[COLOR=darkred] [SIZE=4] VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!!!!!!!!!! [/SIZE] [/COLOR]
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di G. Muti
Non so che cosa pensano i toscani di Riccardo Conti, ma una buona parte di noi elbani non lo abbiamo mai preso sul serio. Non per cattiva volontà, ma perché lui lo rendeva difficile.
Lo abbiamo anche sempre seguito con una certa simpatia. Quando arrivava con quella sua aria assonnata e la voce roca di chi ha fatto una nottataccia , ci sorprendevamo a pensare:” Ma dove lo hanno recuperato.
Solitamente, nel corso delle riunioni, mentre i sindaci si infervoravano, lu, cercava di non farsi notare, ma ingaggiava una lotta solitaria conto il sonno. Sembrava essere sempre sul punto di addormentarsi . La sua bocca era quasi sempre socchiusa a bocciolo. Appena aperta come la metterebbe un bambino che vuole il ciuccio. Siccome appariva strana la nostalgia del capezzolo in un assessore regionale i trasporti, si è scoperto che mentre gli altri parlavano lui fischietta. Tutto qui. Sembra che lo facesse anche in consiglio regionale. Ecco perché spesse volte, nelle riprese tv, lo si vede con un documento davanti alla bocca. Insomma In consiglio lo sapevano tutti però, mistero sul repertorio .
Quando poi il nostro assessore , incominciava a parlare la voglia di dirgli di rimettersi i fischiare era forte . Non che si esprimesse male, ma quello che diceva non stava in piedi. Le idee stavano bene nella sua testa ma come uscivano fuori barcollavano e cadevano.
Tanto per dare un’ idea: si era messo in testa che l’Elba si doveva dotare di un Piano Strutturale Unico. La legge regionale non ne parlava , ma secondo lui era un buona idea. Voleva che i sindaci rinunciassero alla gestione del territorio per farlo insieme agli altri sindaci. E sotto il controllo della Regione. Sappiamo tutti come andata a finire .
Altra idea balzana di derivazione ambientista era che l’Elba non doveva svilupparsi ancora, perché era già troppo sviluppata. Altra fissa e che gli elbani erano come bimbi scemi e non potevano essere lasciati soli a gestire l’Elba che era un bene dell’Umanità. E siccome Conti era anche un creativo, inventò addirittura uno slogan che esprimeva questo concetto offensivo : “ Gli elbani possono fare da se ma non da soli “. I compagni locali, quelli più inconsapevoli e coglioni, lo fecero loro.
Naturalmente auguriamo all’Ass. Conti di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti. Gli inquirenti stanno cercando 29 milioni di euro che sono spariti. Si tratta di cose gravissime. E che dimostrano come oggi fare l’amministratori sia diventata una cosa rischiosa. Vorremmo dire a Conti che “ i politici dovrebbero fare da se ma non da soli ”. Specialmente se militano in un partito che si definisce democratico. Perché sarebbe più difficile commettere degli errori e sarebbe meglio per tutti. Perché quando poi gli errori si fanno non basterà mettersi a fischiettare.
[URL]www.elbanotizie.it[/URL]
In una prospettiva di unita' d'intenti al fine della risoluzione dei problemi comuni di tutti gli Elbani , sono completamente favorevole all'idea del comune unico. Per quanto riguarda l'organizzazione del nuovo Comune Elba anche secondo me bisognerebbe approfondire meglio la questione e mi auguro che cio' sia fatto in maniera chiara e democratica. Cito solo un piccolo esempio per evidenziare la necessita' di una unica idea di sviluppo ELBA : basta andare a RIO ELBA e vedere cosa e' stato costruito ……….
Con l'augurio che per tutti il 2013 sia un anno davvero nuovo
Caruggine
Da Capoliveri, un amico.
CAPOLIVERI: RUGGERO BARBETTI DOPO L’USCITA DI SCENA
«I comuni devono continuare ad esistere come municipi»
Il comitato dovrebbe essere più conciliante con la gente»
UNO SCONTRO tra centro-destra e centro-sinistra. E’ quello a cui in pratica si sta avviando la campagna elettorale per il referendum sul comune unico che dovrebbe svolgersi – ricorsi permettendo – in concomitanza con le elezioni politiche. L’uscita di scena di Ruggero Barbetti, unico sindaco di centro-destra dichiaratosi favorevole, ha infatti tolto al gruppo dei sostenitori dell’unica municipalità la sola voce che poteva dare allo schieramento una parvenza bipartisan. Cosa non di poco conto, in ottica del voto referendario, in un’isola dove il centro-sinistra oggi amministra solo 2 comuni su 8, uno dei quali commissariato. A poco più di due settimane dall’annuncio del suo totale disimpegno, Ruggero Barbetti è sempre più convinto di aver fatto la cosa giusta.
