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LA NOSTRA COMPAGNIA DI BANDIERA? [/SIZE] [/COLOR]
Leggo da tenews
[URL]http://www.tenews.it/giornale/2016/02/08/la-lettera-63048/[/URL]
Quella di domenica 7 febbraio non è stata certamente una giornata facile per i collegamenti per l'Elba. Le navi non sono partite a causa del maltempo, ritengo giusta la decisione peraltro a garanzia della sicurezza di tutti. Detto questo, sgombriamo il campo da equivoci e scuse: quello che vi racconto non c'entra proprio niente con il mare mosso.
Parlo dell’ assoluta incapacità di tutti gli addetti, dalle biglietterie a quelli delle compagnie di navigazione (qui uso il plurale, ma tutti sappiamo che si tratta di un unico soggetto), di saper gestire una situazione di emergenza (annunciata però) in modo decente. I Fatti: domenica sera, ero sul porto di Piombino, con mia moglie e la nostra bambina di otto anni, una volta capito che l’ultima nave non sarebbe partita, insieme ad altre persone residenti, abbiamo deciso di chiedere l’emissione del biglietto per il giorno successivo. Personalmente chiedevo di poter partire con la nave delle 10.00. Le due addette alla biglietteria, mi chiedevano di attendere, non si sa bene cosa. Dopo circa un’ora di attesa ripeto la richiesta di emissione del biglietto o della prenotazione e qui partono una serie di telefonate fra la biglietteria e un “misterioso” interlocutore che alla fine deve avere intimato un no alle signorine. La risposta infatti è stata; ”Non possiamo fare i biglietti neanche per domani”, Chiedo allora il nominativo della persona che essendo addetta allo svolgimento di un pubblico servizio (collegamento trasporto navale di linea), avrebbe dovuto fornirlo o avere un “badge” identificativo, ricevo ancora un diniego, così come quando chiedo il nominativo di un suo superiore. Non è finita, il ridicolo deve ancora venire. Era ormai chiaro che nessuna nave sarebbe partita, allora perché tenere ammassati davanti alla biglietteria centinaia di persone senza nessun tipo di informazione, per poi farle calpestare a vicenda e senza ritegno per anziani e bambini (e qui mi appello al buon senso di chi era in fila) quando si annuncia che chi prima arriva prima parte. Non è accettabile. Qualcuno ha anche tentato di fotografare con il telefonino le addette alla biglietteria; nell’ilarità generale, nonostante il senso di impotenza, una di queste per evitare di essere immortalata, si è infilata sotto il bancone e ci è rimasta per alcuni minuti.
Si, avete capito bene, nell'epoca in cui, peraltro giustamente, si fa la caccia ai dipendenti pubblici assenteisti, un'incaricata di un pubblico servizio (L'art. 358 c.p. dispone che "agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio") si nasconde sotto il bancone.
La domanda mi sorge spontanea: ma se la signorina era sicura di ciò che stava facendo, perché non comunicare il proprio nome, perché non comunicare il nome del superiore, perché infilarsi sotto il banco e nascondersi? Finita? Ma no, anche una guardia giurata, senza nessun documento identificativo, prima si rifiutava di dare le proprie generalità e poi con estrema sicurezza asseriva che essendo “privati” fanno ciò che credono. Ora, non ci dimentichiamo che, ogni qualvolta che un residente vuol fare un biglietto, viene pretesa (a mio avviso illegittimamente) l'esibizione di un documento di riconoscimento, perché noi non possiamo conoscere il nome e il cognome del nostro interlocutore? Sconfortato e deluso dall'indecenza dei comportamenti descritti, lascio la biglietteria e sorpresa delle sorprese, potevo fare il biglietto per la mattina successiva, come? Semplice, On line , ma costava 80 € e non era prevista la tariffa residente. Quindi era una questione solo economica ? Risultato: con oltre 80 euro avrei raggiunto l'Isola d'Elba nelle prime ore della mattina, magari garantendo a mia figlia di poter andare a scuola. Con la tariffa residente questo invece non era possibile perchè la biglietteria non emetteva i biglietti.
Le prime navi partite nella mattinata di lunedì 8 febbraio da Piombino erano piene di camion e altri veicoli commerciali, non certo residenti.
Tutto ciò in barba ai diritti di chi abita all'Isola d'Elba, alla continuità territoriale, alla nostra cara Costituzione e al buon senso che chi è chiamato a gestire un importante servizio pubblico dovrebbe avere, con l’aggravante che questo servizio dovrebbe garantire la continuità territoriale che le norme Comunitarie e Costituzionali riconoscono a noi cittadini delle isole minori. Lungi da me volere alimentare polemiche, ma solo la speranza che se ci sono colpevoli in questa tristissima e ignobile vicenda vengano inchiodati davanti alle loro responsabilità.
La nostra compagnia di bandiera ????