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Ti invio queste riflessioni sul Comune Unico e su chi lo propone , perché in questi giorni in cui gli elbani sono preoccupati, e i loro sindaci si arrampicano sui tetti, per tentare di risolvere il problema della sanità, loro sono assenti . Sembra che non siano fatti loro. Allora perché dicono che vorrebbero fare il comune unico solo per risolvere i problemi degli elbani ? E’ chiaro che le ragioni sono altre e andrebbero cercate nei palazzi fiorentini.
[SIZE=4][COLOR=darkred]IL COMUNE UNICO, NAPOLEONE, I COMUNISTI E GLI ORSINI [/COLOR] [/SIZE] di Giovanni Muti
Nella lotta per il comune unico affioro elementi espliciti, addirittura proclamati; altri meno evidenti diremmo allusivi suggestivi o inconsci, ma forse proprio per questo più significativi.
I primi sono riconducibili ai principi di funzionalità amministrativa legati alla semplificazione istituzionale che si raggiungerebbe con il Comune Unico. E questi prevalgono e sommergono altri elementi, che pure dovrebbero esser presenti quando si parla di eliminare comuni con una storia plurisecolare: elementi quali potrebbero esser quelli legati al sentimento di appartenenza o anche ad una rivendicata identità culturale ecc.
Ed poi, a fronte di questa freddezza razionalistica di tipo nordico affiorano, curiosamente direi , elementi che invece affondano le loro radici nei grandi principi ideali, nei miti e, strambando, anche i quelli letterari degli ultimi due secoli. Da “uno per tutti e tutti per uno” che rimanda al mito della compattezza e della lealtà cameratesca: vincere ( o morire ) ma sempre insieme , al il tentavo di arruolare addirittura Napoleone . Grande simbolo non solo del dilagare dei principi rivoluzionari dell’ 89 ma anche simbolo di semplificazione istituzionale.
Detto questo ci dobbiamo chiedere: perché questi del comune unico cercano di nobilitare la loro azione condendola con spruzzate di miti ottocenteschi ? Dopo tutto si tratta di una piccola cosa.
A puro titolo di ipotesi, potrebbe trattarsi dell’effetto pernicioso dell’ideologia di sinistra, che si comporta, in alcuni casi, come un sistema operativo in un computer. Questa ideologia, in effetti, fu “ installata” nelle teste di intere generazioni prima della caduta del muro, quando si pensava fosse molto efficace nella lotta per la trasformazione del mondo. Leggi sconfitta del capitalismo eliminazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, delle ingiustizie, dei privilegi , insomma un sogno in cui molti abbiamo creduto.
Ma, adesso, questo sistema operativo ha difficoltà riconoscere la nuova realtà e cerca di modificarla per adattarla alle proprie esigenze operative. Per cui tutto quello fa, chi ha questo problema , deve avere un respiro ampio, meglio se storico, e meglio ancora se planetario. E se non lo ha perché si tratta di piccola cosa, basta pensare e comportarsi come se lo avesse. In questo modo, i problemi non si risolvono ma il sogno continua
Per fare un esempio che tutti conosciamo bene. Quando i capi di Legambiente vestono di giallo i loro giovani ed ignari volontari e li mandano a raccattare conton fiocco e preservativi sulle spiagge, gli fanno credere che si tratta di una cosa nobilissima perché “puliscono il mondo” . ( vedi “ Puliamo il Mondo”).
Naturalmente tutto questo non è neutrale rispetto agli obiettivi che si scelgono e ai mezzi che si utilizzano per raggiungerli; semplicemente perché se quello che si fa ha valenza storica si giustificano toni forti, strappi alle regole, battaglie e forse vittime. I modelli sorgono come rivelatori lapsus freudiani: i moschettieri che infilzano i nemici e napoleone che li sterminava a cannonate rappresentano forme diverse di legittima difesa del potere. M a non di un potere qualsiasi , ma del potere assoluto. Quindi unico.
Può anche darsi che queste ipotesi non stiano in piedi e che l’impostazione epica della lotta per il comune unico venga da Orsini e dalle responsabilità che gli da il nome che porta. Tanto per farla breve la dinastia Orsini, in oltre 1000 anni di storia, ha dato al Mondo : 62 senatori romani , 3 Papi , 30 cardinali, e 100 generali. Se il sangue non è acqua, per gli elbani affezionati ai loro comuni si mette male. Cosa possono fare loro, nipoti o figli di minatori che mangiavano la sburrita che camminavano a piedi nudi nei vicoli di Rio o di Capoliveri ?
