Se poi come tutti forse non sanno, un centinaio di persone al mondo posseggono due terzi dell'intera ricchezza mondiale, le scene di Lampedusa sono l'esempio lampante che questo tipo di capitalismo sta andando verso il fallimento sociale.
La notizia è talmente importante che non abbiamo potuto fare a meno di sentirlo, e non c’è neanche stato bisogno di fargli la prima domanda:
“E’ vero – ha esordito Tiziano Nocentini – mi piacerebbe avere la possibilità di amministrare la città di Portoferraio”.
Quali sono le motivazioni che la portano ad esporsi in questo modo?
“Tutti sanno che Portoferraio ha bisogno di un cambio di velocità, di idee vincenti per riaffermare il proprio ruolo di città leader dell’isola d’Elba, mentre oggi subisce soltanto il peso dei servizi a cui è tenuta come capoluogo e porta d’accesso all’isola, senza ricavarne alcun vantaggio. Ma per me la motivazione è soprattutto un’altra, e risale ai fatti di venti anni fa, alla vicenda di “Affari e Politica”, conclusasi con un’assoluzione ‘perché il fatto non sussiste’. Avere la fiducia dei miei concittadini potrebbe rappresentare un riscatto importante, una rivalsa su quella ingiustizia”.
Lei sa che d’ora in poi tutti parleranno di lei e che, come succede ad ogni imprenditore che scende in politica, si penserà ad una presunta incompatibilità di una carica pubblica con il suo ruolo di manager d’azienda…
“Il problema non si pone. Il mio percorso all’interno del Gruppo Nocentini, anche per raggiunti limiti di età, è terminato, o sta per terminare nel giro dei prossimi mesi. Ho avuto la fortuna di poter formare negli anni un gruppo dirigente affidabile e preparato, che è pronto fin da oggi a mandare avanti con successo le aziende di famiglia anche senza di me”.
Sta per confrontarsi con un mondo diverso dal suo, quello della politica. Quali sono secondo lei le condizioni per vincere le elezioni, o meglio, per avere il consenso dei cittadini?
La squadra, innanzitutto. Mi piacerebbe assemblare un gruppo vincente, affidabile, con idee chiare e capacità amministrativa, manageriale e imprenditoriale nello stesso tempo, perché è questo che serve per amministrare Portoferraio. Certo, ci sarà da affrontare la quotidianità del funzionamento della macchina amministrativa e del rapporto con gli altri Enti territoriali, ma abbiamo le persone giuste anche per questo. Vorrei mettere insieme una lista civica, senza particolari legami con i partiti. Se poi i partiti del centro destra ci appoggeranno, come spero, ne terremo conto ed accetteremo se servirà anche i loro consigli, specie se verranno da persone competenti e disinteressate. Quel che è certo è che non accetterò dai partiti pressioni di alcun genere.
Come dovrà cambiare secondo lei Portoferraio?
E’ presto per parlare di progetti, la campagna elettorale non è ancora iniziata. Certo, qualcosa in mente ce l’ho, ma la illustrerò a tempo debito. Quel che è certo è che, se avessi la fortuna di vincere, amministrerei Portoferraio come un buon padre di famiglia. E’ stata la mia caratteristica principale nei rapporti con le mie aziende e con i miei dipendenti, ed è stata una strategia vincente. Lo sarà anche con Portoferraio.
Noi paghiamo le tasse e loro pagano per crearci disagi.
Ci vorrebbe un referendum per sapere in quanti veramente all’Elba vogliono il rally.
“Mi piacerebbe amministrare una città come Portoferraio”“Dai rumours ai fatti il passo, a volte, è breve. Poche ore dopo le prime indiscrezioni e la nostra intervista all’architetto Mario Ferrari, la stampa locale parla di “voci” che potrebbero vedere in campo per le prossime elezioni amministrative della primavera 2024 a Portoferraio addirittura Tiziano Nocentini, il principe degli imprenditori elbani. Un candidato che non avrebbe bisogno di presentazioni al di là delle sue capacità imprenditoriali, impegnato spesso nel sociale e in iniziative di largo spessore per il territorio, dalla creazione della Fondazione Isola d’Elba alla partecipazione al progetto “Elba 2035” per la redazione di un manifesto per lo sviluppo sostenibile dell’isola d’Elba.
La notizia è talmente importante che non abbiamo potuto fare a meno di sentirlo, e non c’è neanche stato bisogno di fargli la prima domanda:
“E’ vero – ha esordito Tiziano Nocentini – mi piacerebbe avere la possibilità di amministrare la città di Portoferraio”.
