Cari amici camminatori,qualcuno conosce la composizione di un biglietto nave ?
Mi risulta che su ogni biglietto la Compagnia Portuale Piombinese riceva 3 euro a macchina ed 1 euro a passeggero ?
Sapete se e' vero ?
Grazie, a dopo i commenti……
Sicuramente sarà da migliorare il porto! ma ti ricordi com'er 4 anni fa??da sotto la tore fino a dove ci sono ora gli uffici era banchina libera!!! dove le peggio barche venivano a passarci intere stagioni senza pagare una lira. Ora per lo meno vediamo barche di un certo livello, gli ospiti del marina scendono e spendono nel nostro paese!! Erano anni che non si vedevano persone famose arrivare con la barca. Ripeto, sicuramente sarà da migliorare ma non puoi lamentarti, ricordati com era 4 anni fa!
Piuttosto lamentati del nuovo pontile dei residenti, dove la maggior parte delle persone che hanno la barca li non sono affatto residente ma fiorentini, milanesi, pisani, lucchesi ecc….
I tentativi di strumentalizzazione di micropolitici da condominio, incapaci di distinguere fra i massacri – veri – perpetrati in dispregio della Costituzione con l'avallo di quasi tutte le forze politiche – e contro i quali non alzano pelo di barba – sono semplicemente patetici e non meritano nemmeno commento (infatti, rispondo a te e non a loro..). Gli si ritorceranno, politicamente, contro, quando constateranno che il popolo non è sempre cosi' ghiozzo da abboccare, specie a una farsesca difesa della Pace nel Mondo rappresentata in perfetto stile "intervista alla prima Miss Italia ipertricotica della storia"… 😮
Quanto però alla vecchia (l'anno scorso si sono riempite decine di pagine) ma ben più sensata querelle relativa all'opportunità o meno dell'utilizzo – fuori luogo ?? – del nome Brassard, devo dire che i ragazzi del Softair hanno spiegato abbastanza bene le loro ragioni, consistenti nel semplice utilizzo di un nome evocativo per l'Elba. Tutto sommato, credo che anche chi ama "giocare" al soldato imperiale durante le rievocazioni storiche (ci sono manifestazioni con migliaia di comparse e spettatori in tutta Europa) non voglia ledere o infangare la memoria di chi ha davvero perso la vita, chessò, nella battaglia di Waterloo.
Bene comunque che anche un semplice gioco stimoli ad apprendere e a conoscere realtà tanto tragiche e luttuose, anche per evitare che si ripetano. Chissà che queste polemiche non portino qualcuno a leggere di Storia vera, di vite vere e di quanto l'assurdità delle guerre porti all'impossibilità di distinguere con certezza i "buoni" dai "cattivi"… 🙁
Come detto da Paolo Franceschetti, è appena uscito un libro basato sulla "vera" Brassard: "La guerra di Boubacar", di Francesca Caminoli – ed. Jaca Book
Avevamo ipotizzato di presentarlo proprio in concomitanza con il softair, anche associato ad altre manifestazioni culturali su quel periodo storico. Proprio per cogliere l'occasione di mostrare che gioco e realtà sono due cose ben diverse e distinte, da affrontare singolarmente e dando ad ognuna il giusto peso e valore. Si è preferita (perché capita anche che fra di noi ci si consulti e si discuta.. almeno con quelli che "ci sono"…. 😎 ) la strada di lasciare le cose separate, e il libro sarà presentato ufficialmete a Campo il mese prossimo. E sono certo che non ci farai mancare il tuo prezioso apporto, eh Beppe? 😀
Per ora divertiamoci insieme a questi ragazzi ed accogliamoli mostrando loro tutta l'ospitalità e la cordialità di cui la nostra Isola, quando vuole, è capace. 🙂
Lasciate giocare i bimbi !
Perchè, noi ,figli di un altra generazione che si faceva a sassate tra bande ,non avevamo la tecnologia e i soldi per comprarsi questi giocattoli, perchè giocattoli sono e saranno.
