da
L’ISOLA GRUVIERA
pubblicato il 23 Marzo 2015
alle
8:20
Dopo il fenomeno ancora irrisolto delle Sinkhole nel versante Riese, ecco che Portoferraio per non rimanere indietro presenta la sua buca, lasciata in bella vista in attesa di un esame approfondito dei geologi per evitare quello che potrebbe diventare per l’Elba un effetto domino ovvero l’espandersi a macchia d’olio della “sindrome da Sinkhole”.
E infatti nel capoluogo elbano nella centralissima Via Carducci , una strada ad alta densità di traffico, ecco che alcune transenne infiocchettate da nastro audaciano bianco-rosso e con regolari cartelli di pericolo sono apparsi per delimitare una piccola voragine che non sappiamo perché e per come ancora non è stata ricoperta nonostante che sulle pagine di camminando già dal giorno 14 Marzo sia stata segnalata con una vignetta satirica….ma che davvero davvero bisognerà, sull'esempio De Santi installare in piazzetta Citi un Gazebo e presidiare la zona in segno di protesta affinché qualche volenteroso getti nella piccola voragine alcune palate di terra e cemento?…
Attendiamo e nel frattempo solidarizziamo con i concittadini di Rio
da
CITTADINO
pubblicato il 23 Marzo 2015
alle
7:55
Il modo in cui rispondi mi fa pensare che allora forse mi hanno riferito giusto.
E comunque, siccome è meglio prevenire, non mi fido di quello che dici… così mi informo in comune e mi faccio dire cosa vorresti costruire.
E poi non sono solo caXXi miei, ma di tutti visto che a pochi metri c'è una scuola elementare!
Anzi, visto che ci sono, invito tutte le insegnanti e i genitori dei bimbi che vanno a scuola a Carpani nonché chi abita lì vicino ad interessarsi al fatto e capire come stanno effettivamente le cose.
Speriamo sia come dici te.
MAI FIDARSI!!
da
pier
pubblicato il 23 Marzo 2015
alle
7:35
Bisognerebbe intitolarlo : Non solo multe.
Vorrei complimentarmi con Lei, sempre pronto a dare precise ed ottime risposte a richieste verso il codice della strada.
Grazie
pier
da
Caro cittadino di Carpani
pubblicato il 23 Marzo 2015
alle
4:32
da
ASSURDO
pubblicato il 22 Marzo 2015
alle
20:06
AVETE CAPITO BENE????? questa è istigazione a delinquere o cosa???
Siamo un paese FINITO!
da
CORRUZIONE?
pubblicato il 22 Marzo 2015
alle
18:42
“A Burchi chiedevo pure soldi e non è che fosse molto magnanimo quell’uomo, ha il braccino corto” – Che cosa pensa del premier?«Siamo entrambi tifosi della Fiorentina». Non sarà mica diventato renziano? «Se lo ripete la querelo»….
da
giuseppe schiavone
pubblicato il 22 Marzo 2015
alle
18:27
Buonasera, non vi è nessun obbligo nel sostituire gli pneumatici invernali. L'unico obbligo riguarda il transito nei tratti di strada dove vige l'obbligo di utilizzo di catene o pneumatici invernali.
A riguardo ricordiamo che non è sufficiente avere un veicolo a trazione integrale 4×4 per poter circolare con tale obbligo, ma bisogna equipaggiarlo con catene da neve, che in base alla necessità, nei tratti di strada indicati da apposita segnaletica stradale, andranno installate per poter proseguire il viaggio, oppure dotare il veicolo di pneumatici da neve.
Per il Codice della strada solo i pneumatici invernali, contraddistinti con la marcatura M&S, MS, M-S e M+S, sono equivalenti alle catene omologate e soddisfano dunque l'obbligo di legge.
