DICECI ANNI DI CRESCITA
from
DICECI ANNI DI CRESCITA
31 Dicembre 2013
at
20:29
from
DICECI ANNI DI CRESCITA
31 Dicembre 2013
at
20:29
Attendi…
Spero che il 2014 sia l'anno che non si vedra' piu' la disoccupazione salire in particolar modo quella giovanile, spero che la meritocrazia sia una regola e non un optional, spero tanto che le pensioni possano aumentare per fare in modo che I pensionati possono avere una vita dignitosa, spero che per fare una visita o un'intervento chirurgico non si debba attendere per mesi, spero tanto che tutti I giovani possono avere la possibilita' di studiare, spero tanto che I giovani che si sono avvicinati alla politica possano unirsi e risolvere quei problemi che gli italiani si aspettano essere risolti, insomma spero un anno migliore.
Buon anno a tutti
W L'ITALIA
Distinguere, quindi, i fatti dalle opinioni è impresa complicata, perché come ebbe a dire una volta lo stesso Silvio Berlusconi «se camminassi sulle acque direbbero che non so nuotare».
Vediamo allora quali sono alcune delle balle che ricorrono maggiormente quando si ragiona ex post su quanto avvenuto dal '94 in poi. La prima, la più classica, riguarda appunto il «Ventennio» di governo. In realtà la differenza di durata tra governi del centrodestra e centrosinistra dal '94 in poi è di circa 8 mesi. In pratica si tratta di 3337 giorni per i governi guidati da Berlusconi contro i 3057 del centrosinistra – con presidenti del Consiglio, Lamberto Dini, Romano Prodi, Massimo D'Alema, Giuliano Amato e poi nuovamente Prodi. Il totale per il centrosinistra arriva a 3090 giorni se contiamo anche il governo Letta dal giorno in cui Forza Italia è passata all'opposizione. Insomma la differenza è di soli 247 giorni e con il trascorrere del tempo (e dell'esecutivo Letta) andrà inevitabilmente riducendosi.
La seconda grande balla è quella fondata sulla tesi della costituzione di un «regime» durante l'era Berlusconi ai danni delle altre forze democratiche. Paradossalmente, invece, nella storia repubblicana gli ex Pci sono saliti al governo per la prima volta proprio dopo la vittoria del leader di Forza Italia. In sostanza, quindi, dal '94 in poi si è spezzato il meccanismo della «conventio ad excludendum» che impediva alla sinistra italiana di salire al potere.
La terza balla è quella secondo cui nel «Ventennio berlusconiano» (creazione di pura fantasia visto che al governo in realtà il centrodestra c'è stato 9 anni) nessuna riforma sarebbe stata realizzata. Al contrario ci sono riforme che hanno inciso sulla nostra vita quotidiana e altre che continuano ad avere un impatto forte (e altre ancora che senza referendum abrogativi avrebbero potuto farlo). Alcuni esempi? La riforma Maroni delle pensioni che ha assicurato sostenibilità finanziaria al sistema (nonostante le varie controriforme del centrosinistra); la Legge Biagi; l'eliminazione dell'imposta di successione; il bonus bebè; la Bossi-Fini; l'abolizione della leva militare obbligatoria; l'abolizione dell'Ici; la creazione della social card; l'aumento delle pensioni minime; la trasparenza nella PA targata Brunetta; la patente a punti; il divieto di fumo nei luoghi e nei locali pubblici, ovvero la Legge Sirchia. A queste vanno aggiunte a) la riforma costituzionale che abolì il bicameralismo perfetto e ridusse il numero dei parlamentari, cancellata dal referendum voluto dal Pd nel 2006 b) la Fitto-Ronchi, ovvero la riforma dei servizi pubblici locali che imponeva l'obbligatorietà delle gare per l'assegnazione di un servizio e il divieto di assunzione per parenti fino al quarto grado di parentela (cancellata dal famoso referendum basato sulla surreale tesi della «privatizzazione dell'acqua», vero e proprio assurdo per un bene demaniale).