Ridicole le manifestazioni contrarie ai giochi, nascoste dietro un pacifismo nauseabondo,ipocrita e da sacrestia.
Ma da qui ad ACCETTARE che i bamboli giochino scherzando sull'operazione Brassard , denota mancanza di memoria storica , un minimo d'istruzione necessaria per ricordare e far ricordare cosa accadde agli Elbani.
Non come quel fesso di sindaco che ringraziò a suo tempo il console senegalese che si credeva erede di un schiera di angeli turchini.
Leggete, ascoltate i vecchi e riflettete
circolazione stradale? spesi soldi inutimente per la sbarra (sempre aperta) e per la segnaletica.
caro sarago prima di parlare inserire il cervello, credimi è meglio altrimenti fai brutte figure
L’associazione amici di Montecristo continua nel suo sforzo di approfondimento sulla conoscenza del territorio dell’arcipelago toscano. Dopo pubblicazioni sull’isola di Montecristo( “Montecristo,isola del tesoro”-Aracne editore- “Abbazia e monastero di San Mamiliano nell’isola di Montecristo”-Seneca editore-) e sull’Elba (“Elba tra il medioevo e il rinascimento”-Bentivoglio editore- “Morte di Napoleone Bonaparte”-Minerva Medica editore-),ora tocca all’isola di Gorgona che insieme a Montecristo è la più inaccessibile di tutto l’arcipelago toscano.
Dell’opera edita col titolo “Escursione all’isola di Gorgona. ,Vicenza) ne è autore Marcello Camici con la collaborazione del Comitato Abitanti isola di Gorgona ed Associazione Amici di Montecristo.L’opera è classificata dall’editore come “guida” ma gli autori sperano che per chi legge sia qualcosa di più di una “guida”.
Le pagine scritte prendono spunto da una escursione che l’autore ha compiuto molti anni orsono su questa isola restandone affascinato per la bellezza.L’opera è suddivisa in capitoli:premessa, come avvicinarsi a Gorgona,come arrivare a Gorgona,escursione,cenni di orografia-idrografia-inquadramento geologico,notizie di storia,comunità civile gorgonese-comunità penitenziaria,flora,fauna,ambiente marino,monumenti d’interesse storico.
Ogni capitolo è arricchito con immagini fotografiche suggestive che documentano quanto scritto.
Gorgona è un’isola-carcere dove una piccola comunità di civili vive relegata. Il comitato abitanti isola di Gorgona è coinvolto nella redazione dell’opera per spiegare le difficili condizioni in cui si trova a vivere ed è autore di tutte quelle notizie che riguardano questa piccola comunità.
E’ infine doveroso ricordare che “Escursione all’isola di Gorgona.Contributo alla conoscenza dell’isola” è opera nata dall’amore che l’Autore,l’Associazione Amici di Montecristo e il Comitato Abitanti isola di Gorgona nutrono per la loro terra,l’arcipelago toscano, e non ha avuto promozione ,patrocinio,contributo né “culturale” né economico pubblico o privato,pur richiesti a molti soggetti pubblici e privati.
Marcello Camici è nato a Portoferraio (isola d’Elba) nel 1946. E’ Coniugato con Maura ed ha una figlia,Gioia.E’ medico e docente universitario presso l’ università degli studi di Pisa.
Il libro è in vendita al prezzo di euro 10
Per l’acquisto, da subito disponibile al seguente sito internet:
htpp://shop.tgbook.it//home.php?cat=2
Oppure,tra qualche giorno,anche nelle principali librerie online ai seguenti recapiti internet:
[URL]www.webster.it[/URL] ; [URL]www.unilibro.it[/URL]; [URL]www.libreriauniversitaria.it[/URL]
[URL]www.ibs.it[/URL] ;
[URL]www.dvd.it[/URL] ; [URL]www.libri.dvd.it[/URL] ; [URL]www.wuz.it[/URL] ; [URL]www.deastore.com[/URL] ; [URL]www.italiadvd.it[/URL]
Allora i soldi ci sono, ma non per l'ospedale, i trasporti, l'acqua potabile, solo per dare utili ai padroni, agli appalti, agli armatori, alle banche e nessun vantaggio per la qualità della vita dei residenti e per l’offerta dei servizi turistici, avvelenati dall'acqua, strozzati dal trasporto e non curati dall'ospedale .
