Il promotore del comune unico dott. Orsini, delegato del governatore, dovrebbe correttamente rendere edotti tutti i cittadini dell' Isola d'Elba sull'iter del costituendo comune.
Ci perdoni, ma lo stile adottato fino ad ora, sembra tanto da prima repubblica, preconfezionato e di facile attuazione.
Non è un'accusa, ma la mancanza di trasparenza a 360 gradi gioca a sfavore dei tanti, dei più, che fisiologicamente ed in buona fede, credono di dover far parte di un progetto univoco, che tale non è.
Una cosa è partire da banchi di prova, quali le gestioni associate, il cui naturale fine potrebbe essere quello di suddividere il territorio, già microsistema complesso, in 3/4 comuni, tutt'altro è credere di poter gestire peculiarità così profondamente diverse tra loro, con un semplice tocco di bacchetta magica.
Da vagliare quindi se tutto l'iter è legittimo, ma soprattutto CAPIRE il dopo, es. la distribuzione e le proporzioni delle risorse territoriali, i fondi ed i finanziamenti, specialmente se sotto i 30.000 abitanti; quale potrebbe essere lo scenario delle frazioni orbitanti attorno a Portoferraio, che non dimentichiamo, quest'ultimo è sicuramente il centro dei servizi e della funzione pubblica, ma tra i minori per interesse turistico-ricettivo.
Situazione sanità/trasporti = peso politico rappresentato.
Un altro pensiero che ci si pone, è ad esempio come costruire una giunta, una consiglio, con la consapevolezza che ogni attuale elettorato di comune o più aree che siano, cercherà di votare un proprio rappresentante o candidato, con la proporzione conseguente. Un dato quasi scontato che si evince, certamente e solo per l'unicità che l'Elba rappresenta, è che l'elettorato dell'attuale Portoferraio vedrebbe eleggere con molta probabilità un proprio rappresentante, magari in ruoli chiave.
Con tali presupposti, il governo di un ipotetico comune unico, verrebbe sistematicamente destabilizzato dopo pochi mesi da ogni elezione, con il susseguirsi della costante incapacità gestionale in essa derivante ed in via perpetua.
Non siamo una scatola numerica, per elettorato paragonabile ad uno dei tanti comuni, quali es. Pontedera o Piombino; basti pensare soltanto al nostro PIL, conseguenza di presenze turistiche, che seppur in periodo di forte crisi, si attestano in 130.000/140.000 in media su 3/4 mesi, con punte di 280.000 nel mese di agosto.
Spiegatelo bene al governatore, poiché non siamo Cecina ne tantomeno Piombino, e benché la tanta acqua che innegabilmente ci circoscrive e ci differenzia, non vedremo mai 420 milioni di euro, spesi per i nostri servizi PRIMARI.
Tanto si doveva.
Leonardo Cervini
(consigliere comune Campo nell'Elba)