Ora come la mettiamo ???
la CNA è da sempre una organizzazione vicinissima alla sinistra ed in particolare al PD. Lo dimostrano i moltissimi dirigenti di tale organizzazione che, nella loro carriera, hanno rivestito ruoli importanti sia nel CNA che nel PD. Un nome per tutti, Gian Carlo Sangalli, presidente del CNA nel 1994, poi dimessosi non appena eletto senatore del PD (ruolo che tutt'ora ricopre). Ma se qualcuno avesse tempo di girare su internet comprenderebbe ancora maggiormente lo stretto legame tra la sinistra ed il CNA.
Quindi non mi meraviglia affatto la bocciatura strumentale di Mario Ferrari e la promozione (seppur risicatissima) dei sindaci PD di Piombino, Campiglia e San Vincenzo. Questi ultimi tre giudizi sono veramente discutibili, Basti pensare a San Vincenzo, in questo momento governata in modo pessimo (stanno ancora sistemano le spiagge, piene di sassi e di cumuli di alghe). Sulla crisi del governo di Piombino ed il fallimento della giunta Giuliani credo non ci sia molto da aggiungere, vista la profonda crisi in cui versa la città piombinese.
Non prendiamo quindi per oro colato tutto quello che ci viene propinato.
Credo sia utile avere sempre un minimo spirito critico su quanto si legge, e soprattutto la consapevolezza che molto spesso, dietro giudizi apparentemente incondizionati, ci sono disegni politici ben più raffinati.
Gianluigi
Con l’inizio dell’estate l’amministrazione comunale annunciò in pompa magna di avere stipulato una convenzione con i privati per la cura del verde di rotonde e spartitraffico: manutenzione affidata per tre anni.
Ci fu un gran fermento e se non andiamo errati ben TRE ditte private si divisero i compiti e iniziarono con varie nuove piantumazioni, sfalcio dei bordi stradali e riqualificazione del verde cittadino….in breve tempo Portoferraio e susseguenti zone periferiche mostrarono il loro lato migliore con fiori e pulizia mostrando una Portoferraio mai vista…….
Orbene, sono trascorsi solo un paio di mesi circa, e se da una parte dobbiamo fare un paluso a chi si presta a mantenere colorite e colorate le fioriere cittadine, zona porto , calata Mazzini , P.zza Della Repubblica e altre zone del centro, dall’altra siamo perplessi e ci domandiamo come sia mai possibile che chi ha effettuato la nuova piantumazione di Pitosforo lungo lo spartitraffico che va da Portoferraio al Bivio Boni non sapesse che queste piantine , da poco a dimora, necessitano di annaffiature, durante la primavera inoltrata e soprattutto l’estate per favorirne l’attecchimento; e questa pianta solo tra qualche anno potrà tranquillamente accontentarsi dell’acqua fornita dalle intemperie.
Insomma per farla breve come dimostrano le foto è tutto vergognosamente secco e nessuno degli addetti si è mai dannato l’anima per una innaffiatura almeno settimanale…
Non ci resta che ripetere il mantra del toscanaccio Gino Bartali… e gliè tutto da rifare, a cui il grande De Curtis avrebbe risposto… e io pago!
Enrico Cioni
Il 12 maggio 1859 su carta intestata del governo di Livorno il primo consigliere priore Carega così scrive al governatore dell'Elba:"Sig. Cav. Governatore dell'Elba Portoferraio
Illustrissmo Signore
Il Governo della Toscana con suo Decreto emanato nel dì 11 Maggio stante ha ordinato che tanto per l'Esercito quanto per la Marina da Guerra e Mercantile ,l'unica bandiera dello Stato sarà da qui innanzi la Bandiera Tricolore Italiana. I tre colori Nazionali saranno disposti in liste verticali nell'ordine seguente:- il verde all'asta- il bianco in mezzo – il rosso fuori-
Prego quindi la S.V. Illustrissima a volere di questa superiore disposizione informare tutti i Capitani e padroni di Bastimenti della nostra Marina perché vi si uniformino, ed Ella provvederà perché in coerenza alla medesima sieno regolarmente anche tutte le Spedizioni già concesse dalla legittima Autorità , e tuttora in corso, ritenuto che non debba farsi luogo al pagamento di nuove tasse, quando le carte di navigazione non fossero per anche scadute.
