La chiesa è una cosa a se e le decisioni che prendono non sempre hanno che vedere con la politica e sinceramente mai dovrebbero.
Sento odore di propaganda elettorale ma c'è ancora un anno fortunatamente…
Marciana Marina, 13 maggio 2017. "Per crescere insieme" │ il nome della Lista Civica che si presenta a Marciana Marina il prossimo 11 giugno per le elezioni amministrative. I candidati e il programma della lista sono stati presentati questa mattina da Gabriella Allori, candidata Sindaco, presso la sede del nuovo Comune alla presenza di un pubblico folto ed attento.
Il nome "Per crescere insieme", esprime chiaramente la volont¢ dei candidati di condividere un programma di sviluppo e crescita che veda la collaborazione di tutti, nonostante la diversa provenienza politica, alla costruzione di un progetto di futuro condiviso e partecipato anche dai cittadini.
Trasparenza, legalit¢ e partecipazione sono infatti le parole d'ordine della lista che ha presentato il suo programma di lavoro per i prossimi cinque anni, fondato su alcuni punti fondamentali: un porto funzionale e sostenibile salvaguardando l'occupazione; la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi sanitari; il sostegno alle attivit¢ sociali e culturali; politiche attive per il lavoro, la scuola e la formazione; riduzione della tassazione e incentivi alle attivit¢ produttive; turismo sostenibile e difesa dell'ambiente.
Gabriella Allori nel presentare la sua squadra ha dichiarato: "Quello che ci unisce e ci rende una compagine forte e compatta │ l'amore per Marciana Marina, la voglia di cambiare, per invertire la rotta che sta portando il nostro paese ad un lento degrado, sul piano economico, sul piano sociale e culturale. Vogliamo provare a essere pi vicini ai bisogni delle persone, a creare le condizioni per nuove occasioni di lavoro, a ridare al paese quell'unione e quella serenit¢ che sembra aver perso."
I componenti della lista, oltre a Gabriella Allori, sono Fabio Anselmi, Santina Berti, Paola Bonanno, Jacqueline Braschi, Giovanni Martini, Donatella Martorella, Massimo Peria, Zenobio Sacchi, Vincenzo Tagliaferro, Maria Cristina Terreni.
"Chi ci conosce – continua Gabriella Allori – sa che non ci sono ambizioni. Ci sono, semplicemente, persone che hanno alle loro spalle esperienze amministrative importanti, come Giovanni Martini che per dieci anni │ stato sindaco, o come Vincenzo Tagliaferro, Santina Berti, Maria Cristina Terreni che pensavano ormai di aver "appeso le scarpe al chiodo", e invece sono qui, insieme agli altri, a mettere a disposizione la loro esperienza per dare una mano al paese, anche a costo di sacrifici personali."
Per informazioni: pagina facebook: Lista Civica "Per crescere insieme" (facebook.com/lcivicamm/)
Gabriella Allori Cell. 349 6228024
[EMAIL]lcivicamm@gmail.com[/EMAIL]
La Fondazione Isola d’ Elba onlus ha come primario scopo la valorizzazione dell’ Elba sotto tutti suoi aspetti. Purtroppo le politiche gestionali del Parco Nazionale molto spesso non sono in sintonia con il territorio .
Questo non dipende a nostro avviso dalla volontà della dirigenza ma dal difficile adattamento di una struttura legislativa e burocratica complessa in un territorio con caratteristiche diverse dai luoghi dove i Parchi Nazionali dovrebbero operare.
Il Parco imposto dall’ alto contro la volontà dei cittadini e ampiamente contestato sin dal suo insediamento non riesce ancora ad integrarsi .
Purtroppo alcune iniziative degli ultimi anni hanno lasciato molti dubbi, come ad esempio l’ eradicazione milionaria dei ratti con lancio di tonnellate di veleno sull’ Isola di Montecristo.
Ci sembra che con la scusa di preservare le specie endemiche si cerchino di tamponare con spese colossali le situazioni che il Parco non riesce a gestire , ma in questo modo si fanno molti errori e si sprecano enormi risorse.
