Grazie!!
elbi'elbi@tiscali.it
Grazie!!
elbi'elbi@tiscali.it
Basta con questa storia dell'isolamento… c'è un aeroporto che è stato funzionante con una compagnia aerea che ha volato.
Saluti
Poco importa
Prima delle festività natalizie il nostro Sindaco, accortosi del caos nel traffico e soprattutto nella sosta delle autovetture nel centro storico, aveva rivolto un appello agli automobilisti affinché tenessero “un comportamento più rispettoso delle regole del vivere civile”.
Ho preso atto con favore dell’iniziativa del primo cittadino, ma devo fargli presente che il Suo giusto invito sembra, anzi lo è senz’altro, caduto nel vuoto. La sosta selvaggia che rende difficoltosa la circolazione o la sosta comunque in zone vietate sono una inaccettabile abitudine ormai consolidata, che sarà dura a morire, se non si passa dagli inviti alle sanzioni. E non solo ogni fine settimana, ma tutti i giorni. Anche davanti al Palazzo comunale e, da qualche tempo, anche in uno spazio che per la sua collocazione e la sua funzione dovrebbe essere considerato “sacro”.
E a proposito di traffico e di disciplina della sosta, ho notato due fatti nuovi. Nel primo tratto della Calata, entrando in centro, già prima di Natale, sono state spostate le fioriere. Si ha intenzione di destinare lo spazio ricavato a parcheggio pubblico? Lo chiedo perché, allo stato, non si comprende bene quale sia la volontà della Amministrazione, dal momento che non è stata fatta l’ordinanza che dovrebbe consentire la sosta; non è stato tolto,quindi, il cartello di divieto di sosta permanente che esiste alla radice del molo Gallo né è stata disegnata a terra la necessaria segnaletica. Sembra che tutto sia stato fatto in modo un po’ abborracciato. Ma una pubblica Amministrazione non può agire così. Anch’essa deve “rispettare le regole”.
Chissà, forse si è trattato, di una decisione affrettata con carattere di provvisorietà. Voglio pensare che, a breve, sarà ripristinato lo spazio pedonale preesistente. Da oltre 40 anni è stato disposto il divieto di sosta lungo tutta la Calata medicea e toglierlo oggi, anche in un solo tratto, non farebbe certo “onore” alla attuale Amministrazione. La Darsena medicea è un bene storico di grande valore e trasformarla, in tutto o in parte, in un parcheggio pubblico sarebbe una cosa davvero “oscena”!
L’altra novità riguarda due zone a traffico limitato, precisamente quella che regolamenta l’entrata, da Via S.Lambardi, nella parte alta della città e quella che riguarda l’accesso, nella parte bassa, in Via Roma, Via E.Gasperi fino a Via della Fonderia. Sono state istituite, per tutto l’anno, per ridurre la circolazione degli autoveicoli nel centro storico e quindi i rumori molesti e l’inquinamento e, inoltre, per assicurare a chi vi abita la possibilità di parcheggiare l’ autovettura almeno nelle vicinanze della propria abitazione. Ho saputo che, con una delibera della Giunta del 29 dicembre proposta e portata in approvazione dall’Assessore al traffico Bertucci e con una ordinanza del Responsabile del servizio di polizia urbana del 31, è stato deciso di consentire il libero accesso nelle due zone dal 1° gennaio al 14/giugno. Quindi, in questo periodo, chiunque potrà circolare ed anche sostare in tutto il centro storico. Una scelta che rappresenta il ritorno ad un passato che sembrava ormai morto e sepolto e che le motivazioni contenute nel testo della delibera “partorita” dall’Assessore non ci aiutano a comprendere. Anche perché nella delibera si fa riferimento più che altro alla parte alta della città per la quale, forse, sarebbe opportuno apportare qualche modifica alla attuale regolamentazione.
Nella ordinanza del 31 dicembre si dispone, tra l’altro, che l’Ufficio tecnico comunale provveda a rimuovere o coprire la segnaletica verticale, ma, ad oggi, dopo ben 13 giorni, i cartelli non sono stati rimossi e neppure “incappucciati”. Anche in questo caso altro bel pasticcio! La delibera è del 29 e l’ordinanza del 31 dicembre. E la sospensione del divieto si è voluto farla decorrere, subito, dal 1° gennaio. Ma c’era davvero tutta questa urgenza? Spero che, anche in questo caso, maturi un ripensamento. Anzi credo che sia opportuna una riflessione generale sul traffico privato nel centro, che non può ripiombare nel caos come molti anni fa.
