Caro Valdana, non se la prenda se ogni tanto mi permetto di sottolineare bonariamente la sua viscerale quanto un po’ esagerata avversione per tutto ciò che abbia a che vedere con le stelle – sotto le quali non si vive poi così male e speriamo anche meglio in avvenire – e non dimentichi che è possibile misurare la civiltà di un individuo, così come di una fede o di una nazione, anche attraverso la sua capacità di accettare l’ironia di una critica garbata.
Victor Hugo diceva che la libertà comincia dall’ironia ed infatti non c’è libertà là dove la critica ironica di chi non è d’accordo con il Potere al comando non è tollerata, come insegna la drammatica esperienza terroristica che stiamo vivendo in questi anni da parte di fanatici assassini, assertori di un’unica verità indiscutibile e sacra: la loro.
Ciò non vuol dire che gli antagonisti siano deprecabili: anzi, se non ci fossero bisognerebbe inventarli, anche Dio ha avuto bisogno di creare Satana (o, per meglio dire, anche gli uomini, dopo aver inventato gli dèi, hanno sentito la necessità di contrapporre loro i diavoli).
Quindi, caro amico, faccia pure il criticone ma accetti un consiglio spassionato da uno che non ha nessuna intenzione di sentirsi ‘superiore’, poi non ne parliamo più: dia sfogo alla sua irrefrenabile necessità denigratoria senza però cadere troppo nel ridicolo perché diversamente, esagerando, rischia di ottenere l’effetto boomerang.
Lo stesso boomerang che ha massacrato la banda Renzi per le spudorate bufale, sue e di tutti i media prezzolati al suo servizio, e la ridicola spocchia da Kim Jong Un di periferia che ha caratterizzato la sua effimera gloria.
Comunque, non vale la pena di prendersela troppo perché tanto, alla fine, in politica tutti i salmi finiscono, appunto, in gloria come sta dimostrando anche l'attuale governo-farsa Renzi2.
I proverbi, infatti, sono sempre Giusti…e quindi, alla faccia del nuovo anno, facciamoci ancora un bel brindisi con Girella:
Io feci l’ateo,
Rubando lampade,
Cristi e pianete,
Case e poderi
Di monasteri.
Se poi la coda
Tornò di moda,
Ligio al Pontefice
E al mio Sovrano,
Alzai patiboli
Da buon cristiano.
La roba presa
Non fece ostacolo;
Ché col difendere
Corona e Chiesa,
Non resi mai
Quel che rubai.