Anche la gestione dei cinghiali ci sembra un grave spreco , vengono spese risorse pubbliche per far prelevare migliaia di capi poi rivenduti da privati a prezzi altissimi fuori dall’ Elba . Si tratta di grandi valori che con una sana gestione potrebbero rimanere sul territorio.
Cinghiali , Mufloni , Lepri e persino i fagiani , i gatti, i topi e l’ ailanto , non devono essere gestiti come specie alloctone da sterminare , ma come attori di un delicato equilibrio da gestire.
Serve passione , lavoro , attenzione , competenza.
L’ annuncio di voler eradicare i Mufloni senza neppure un preventivo e approfondito confronto a livello locale ci sembra l’ennesimo clamoroso errore .
Tutto questo non è in linea con il ruolo di garanzia ed equilibrio che il Parco dovrebbe avere.
Serve un Parco in grado di interagire meglio con le popolazioni , con le categorie economiche , con le associazioni ambientaliste , con i cacciatori locali e con tutti i veri appassionati di Natura che vivono ed amano questi luoghi .
Fondazione Isola d’Elba Onlus
Un utente che crede nella differenziata.
Longonese
Un tempo all' Elba c'erano i cinghiali e i mufloni ma erano pochi e danni non ne facevano. Poi è arrivato il Parco , hanno chiuso la caccia in quasi tutta l'isola e si sono riprodotti a dismisura .
Pur di non far cacciare nel Parco si sono spesi un sacco di soldi per gabbie e altri tentativi di limitare i danni , ma nulla di fatto. Ora vogliono spendere altri soldi per ERADICARE .
I mufloni e cinghiali catturati sin ora con le gabbie io credo siano decine di migliaia , più di 1000 all' anno . Poi vengono regalati a dei privati che li vendono alle riserve di caccia italiane e non solo. Facciamo una media molto prudente di 30 Kg a capo , per 10.000 sono 300.000 Kg.
Ad una media di 20 Euro al Kg , vuol dire che abbiamo regalato almeno almeno 6 MILIONI di Euro, oltre a quello che ci costano le gabbie , le catture ecc.
Ora leggo che sono stati stanziati altri 300.000 Euro per levare i mufloni e il presidente del Parco sta pensando di chiamare degli eradicatori professionisti dalla Svezia ???
Ma siamo sicuri che non sia meglio ERADICARE il PARCO ?
Alcuni anni fa l'Amministrazione Ballerini, della quale facevo parte, quasi alla fine del mandato, progetto' l'apertura a Capoliveri di una sezione di Scuola Materna Statale. La decisione fu dettata dalle nuove necessità che emergevano nel tessuto sociale capoliverese. Il piccolo borgo di minatori si era trasformato in una realtà turistica, multietnica e multireligiosa, alla quale l'asilo comunale, gestito dalle Suore Pastorelle, non poteva più dare le risposte necessarie. Si scatenò il finimondo: fummo accusati di voler mandar via le Suore che erano considerate, a ragione, un'Istituzione radicata in Capoliveri, fummo appellati come “senza Dio”, fummo accusati anche di voler togliere il lavoro alle docenti che insegnavano all'asilo comunale. Niente di tutto ciò era nei nostri intenti, in un primo momento provammo a giustificarci, poi di fronte alla maldicenza e all'ottusità che ci circondava desistemmo, lasciando che fosse il tempo a darci ragione. E il tempo ce ne ha data a iosa. L'anno successivo la Casa Madre richiamo' le Suore Pastorelle, che se ne andarono tranquille, dimenticando, sia loro che i Capoliveresi, che le Suore erano un'Istituzione radicata a Capoliveri.