Giovanni Fratini
Sul viale a mare della spiaggia delle Ghiaie è nata una lunga fila di pali di ferro.
Messi accanto ai pali già esistenti che portano luce durante la notte sono alti più del doppio di questi che erano già presenti.
Pare che servano pure essi a portare luce durante la notte,in particolare ad illuminare spiaggia e mare per chi desidera far bagno nella notte.
Riservandomi di esprimere opinioni a progetto realizzato, già sin da ora non posso esimermi dal dire che è una vera bruttura questa dello schieramento di pali di ferro altissimi in luogo così bello come è quello della spiaggia delle Ghiaie.
Infine colgo l'occasione di segnalare che dopo l'ultima bufera di vento rami di alberi,tutti da quercia, dei giardini pubblici delle ghiaie sono caduti per terra in zone frequentate dal pubblico con rischio grave per
l'incolumità.
Ultimamente è stata fatta potatura delle piante dei giardini ma i lecci ovvero querce non mi pare siano state potate.
Se parte dei soldi spesi per l'impianto dei pali fosse stata usata per potare i lecci ne sarebbe stata fatto miglior uso.
Maura Coradazzi
[EMAIL]mauracoradazzi@yahoo.it[/EMAIL]
“Appunti linguistici sulla Sardegna contemporanea” è il tema della conferenza pubblica che sabato 16 gennaio si terrà presso la Sala della Gran Guardia, a Portoferraio, alle ore 16,30. L’incontro è il primo di un ciclo di appuntamenti organizzati dall’Associazione Culturale Sarda “Bruno Cucca” con il patrocinio del Comune di Portoferraio, assessorato alla Cultura, e tenuti dal Prof. Simone Pisano. Ricercatore presso l’Università “Guglielmo Marconi” di Roma, dove insegna Linguistica generale, Linguistica applicata, Fonetica e Fonologia, Pisano partirà da un’introduzione terminologica sulla distinzione tra lingua e dialetto per addentrarsi nella situazione linguistica della Penisola e approfondire la complessità dello spazio linguistico italiano. Un interessante excursus riguarderà i contatti e la parziale “continuità” tra l’Arcipelago Toscano, la Corsica e il nord Sardegna, mentre tutta la parte centrale della conferenza sarà imperniata sull’attuale realtà linguistica della Sardegna, con riferimenti specifici alle principali peculiarità del sardo rispetto al mondo neolatino. Questo perché il sardo è un insieme di varietà linguistiche diffuse su tutta l’isola (e fuori parlate da molti emigrati) appartenenti al gruppo neo-latino delle lingue indoeuropee. «All’interno del mondo romanzo, cioè di tutte le lingue che discendono dal latino – spiega il docente universitario -, le parlate sarde hanno una fisionomia propria anche se, nella morfologia, condividono una serie di caratteristiche che le avvicinano maggiormente alle lingue neo-latine occidentale, come il castigliano, il catalano, il portoghese e il francese medievale. Sostanzialmente il sardo è dunque diretta emanazione del latino parlato anticamente sull’isola, ma soprattutto a livello lessicale ci sono testimonianze non trascurabili delle lingue impiegate precedentemente alla conquista romana (sostrato paleo sardo e punico), nonché di quelle dei diversi dominatori succedutisi in Sardegna dopo la caduta dell’Impero Romano (superstrato bizantino, pisano, ligure, catalano, castigliano e italiano moderno».
L’intervento del prof. Pisano sarà corredato da immagini, cartine e registrazioni audio.
In qualità di sindaco di Portoferraio, sede di Presidio Ospedaliero, e quindi responsabile dello stato di salute degli elbani tutti, mi rivolgo a lei per segnalarle importanti, ma non certo nuovi, disservizi sanitari. Il maltempo che ha imperversato sulla costa toscana per quarantotto ore, e che potrebbe protrarsi nei prossimi giorni stando alle previsioni, ha completamente isolato il territorio elbano; sono state quarantotto lunghissime ore durante le quali ogni contatto con il continente si è interrotto creando disagi in molti settori della vita del paese, compreso quello sanitario. Sono state interrotte le visite ambulatoriali, non eseguiti i prelievi ematici che avrebbero dovuto raggiungere il continente, le attività di sala operatoria. Più gravemente colpiti dal problema quei pazienti che avrebbero dovuto raggiungere presidi ospedalieri continentali per terapie o esami in quanto affetti da patologie particolarmente gravi. Ma, cosa ancora più scoraggiante, nessuno ha saputo dare indicazioni a questi pazienti su come comportarsi per il proseguo delle indagini o delle terapie in assenza di un protocollo per casi del genere. Lei, quale profonda conoscitrice dello psichismo umano, può ben comprendere lo stato d’animo di chi, ammalato, dopo una lunga attesa vede vanificata la possibilità di una visita o di una fondamentale terapia o rimane senza una risposta su come affrontarne il proseguo. Non voglio dilungarmi troppo, ma sono certo che il peso della responsabilità della tutela della salute delle persone, imponga a tutti noi un attimo di riflessione e ci costringa a rivedere, rivalutare e modificare un sistema organizzativo che presenta lacune e sfocia in criticità.
