da
Cittadina Centro Storico
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
20:28
da
Monica
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
19:41
da
E7g
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
19:04
Certo è vero che il Comune non può limitarsi a chiudere il traffico ma deve anche creare intorno alle attività presenti e future un ambiente favorevole. Per quel che ne so per esempio, tanta gente che arriva con la nave non sa nemmeno che esiste un centro storico lì a pochi passi perchè tutto porta fuori.
da
X Lelio Giannoni
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
18:58
Non posso non condividere le tue osservazioni cosi come quelle di Marini sul metodo attualmente proposto per far esprimere i cittadini sulla questione Comune unico si o no. Anch’io non condivido quella modalità "non referendum" e dico che non mi piace, che non la voglio, non ho difficoltà a denunciare che chi l’ha confezionata non ha fatto la proposta migliore e che il referendum comune per comune la ritengo migliore. Poi la pianto lì perché l’obiettivo che voglio raggiungere non è il consenso , non ho cariche politiche, ma come la maggioranza degli elbani, è quello di arrivare ad un comune unico convinto che ne deriverebbero dei vantaggi inveche che degli svantaggi come sostieni te. Quindi mi do da fare perché venga indetto un referendum perché la gente possa esprimersi, magari comune per comune, e provo a convincere questa stessa gente a votare si. Questo farei anche se svolgessi una attività politica e questo vorrei che facesse soprattutto chi fa politica. Quando c’è di mezzo un referendum non mi piace che venga usata la tattica volta a “demolire” le proposte di quelli che lo propongono senza contrapporne di proprie da sottoporre al giudizio del voto. E questo perché si può “vincere”, anzi si “vince” meglio senza compromettersi, se il referendum va a monte. Facciamo delle semplici considerazioni. Cosa viene contrapposto, in realtà, a chi propone un, chiamiamolo pure “non referendum”, per dire si o no al comune unico? Dai sostenitori del no viene contrapposto un no al comune unico ovviamente ed anche un no al “non referendum” perché ritenuto un po’ troppo…. furbetto. Bene, ma questo si o no al comune unico allora come dovrebbe poter essere espresso dai cittadini? La risposta, per un maligno come me è semplice: chi è per il si, vuole ovviamente il referendum, sia questo proposto sia quello comune per comune , chi è per il no è evidente che non voglia alcun referendum il no esiste già, basta non far niente, perché pestarsi i maroni? Questa Lelio è la semplice, elementare, ma realistica conclusione. Lo so che è’ lecito, ci mancherebbe altro, far melina o politica aperta per impedire un confronto referendario, è previsto anche nel nostro ordinamento, lo so, comunque la ritengo pratica incivile, diseducativa e antidemocratica. Ma questi sono affari miei. Ora , mio caro Lelio, ti saluto
Valerio
da
elicottero
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
18:52
Mi chiedo se anche questo non sia che un ulteriore segnale della distanza tra questi politici e noi gente comune.
Chi paga per questo viaggio?
da
Gimmi Ori
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
18:42
Penso che puo' già vedere dalla foto di oggi 01.12.2011, dopo venticinque giorni dall'alluvione del 07 novembre 2011 le condizioni attuali del fosso degli alzi dopo il ponte agli olmi nella piana di marina di campo, nelle immediate vicinanze della periferia del paese stesso.
In ogni caso penso che sarebbe opportuno che porti anche l'assessore Ceccobao per fargli vedere l'aeroporto internazionale della pila della regione toscana, costruito pure in una zona a elevatissimo rischio di esondazione, che sarebbe anche quello forse l'ora che venga messo in sicurezza, cosiccome tutto il comune di campo nell'elba.
L'elicottero va bene per il viaggio, ma in caso dovesse arrivare la piena millenaria prevista dalla profezia maya a breve termine, dopo quella di più del doppio di quella duecentennale, mi permetto di consigliare l'idrovolante.
