ciao Massimo ci mancherai.
magari ora sei su a correre anche per noi.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_34/immune.JPG[/IMGSX] Leggo con stupore la nota dell'Azienda Asl Toscana nord ovest mirata soprattutto a difendere la propria immagine sostenendo con toni elegiaci l'operato dei propri operatori durante la pandemia. Leggo che il tutto avviene – compreso il mio caso – nella piena sintonia tra medici e specialisti.
Sarebbe stato bello però se, oltre a sentire il parere dei vostri professionisti, qualcuno di voi, ivi compresi i medici che tanto vi affannate a difendere, aveste anche solo provato ad interpellare me che grazie alle negligenze di molti ho quasi rischiato di morire.
É inaccettabile che diciate ora che il paziente è stato preso in carico; citando il pronto soccorso e il laboratorio analisi, quando è stato proprio il pronto soccorso, da voi accusato ed ostacolato con e-mail e telefonate, a sostituire le mancanze di cui sono stato oggetto.
Leggo poi che mi era stato proposto il ricovero al reparto di malattie infettive dell'ospedale di Livorno, ma vorrei sapere quando? nonostante le nostre continue e disperate richieste di cure non sono mai sono stato ricoverato a Livorno o altrove come tanti altri pazienti gravi che la ASL si gloria di aver trasferito.
È stato anche affermato che non avrei avuto beneficio né dai farmaci antivirali né dai monoclonali tanto è vero che nessuno di questi farmaci mi sono stati mai proposti, né prescritti né tanto meno somministrati.
L'interessamento proattivo del Dott. Sani, è stato quando il 27 aprile mi ha cercato tramite mia moglie, non aveva neppure avuto l’accortezza di appuntarsi il mio numero, e lo ha fatto solo per attaccarci pesantemente dopo aver saputo della trasfusione di plasma del giorno precedente, che invece mi ha strappato a morte certa curando i sintomi e la polmonite bilaterale ormai in stato avanzato.
Vorrei mettervi al corrente che prima di allora non mi era mai stata fatta alcuna TAC, se non quella che mi sono dovuto pagare in clinica privata poiché il medico di famiglia a fine febbraio mi giudicava in via di guarigione e non riteneva necessaria alcuna indagine ulteriore.
Inoltre, come già detto né monoclonali né antivirali mi sono mai da voi stati prescritti: o meglio dal reparto di ematologia di Pisa, dove sono seguito per la mia malattia, era stata segnalata la necessità ed urgenza di somministrazione di tali monoclonali, i quali purtroppo risultavano “NON DISPONIBILI”, così mi è stato riferito dal mio medico di famiglia.
Erano tutti quanti al corrente che avessi febbre alta e tosse fissa da gennaio: le cure a me somministrate sono state solo a tentativi, spesso iniziate e poi sospese. Tutto fatto a distanza senza mai aver ricevuto una vera visita medica, monitoraggio o supervisione, salvo una visita multifunzionale del 7 marzo.
Vorrei sottolineare che tali scelte e lunghe attese hanno complicato e aggravato la mia già fragile situazione clinica.
Solo io e chi mi sta vicino sappiamo e possiamo sapere cosa abbiamo passato, il dolore, la paura, il senso di orribile abbandono, la percezione che non ci sarebbe stata una fine a questo inferno. Siamo stati per mesi in bilico, ad un passo dal precipizio senza nessuno che ci abbia proposto alcun efficace rimedio. E sentirsi dire dopo mesi di sofferenze e vita sprecata che è stato fatto tutto e vantandovi dell'interesse proattivo dei vostri specialisti, oltre ad essere assolutamente falso, vergognoso, inaccettabile è incredibilmente frustrante e avvilente. Qui si parla di vita, della vita dei pazienti, i vostri pazienti che sono uomini, padri, mariti, figli, nonni, amici… e se solo fosse vero quello che da voi è stato scritto non potrei che esserne felice e fiero ma purtroppo così non è stato.
Sono stato male, quasi al limite della sopportazione. A casa, sempre e solo a casa in attesa che qualcuno facesse qualcosa. A combattere per intere giornate a tenere duro aggrappandomi alla vita e a quello che di più prezioso ho.