E pregandola di accusarmi il ricevimento della presente, mi pregio di ripetermi con distinto ossequio
Di V.S. Illustrissima
Dal Governo di Livorno Lì 12 Maggio 1859
Devotissimo Servitore
Per il Governatore Cav. Priore Alessandro Carega Primo Consigliere"
Affari Generali del Governo dell'Elba 1859-1860.Filza 3.Doc 101-260. Carta 190.Archivio storico comune di Portoferraio )
Dopo l'istituzione della bandiera tricolore si passa ad individuare i luoghi dove deve essere esposta e le
modalità.
Il Governatore di Livorno così scrive a quello di Portoferraio il 21 maggio 1859:
"Sig. Cav. Colonnello Governatore dell'Elba
Portoferraio
Con Circolare del 28 Aprile decorso venne ordinato che fossero tolti gli stemmi Granducali dalle Fabbriche che se ne trovano corredate. Premendo adesso che sia supplito in altro modo ,il Ministero dell'Interno ha stimato necessario distinguere le Fabbriche in due Categorie; cioè quelli che hanno Uffizi di risultanza Governativa; quelli in cui hanno sede gli Uffizi direttamente Comunali.
Le Fabbriche della prima classe debbansi pure distinguere in quelle in cui ha sede il Governo Superiore
Locale e nelle altre in cui sta un uffizio di Amministrazione Pubblica qualunque. A queste Fabbriche senza distinzione dovrà apporsi sull'ingresso principale la denominazione dell'Uffizio che vi ha stanza ;ma a quelle che servono al Governo Superiore Locale vi si terrà inoltre la Bandiera Italiana.
Rispetto poi alla Fabbriche ove ha sede l'uffizio Municipale si apporrà lo Stemma della rispettiva Comunità con l'iscrizione della Comunità stessa, e anche vi si terrà la Bandiera Italiana, con facoltà bensì di non tenerla salvo che nei giorni di solenni commemorazioni religiose o politiche.
L'asta della Bandiera da apporsi nell'uno o nell'altro caso deve essere dipinta coi tre colori nazionali e dovrà nel secondo caso resta fissa al suo posto per modo da non esserne mai rimossa.
Analogamente a queste norme La prego a compiacersi di dare in proposito le istruzioni occorrenti rispetto al Suo Circondario ed io frattanto ho l'onore di segnarmi con distinto ossequio
Livorno 21 Maggio 1859
Il Governatore di Livorno Annibale Bargagli "
Questo avvenne: la nuova bandiera iniziò a sventolare nelle Fabbriche di Stato dell'Elba.
Il 22 maggio 1859 un biglietto raggiunge la divisione del Genio di Portoferraio "perché somministri la
bandiera tricolore" ai seguenti uffici pubblici presenti in Portoferraio
"Bandiera ai seguenti Uffizi
1° Commissario di Guerra
2° Uffiziali Militari
3° Divisione del Genio
4° Quartiere della Gendarmeria
2. Alle amministrazioni civili
1° Ufficio del registro
2° Uffici delle Rendite
3° Ufficio del Tabacco
4° Ricevitoria del Lotto "
(idem come sopra)
Il 24 maggio 1859 dall'ufficio di sanità (porto )di Portoferraio:
"Al Sig. Cav. Colonnello Governatore Militare e Civile dell'Elba
Portoferraio
Ill.mo Signore
Nel riscontrare a VS Ill.ma della pregiata di Lei Officiale di ieri, riguardante la nuova Bandiera Toscana, il dicui contenuto mi sono fatto dovere partecipare ai Deputati Sanitari di quest'isola, passo confermarmi col più distinto ossequio.