Una buona serata
[COLOR=darkblue]Gimmi Ori [/COLOR]
P.S.
per la class-action quasi quasi la pago io la perizia idro-geologica
da
COMMISSARIAMENTO
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
18:34
Presto pioveranno sull'Elba piogge ben meno devastanti di quelle che ci hanno colpiti neanche un mese fa. Saranno piogge di milioni, provenienti da tutta Italia.
Si parla di 1,6mln dalla Provincia, 2,5 dall'Assessorato al Turismo della Regione Toscana, 5 dalla Regione, altrettanti dal Governo, e poi Assessorato all'Ambiente, Ministero dell'Ambiente e, magari, persino l'Europa interverrà a riparare i danni del cataclisma.
Qualcuno penserà che a Campo si sfreghino le mani nelle stanze del Comune, invece non c'è da giurarci.
Certo, tutti sono felici che finalmente si siano stanziati fondi per rimettere in moto l'economia e far ripartire la macchina del turismo; ma non saranno loro a contare i soldi e decidere come spenderli.
Infatti verrà nominato prestissimo un Supermegacommissario, che dirigerà le operazioni di ricostruzione col suo portafoglio da ministro.
E chi sarà questo commissario?
Il Sindaco stesso? Non c'è da scommetterci, giustamente la politica sul territorio comprometterebbe la trasparenza dell'equità degli interventi. Sarà allora una persona stimata e rispettata da tutti? Per esempio uno dei benefattori o dei volontari che si sono distinti negli aiuti delle prime settimane? Anche su questo non c'è da scommetterci. E allora? Chi vestirà l'uniforme del Gran Mogol? Si parla di un commissario "tecnico"; no, no, non preoccupatevi, non un banchiere, un tecnico per la situazione specifica!
Ma sarà un tecnico esperto in alluvioni o in amministrazione pubblica?
Nel primo caso la rosa dei nomi si restringe a pochi, tra cui uno potrebbe essere il Presidente del Parco uscente Mario Tozzi, che verrebbe premiato per essersi distinto alla guida dell'Ente Parco, oppure l'ingegner Ferrari, che verrebbe premiato per il lavoro svolto alla Comunità Montana prima e all'Unione dei Comuni poi.
Nel secondo caso il "tecnico" potrebbe essere un ex segretario, Fratini o Orsini, entrambi distintisi per l'immenso lavoro svolto nell'allestimento dei banchetti su stretti marciapiedi o appiccicati a guard-rail o addirittura sulla banchina del porto col rischio di cadere in mare che ne ha fatto degli eroi loro malgrado.
Noi vi suggeriamo di scatenarvi e fare qui i vostri nomi. Di chi vi fidereste di più e riterreste la persona più indicata ad assumersi una così grande responsabilità sociale e politica?
Sfogatevi su camminando con le vostre indicazioni, ne faremo un documento da sottoporre al Presidente della Regione e a quello della Provincia, alla Protezione Civile Nazionale ed al Consiglio dei Ministri.
Su una cosa siamo tutti d'accordo, devono essere i campesi e/o gli elbani a scegliere chi gestirà i loro soldi, e non deve essere il merito nella gestione di un ente o di un banchetto a determinare la scelta di chi di dovere.
Uno che ama l'Elba
da
COMPIACENZE O COMPETENZE?
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
17:37
[COLOR=darkblue]di Giovanni Muti [/COLOR]
Abbiamo avuto occasione di precisare, nelle infinite polemiche seguite alla decisione di istituire il Parco, che L’elbano è colui che vive e lavora in quest’isola indipendentemente da dove è nato, dalle sue convinzioni religiose o dal colore della sua pelle. E abbiano anche detto che l’ “Elbanità” è un termine che non ci piace perché riecheggia l’italianità di stampo fascista .
Detto questo bisogna dire , però, che il sentimento che lega una persona alla terra dove è nata e il senso di appartenenza che ne deriva non sono un’invenzione ma sono parte inscindibile della identità di ognuno. Non si tratta , quindi, di campanilismo becero che, invece, si esprime con atteggiamenti esterni spesso volgari.