Se sono oggi qui a rispondere alle vostre giustificazioni non è certo grazie a voi ed a nessuno dei professionisti da voi citati. Sentirvi dire di essere stati impeccabili fino ad oggi suscita in me solo rabbia e tanta amarezza, quando invece è proprio grazie a colui che secondo voi avrebbe “deviato”, parole vostre, dall'iter aziendale che sto pian piano tornando alla mia normale vita.
Mi premeva spiegare tutto questo in risposta alla vostra nota che, in conclusione, ammette che le trasfusioni sono state regolari avendo il Comitato Etico riconosciuto la sussistenza dei necessari requisiti. Questo per me, per la mia salute, è ovviamente la cosa più importante. Tutto il resto mi amareggia, ed è per questo che seguirò con attenzione l'evolversi della vicenda e le conclusioni dell'indagine interna avviata dall'Asl.
Sarebbe utile spiegare a Landi e agli altri politici che entrano nel merito di complessissime questioni medico-scientifiche, che avere un ruolo politico non vuol dire necessariamente diventare esperti di materie ardue che richiedono ben altro curriculum vitae e studiorum. Per poter trattare lontanamente di temi inerenti i protocolli scientifici validati nel trattamento di qualsiasi patologia, bisognerebbe conoscere le regole della Medicina Basata sulle Evidenze, che è quella che ha consentito una enorme evoluzione della scienza medica negli ultimi decenni ed ha permesso che fossero trattate patologie che, fino a qualche anno fa, erano assolutamente orfane di trattamenti risolutivi. Basti pensare alle patologia autoimmuni o alle patologie oncologiche trattate con anticorpi monoclonali o terapie geniche che hanno permesso di contrastare e spessissimo sconfiggere leucemie e linfomi fino a qualche anno fa, fatali.
La medicina basata sulle evidenze è uno strumento universale attualmente riconosciuto da tutte le società scientifiche universali e seguito da tutti i medici. Basti pensare che la recentissima legge Bianco-Gelli, che ridisegna i confini della colpa medica mettendo al primo posto la sicurezza del paziente senza dimenticare il diritto del professionista sanitario a lavorare con serenità, presenta un apparato normativo che fa riferimento proprio al rispetto delle evidenza scientifiche.
Dal punto di vista strettamente pratico, la medicina basata sulle evidenze ha, come strumenti principali di valutazione, una scala di livelli di evidenze e di forza delle raccomandazioni. Il livello maggiore di evidenze è "la" che comprende le revisioni sistematiche di studi clinici controllati randomizzati, che sono gli studi che danno maggiore accuratezza scientifica e sono quelli effettuati su grande numero di pazienti, con metodo scientifico assolutamente rigoroso e validato universalmente, studi necessari per la registrazione dei farmaci. All’ultimo posto di questa scala le opinioni degli esperti che, senza supporto degli studi sopraccitati, non hanno alcuna validità. E’ chiaro che il discorso sia molto complesso, e forse noioso, ma questo per far capire che non si può pensare che, in un dibattito politico, si possano declinare temi di tale profondità e complessità. Landi, nel sua dichiarazione afferma letteralmente, “da mesi abbiamo invece la riprova che la somministrazione di plasma convalescente entro 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi ha ridotto il rischio di ospedalizzazione”. Ma quale ricerca, e con quali livelli di evidenza scientifica che ne validino i risultati? La scienza non è politica per cui tutti possono dire tutto quello che vogliono. La scienza medica, rispetto alla politica, è cosa seria e non va utilizzata in maniera impropria, senza averne contezza e soprattutto autorevolezza, solo per meri motivi di propria autopromozione. La politica si deve occupare di politica sanitaria, non di Medicina. Che è cosa ben diversa.
