[URL]http://www.governo.it/Presidente/patrimoniale/Dichiarazione_Monti.pdf[/URL]
Non si capisce a quanto ammonterebbe la pensione del Professore e nemmeno da cosa vengano fuori i redditi degli anni scorsi nel dettaglio.
Au Revoir
Gimmi Ori
Au Revoir
Gimmi Ori
Anzi se per favore c'è qualcuno al quale è stata presa la firma sulla "falsa convinzione" di chiedere il referendum potrebbe scriverlo qui su camminando ? Prianti permettendo , nel senso se ci ospita:-)
Ringrazio tutti e saluto
oppure qui: [URL]http://www.motorallyraidtt.it/[/URL]
Comunque per le gare di motorally il percorso è segreto………
Contro replica di Sammuri:
[URL]http://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/3748-il-presidente-del-parco-risponde-alla-seconda-nota-di-legambiente[/URL]
velenosa elenosa replica di ripicca ambientalista:
[URL]http://www.elbareport.it/scienza-ambiente/item/3752-il-canile-abbandonato-nel-parco[/URL]
[URL]http://www.istella.it/[/URL]
[SIZE=4][COLOR=darkblue]Chi irride ditte e imprenditori elbani tradisce disinteresse per l'Elba [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue][FONT=comic sans ms]di Gian Franco Casciano (Comitato del No al Comune unico) [/FONT] [/COLOR]
Stupore e profonda tristezza. Questo, soltanto questo suscitano le parole che vengono dai fautori del Sì. Lascia veramente inquieti la consonanza verbale di personaggi che apparentemente da pulpiti diversi usano toni ed espressioni che sono accomunati dalla assoluta mancanza di rispetto democratico delle persone e dei lavoratori, dalla inattualità di certe visioni che proprio la quotidianità evidenzia essere ormai clamorosamente superate. Gabriele Orsini irride le piccole imprese elbane, definendole “dittarelle locali a cui i comunelli garantiscono pane e salame” come se le dittarelle locali non dessero lavoro e (soltanto un po’ di ) pane e salame alle proprie famiglie, ai propri figli, alle famiglie dei loro (pochi) operai.
Gabriele Orsini afferma che sarebbero da benedire “appaltoni e appaltini all’Elba” che ben sa sarebbero certamente attribuiti a ditte “forestiere” che sicuramente annienterebbero le opportunità di lavoro delle “dittarelle locali” che rischierebbero di non conquistare più nemmeno un po’ di “pane e salame” e definisce le preoccupazioni in ordine a tale inquietante futuro per tante famiglie, espressioni di economia protezionista da superare… in nome ..del libero mercato. Irride Orsini quelli che chiama “i bombolari”, che non hanno dovuto “chiudere” e non si sono così dovuti angosciare al pensiero di come avrebbero mantenuto le loro famiglie, perché sono stati beneficiati dal mancato approdo all’Elba del metano algerino.
Gabriele Orsini, che pur sinora ha proclamato di essere preoccupato per il futuro dell’Elba è così antidemocraticamente lontano dagli interessi veri della gente dell’Elba da essere indifendibile! Qualcuno tenta di mascherare quella che è stata una vera confessione di disinteresse per la sorte degli elbani che lavorano stando al di fuori della grande speculazione, ma inutilmente. Non si possono infatti definire quelle da lui scritte, espressioni di un linguaggio semplicemente colorito, quelle usate da Orsini sono frasi chiaramente dileggianti, e la cosa è tanto più grave per il fatto che certamente sono state lette e rilette prima del loro invio per la pubblicazione, (Orsini le ha scritte di domenica e lui stesso ha scritto “che la domenica è il giorno più favorevole ai pensieri arditi” di cui si fa vanto). Non sono frutto di una deprecabile imponderata estemporaneità verbale nel corso di una amena serata conviviale.
E chi, per difenderlo, afferma che comunque queste espressioni sono la fotografia di una realtà dell'isola, non si accorge che così dicendo le rende proprie. Ma non è il caso che se ne dolga, perché da altro pulpito – che pur dovrebbe essere lontanissimo da quello sinora “frequentato” da Gabriele Orsini – suonano altre parole, che però hanno stranamente medesime assonanze.