Perché ne parliamo ? Ne parliamo perché promotori del Comune Unico stanno offendendo questi sentimenti e lo fanno aprendo un solco tra gli elbani nativi e glie elbani d’adozione . Lo stanno facendo, forse senza neanche rendersene conto. Forse perché loro non riescono a capire questi sentimenti. E questo è comprensibile . Il loro rapporto con l’isola non sarà mai come quello di uno che c’è nato. Per loro l’Elba è una terra bellissima che bisogna gestire in modo razionale, come se fosse una gigantesca azienda, e per certi versi hanno anche ragione. Ma la terra dove si è nati è qualcosa di più e di più complesso. Ed è questo che i promotori del Comune Unico dovrebbero cercare di capire.
Bisogna comunque riconoscere agli elbani importati il merito di aver costruito l’Elba turistica cosi come la vediamo oggi. E questo ha permesso a noi elbani di migliorare le nostre condizioni di vita e siamo loro riconoscenti . Anche gli ultimi arrivati sono sati accolti bene ed addirittura eletti a cariche importanti. Li vediamo seduti ai tavoli dove si raccolgono le firme per il Comune Unico: sono assessori, porta voci di comitati, presidenti di associazioni imprenditoriali importanti, tutti elbani d’oltre canale. Sono lì convinti di avere il diritto di stabilire semplicemente come deve essere il nostro futuro e di farcelo entrare in testa con le buone o con le cattive.
Questa divisione delle truppe su base “etnica” più che politica, ci aiuta a capire il linguaggio da loro usato nelle polemiche. Che non è un linguaggio politico, quindi , adatto a smussare a mediare, ma è un linguaggio rozzo e primitivo che non argomenta ma offende.
A questo punto noi indigeni o gorilla con tutti nostri difetti cosa possiamo dire?
dobbiamo dire loro, con paziente amicizia che se non cambiano atteggiamento e linguaggio possono innescare meccanismi molto pericolosi perché potrebbero dividere gli elbani invece di unirli.
Siamo anche convinti che per affrontare temi politici impegnativi come cambiare l’assetto istituzionale all’Elba dove ci sono 8 comuni , ma c’è anche una società culturalmente frantumata , ci vorrebbe un altissima preparazione ed esperienza politica notevole, che non sembra posseggano coloro che dirigono il comitato pro comune unico. Se credono veramente che i problemi dell’Elba si risolvono solo con Comune Unico, cerchino di spiegarlo con pazienza e senza offendere.
Se invece loro vogliano insistere con questo atteggiamento e vogliono civilizzare gli indigeni ( il Gorillaio direbbero Beppe Tanelli , Mario Tozzi, e gli ambienti locali ) allora non devono dimenticare che un elbano non è come un veneziano un bolognese o un fiorentino . Un elbano, intendo dire uno nato e cresciuto all’Elba è prima di tutto un isolano. Cioè è come un siciliano come un sardo e come un corso.
In passato, nel corso della lotta antiparco, vi furono personaggi che fecero dichiarazioni di tipo razzista nei confronti delle popolazioni locali. Ebbene il trattamento ricevuto li fece rientrare nei ranghi e non si sono più ne’ visti e’sentiti.
da
ALZO ZERO
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
17:28
L'assessore ha dichiarato che l'emergenza a Marina di Campo non è ancora terminata, nel frattempo la regione approva la chiusura dell' Aeroporto nei giorni feriali , non tenendo conto che l'Aeroporto a suo tempo è stato dichiarato di pubblica utilità da Presidente della Repubblica Italiana, e che siamo ancora in emergenza per la calamità naturale.
Peggio ancora, detto comportamento, è stato appoggiato dai rappresentanti delle associazione di categoria e di buona parte delle istituzioni Elbane.
Dico rappresentanti, perchè non sò se i rappresentati sono completamente d'accordo sul detto operato.