Dopodiché, per completezza, se Landi vuole capire perché la Regione non ha inserito nel protocollo del trattamento per il Covid il plasma, si vada a leggere i risultato dello studio TSUNAMI, studio clinico randomizzato e controllato, promosso dall’Istituto superiore della Sanità e dall’AIFA e coordinato dall’ISS, sul ruolo terapeutico del plasma convalescente nei pazienti che hanno sviluppato malattia COVID-19. Lo studio TSUNAMI non ha evidenziato un beneficio del plasma in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi trenta giorni. E i risultati dello studio TSUNAMI sono in linea con quelli della letteratura internazionale, prevalentemente negativa. Al contrario dei trial clinici sui vaccini e sulle nuove terapia contro il Covid recentemente validate che hanno dimostrato una enorme efficacia sia in termine di riduzione della morbilità che mortalità. E ne hanno permesso l’utilizzo nel trattamento contro la patologia Covid correlata.
Cerchiamo di rimanere con i piedi per terra e soprattutto di non essere tentanti da quella sindrome di autorevolezza e di conoscenza scientifica che purtroppo sta colpendo molti protagonisti politici a vari livelli ma che che nessuna carica politica può dare. La credibilità passa anche dalla conoscenza dei propri limiti. Altrimenti, da voler apparire credibili, si rischia di diventare ridicoli
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_34/ciros.JPG[/IMGSX] “Nuove prospettive sui processi idrologici ed eco idrologici in piccoli bacini idrografici naturali e a impatto umano” è l’argomento, quanto mai attuale e da sempre fonte di confronti e controversie proprio nella nostra Isola, trattato dal Lions Club Isola d’Elba nei locali dell’Hotel Airone nella sera di lunedì 16 maggio e che aveva come relatori Daniele Penna, Prof. associato presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze e Catalina Segura, Prof.ssa in Ingegneria, Risorse e Gestione Forestale.
L’incontro è stato l’anticipazione di un convegno internazionale che si terrà all’Elba dal 7 al 10 giugno e che vedrà la partecipazione di ricercatori provenienti da venti paesi anche extraeuropei.
Il primo a parlare, dopo la presentazione del presidente del Lions Club Ciro Satto, è stato il Prof. Penna che, dando un taglio alla relazione adatto a non esperti e da questi facilmente accessibile, ha illustrato la presenza sul territorio dei bacini idrologici che, quali unità fondamentali del paesaggio, delimitati dallo spartiacque, fungono da raccoglitori delle acque, provenienti dal ciclo naturale delle evaporazioni, che vengono convogliate in un punto detto di chiusura dal quale defluiscono come torrenti, fiumi, falde o altri corsi d’acqua.
Il bacino, come sottolineato da Penna, è come un filtro o uno specchio: dal punto di chiusura e dai suoi flussi idrici si può misurare la quantità, la qualità e, a seconda delle sostanze trasportate, la storia del luogo di provenienza.
Il Professore ha continuato evidenziando come negli ultimi 60/70 anni stiamo assistendo a cambiamenti climatici che, mentre nel passato avvenivano secondo cicli secolari, oggi si verificano in tempi molto rapidi. La temperatura media del pianeta è aumentata notevolmente, si ritirano i ghiacciai, si constatano frequentemente eventi estremi con concentrazioni di precipitazioni devastanti e che non consentono il normale accumulo e riutilizzo dell’acqua, intervallati da insoliti periodi di siccità. Tutto ciò ci induce a pensare che questo rapido mutamento possa essere attribuito all’azione dell’uomo.
La Prof.ssa Segura, che ha preso quindi la parola, si è soffermata sulle qualità e diversità che le varie acque presentano a seconda della zona di prelievo. Abbiamo acque leggere, se prelevate in montagna e più pesanti se prese a valle, e così acque giovani e più vecchie. Uno studio avanzato di tali caratteristiche, come precisato dalla Segura, avviene in Oregon (USA), nella cui Università lei esercita, dove una zona che presentava le caratteristiche adatte è stata adibita a bacino sperimentale nel quale i ricercatori, dal prelievo sistematico di campioni, svolgono studi ed esperimenti con tecnologie d’avanguardia i cui risultati forniscono elementi avanzati per la conoscenza di questo vitale elemento.
Dopo alcune domande poste dai presenti in sala l’incontro è terminato con il saluto ed il ringraziamento del Presidente Satto e con questo suo sintetico e significativo messaggio:”Formiamo le nostre coscienze al rispetto per questo problema”