Le povere docenti alle quali volevamo togliere il lavoro, come avevamo più volte precisato, vista la posizione occupata in graduatoria, furono nominate in ruolo nella Scuola Statale, ed andarono ad occupare gli ulteriori posti creati in seguito all'apertura della Scuola materna. Mi ricordo in quei giorni le novene, le veglie di pregherà nelle quali fu coinvolta tutta la cittadinanza per scongiurare la nascita del mostro. In realtà il tanto temuto mostro si è rivelato una struttura efficiente e funzionante, che affianca l'asilo comunale, nel quale sono state assunte nuove docenti, che, come le precedenti, matureranno un punteggio pieno, che consentirà loro di scavalcare in graduatoria le povere precarie che maturano a stento qualche punticino facendo qualche supplenza nelle Scuole Statali. Come avevamo programmato Capoliveri ha ora due strutture, in grado di soddisfare i bisogni della cittadinanza. Ma perché, stasera, mi sarà venuto in mente tutto questo? Perché ho saputo che, a fine giugno, le 3 suore provenienti dal Benin e che hanno sostituito le Suore Pastorelle, non per volontà loro, lasceranno Capoliveri. Perché questa differenza di trattamento in una situazione identica? C'era, la volta scorsa, una precisa volontà di mettere in cattiva luce l'Amministrazione Ballerini? E qui dispiace che la Chiesa Capoliverese si sia fatta coinvolgere. O c'è questa volta un preciso disegno sottostante che ho già percepito, ma che è inopportuno dichiarare. Non mi resta che esprimere il mio rammarico ed il mio ringraziamento per l'opera prestata per Capoliveri da queste Suore, per mera obbedienza alla loro regola. Nel momento in cui ho scritto questo articolo credevo di essere l'unica voce di protesta. Invece ho visto che numerosi cittadini capoliveresi hanno espresso il loro dissenso , perché nessuno deve esser mandato via contro la propria volontà e senza una precisa motivazione. I capoliveresi, specialmente quelli facenti parte della comunità parrocchiale hanno diritto di sapere perché queste Sorelle, che hanno accolto ed accolgono i loro figli ed i loro nipoti all'asilo, che hanno visitato i loro anziani, che hanno partecipato ai loro lutti, che salutano tutti con un sorriso, debbano andare via.
Ornella Vai
Venghino, signori venghino, gridava il banditore per abbindolare gli elettori e tutti correvano a sentire il vecchio Vate e le sue novelle…. Ma in tutta questa valanga di parole promesse vomitate senza parsimonia non si accorgevano, come nella favola del Collodi, che stavano per diventare asini. Ed una volta diventati asini, il grande burattinaio che muoveva i fili nell’ombra faceva di loro ciò che voleva. Quanti di voi, hanno sentito nella loro infanzia la storia di pinocchio eppure malgrado l'avete sentita in tutte le salse, avete ignorato il messaggio e per l’ennesima volta siete invitati a salire sulla giostra dei perdenti. Ma del resto si sà, all'elbano basta poco per essere felice e il burattinaio l'ha capito e muove i suoi fili, dandovi l'impressione di essere felici e contenti…..
Attenti però il tempo passa per tutti e quando sarete vecchi e navigati come i vostri referenti , a quel punto forse capirete quanto sarete stati coglioni oggi, perché il perso è perso e non si può tornare più indietro.
La nuova “MacelleriaParco dell’arcipelago Toscano” si sta ampliando, dopo lo sterminio fortunatamente parziale della Lepre blu di Pianosa a cui è seguito a ruota l’abbattimento cruento del Fagiano comune (Phasianus colchicus) E in quasi contemporanea alla posa sempre sull’isola piatta di circa 5000 esche anti-ratto che hanno provocato la morte di una quantità imprecisata di Rapaci che si sono cibati delle carcasse dei ratti avvelenati , per non parlare del tanto chiacchierato intervento Montecristo per l’eradicazione del ratto nero mediante pellet infarcito con principio attivo Brodifacoum gettato in quantità industriale con mezzi aerei provocando la morte non solo dei ratti ma di capre , gabbiani e decine di conigli selvatici dopo aver mangiato i cereali al veleno!
Adesso la nuova macelleria ha in progetto non la limitazione della specie con rimborso per chi ha subito danni, ma tanto per rimanere in tema “tagliando la testa al toro” si programma l’eradicazione dei Mufloni dall’Elba.