Sono quelle di chi dedicandosi alle parolibere di non antica memoria afferma che ci vuole un unico comune, retto da un unico manager che sappia essere al passo, sappia pensare in grande e guardare al mondo, sollevando lo sguardo dalle piccolezze degli uomini (quelli che si arrabattano quotidianamente nello sforzo di superare le difficoltà del vivere). Parla di testardaggine incomprensibile di coloro che si oppongono al comune unico e stanno a lamentarsi perché non è garantita la democraticità, non è garantita la rappresentanza…queste sono cose… superate…c’è il mondo attorno…un clic…-si dice- e si può decidere in una sola ora di fare un referendum, non per una piccola cosa come questa, che coinvolge poche migliaia di persone, ma (così si legge) sulla pena di morte, unendo i risultati di miliardi di voti.
E’ invero impressionante lo strano entusiasmo con cui si scrive che si sta “rischiando la terza guerra mondiale per fare l'Europa, assistendo alla disponibilità di paesi come Finlandia e Svezia disposti a diventare concittadini di romani e fiorentini pur di unirsi in un continente dalle mille contrattualità”…. (confessiamo la sorpresa, ci deve essere sfuggito qualche articolo di giornale). La sollecitazione è “unitevi al più presto e prendetevi un solo manager capace di portarvi pensionati e milionari da tutto il mondo”.
Si vuole pertanto un unico comune, per poter avere poi di fatto un unico manager, qualcun altro ha preferito parlare di un unico direttore di azienda, che saprà guidare l’Elba verso grandi mete o meglio verso mete… per grandi…. e che sappia guardare oltre, al mondo, senza farsi distrarre da aspetti marginali come le garanzie democratiche, la tutela del ruolo e della rappresentanza dei cittadini, la difesa della dignità del lavoro di tutti, e soprattutto, miri all’invasione delle terre da parte delle truppe di “pensionati milionari”.
Ma sarà bravo rappresentante dell’Elba il nostro manager…farà magari anche lo sforzo di partecipare a meravigliosi meeting, (anche perché di solito si svolgono in località strepitosamente belle) in cui darà esaltante adesione a documenti come la Carta di Lanzarote (27/28 aprile 1995), l'Agenda 21 dell'ONU, (14/6/1992), il Tourism Bill of Rights and Tourist Code (OMT, 1985), la Manila Declaration on the Social Impact of Tourism (OMT, maggio 1997) che raccomandano a livello mondiale “la realizzazione di politiche di sviluppo capaci di prevedere e prevenire gli impatti negativi del turismo sulla cultura e sul territorio delle popolazioni ospitanti”. Ci si sollecita, ci si dice “non avete più tanto tempo per svegliarvi e capire il mondo”…
Già forse è vero, non comprendiamo tutto del mondo, ma ci sembra di capire, anche da certe attuali avvisaglie, che se basta un clic per fare –così si dice- un referendum sulla pena di morte, basta anche un clic per accomunare, per avere adesione e sostegno da parte di chi (in questo mondo) non pensa di mandare a morte alcuno, ma soltanto che v’è la necessità di difendere i principi della democrazia, della rappresentanza nelle istituzioni di tutti i cittadini, di difendere il rispetto che in ogni circostanza, in ogni espressione si deve ad ogni uomo.
capoliverese, comitato del No
Ed a questo punto creando solo danno, quindi a conforto di coloro come te, voteranno no.
Come imprenditore posso senza nessuna difficoltà rintuzzare le offese, se tali sono, di Orsini…. fin troppo facile.
Le economie locali vengono anche difese, e mi auguro un domani lo stesso Comune Unico si adoperi in tal senso, o come esempio dovrei ricordare quanto Livorno ha fatto, anche in termini di compromessi per mantenere in vita il Cantiere Orlando.
Ma detto questo, Adalberto, bisogna chiedersi anche chi ha aperto la lacuna in cui si è insidiato il Comune Unico… per quanti anni non siamo riusciti ad esprimere una politica comprensoriale, a recepire le istanze e le esigenze dei cittadini e delle imprese, a tutelare alcuni nostri diritti e presidi, a progettare uno sviluppo omogeneo consono e condiviso…….,
la politica ha avuto spesso limiti, scontri futili od ideologici a discapito di un dovere avuto in delega dai cittadini….