Lo "snowflake", il simbolino di un fiocco di neve racchiuso nel profilo di una montagna, indica il prodotto winter secondo la normativa richiesta dal mercato americano, la presenza di tale simbolo non è obbligatoria a termini di legge per il mercato locale, l'unica indicazione con valenza giuridica per individuare un pneumatico invernale è infatti la marcatura M+S.
Le catene da neve devono essere installate rispettando la misura del pneumatico del nostro veicolo, onde evitare rischi di contatti pericolosi o sfregamento all'interno del passaruota, danneggiando i freni, le sospensioni e andando così a creare un pericolo effettivo durante la marcia. Inoltre, per legge con le catene non si possono superare i 50 km/h di velocità massima.
Le "calze" per il Codice della Strada NON sono equiparate ai pneumatici M+S e alle catene, dunque non sono sufficienti per circolare quando si è in regime di "obbligo di catene a bordo".
Saluti
Giuseppe Schiavone
Ass. Capo Polizia Stradale di Portoferraio
0565.913274
da
ANIMAL PROJECT
pubblicato il 22 Marzo 2015
alle
17:21
L’episodio occorso alla povera Irene non è che l’ultimo di una lunga serie: dopo lo shock subito si reca personalmente agli uffici della Polizia Municipale per rappresentare la situazione di pericolo e l’unica risposta che ottiene dall’agente è che in proprietà privata non è possibile alcun tipo di intervento. E se il branco avesse preso di mira un bambino? E se la prossima volta aggredisse concretamente qualche malcapitato?
L’episodio, già grave di per sé, lo è ancora di più per il fatto che i Vigili urbani erano già stati avvertiti da tempo da alcuni abitanti impauriti della presenza di questo branco di cani in zona Bucine e San Giovanni, che faceva razzia di tutto riuscendo persino ad entrare nelle case private. I cittadini ci hanno riferito che già allora la risposta della Polizia Municipale è stata la seguente: "spiacenti ma non possiamo far niente perché non abbiamo il servizio di accalappiamento".
Non è con questo tipo di risposte che un cittadino deve essere tutelato! Il Comune è tenuto per legge alla cattura dei cani vaganti, alla verifica tramite lettura del microchip, se presente, dell’eventuale proprietario e ad assicurare il rispetto della normativa, avviando le procedure per l’invio dei cani vaganti presso i canili convenzionati o irrogando la sanzione amministrativa a carico di chi lascia gli animali liberi e incustoditi. Di fronte ad una situazione di pericolo per l’incolumità pubblica tale obbligo risulta ancor più stringente e non è accettabile alcun comportamento omissivo. Chi sarà responsabile in caso di ulteriori aggressioni?
Siamo rammaricati dal fatto che ogni volta in cui si cerca di far rispettare le procedure previste dalla legge, non si hanno mai risultati positivi. In caso di ritrovamento di un cane vagante o gatto randagio, la risposta che i cittadini ricevono dopo aver segnalato il ritrovamento, è quasi sempre la stessa: in quanto il lettore microchip non è funzionante (anche se dall'albo pretorio del sito del Comune di Portoferraio risulta invece sia stato acquistato un lettore nuovo nel mese di dicembre 2014) e non essendoci né strutture, né servizio accalappiatura, non è possibile intervenire.
Anche per i casi di maltrattamento non si ha mai un intervento tempestivo e spesso siamo costretti a ricorrere ad altre Autorità.
Ringraziamo la povera Irene di aver portato alla luce il fatto e di aver denunciato l'accaduto ai Carabinieri, auspicando che si faccia prontamente luce sulla questione.
Si richiede al Comune di Portoferraio di prendere seri provvedimenti e di dare attuazione alle normative previste in materia, perché una situazione del genere non è più sostenibile."
