E non poteva la CONFCOMMERCIO fare tale mercato in centro storico solo per animarlo? COME SEMPRE SAPETE FARE LE COSE A "PIPO DI CANE"
Peter dice: "[COLOR=blue]Ma stiamo in un isola unica al mondo che ha di tutto di piu: mare, monti, isolotti, sentieri, valli, boschi, paesi e paesini mediovali, monumenti, chiese, cimiteri antichi, relitti, resti storici di tutte le epoche, sempre contesa dalle varie civiltà succedutesi, conosciuta in tutto il mondo grazie a Napoleone, da altre parti ti portano pure a visitare i cessi pur di far turismo. BISOGNA ESSERE PROPRIO IDIOTI (O IN MALAFEDE) A NON SAPER SFRUTTARE TUTTO QUESTO PATRIMONIO CONCENTRATO IN POCHI KM2!!![/COLOR] "
Hai ragione quasi in tutto: non siamo gli unici al mondo! Se i nostri "cugini" Còrsi si svegliano….. per noi è finita! Ma le hai viste le spiagge che hanno? FAN-TA-STI-CHE e praticamente selvagge, non hanno (per adesso) grandi infrastrutture ma in Corsica trovi tutto quello che c'è da noi con distanze relativamente brevi… se migliorassero dal punto divista delle strutture noi potremmo tranquillamente tornare a piantare patate.
E comunque non è vero che c'è flessione nelle presenze, al contrario! Il lavoro che i vari politici stanno facendo, di concerto tra loro, sta dando i suoi frutti (mi riferisco a promozione del territorio, aeroporto, ospedale, traghetto, strade, ecc. ecc. )
Nel 2011 c'è stato, lo dice "Il Tirreno" di lunedì, un aumento di 50.000 (cinquantamila) presenze! Dettaglio: non da noi ma a Piombino e zone limitrofe!!!!!! (ora dimmi se uno non si deve incazza' !!!!)
Anche la proposta di una zona franca nell’arcipelago che io stesso ho sostenuto richiamandomi alla nostra storia, poi ripresa da forze politiche e cavalcata anche per fini elettorali e infine caduta nel nulla, dimostra l’esistenza di una “insofferenza” diffusa verso la nostra patria: l’Italia
Proporre dunque un’amministrazione in comune con la Corsica ha un substrato storico, etnico, linguistico. Non significa con ciò rinnegare la patria,la lingua italiana che è la più bella del mondo, significa semplicemente prendere atto che in questo momento storico, forse, l’Elba e gli elbani non si sentono molto in sintonia con la nazione Italia e proporre confederarsi con la Corsica non è certo secessione ma un modo di percorrere l’unione tra i popoli europei e del mediterraneo.
Non significa,ripeto,evocare secessione dalla nostra patria che è, rimane, rimarrà l’Italia,con la sua storia, il suo magnifico rinascimento, risorgimento che hanno il primo in Firenze e nella regione toscana luogo di grande sviluppo e il secondo proprio all’Elba luogo dove vide gli albori quando i primi patrioti vennero a trovare al palazzo dei Mulini l’imperatore Napoleone Bonaparte conferendogli il titolo di re di un’Italia unita. Significa soltanto e semplicemente ampliare il concetto di nazione da quello italiano al piano europeo e mediterraneo. Insomma :prove di nazione europea.
Se poi alcuni vedono in tutto ciò anche la possibilità di allontanarsi da un ceto politico italiano che nel corso di molti anni non ha dato grande prova di sé per l’attività amministrativa che ha svolto, non mi sembra possa essere un reato.
[URL]http://www.tenews.it/giornale/2012/06/15/l-elba-gli-stati-uniti-d-europa-l-autonomia-dalla-toscana-43398/[/URL]
Come tutte le persone che dell’Elba ne fanno una ragione di interessi anche Lei ha sentito il dovere di intervenire sullo smantellamento dell’Ospedale Elbano attribuendo al sottoscritto sostantivi e aggettivi che si addicono alla Sua persona e a nessun’altro perché come dietrologia non è secondo a nessuno nel nascondersi su un post privo di riferimenti.
All’Elbano non interessa se nel continente chiudono o aprono ospedali, l’unica cosa che le interessa e lo preoccupa è di avere un Ospedale efficiente e funzionale con medici residenti e non pendolari che un giorno ogni due settimane vengono sull’Isola a visitare privatamente per poi tornare a casa soddisfatti di avere curato e alleggerito gli sprovveduti Elbani.