Cosa resta, invece, delle riforme del centrosinistra? A memoria si ricordano l'innalzamento dell'obbligo scolastico; il 3 X 2 universitario; il pacchetto Treu sul lavoro interinale; la (pessima a giudizio dello stesso centrosinistra) riforma del Titolo V; la legge Draghi sulle Opa e le lenzuolate di Bersani che stabilirono l'abolizione del tariffario per gli ordini professionali, una forte tracciabilità dei pagamenti e la portabilità gratuità del mutuo da un istituto di credito a un altro. Percorsi diversi sui quali ciascuno può maturare un giudizio. Cercando di distinguere i fatti, nella nebbia delle memorie labili e della scoperta propaganda.
La foto di oggi, mostra uno dei fossi,che ha subito un cambiamento sostanziale e cioè da fosso per le acque piovane si è tramutato in una“latrina”.
Ci attende un anno di fuego,visto come stanno le cose.Perciò Vi faccio i miei Auguri di un Anno piu’ lieto possibile.Ciao
Giancarlo Amore
I MIGLIORI AUGURI DI BUON ANNO…
ANCHE IO QUESTA SERA ASCOLTO SOLO IL DISCORSO DI GRILLO PUR NON MILITANDO NEL SUO MOVIMENTO, SE BEPPE FA RIDERE NAPOLITANO FA PIANGERE E' CERTO.
CONDIVIDO TOTALMENTE I CONTENUTI DI ANDREA.
ANTONIO
[COLOR=darkblue]Auguri a tutti di Buon fine 2013 con l'Augurio per un 2014 alla grande. [/COLOR]
MENTRE LA BORSA AUMENTA SU BASE ANNO DEL 16%.
Secondo voi chi guadagna ,chi lavora o lavorerebbe o investitori finanziari,usurai ?
Buon anno ,non solo perchè gli auguri non costano nulla ma perchè ne abbiamo bisogno oltre al coraggio che ci manca.Ad maiora.
Siamo arrivati anche alla fine di un 2013, checchè ne dica Il Sindaco e la sua giunta, non certo entusiasmante , ma ripercorrere adesso gli avvenimenti che hanno caratterizzato questo anno che tra qualche ora ci lascerà, risulterebbe banale, basterebbe con un semplice clic sfogliare le cronache passate, adesso è tempo di riflessione , di auguri , di buoni auspici e di nuove speranze, anche se la barca di camminando.org da disubbidiente e ingestibile gozzo , ha qualcosa da chiedere all’anno che verrà:
In questo nuovo anno da questa barca colma di buoni naviganti e mercenari anonimi , in balia di un mare nostrum… sempre più periglioso , vorremmo ancora poter disubbidire agli impulsi di bontà e rispetto verso chi non lo merita, vorremmo ancora riuscire a ribellarci alla voglia viscerale di lottare in modo civile, offrendo magari la verità contro chi non la pensa come noi, vorremmo ancora disubbidire alla potente tentazione di appioppare un robusto calcio nel culo a chi giorno dopo giorno ci rapina dei nostri diritti, insomma questa ciurma vorrebbe riuscire ancora ha reiterare la propria indignazione verso i parolai della politica e mantenere viva su questo mare virtuale la forza necessaria per ribellarsi alla pletora dei sostenitori del più trito dei luoghi comuni, quello di chi invocando ogni giorno il dialogo , è convinto che dialogare con chi è dalla parte del cittadino sia una fatica di Sisifo, ossia sforzo inutile , assurdo, impossibile. … Vorremmo rimanere liberamente aggiogati a questo remo con lo sguardo a destra e a manca, fidando che questo specchio d’acqua che criticamente ogni giorno attraversiamo, non rimanga un mare senza sponde…
[SIZE=3][FONT=comic sans ms][COLOR=darkred]Da camminando.org …. …. Buon Anno [/COLOR] [/FONT] [/SIZE]
–