Di VS Ill.ma
Portoferraio 24 Maggio 1859
Dev.mo Obbl.mo Serv.re G. Sperandio"
(Idem come sopra)
Il 31 maggio 1859 il governatore dell'Elba così scrive all'amministrazione delle Regie Rendite di
Portoferraio: "Governo militare e civile dell'Elba Portoferraio
Al Sig. Ministro Principale Delle Rendite dello Stato
Ill.mo Signore
Dopo il decreto che ordinava la remozione degli stemmi Granducali, il Ministero dell'Interno ha stabilito che d'ora innanzi tutte le Fabbriche nelle quali ha sede una Amministrazione Pubblica in luogo della Bandiera debbano avere sulla porta principale d'ingresso la iscrizione della denominazione dell'Uffizio.
Tanto Le partecipo affinchè si uniformi a questa disposizione mentre passo a presentarmi con distinto
ossequio.
Di VS Ill.ma
Lì 31 Maggio 1859 Dev.mo Servidore"
(Idem come sopra)
Il 1 giugno 1859 l'amministrazione postale di Portoferraio così scrive al governatore:
"Sig. Cav. Colonnello Governatore Civile e Militare dell'Elba
Portoferraio
Ill.mo Signore
Nell'accusare a VS Ill.ma il pregiato di Lei Officio del 31 Maggio perduto debbo assicurarla che non
mancherò di uniformarmi a quanto in essa mi viene prescritto.
Di VS Ill.ma Dall'Amministrazione Postale di Portoferraio
Lì 1 Giugno 1859
Dev.mo Obbl.mo Serv.re Per l'Amministratore assente Bartolini"
(idem come sopra)
Anche il governatore della Confraternita Misericordia ,avvocato Hutre, vuol far esporre la nuova bandiera alla confraternita e il Commissariato di guerra così scrive al governatore
"Al Governo Civile e Militare dell'isola dell'Elba
Lì 18 Giugno 1859
Quest'Uffizio scrivente, non avendo facoltà di ( ) la domanda per fornire una bandiera a richiesta dell' avv. Hutre , come governatore della Confraternita, trasmette a codesto Governo la domanda suddetta per
ottenere la debita determinazione.
Il Commissario G. Gonella "(Idem come sopra)
I documenti sopra riportati sono importanti perché fissano con precisione la data in cui il tricolore ha
iniziato a sventolare in Toscana (11 maggio 1859) e ,in particolare, negli uffici dell'amministrazione
pubblica ,militare e civile, presenti all'Elba.
In realtà il tricolore era già bandiera dello stato granducale.
Il 17 aprile 1848 il granduca Leopoldo II, durante la prima guerra dell'indipendenza d' Italia ,aveva decretato il tricolore bandiera dello stato granducale ma con sovrapposto lo Scudo granducale.
Quello che accade il giorno 11 maggio 1859 è che lo scudo granducale scompare e rimane solo il tricolore(1)
1) In pg 9 di "Pagine ignorate di storia dell'Elba. Isola nota in tutto il mondo perché Napoleone ne
fuggì via". Spot line Editore.Portoferraio
Marcello Camici
[EMAIL]mcamici@tiscali.it[/EMAIL]
Troppo buono il direttivo del CNA.
Mario Ferrari doveva farci dimenticare "Mortoferraio" invece ne sta accelerando il suo completo decadimento culturale, turistico e sociale.
In questi due anni si è sempre giustificato che chi le era vicino remava contro o non era capace ma al riguardo si faccia un mea culpa e lasci la Biscotteria per il bene della comunità e per non continuare a farsi del male.
Con rispetto e sincerità.
Marco.
La sua tronfiaggine è in decisa fase ascensionale, verso l'Empireo. Dopo il famoso e borioso “n'ho schiantati di più grossi”, ora se ne esce con un'altra overdose di vanteria e di autocompiacimento. Ecco il fatto: un Signore gli contesta l'abusata battutina “Tanto volevo scende, disse quello che cascò dal ciuco”, scagliata contro Renzi. Normale dialettica politica, niente di più. Ma Lui, impettito, coglie al volo l'occasione per sottolineare il suo essere VIP in quanto numerosi VIP (li elenca pure: “un ex parlamentare, due docenti universitari in cattedra, un regista della RAI, il presidente della Confesercenti, quattro scrittrici e scrittori”, ecc.) hanno dimostrato di apprezzare, con un 'mi piace', la sua geniale trovata. Manca solo che si autocelebri con una 'Chanson de geste' e poi siamo arrivati.