I dati circa le attività svolte in ospedale, sui quali vengo costantemente informato, mi dicono che alcuni servizi ospedalieri sono decisamente migliorati rispetto al passato, per esempio quello ortopedico grazie all’impegno dell’unico medico presente nel presidio sanitario e grazie alla collaborazione dei medici provenienti dal presidio di Piombino, ma ciò non basta, non è sufficiente a tranquillizzarmi per quanto sia un dato incoraggiante, e si pone la necessità di una revisione e ristrutturazione dell’organizzazione di molti servizi. Io sono certo che alla luce di quanto accaduto, con la collaborazione di tutti, politici, amministratori, operatori sanitari e forze sindacali, si possa iniziare un percorso che condurrà ad una limitazione del disagio di vivere un’isola e si possa realizzare un’isola meno isolata almeno dal punto di vista sanitario.
Certo dell’attenzione che porrà al problema segnalato e della sua collaborazione Le porgo i miei più cordiali saluti.
Arch.tto Mario Ferrari sindaco di Portoferraio
Da sabato 16 brusco calo delle temperature anche di 10°. E all'inizio della prossima settimana c'è una possibilità di neve anche in pianura.
Andando per ordine, giovedì 14 entrerà sulla Toscana una veloce perturbazione atlantica, apportando piogge diffuse e nevicate intorno ai 1.000-1.200 metri di quota. Temperature in calo, con valori minimi in pianura poco sopra lo 0° e massime sui 10°. Mare molto mossi con venti di libeccio. Venerdì 15 miglioramento e temporaneo aumento termico, mentre il vento ruoterà a nord, nord-est nell’interno e nord-ovest lungo la costa. Mare ancora molto mosso.
Sabato entrerà bruscamente l’aria fredda artica, apportando un sensibile calo delle temperature. Il cielo sarà parzialmente nuvoloso, con qualche pioggia e deboli nevicate nell’interno a quote collinari. Le temperature scenderanno di ulteriori 7-8°, in modo più sensibile nei valori massimi diurni. Domenica 17 generalmente sereno o poco nuvoloso, ma con gran freddo.
Gelate diffuse e massime che in pianura non supereranno i 5-7°, mentre in montagna resteranno per tutta la giornata sotto lo zero.
In effetti è molto semplice ,bisogna solo lasciare una e-mail .
Spett.le Polizia Municipale
Portoferraio
E p.c. Spett.le Capitaneria di Porto di Portoferraio
Portoferraio
Spett. Comando Polizia Municipale buongiorno, con la presente lettera pubblica, per notificare l’ennesimo sversamento di idrocarburi in via Dietro la Pieve a Portoferraio in pieno Centro Storico.
Infatti, è la seconda volta che i responsabili ” manutentori “di un contenitore interrato, commettono questo grave avvenimento, cioè di far defluire dalla cisterna “ carburante “ nella via, senza adottare i provvedimenti necessari e tutto questo in barba alle Leggi sull’Ambiente.
In data 08.01.2016, anche per avvisare gli Autori di questa negligenza in maniera da indurli ad eseguire un accurata pulizia della strada, ho pubblicato un Buon articolo in merito, letto da “ Tutti “ tra i quali molti “ paladini “naturalmente a parole, difensori del Centro Storico. Infatti da parte di questi Eroi della domenica, a dare man forte non è intervenuto nessuno. Inoltre con coraggio, ho contattato i responsabili del danno avvertendoli di ripristinare il tutto, ma senza risultati. Pertanto in maniera sconfortante, richiedo un Vs. importante intervento. Altresì visto la situazione, ricordo che il carburante fuoriuscito, finisce in una piletta che assieme alle altre, convogliano tutte le sostanze liquide riversandole in una tubazione che porta direttamente in mare. Oltretutto ad aggravare la situazione ambientale soprattutto nel Porto Mediceo, vengono da svariati scarichi, immessi in mare da altri responsabili di facile individuazione, ulteriori quantitativi di idrocarburi. Per questo considerevole motivo, richiedo per quanto di competenza, un possibile interessamento da parte della spett.le Capitaneria di Porto di Portoferraio.
