dati relazione annuale sulla legge 194) la durata della degenza e' durata meno di 24 ore e nel 6,2% la donna e' rimasta ricoverata per una sola notte. Con la degenza dei tre giorni non ci sara' primario di ginecologia che cerchera' di promuovere questo metodo, sarebbe una spesa per il Ssn e una gestione difficilissima delle corsie d'ospedale.
L'indagine conoscitiva che ha bloccato i lavori per mesi della commissione Sanita' del Senato, ha mostrato come la Ru486 sia un metodo efficace e sicuro e come in nessun Paese al mondo sia previsto il ricovero per tre giorni.
Basta rileggersi gli atti… se Rossi avra' tempo tra un comizio e l'altro di fare ancora l'assessore alla Salute!
Articolo di Donatella Poretti 22 febbraio 2010 15:30 senatrice Radicali-Pd e Segretaria Commissione Igiene e Sanita'