Caro Coluccia,
"SIAMO STANCHI"
la politica è un'altra cosa.
Ecco in sintesi cosa ha detto la protesta dei cittadini elbani… ….. bastavano due parole!
Voto: nettamente ma nettamente + che insufficiente!
[URL]http://www.youtube.com/watch?v=3MxL64zKcIw[/URL]
Paolo hai ragione!
Il Softair in Italia è spesso poco o per nulla conosciuto e ancor più spesso conosciuto male.
Capita ormai spesso e purtroppo di incappare in quotidiani con articoli sensazionalistici che descrivono "gruppi armati fino ai denti" e "pallini macchianti riempiti di vernice rossa", il più delle volte corredati da foto che nulla hanno a che vedere con il nostro gioco. Quando si leggono cose del genere si ha subito la certezza di avere di fronte un giornalista disinformato che, come minimo, non ha alcuna idea di cosa sia il softair.
I giocatori non possono essere "armati fino ai denti" perchè non usano "armi". E non possono sparare "pallini macchianti" perchè quella è la fondamentale caratteristica del gioco denominato "paintball", che in Italia non è ancora legale data la potenza degli strumenti utilizzati dai giocatori.
Ad uno sguardo totalmente superficiale, il softair può dare l'impressione di essere un gioco violento, praticato da adulti poco cresciuti e Rambo della domenica. A questo punto è doveroso e necessario precisare che il softair è un'attività riconosciuta come "non agonistica" da vari enti di promozione sportiva affiliati al CONI (CSEN, ASI ecc). Lo stesso riconoscimento che possono avere attività sportive quali il tennis, il calcio, il tiro con l'arco.
Ma cos'è il Softair in realtà?
Il Softair è uno sport di origine Giapponese nato verso la metà degli anni ‘80. Le repliche utilizzate per giocare (ASG – Air Soft Gun), inizialmente inerti, furono in seguito dotate di congegni in grado di sparare piccoli pallini di plastica (diametro 6 mm).
Sviluppatosi anche in Italia all’inizio degli anni ‘90, il Softair si è largamente diffuso, i giocatori si sono riuniti in Associazioni, le ASG sono migliorate (ora funzionano con un motorino elettrico alimentato a batteria) e il gioco si sta trasformando in vero e proprio sport.
Il softair o soft air (in inglese: airsoft o air soft), è uno sport di squadra basato sulla simulazione di movimenti tattici. L'attività pur rimanendo uno sport può essere assimilata anche ad un gioco di ruolo che simula, tramite attrezzature apposite, azioni tattiche e strategiche di combattimento in ambienti urbani o boschivi, tra fazioni opposte che devono conquistare obiettivi prefissati.
Il softair, nonostante l'apparenza, è innocuo e non violento.
E' vietato qualunque contatto fisico con l'avversario. Ci si basa principalmente sul fair play e sulla correttezza individuale. Ogni giocatore è obbligato ad "auto dichiararsi", ovvero a manifestare a voce e a gesti la sua eliminazione in conseguenza dell'impatto di pallini avversari su corpo e/o attrezzatura, pena la squalifica. E' anche tenuto a mantenere un atteggiamento di massima correttezza nei confronti di compagni ed avversari, per evitare il rischio di infortuni derivanti da un uso scorretto di attrezzature e protezioni. In quest'ottica il Softair è una disciplina che insegna l'autocontrollo e l'onestà.