Purtroppo voglio ricordare che situazioni di degrado anche analoghe, si sono già verificate con dei risultati non certo edificanti. La foto consegnataVi da un Consigliere Comunale per allertarVi ad agire, mostra il danno al manto stradale costituito dalla presenza di olio, che per un periodo di circa un mese e tutti i santi giorni, veniva sversato nei vari posti auto dove lo stesso autocarro danneggiato parcheggiava. Nonostante la segnalazione, i continui dilavaggi etcc. a distanza di mesi la strada è ancora “ blak “, basta vedere la foto. In sostanza il Vs. impegno come Polizia Municipale, nonostante la gravità delle situazioni, è rilegato esclusivamente a ciò che Vi compete come prevede la Legge, ma è altrettanto vero, che Portoferraio a questa stregua difficilmente risorgerà perché di vie in queste condizioni ce ne sono davvero troppe.
Ma “ Turisticamente parlando “, tutto questo degrado non è certo un problema, grazie all’impegno dell’ Organizzazione “ Isis “ sponsor indiretto dell’Isola d’Elba, i Turisti all’Elba anche quest’ anno giungeranno e saranno più numerosi di sempre. Ma ahimè, non c’è certo di che vantarsi. Meglio pane e cipolla. Cordiali saluti
Giancarlo Amore
Saluti
Il Centro funzionale regionale di monitoraggio meteo ha emesso un 'codice arancione' (fenomeni di moderata intensità) valido dalle ore 8 di domattina, giovedì 14 gennaio, fino alla mezzanotte per piogge forti e abbondanti. Le zone interessate saranno quelle del nord-ovest e le zone interne. Le precipitazioni dovrebbero esaurirsi in serata. Su tutto il resto della regione è stato emesso un 'codice giallo' (pre-allerta) per piogge. Previste anche abbondanti nevicate in montagna e un rinforzo del vento di libeccio sulla costa e sui crinali ed un aumento del moto ondoso a nord dell'Elba.
Per forza ogni volta che facciamo benzina continuiamo, nel 2016, a pagare il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935. Da allora sono passati 80 anni: direi che è giunta l’ora di smettere. Paghiamo la crisi di Suez del ’56, il disastro del Vajont, il terremoto in Irpinia di 36 anni fa, la missione in Bosnia*.
Associazioni di consumatori, persone comuni, politici si sono già battuti nel tempo per l’abolizione di queste obsolete accise. Senza successo
Le accise risalenti a oltre 20 anni fa, ormai obsolete, potrebbero essere abolite: il prezzo dei carburanti scenderebbe favorendo l'economia in generale. Inoltre le nuove accise introdotte dovrebbero estinguersi entro un termine di legge (ad esempio 20 anni) o fino al raggiungimento di un importo necessario per finanziare il progetto.
Ecco di seguito un piccolo riassunto delle tasse inique, vecchie e decisamente ridicole.
€ 0,000981: finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
€ 0,00723: finanziamento della crisi di Suez del 1956;
€ 0,00516: ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
€ 0,00516: ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
€ 0,00516: ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
€ 0,0511: ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
€ 0,0387: ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980;
€ 0,106: finanziamento della guerra in Libano del 1983;
€ 0,0114: finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
€ 0,02: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
€ 0,005: acquisto di autobus ecologici nel 2005;
€ 0,0051: terremoto dell’Aquila del 2009;
€ 0,0073: finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali nel 2011;
€ 0,04: arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
€ 0,0089: alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
€ 0,082 (€ 0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
€ 0,02: finanziamento post terremoti dell’Emilia del 2012.
Ultimi giorni per iscriversi al corso di qualifica completamente GRATUITO per Cuoco.
Il progetto è finanziato dal Fse, dalla Regione Toscana
Il corso è rivolto a coloro che hanno meno di 18 anni e sono fuoriusciti dal sistema scolastico ed hanno aderito al programma Garanzia Giovani.
Sono previste lezioni teoriche e pratiche ed un periodo di stage da effettuare in ristoranti e strutture alberghiere dell’isola d’Elba.
E’ un’opportunità da non perdere per una professione
sempre più alla moda e molto richiesta dalle
aziende.
Ultimi giorni per potersi iscriversi!
COMPLETAMENTE GRATUITO
Per info e iscrizioni CESCOT FORMAZIONE PORTOFERRAIO
Mail [EMAIL]segreteriacescotpf@confesercenti.li.it[/EMAIL]
tel. 0565 918812