Penso che L'Isola d'Elba, nella condizione in cui si trova, abbia bisogno di comportamenti responsabili e intelligenti, nonche grande disponibilità di chi è addetto ai lavori.
P.S Le perline di vetro colorato e i balletti delle veline sono ancora ben quotati nel Paese dei Campanelli.
da
A.A.A APPARTAMENTO CERCASI
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
17:13
Preferibilmente composto da , cucina, sala, due camere da letto e bagno.
Grazie per contatti telefonare al n° di cell. 3495549275 [/COLOR]
da
Francesco Cavaliere
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
17:08
ho letto con attenzione la tua lettera e siccome faccio parte di quei commercianti che in questo periodo hanno chiuso il loro esercizio per " ferie" provero' ad aggiungere alcune riflessioni, senza voler entrare in polemica con nessuno, soprattutto con te.
Non voglio scendere in analisi economiche di carattere generale, non ne sarei all'altezza, ma siccome per anni ho criticato come te i commercianti che raccoglievano d'estate e abbandonavano al loro destino Portoferraio e i Portoferraiesi d'inverno, con grande rammarico e solo dopo aver provato sulla mia pelle cosa vuol dire stare "al pezzo" in centro storico d’inverno, mi sono dovuto ricredere e dar ragione ahimè, a chi dopo aver raccolto d’estate, scappa!
Con grande entusiasmo, io e la mia famiglia abbiamo deciso di investire nella ristrutturazione del nostro locale e di occuparci direttamente della gestione .
Il nostro progetto non e' mai stato finalizzato al solo "raccolto" estivo ma era, e lo e' ancora, un progetto annuale, soprattutto con riguardo al rapporto di continuità lavorativa con i miei collaboratori e di servizio per i clienti . L’anno scorso, quando anch’io sono "diventato" un commerciante del centro, i colleghi di piazza mi hanno messo subito al corrente dei grandi danni subiti dovuti, a loro dire, dalla chiusura invernale del traffico, chiedendomi appoggio e sostegno per cercare di convincere gli amministratori a cambiare idea.
Dopo averli ascoltati, ho pensato che la cosa piu' giusta sarebbe stata trascorrere l’autunno e l’ inverno per valutare direttamente la situazione e farmi un opinione.
Aggiungo che negli ultimi anni, fino all’apertura del bar, frequentavo poco il centro storico perche' per me e la mia famiglia risultava molto piu' comodo, acquistare sigarette, giornali, quaderni, carne e quant’altro in altra zona. Lo ammetto faccio parte di quella categoria di persone che in una giornata invernale, e con poco tempo a disposizione, non parcheggia la macchina al molo gallo per andare dal buon Dellea a comprare il quotidiano. Preferisce fare una breve sosta al Ponticello o altrove, prendere ciò che serve, giornale, sigarette e via a casa; ma chi e' che non lo fa , sono in buona compagnia !!
Ma e' anche vero che dal 1991 e fino al 2000 ho avuto il mio ufficio in Piazza Cavour, sopra "il Daddi" e ricordo di quando, scendevo in piazza per una pausa caffe' e trovavo, in qualunque ora della giornata, un paese vivo, movimentato, forse a volte un po' caotico, ma comunque vivo. A volte , per quanti amici incontravi le pause caffè diventavano interminabilii .
Tornando ad oggi, come dicevo, sono stato In quest'ultimo anno spesso sotto e oltre "l'arco" e con grande amarezza ho constatato , ahimè, che in qualsiasi ora della giornata e con qualunque condizione metereologica la zona pedonale del nostro centro storico era ed è tuttora quasi sempre deserta.
E' vero, nel corso degli anni sono cambiati gli usi, le abitudini, la crisi, la recessione etc etc , ma perché, mi chiedo, dopo anni di continue richieste e di lamentele dei commercianti l'amministrazione non ha provato, e ancora non prova, anche attraverso la riapertura del traffico a ridar vita al centro storico?