Il softair è uno sport di movimento ma non di contatto.
Il confronto avviene tra atleti (detti anche Softgunners) operanti individualmente e/o aggregati in squadre che, attraverso specifiche attrezzature definite ASG (Air Soft Gun), sviluppano un punteggio od un vantaggio di gara raggiungendo e/o acquisendo degli obiettivi predeterminati, superando delle prove tecnico-teoriche e/o tentando reciprocamente di porsi fuori gioco attraverso il lancio di precisione a distanza di pallini calibrati, composti da materiale inerte e/o biodegradabile, ed il loro contatto con il corpo e/o l’attrezzatura di un avversario. In quest'ottica il Softair è una disciplina che allena il corpo e la mente.
Il softair non prevede l'utilizzo di armi.
Le repliche/ASG ammesse per la pratica del Softair sono liberamente acquistabili, utilizzabili e/o detenibili dagli atleti, purché rispondenti alla definizione tecnica e ai requisiti fissati dalla Legge. Le ASG per la loro intrinseca modalità di costruzione e per la fragilità dei materiali impiegati non sono nel modo più assoluto trasformabili in armi da fuoco, nemmeno volendo.
In definitiva il softair:
– è una disciplina sportiva sia di squadra che individuale, avente la finalità di incentivare il benessere, lo sviluppo e la tutela sia fisica che culturale degli Atleti che la svolgono, attraverso una specifica e costante attività teorica, pratica ed educativa promuovente le qualità fisiche, morali ed intellettuali proprie di ciascuno dei suoi praticanti.
– è una disciplina che coordina le sue finalità sportive innanzitutto con i principi fondamentali dell’amicizia e della solidarietà, senza distinzione di sesso, razza, religione, nazionalità e ceto socio-culturale, parimenti accogliendo il pieno rispetto delle norme dell’Ordinamento Generale dello Stato Italiano e degli Stati da esso riconosciuti.
– è una disciplina che rifiuta ogni forma e tipo di violenza nonché l’ideologia della guerra mai intesa come primaria fonte ispiratrice bensì solo come circostanza storica e dimensione tecnologica. In questo senso ogni Associazione di Softair degna di questo nome rifiuta di caratterizzarsi con simboli e denominazioni identificativi di reparti, gruppi, associazioni e formazioni militari, para-militari e/o politiche reali, siano esse attuali che del passato.
– è svolto prevalentemente all’aria aperta ed i suoi praticanti condividono senza eccezione alcuna l’obbligo del rispetto totale della natura e dell’ambiente, non solo evitando di contaminarlo, inquinarlo e/o deturparlo, ma anche prodigandosi per la sua difesa rispetto a qualunque forma di aggressione e con ogni forma di azione e collaborazione che si rendesse possibile e/o necessaria.
– accoglie i valori basilari dello sport quali la lealtà ed il fairplay, specie nelle occasioni competitive dove deve essere costantemente promosso da tutti il miglior rispetto delle regole generali e tecniche di questo sport nonché l’imparzialità delle valutazioni che si rendessero necessarie, per garantire sempre un confronto sereno e leale tra gli Atleti atto a tutelare, valorizzare ed autenticare la loro prestazione atletica e sportiva.
– viene riconosciuto come "attività sportiva non agonistica" da numerosi enti di promozione sportiva legati al CONI.
Gli “Indigeni” concordano con quanto sostiene Legambiente Arcipelago Toscano che “a San Giovanni si può realizzare l'approdo previsto dal Piano Strutturale rispettando i principi di tutela del paesaggio e dell'ambiente del Golfo di Portoferraio: per rispettare questi principi occorre impedire la realizzazione di nuove opere a mare e a terra, fatto salvo il riaffioramento della attuale diga foranea e la sua modesta estensione ad ovest, e l'ottimizzare l'utilizzo dei volumi esistenti e delle aree già urbanizzate.”