Animal Project Isola d'Elba
da
cittadino speranzoso
pubblicato il 22 Marzo 2015
alle
15:39
da
SE IO FOSSI…….(2)
pubblicato il 22 Marzo 2015
alle
11:28
da
IL NOSTRO PRESIDENTE
pubblicato il 22 Marzo 2015
alle
9:46
"La reindustrializzazione è una scommessa vinta". Così il presidente della Regionr Enrico Rossi ha commentato la presentazione di General Electric e del gruppo costituito da Saipem, Fratelli Neri e San Giorgio di due progetti di sviluppo (oltre all'ex Lucchini). Investimenti pubblici per 240 milioni.
MI SONO PERMESSO UN COPIA/INCOLLA PER EVIDENZIARE, ANCHE AI NOSTRI ISOLANI ESPONENTI DEL PD (CHE NEI GIORNI SCORSI SI PREOCCUPAVANO DI STRUMENTALIZZAZIONI SU RIO MARINA) COME SIA BEN DIVERSO L'APPROCCIO E L'ATTENZIONE FRA L'ELBA E PIOMBINO DA PARTE DELLA REGIONE.
APPENA QUALCHE GIORNO SCORSO SI PARLAVA, SEMPRE DI PIOMBINO E DI COME FARLO DIVENIRE UN POLO ED UNA ATTRAZIONE TURISTICA, ANCHE CON LE NAVI DA CROCIERA, DOPO GLI SVARIATI PORTI TURISTICI ESISTENTI ED IN PROGETTO.
OGGI ADDIRITTURA SI VOGLIONO DEMOLIRE LE NAVI E FARE ENERGIA, ALTRE ALL'ACCIAIO ED AL CARBONE.
SENZA DIMENTICARCI QUEI TRE MILIONI DI METRI CUBI DI FANGHI VELENOSI DI BAGNOLI, DA CUI CI SIAMO SALVATI SOLO PER CASO,,,,, MA CHE FACEVANO GOLA.
TUTTO QUESTO DENTRO, PERCHE' SONO DENTRO, AL SANTUARIO DEI CETACEI, DI CUI SPESSO SI RIEMPIONO LA BOCCA ANCHE ALCUNE ASSOCIAZIONI (SEMPRE E SOLO PER BLOCCARE L'ELBA).
A PIOMBINO PURCHE' ARRIVINO SOLDI FAREBBERO DI TUTTO, INCURANTI DI QUELLA PAROLINA """""AMBIENTE""""" A NOI QUOTIDIANAMENTE RICORDATA….
MENTRE L'ISOLA, CON LA SANITA', CON I TRASPORTI, CON LA VIABILITA' E MOLTI ALTRI SERVIZI, E' LETTERALMENTE ABBANDONATA, SE NON SACCENTEMENTE E STRATEGICAMENTE SABOTATA.
PERCHE' ALLA COSTA L'ELBA SERVE COSI'……… PER FARNE LA LORO ATTRAZIONE. COME RECITANO I MEGA/CARTELLONI PUBBLICITARI: ((((((UNA TERRAZZA SULL'ARCIPELAGO TOSCANO))))))!!!!!!!!.
I NOSTRI ESPONENTI LOCALI DEM, HANNO COMUNQUE ESTREMA ATTENZIONE,………… SI'!!!!! ALLE STRUMENTALIZZAZIONI!!!!!!
ELBIVORO
da
Pol. Elba Rekord
pubblicato il 22 Marzo 2015
alle
5:45
Partecipa anche l’Elba al torneo 3c3 Join the Game organizzato dalla federazione italiana pallacanestro , con quattro formazioni due maschili e due femminili .Il torneo prevede partite da 6 minuti giocate a metà campo da tre giocatori con una riserva a ruotare .
A Cecina ,domenica 22 marzo dalle ore 9.30 presso il palazzetto in via Toscana, saranno di scena i maschi impegnati nella fase provinciale . Le nostre squadre accompagnate dall’allenatore Silvino Simone sono così composte :
Elba blu – Ferrini Antonio, Pieruzzini Alessandro, Pastorelli Daniele, Cammarota Andrea.