Una prova, cosa costerebbe?? A chi giova questa chiusura? Non credo che possa esserci un solo portoferraiese contento di vedere la piazza del proprio paese, deserta, trascurata e capace solo di trasmettere una inconsolabile tristezza ! L' unica risposta datami da qualche amministratore e' stata che anche altri posti hanno il centro chiuso , Siena, Firenze per esempio , ma per favore !!!
Siamo in tanti a sostenere l'idea che l'apertura del traffico nel centro storico, chiaramente in bassa stagione, e la creazione di posti auto anche nella prima parte della Calata, di fronte al Bar di Vania Bonini, regolamentati da disco orario, come succedeva fino a qualche anno fa, possa portare beneficio alle attivita' e ricreare, come succedeva anni addietro anche , momenti di incontro e di aggregazione.
Nella tua lettera, caro Giovanni, hai fatto riferimento al fatto che in altre zone di Portoferraio, Ponticello, via Manganaro e altrove non si verifica o si verifica meno che in centro, questa anomalia delle chiusure invernali. Prova a chiudere il traffico, in inverno in quelle zone eppoi vedrai ! Sono anche convinto che il giorno stesso i commercianti i prenderebbero “d' assalto “ (giustamente) il palazzo comunale.
Credo comunque che ormai sia inutile chiedere ancora ai nostri amministratori di fare qualcosa, chiedo invece se possibile :che vengano rispettate le scelte (non sempre facili) di ogni singolo commerciante ; a chi esprime giudizi sul blog (camminando, camminando) di firmarsi , e' molto meglio credetemi ed infine agli amministratori invece di darmi il "piacere" di vederli anche una sola volta passeggiare, in quello che loro definiscono il salotto di Portoferraio .
Ciao Giovanni buon lavoro e tieni duro.
[COLOR=darkblue]Francesco Cavaliere Bar La Gran Guardia [/COLOR]
da
m.m.
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
16:40
Andatevi a leggere l'articolo sull'arresto del ragazzo portoferraiese su elbareport e tirreno new, se era nero, giallo, rosso, extracomunitario, avrebbero messo anche quanti peli ha ……..
da
LONGONESE STUFA
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
16:01
Vi assicuro però che a Porto Azzurro, ora, non se ne può più! PAESE DI MERDA! Attenzione, però: SINDACO, AMMINISTRATORI, PAESANI, NON CE L'HO CON VOI IN GENERALE, MA CON I CANI (e i loro padroni, della serie: chi è l'animale?).
Il fatto (anzi, i fatti) è/sono questo/i: è ormai luogo comune che, sui marciapiedi di Via Marconi, Viale Cerboni (e in parte anche Viale Italia) non si cammina più, ma si fa lo slalom fra le CACCHE di simpatici quattrozampe ai quali, evidentemente, non si può insegnare a farla nel vasino o nella lettiera….MA ALMENO CI SI POTREBBE MUNIRE DI SACCHETTO E TOGLIERLA DA TERRA!
Al di là di questo, in attesa che qualche lume dal cielo illumini la mente di qualche agente della Polizia Municipale (perchè basta seguire un cane per meno di 100 metri e vedere se il padrone lo lascia fare o pulisce per terra) e lo spinga a cominciare a sanzionare chi si rende responsabile di certe SCHIFEZZE, oggi ho pensato: beh, una passeggiatina col bimbo sulla spiaggia mi eviterà brutte sorprese…l'avessi mai detto! Peggio che sui marciapiedi… cacche dappertutto, spiaggette del paese entrambe impraticabili…. ma CHE ASPETTIAMO A CURARE UN ATTIMO DI PIU' IL DECORO? Cosa penseranno di noi quei pochi , rari (ma ci sono sempre!) turisti che capitano d'inverno? Capisco che sperare nel senso civico delle persone è quasi un'utopia, ma… COSA COSTA FARE UN PO' DI PREVENZIONE E UN MINIMO DI PULIZIA (anche d'inverno!) NEI LUOGHI FREQUENTATI DALLA GENTE? E' una situazione insopportabile, CHI CONTA E DECIDE FACCIA QUALCOSA, USCITE DAL FORTINO DEL COMUNE E INTERVENITE!!!
