Si parla di evidenti deviazione dalle rotte stabilite. Quali rotte stabilite? E da chi? Se qualcuno è in grado di indicare una qualsiasi norma, una legge, un regolamento, italiano o comunitario che stabilisce specifiche rotte nelle acque in questione si faccia avanti, perchè non mi risulta che esistano.
C'è una bella differenza tra la regolamentazione del traffico aereo (ben regolamentata con norme e leggi specifiche) e quella del traffico marittimo, la cui regolamentazione è affidata, nella maggior parte dei casi, alle autorità locali.
I diportisti o pescatori che si sono presi multe e verbali per aver navigato sottocosta, e adesso in cerca di rivincita, si inalberano contro le navi che si avvicinano alle coste "dimenticando" di riportare che essi stessi hanno violato norme, leggi o ordinanze specifiche (vedi per l'Elba la navigazione nelle acque di pianosa o nelle zone riservate alla balneazione), cosa che, nel bene o nel male e fino a prova contraria, non hanno fatto le navi in questione.
Si può discutere sull'opportunità o meno che gli venga concesso di avvicinarsi tanto (o meglio, che non sia espressamente vietato) ma, se non c'è una norma che lo vieta espressamente, non si può far altro che affidarsi al buon senso di chi sta al comando. Buon senso che, in questo caso, non cè stato e che ha portato a conseguenze tragiche.
Per chi, poi, si appella alle tecnologie, rilevamenti e controlli da postazioni computerizzate, si applica di nuovo lo stesso concetto. A quale titolo la Guardia Costiera o qualunque altra forza di polizia può imporre la modifica di una rotta se non c'è una norma che lo consente? Nel caso, una volta accertata la violazione, potrà unicamente fare un bel verbale al comandante, niente più.
Si rischia di essere demagogici come coloro che poi si sono lamentati che la Capitaneria e le Forze dell'ordine sono intervenute a Cavo per quello che poi si è rivelato solo uno scherzo di cattivo gusto, scatenando i commenti chi se ne è uscito dicendo che tutto questo movimento era solo per cercare visibilità mediatica da parte delle istituzioni che sono intervenute.
Quello che è suiccesso è e rimane una immane tragedia e sarebbe meglio che i commenti di critica fossero costruttivi ed oggettivamente sostenibili, evitando di sparlare ed inventarsi tesi o teorie senza la minima base di sostenibilità, solo per rivalsa nei confronti di qualche presunto torto subito, dimenticando quello che i soccorritori hanno fatto per ridurre al minimo le nefaste conseguenze di un atteggiamento spavaldo ed imprudente di chi era invece chamato a tutelare l'incolumità di chi gli era stato affidato.