«HO DETTO che stavo fuori – esordisce – e lo farò. Il mio atteggiamento critico non è verso l’idea del comune unico in sé che continuo a ritenere giusta, ma con chi la porta avanti. Mi riferisco ovviamente ai rapporti politici con i sindaci Peria ed Alessi. Non ci sto ad essere elogiato quando parlo di comune unico, ma bistrattato quando indico i responsabili del fallimento della sanità elbana. Le lacrime di coccodrillo ed i comizi politici di verginità non li posso accettare. Se Peria ed Alessi avessero chiesto scusa assumendosi le loro responsabilità pregresse in materia avrei fatto con loro la battaglia sulla sanità e ora la campagna elettorale per il comune unico. Ma se oggi qualcuno mi chiede se deve dire si o no al comune unico non posso rispondergli che di scegliere in base alle proprie convinzioni».
BARBETTI non manca di esternare le sue preoccupazioni sulla gestione del passaggio al comune unico. «Non si possono cancellare di botto – spiega – otto sindaci ed otto comuni ed avere un commissario plenipotenziario a gestire la situazione, magari per anni. I comuni nella transizione devono continuare ad esistere come municipi. Ed i sindaci devono essere gli artefici, lavorando con il commissario, delle procedure per poter completare il percorso che porterà al comune unico vero e proprio».
«QUANTO AI municipi, l’impostazione che si vuole dare con un responsabile ed altre due sole persone per me è sbagliata perchè così verrebbe data ai municipi stessi solo la gestione dei giardini comunali. Almeno nella prima fase del comune unico c’è bisogno di municipi forti con deleghe importanti. La funzione del comune unico dovrebbe essere quella di disegnare le strategie socio economiche dell’isola lasciando ai municipi la gestione ordinaria. Per non fare un comune unico “Portoferraio centrico” serve poi un luogo neutro per la sede principale. L’ideale sarebbe Lacona, località baricentrica per tutta l’isola».
BARBETTI, infine, critica alcuni atteggiamenti assunti dal comitato per il sì al comune unico.
«Il comitato – conclude il sindaco capoliverese – dovrebbe essere più conciliante con la gente e con le istituzioni senza scadere, per far valere le proprie ragioni, in polemiche sterili e fini a se stesse. Al suo interno mi sembra ci siano alcuni comunisti radical chic troppo spocchiosi verso i nostri concittadini che invece meritano tutto il rispetto possibile».
“Quattordici municipi e un mega carrozzone, il tutto con notevoli risparmi di risorse umane ed economiche. Siamo veramente al ridicolo – dice Marini – alla presa in giro della buona fede dei cittadini. Come si può pensare di garantire i servizi al cittadino nei quattordici municipi, quando i comuni già soffrono la mancanza di personale perché sono anni che non si assume? Al personale di 14 municipi si aggiungerà quello del mega carrozzone, oltre al sindacone, assessori e consiglieri del grande Comune e oltre ai presidenti e ai rappresentanti dei municipi: il personale aumenta e i costi diminuiscono. Inverosimile! Con quale coraggio, poi, si promettono più contributi economici per il nuovo comune, in un momento in cui lo Stato e le amministrazioni pubbliche non riescono neanche a pagare i propri creditori? Forse con lo stesso coraggio con cui si spendono energie per un progetto per cui l’Elba non è pronta, anziché investire queste energie nell’affrontare temi contingenti che necessitano soluzioni immediate”.
“Noi – sostiene Marini – vogliamo mantenere i nostri comuni e le nostre tradizioni, vogliamo mantenere quella pluralità di opinioni che stanno alla base della democrazia. Vogliamo che agli elbani continui a essere garantito il potere di eleggere direttamente i propri rappresentanti e di poterli contattare e parlare con loro in qualsiasi momento. Per contro, da quanto affermato da sostenitori del comune unico, secondo cui ‘il presidente del Consiglio municipale deve essere eletto dal sindaco fra i suoi’, risulta evidente come si voglia togliere potere ai cittadini. Vogliono toglierci il potere di eleggere direttamente i nostri rappresentanti”.