Il soggetto sottinteso, per chi non l'avesse capito, è il Direttore, alias MegaWriter, alias Acchiappaquerele. Il quale, oltre che tracotante, è anche inacidito e ossessionato e non ce la fa a trattenersi, è preda di incontinenza acuta (verbale, s'intende). Pochi giorni or sono, riferendosi al sottoscritto, tuonava: “non gli dedicherò più nemmeno un rigo!”. Gli avevo risposto che non credevo di aver meritato tanto, ma sapevo che i suoi dichiarati propositi avrebbero avuto vita breve. Così è stato. Ed è prevedibile che presto scenderanno al suo fianco ferventi commilitoni chiamati alla riscossa. È un vero guerriero, Acchiappaquerele: è pugnace e, ripeto, promette di 'schiantare' ora questo ora quello. Non so come la pensino gli altri suoi avversari, ma io confesso di essere un bel po' intimorito, tanto da pensare seriamente di non mettere più piede sull'isola.
Un MegaWriter inacidito e ossessionato, dicevo, che appare sempre più piccato e non riesce proprio a ignorarmi. Eppure non esistono motivazioni particolari per la sua indecorosa insistenza. Ad essere sincero, mi è difficile comprendere che cosa posso aver detto di così pungente da farlo scattare a più riprese come una molla. Nei suoi confronti non ho mai usato insinuazioni diffamatorie (tecnica che appartiene a qualche suo sodale, non a me), ma ho semplicemente riportato fatti realmente accaduti e facilmente riscontrabili. Ognuno è libero di valutarli come crede, in negativo o in positivo. Li riassumo:
• i suoi prelibati elzeviri sono farciti, anche quando le evocazioni sessual-anatomiche c'entrano come il cavolo a merenda, da assillanti e penosi richiami alla fica, al cazzo, al culo, ai coglioni, alla fava (che si ingrossa);
• le sue tendenze giustizialiste di certo non hanno giovato a cittadini per bene e alle loro famiglie; a rimarcarlo, tempo fa, è stato un esponente del suo stesso partito (DS), che ha definito “forcaiolo” il suo giornale;
• nel giudicare persone e vicende ha un occhio, come si suol dire, discretamente 'in camera', tanto che, quando afferma una cosa, c'è un'altissima probabilità che la verità stia dalla parte opposta; esempio clamoroso è quello di un ufficiale, poi condannato in cassazione per reati non di poco conto, di cui con melliflua sviolinata aveva tessuto lodi sperticate.
Qualcuno potrebbe domandarmi perché non lascio che il Direttore-MegaWriter cuocia nel suo brodo. La risposta è semplice: tacere equivarrebbe ad acconsentire, ad accettare implicitamente i suoi mezzi e le sue conclusioni. Lo hanno fatto per troppo tempo e le conseguenze si sono viste. Contrastare lui e i suoi consimili, sottolineando i fatti, è un dovere, un imperativo categorico.
Michelangelo Zecchini
Otto giorni sulla “due ruote” per le strade più belle dell’Isola d’Elba (18 – 25 giugno): grazie alla collaborazione tra Elba Bike Tour e Rcs, 50 appassionati di ciclismo sono in sella alla loro bicicletta lungo le suggestive strade dell'isola insieme a Paolo Bettini e Francesco Moser.
L’iniziativa [COLOR=deeppink]VILLAGGIO DEL CICLISMO GAZZETTA DELLO SPORT,[/COLOR] organizzata anche con il supporto di Folgorebyke di Paolo Aghini – vede impegnati ogni giorno gli iscritti su itinerari che videro Napoleone Imperatore regalandosi molte sensazioni : le strade e le scogliere, il vento, la terra, i profumi, i sapori, i paesini arrampicati sui monti, le terrazze sul mare non sono che l'inizio di un'isola che non delude mai.