“I politici sono pregati di non entrare”
L’idea di un calzolaio
Nel centro di Varese un negoziante ha preso l'iniziativa e protestato a suo modo contro le responsabilità della politica.
L’idea di vietare l’ingresso ai politici è di Giuseppe Riggi, giovane calzolaio che ha un negozio a due passi dal centro cittadino. “Non mi aspettavo che la mia iniziativa facesse tutto questo clamore, ma forse è un segno dei tempi, è l’Italia ad essere stanca dei politici e del loro modo di fare. Sono contento che Beppe Grillo l’abbia ripresa, non tanto perché mi riconosco in lui, quanto perché così fa da altoparlante, portando questa idea in tutta Italia e magari qualcuno inizia a farsi delle domande”.
Da dove nasce tutto questo rancore verso i politici? Possibile che non ci sia nulla di buono nel panorama politico italiano? “Non mi sento rappresentato perché, io parlo da Italiano che ha dato tutto all’Italia. Chi ha comandato l’Italia, invece, ci ha tirato via tutto. Io a 25 anni, al posto di andare in giro a divertirmi come fanno molti, mi son fatto i debiti per crearmi l’attività, e loro (i politici, ndr) ci hanno rovinato, perché noi oggi siamo nelle condizioni di non poter vivere. Anche se il lavoro c’è io arrivo a fine mese con i soldi che non bastano. E non faccio la vita da signore, capodanno a casa, sabato al lavoro, vacanze solo quando si può… ma è giusto questo?”. A sostegno della propria tesi Riggi cita anche l’infilata di aumenti registrata negli ultimi mesi, aumenti che non fanno altro che aggravare la situazione: “Aumenta l’Iva e ce la siamo accollata noi. Aumenta la benzina, aumentano i caselli autostradali. Queste cose portano ad un aumento dei costi delle materie prime. E cosa faccio? alzo ancora i prezzi al consumatore finale? Non posso, sono tutti aumenti che devo accollarmi io. Se aumento lavorazione e prodotto non viene più nessuno. E in una situazione del genere si lamentano dell’evasione fiscale? ma scusa, uno come fa ad andare a compensare? Che pensino ad un sistema diverso di tassazione, un sistema che non strozzi i piccoli commercianti e i piccoli imprenditori”.
Ma cosa farebbe Riggi se un politico dovesse entrare nel suo negozio? “Probabilmente lo accoglierei, me lo impone la mia professionalità, ma gli chiederei anche se non preferisce rivolgersi ad un altro esercizio”.
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