Elba rosso – Di Giorgi Simone, Martorella Niccolò, Isolani Alessio, Barsotti Giacomo .
Il torneo femminile , nella prima fase a livello interprovinciale , si svolgerà invece a Lucca ,domenica 22 alle ore 15.00 presso la palestra di Sant’ Alessio . Le nostre atlete , accompagnate dall’allenatore Mansani Massimo sono divise in due squadre :
Elba rosa : Gatti Ilaria , Marinari Gaia, Boccini Greta , Peria Nina
Elba Giallo : Posini Alessia , Martinelli Giulia , Caironi Roberta , Trabison Sara .
Forza Elba Rekord !!
da
Carlo Dotto
pubblicato il 21 Marzo 2015
alle
21:21
da
C0sta Rosaria
pubblicato il 21 Marzo 2015
alle
20:06
da
A Slik
pubblicato il 21 Marzo 2015
alle
17:38
Ormai non ci resta che piangere.
Siamo diventati una colonia.
da
V:A
pubblicato il 21 Marzo 2015
alle
17:10
In Località Bucine la Soc.ASA ha aperto un cantiere di lavoro ,ma da oltre una settimana nessuno, dico nessuno ,si è presentato al lavoro. mi chiedo:è stato chiuso una strada dirottando tutto il traffico su uno stradello di campagna sterrata.sono venute fuori delle buche che passandoci di sera uno potrebbe rimarci. Ma chi controlla tutto questo ? Gli addetti del Comune ? I vigili Urbani ? dove sono ?
Speravo che arrivasse il cambiamento in Comune .
Cittadino Deluso! :bad: :bad: :bad:
da
Restaurata la resurrezione di Capoliveri
pubblicato il 21 Marzo 2015
alle
13:44
Ritorno della Resurrezione nella Chiesa di Santa Maria Assunta di Capoliveri. Il grande dipinto a olio (240×160 cm circa), che sul retro della tela porta firma e data (“Amedeo Frattini dipinse l’anno 1905”), dopo il restauro effettuato da Silvia Zecchini sotto la direzione del funzionario storico dell’arte della Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa e Livorno, Amedeo Mercurio.
Il restauro del quadro e della relativa cornice è stato finanziato interamente dalla nota azienda “Nykor Pilot Pen Italia” (con sede a Bologna), nella persona del suo Presidente, Piero Tomassini, innamorato dell’Elba e delle sue bellezze – naturali e artistiche –, al quale si deve l’articolato programma di interventi su un insieme di opere in stato di conservazione precario o non soddisfacente. Vale la pena ricordare che il percorso è iniziato con il bel Crocifisso ligneo del XVII secolo, recuperato nel 2013 dalla restauratrice Monica Chiessi di Portoferraio ed è proseguito con il dipinto seicentesco su tela raffigurante L’Annunciazione, il cui restauro, effettuato nella primavera 2014, è stato anch’esso curato da Silvia Zecchini. Oggi è la volta della Resurrezione che, riacquistati i colori originali prima di difficile lettura a causa della stratificazione di sporco e muffe, sarà ricollocato ed esposto probabilmente di fianco all’altare.
Dell’intero percorso virtuoso di valorizzazione è stato interprete, con passione e competenza, il parroco di Capoliveri don Emanuele Cavallo che, dopo aver favorito in ogni modo l’avvio dell’intero programma di restauri, ha seguito con amorevole attenzione tutte le sue fasi.
da
CITTADINO
pubblicato il 21 Marzo 2015
alle
13:19
MA SIETE MATTI?
LO SAPETE COSA PREVEDE LA LEGGE SULLE DISTANZE DAI CENTRI ABITATI? INFORMATEVI! CE NE SARANNO DI POSTI LONTANI DAI CENTRI ABITATI?
da
Cambio gomme invernali
pubblicato il 21 Marzo 2015
alle
12:58