Voi medici di Piombino che venite all’Elba solo per visite private, cercate sempre di convincere il paziente, che all’atto della visita è una persona fragile, che non deve esistere “dicotomia” (io semplice e rozzo traduco due ospedali distinti e opposti) perché gli ammalati devono avere la possibilità di scelta se andare a curarsi a Portoferraio o a Piombino. Dottore, perché Lei non sceglie di far servizio fisso a Portoferraio e privatamente a Piombino?
SIAMO INGENUI E POCO SACCENTI MA NON SCEMI!!! Ha mai visto un Piombinese prendere la nave per venirsi a curare a Portoferraio?
Dottore perché non viene a una riunione dei comitati a darci lezione di organizzazione medico/strutturale?
Quando a Portoferraio hanno ridotto gli anestesisti da sei a due o quando hanno tolto l’ortopedia perché Lei non ha scritto indignato che erano atti scellerati che Lei chiama “nefandezze” ?
Dottore qui non si fa demagogia ma si chiede solo di essere curati nel nostro territorio da medici e infermieri residenti e non da privati che si permettono anche di intervenire nelle nostre problematiche che Lei chiama peculiarità.
ANCHE IL NUMERO DI TELEFONO PER ESSERE VISITATI DA LEI E’ A PAGAMENTO.
Francesco Semeraro
ELBA Salute.
E proprio dall’espressione “ politiche antiambientaliste” usata nel virgolettato, invece di politiche anti ambientali –come sarebbe corretto- che emerge chiaramente la vera anima di Legambiente. Questa dimentica troppo spesso che l’ambiente è un bene di tutti, mentre l’ambientalismo è solo un movimento ideologico e politicizzato e quindi le politiche anti ambientaliste non sono in danno dell’ambiente, ma di contrasto o di resistenza all’ambientalismo militante. In sostanza le famose bandiere non sono “certificazioni di qualità ambientale”, come si vorrebbe far credere, ma puri e semplici giudizi politici.
La nostra giovane azienda è una leggenda perché nasce da una leggenda. Si narra che durante una passeggiata nella bella macchia elbana, Paolina Bonaparte scivolò in un dirupo, istintivamente allungò le braccia per trovare un appiglio a cui aggrapparsi, dopo attimi di smarrimento e paura che sembravano non passare mai, la sua corsa si fermò improvvisamente,le sue mani stringevano qualcosa, ma lei non sapeva che cosa, l’importante era essersi salvata. Non era un ramo di leccio, non era un lentisco quello che Paolina ormai strigeva al suo petto, ma un tarzanello, si, un lungo tarzanello di cinghiale. L’animale stava transitando di li, proprio nel momento in cui la Principessa stava cadendo, e grazie alla sua protesi naturale, l’animale riuscì salvare la vita alla sorella dell’Imperatore.
La principessa non potè mai dimenticare quell’episodio, e ogni tanto rammentava:”un merde m’a sauvè la vie”.
Sembrava una follia, un’idea pazzesca, ma senza fare troppi calcoli abbiamo deciso di partire. Siamo riusciti a creare una manifattura unica nel suo genere nel territorio elbano. Spronati dall’apprezzamento della nostra affezionata clientela, portiamo avanti il nostro progetto con ancora maggiore forza ed entusiasmo. I nostri sono pezzi unici che nascono da una maniacale cura e dalla ricerca della migliore materia prima. I nostri laboratori artigianali sono situati direttamente dentro la meravigliosa macchia mediterranea elbana. E’ li che dopo accurati appostamenti scegliamo i cinghiali più belli, quelli più grandi e sudici. Senza procurare nessun tipo di disturbo all’animale, ma solo con la nostra sofisticata attrezzatura, riusciamo a prelevare totalmente il tarzanello dall’ungulato. Con la sola aggiunta di una foglia di alloro che serve da conservante, confezioniamo direttamente sul posto quel manufatto che oramai tutto il mondo conosce con il nome di: “Il Tarzanello di Paolina”. Le nostre confezioni personalizzate non sono semplici regali, ma contenitori di emozioni.
Caro ospite, non te la prendere se troverai la Villa di Napoleone chiusa, il “Tarzanello di Paolina” non chiude mai…..ti aspettiamo.
Gimmi Ori
Divisione netta dall'Italia che sta andando a rotoli e rinascita del Principato Napoleonico dell'Isola d'Elba.