da
DOV'Eì LA DEMOCRAZIA
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
14:08
da
PD ELBA
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
13:59
da
LA NON RISPOSTA
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
13:55
[COLOR=darkred] Taradash e Mugnai (Pdl): «Così è una beffa , Scaramuccia ci racconta i problemi senza prospettare soluzioni»
Vaghezza anche sull’oscuramento di TeNews sui pc elbani della Asl [/COLOR]
Le carenze e le disfunzioni dell’ospedale di Portoferraio e l’oscuramento sui pc elbani della Asl 6 di Livorno del sito di Tirreno Elba News all’inizio di ottobre, proprio in concomitanza con il maxicorteo di protesta che portò in piazza migliaia di persone e del quale TeNews trasmetteva la diretta: è su questi temi che l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia era chiamata stamani in Commissione Sanità del Consiglio regionale a rispondere a tre interrogazioni presentate dai Consiglieri regionali del Pdl Marco Taradash e Stefano Mugnai (Vicepresidente proprio della Commissione sanità).
E per presentarsi l’assessore si è presentata, certo. Però: «Tra parlare e rispondere – puntualizzano Taradash e Mugnai – c’è una bella differenza. E in effetti Scaramuccia, a cinquanta giorni dal maxicorteo che ha portato in piazza migliaia di elbani, ci ha presentato a mo’ di risposta una disamina di tutti i problemi e di tutte le sofferenze cui è soggetto il sistema-salute all’isola d’Elba. Quelli, grazie, ma li conoscevamo. Le nostre interrogazioni puntavano a ottenere ipotesi risolutorie, non una presa d’atto di uno stato di cose che relega la sanità elbana in serie B rispetto al resto del territorio regionale».
Eppure le domande avanzate dal Pdl erano puntuali. Nell’interrogazione 440 si chiedevano soluzioni per l’ortopedia, la pediatria, il materno-infantile e la chirurgia dell’ospedale di Portoferraio nonché per gli organici di personale nella struttura medesima, mentre nella 345 si chiedevano spiegazioni anche in merito alla camera iperbarica, alle liste d’attesa, alla riduzione dei posti letto… insomma, cose concrete. «Non altrettanto – chiosano Taradash e Mugnai – lo sono state le risposte dell’assessore che ha prospettato idee vaghe, per di più prive di scadenze temporali o di modalità applicative. Con buona pace di quanto richiesto dai comitati e dagli elbani tutti».
Capitolo a sé era poi quello dell’oscuramento di TeNews sui computer della Asl 6 dei presidi elbani. Qualcuno l’aveva trovato quanto mai ‘opportuno’, ma su questo Scaramuccia ha respinto ogni ipotesi di volontà censoria da parte della Asl 6 rispetto alla grande manifestazione elbana del 7 ottobre scorso. Il servizio, per altro, era stato ripristinato alcuni giorni dopo.
da
gigi
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
13:34
da
marco
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
13:04
da
CAMPESE ALLUVIONATO
pubblicato il 1 Dicembre 2011
alle
12:40
Caro Marco,
ti sbagli a me risulta da fonte sicura che PNAT e altri hanno delberato di spendere a MONTECRISTO Euro 1.500.000 ( unmilione cinquecentomila) per togliere di mezzo topi e ailanto.
E sai come lo fanno ? Spargeranno con gli Elicotteri tonnellate di Veleno su tutta l'isola.
Prova a chiedere a qualche consigliere del Parco !
A MONTECRISTO è vietato pure fare il bagno ma buttare tonnellate di VELENO a spese nostre è del tutto legale.
Ciao