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug (The Hobbit: The Desolation of Smaug) è un film del 2013, scritto, diretto e prodotto da Peter Jackson. È la seconda pellicola della trilogia de Lo Hobbit, Liberamente ispirato al romanzo Lo Hobbit di John Ronald Reuel Tolkien, il film è uscito distribuito dalla Warner Bros. Bilbo, Gandalf e i 12 nani capitanati da Thorin Scudodiquercia procedono il loro viaggio tra ragni giganti, uomini orso e il fondamentale incontro con gli elfi silvani di Legolas. Ad un passo dalla meta però Gandalf è costretto a separarsi dalla compagnia per affrontare prove più importanti da solo, mentre i nani e Bilbo giungono a Pontelagolungo, alle pendici del monte in cui riposa il drago Smaug. Determinato a riprendere quel che è suo Thorin Scudodiquercia non attende Gandalf e decide di procedere da solo inviando come pattuito Bilbo a rubare l'Arkengemma dal drago dormiente. È una lotta titanica (ma straordinaria per gli spettatori) quella tra Peter Jackson e il testo originario dell'autore che per la seconda volta ha impavidamente scelto di adattare, costruendo da sè una montagna ancor più impervia che in precedenza. Se infatti la trilogia Il signore degli anelli, comprimeva tre libri in tre film, brillando per come la capacità di sintesi non asciugasse i momenti più importanti della loro forza, Lo hobbit dilata un libricino in tre film. Invece che selezionare, comprimere e scartare Jackson aggiunge, crea e arricchisce, in una sfida impossibile per essere allo stesso livello del materiale di partenza. E in questo secondo film, le creazioni del regista sono decisamente più evidenti che nel primo. L'obiettivo delle aggiunte e delle mille piccole modifiche è rendere effettivamente Lo hobbit un prequel a Il signore degli anelli. Il libro fu scritto prima ma, pur facendo da base per alcuni presupposti e qualche evento, non è effettivamente collegato in ogni sua parte alla trilogia che sarebbe stata pubblicata quasi 20 anni dopo. Cinematograficamente invece Jackson rilegge Lo Hobbit di Tolkien e lo mette in scena con il senno di poi, iniettando premonizioni, epifanie e imbastendo scontri preparatori alla grande guerra dell'anello. In un certo senso quell'integrazione che non è presente nei libri la ricrea nei film, adattando molto anche i toni. Là dove Tolkien usava la matita leggera, Jackson appesantisce il tratto, non solo attraverso la prefigurazione di eventi futuri (che gli spettatori hanno visto nella trilogia precedente) ma anche rappresentando gli elfi già cupi e torvi come durante la guerra dell'anello o rifiutando il favolismo che contraddistingue il libro. Sicuramente ne guadagna in coerenza tutta quella che sarà un'esalogia ma in certi punti si avverte qualche caduta di stile o strumento stonato rispetto al resto (la storia d'amore interraziale decisamente non sembra in linea con l'idea di romanticismo tolkeniana).
Qualsivoglia dubbio o perplessità scompare però quando entra in scena il villain del racconto: Smaug, il drago. Non è solo la potenza della figura, l'acume dei dialoghi che scambia con Bilbo e la perfezione della resa grafica ma proprio la capacità straordinaria che da tempo riconosciamo a Peter Jackson di non fallire l'obiettivo più importante e saper manipolare il cinema per creare un'atmosfera epica ed emozionante, centrando così l'unico obiettivo che conti davvero. Tutto il meglio delle idee e delle trovate di La desolazione di Smaug si trovano assieme al tesoro dei nani, nascoste sotto una montagna sconfinata di monete d'oro con questo carismatico cattivo, le cui dimensioni ci sono suggerite con grandissima intelligenza filmica facendo muovere cumuli d'oro molto lontani tra loro e la cui pancia s'illumina prima di sputare fuoco.
Anche all'Elba , non solo a fine anno spesso leggiamo o sentiamo parlare dei problemi causati dall'uso di "botti" e simili. Legali, illegali, piccoli, grandi, artigianali o meno, stiamo parlando di oggetti che nella maggior parte dei casi rappresentano veri e propri ordigni.
Lungi dall'essere innoqui per coloro che li adoperano, questi passatempi provocano continuamente danni a cose o individui che spesso non vogliono neppure averci a che fare.
[SIZE=4][COLOR=darkblue]Per l'ultimo dell'anno NON ESSERE IL SOLITO MENEFREGHISTA…per un attimo pensa anche a loro! [/COLOR] [/SIZE]