Prendono atto che la Lega delle cooperative sottolinea con forza il grande valore economico dell'Approdo Turistico di San Giovanni, e che alcuni “Amici” anonimi di San Giovanni, impegnati per la “riqualificazione di San Giovanni (il cui stato di degrado è sotto gli occhi di tutti)”, si dichiarano preoccupati che un ridimensionamento dell’approdo “rende economicamente non sostenibile l’intervento con conseguente abbandono dell’area nel suo attuale stato di degrado.”
Gli “Indigeni” sono convinti che la realizzazione di un Porto turistico di grande valore economico (anche se realizzato da una cooperativa di soci, peraltro non radicati al territorio) sia uno strumento di rendita immobiliare con un impatto insostenibile sull’ambiente e sulla qualità della vita della comunità locale che, oltretutto, non crea alcun vantaggio in termini di posti di lavoro.
E’ sotto gli occhi di tutti che ormai le politiche turistiche ed economiche vanno verso un'altra direzione e premiano l’identità del territorio che garantisce un’alta qualità della vita.. Non si comprende la necessità di creare un attrattore di turismo nautico a San Giovanni, in area esondabile, oltre a quello del Porto cantieri (con le Calle e il fosso del Riondo). Sono invece da sviluppare la Darsena Medicea il centro storico, altrimenti destinati al degrado, che oltretutto forniscono l’identità collettiva di Portoferraio.
Gli “Indigeni “auspicano che la riqualificazione dell’unica area “degradata” (il piazzale del Chicchero peraltro di proprietà comunale) sia orientata a conservare i valori del paesaggio e gli aspetti naturalistici e architettonici che caratterizzano da sempre la frazione di San Giovanni. Sono certi che il Sindaco di Portoferraio e la Giunta sapranno garantire la necessaria indipendenza dal Segretario locale del principale partito di maggioranza e promotore dell’iniziativa della Cooperativa Marina di San Giovanni. Attendono con fiducia che la variante al Regolamento urbanistico garantisca gli interessi della cittadinanza e consenta la selezione del progetto che verrà approvato tra una pluralità di proposte.
Sarà opportuno ricordare anche le parole di Sergio Rossi redatte su elbareport pochi giorni a seguito dell’enfatico comunicato di Legacoop , parole che mettevano in luce aspetti e considerazioni su questa operazione in procinto di essere adottata dall’amministrazione comunale Portoferraiese.
Si cominciano finalmente a scoprire davvero le carte e si capisce che la partita vera è quella di San Giovanni dove, altro che minimo approdo in funzione dei residenti, là si vuole realizzare una impattante struttura turistica e infierire al territorio nuove coltellate cementizie.
Insomma la cantieristica (ESAOM?), che non a caso i "cooperatori" nel loro scritto tengono ben distinta dall'attività portuale turistica, è pure la scusa per operazioni speculative che con la cantieristica non c'entrano proprio un piffero, e la richiesta di "sinergie" appare come una sorta di "posa l'osso che alla ricettività nautica ci pensiamo noi".
Si capisce che siamo orientati verso la follia del realizzare 2 PORTI TURISTICI contigui.
E si capisce pure perchè elementi "senza storia" in politica, ma legatissimi agli interessi di chi vuole un "PORTO TURISTICO A SAN GIOVANNI" siano tanto rapidamente giunti a cariche dirigenti all'interno del PD.
Caro Assessore Marson (che ha tutta la nostra stima)presti molta attenzione a quello che le raccontano: Conti (per fortuna) non c'è più, ma il contismo impazza 🙁
[SIZE=4][COLOR=darkred]E I TUOI RAGAZZI? LI PORTIAMO NOI CON IL PULMINO…Oppure TI SERVIAMO A DOMICILIO!. [/COLOR] [/SIZE]
[SIZE=3][COLOR=darkred]SFOGLIA IL CATALOGO [/COLOR] [/SIZE] [URL]www.dico.it[/URL]
Sapresti dirmi cos'hai contro il porto de la marina??????