“Questo – attacca ancora il capogruppo di ‘Gente comune – è un ‘progetto’ confuso, senza logica, né convenienza per i cittadini elbani; un ‘progetto’ che continua a basarsi su illusioni; è un'idea, una bozza, portata avanti con arroganza e cercando di venderla facendo credere che è la volontà della maggior parte degli elbani intervistati, così come risulterebbe da un ‘sondaggio fai da te’, fatto non si sa dove né quando né a chi. Ma d’altra parte la mancanza di trasparenza caratterizza fin dall’inizio il tentativo di percorso verso il comune unico. Ma gli elbani non sono degli sprovveduti: sarà forse per questo che si continuano a pubblicare interventi senza significato né fondamento a opera di convincimento. Che ci vogliano prendere per stanchezza?".
[COLOR=darkblue]Roberto Marini [/COLOR]
Quando nominarono il nuovo direttore sanitario del nostro ospedale ebbi modo di scrivere che non era una scelta giusta per noi Elbani perche' il nominato era gia' primario del pronto soccorso dell'ospedale di Piombino e di certo avrebbe agevolato il trasferimento dei pazienti Elbani verso quell'ospedale che non potenziare il nostro in via di smantellamento. Mossa studiata a tavolino per accelerare lo svuotamento del nostro sistema sanitario.
FUI ACCUSATO DI PAZZIA E DI DIETROLOGIA?
Oggi, dopo ventilate dimissioni, venute in pompa magna, accordi scritti e approvati dalla casta si cominciano a vedere gli effetti di quanto avevo predetto e scritto, l'ortopedia chiude e chiunque avra' bisogno, anche per una semplice distorsione, dovra' recarsi a Piombino. (spese di trasporto, nave, disagio e tempo nessuno li considera) QUARDA QUANDO SI DICE IL CASO.
Come ho sempre detto e asserito, anche se volevo credere il contrario, l'ASL del protocollo d'intesa sulla sanita' dell'isola se ne fa un baffo continuando ad impacchettare, mediante i suoi demolitori mandati qui, quel che resta del nostro ospedale.
SINDACO PERIA, SE LE SUE DIMISSIONI NON ERANO UN PLATEALE GESTO POLITICO LO DIMOSTRI FACENDO RISPETTARE L'ACCORDO CHE FINO AD OGGI NON E' STATO RISPETTATO, ANZI, E' SERVITO PER ACCELERARE QUANTO DA
TEMPO STABILTO, cioe' : VIA L'OSPEDALE DALL'ELBA
[COLOR=darkred]Francesco Semeraro. [/COLOR]
Bell'esempio di fare turismo.MA FATEME O' PIACERE!!!
DOVE SI VUOL ANDARE…,PROGETTI TURISMO,TAVOLI SU TAVOLI, INCONTRI, .BLA BLA BLA BLA, PAROLE PAROLE, PAROLE…..
LE GROTTE SOMMERSE DA ERBACCE…..MUSEI CHIUSI…
STRADE DA TERZO MONDO…..SERVIZI INESISTENTI…. DEGRADO OVUNQUE….BARACCOLPOLI…ROULOTTES…ZINGARI.
FATTI NON CHIACCHERE!
Finalmente si avrà il Comune Unico Elbano! Ci voleva una via innovativa per ridare dignità, compostezza e forza all'Elba. Ovviamente ci vuole un certo equilibrio fra la sede centrale (potere decisionale) e i municipi (potere operativo) decentrati. Va bene la soluzione che prevede più municipi degli attuali, per essere ancora più vicino ai cittadini. Mi auguro che, come avviene altrove in Italia e all'estero, le sede centrale non sia la città principale per popolazione ma venga assegnata in una delle attuali sedi degli attuali otto comuni. Va aperta una "discussione" sull'argomento al più presto su i punti sopra esposti per non creare troppo accentramento ma permettere un maggior ordine nei servizi, qualità nei controlli operativi e funzionalità con sicuro apprezzamento dei cittadini, al di fuori di ogni campanilismo.