Io non credo domani il Comune Unico sia la panacea a questi mali, come ho riserve sulla sua libera nascita, come mi secca molto la non dovuta informazione nella apposizione della firma al referendum (non vero), il non aver divulgato un quadro chiaro e veritiero delle prospettive future.
E credo centralizzare i servizi sia poi un costo nel diramarli quotidianamente sul territorio, credo non vi siano risparmi gestionali o finanziamenti a gògò…….. ma questo territorio non può pretendere vi siano come oggi otto sindaci raramente associati, spesso dissociati e poi.. un gruppo di imprenditori che provano, almeno ci provano, alla creazione di un progetto, alla revisione di alcune scelte, ad essere da sprone alla tutela e crescita di una economia buona ma a rischio, assumendo un ruolo sostitutivo.
Quanto alle piccole imprese artigiane elbane, uscita di cattivo gusto,rispondono esattamente alle esigenze locali, i dati dicono che siamo in controtendenza nazionale, all'Elba fra cessazioni e nuove imprese il numero è positivo, inoltre con alcune nuove partite iva di soggetti non italiani, a dimostrazione di un luogo sociale e solidale, gorilla sì ma buoni.
Le associazioni??? Stanche… stanche di ricercare un filo comune di intenti, da decenni evidenziano esigenze e problemi, sempre gli stessi!!!!!
Cosa penso???? Vedo con favore un primo passo di accorpamento di alcune municipalità, ma riconosco l'esigenza maggiore è l'unità su scelte che obbligatoriamente ci coinvolgono nei servizi e ci proiettano nei mercati esterni, questo deve essere il terreno del confronto, sereno e non pregiudiziale.
Non alimentiamo polemiche, dispensiamo giuste dosi di critica ed anche di autocritica, conta il fine ultimo… e per coloro in un ruolo o nell'altro, direttamente od indirettamente fanno politica, è sempre l'interesse comune.
Un saluto cordiale, Antonio
I miei amici Portoferraiesi già si leccano i baffi, a Portoferraio sono circa l’80% per il CU,
( Numero di abitanti negli 8 comuni; i votanti saranno in proporzione più o meno)
cioè: Portoferraio 11000 abitanti x 80% = 8800 per il SI
gli altri paesi dell’Elba sono circa 14 700
in totale all’Elba siamo 25.700 abitanti quindi basteranno 12 850 per il si!
se prendono soltanto il 30% sugli altri 7 comuni con un totale di 14700 abitanti sono 4400 SI!
8800+ 4400 ….13.200 ecco fatto il Comune UNIO per la gioia e la felicità di Orsini e &, Regione Toscana, Provincia e litorale tirrenico da Piombino in su!
Questo lo sanno benissimo anche Orsini e & ecco perché sono + che tranquilli… e arroganti!
Mi spiace per i miei amici di Portoferraio che sperano di avere il Sindacone ! Ma come, i Portoferraiesi hanno sempre invidiato Capoliveri e Porto Azzurro per i loro due sindaci,( quante volte abbiamo sentito questo dai nostri amici di Portoferraio?) perché Portoferraio non è MAI riuscito ad avere un sindaco come loro, che gestisse bene il loro comune, figuriamoci se il SINDACONE potrà gestirne 8, ma forse loro diranno: vabbè, gestirà male gli altri 7 comuni, ma Portoferraio Capitale, sarà il Comune modello per questo sindacone!
Ma perché, sono sicuri che sarà un Sindacone Portoferraiese? E chi sarà?un ???? che ha saputo finora gestire il suo comunello, così e così? alla meno peggio… figuriamoci 8 comuni! O un Orsini del continente, o un Barbetti che penserà al suo Capoliveri, oppure un Papi, ma anche lui, penserà per prima cosa a gestire bene il suo Porto Azzurro.. poi.. Portoferraio, Capoliveri, Marciana ……. e quando penserà a Rio Marina, Rio Elba, Cavo, S.Piero, S. Ilario? .. vabbè ora c’è S. Francesco (papa)…ci penserà lui, poi vedremo!
Ma X chi spera di vedere con il C.U. più finanziamenti dalla Regione, più servizi, più lavoro, un Ospedale adeguato, strade, acquedotti, spiagge e fossi puliti, strutture funzionanti ecc…… vi dico subito: “chi vive sperando, muore ca@@ndo!”
😎