Quali sono le motivazioni che la portano ad esporsi in questo modo?
“Tutti sanno che Portoferraio ha bisogno di un cambio di velocità, di idee vincenti per riaffermare il proprio ruolo di città leader dell’isola d’Elba, mentre oggi subisce soltanto il peso dei servizi a cui è tenuta come capoluogo e porta d’accesso all’isola, senza ricavarne alcun vantaggio. Ma per me la motivazione è soprattutto un’altra, e risale ai fatti di venti anni fa, alla vicenda di “Affari e Politica”, conclusasi con un’assoluzione ‘perché il fatto non sussiste’. Avere la fiducia dei miei concittadini potrebbe rappresentare un riscatto importante, una rivalsa su quella ingiustizia”.
Lei sa che d’ora in poi tutti parleranno di lei e che, come succede ad ogni imprenditore che scende in politica, si penserà ad una presunta incompatibilità di una carica pubblica con il suo ruolo di manager d’azienda…
“Il problema non si pone. Il mio percorso all’interno del Gruppo Nocentini, anche per raggiunti limiti di età, è terminato, o sta per terminare nel giro dei prossimi mesi. Ho avuto la fortuna di poter formare negli anni un gruppo dirigente affidabile e preparato, che è pronto fin da oggi a mandare avanti con successo le aziende di famiglia anche senza di me”.
Sta per confrontarsi con un mondo diverso dal suo, quello della politica. Quali sono secondo lei le condizioni per vincere le elezioni, o meglio, per avere il consenso dei cittadini?
La squadra, innanzitutto. Mi piacerebbe assemblare un gruppo vincente, affidabile, con idee chiare e capacità amministrativa, manageriale e imprenditoriale nello stesso tempo, perché è questo che serve per amministrare Portoferraio. Certo, ci sarà da affrontare la quotidianità del funzionamento della macchina amministrativa e del rapporto con gli altri Enti territoriali, ma abbiamo le persone giuste anche per questo. Vorrei mettere insieme una lista civica, senza particolari legami con i partiti. Se poi i partiti del centro destra ci appoggeranno, come spero, ne terremo conto ed accetteremo se servirà anche i loro consigli, specie se verranno da persone competenti e disinteressate. Quel che è certo è che non accetterò dai partiti pressioni di alcun genere.
Come dovrà cambiare secondo lei Portoferraio?
E’ presto per parlare di progetti, la campagna elettorale non è ancora iniziata. Certo, qualcosa in mente ce l’ho, ma la illustrerò a tempo debito. Quel che è certo è che, se avessi la fortuna di vincere, amministrerei Portoferraio come un buon padre di famiglia. E’ stata la mia caratteristica principale nei rapporti con le mie aziende e con i miei dipendenti, ed è stata una strategia vincente. Lo sarà anche con Portoferraio.”
Da Elbapress
Se non fosse vero potrebbe sembrare scherzi a parte
Zini resta fermo al comando, l'assessore alle scuole continua dritto per la sua strada tra una festa e l'altra, arriverà primavera
Se questi sono quelli che devono decidere andiamo bene, mi auguro che a Portoferraio si presenti una bella lista civica con persone nuove, motivate e valide.
Lasciate certi personaggi a casa, hanno già dato molto, e fatevi avanti!
N.b.
Giovanni (detto Gianni) Danesi non Alessandro, forse vi siete confusi ….
Da quanto si comincia a leggere sui social media, sui blog e anche su qualche testata giornalistica, ancor prima della fine dell’estate 2023 sono già iniziate le grandi manovre per le elezioni amministrative del 2024. Sono tre i comuni dell’isola d’Elba che andranno al voto nella prossima primavera: Capoliveri, Marciana e Portoferraio. E, se a Capoliveri le polemiche e le schermaglie sono già cominciate da tempo, a Marciana di contro tutto tace. Qualcosa, invece, comincia a muoversi in questi giorni a Portoferraio. Di fronte ad una ri-candidatura ad oggi abbastanza scontata per il centrosinistra del sindaco uscente Angelo Zini, sembrerebbe esserci nel centrodestra elbano la voglia di ritrovare quella compattezza necessaria per provare a riconquistare Palazzo della Biscotteria: una compattezza senza la quale i lusinghieri risultati politici nazionali del centro destra varrebbero ben poco. Iniziamo dunque ad ascoltare qualcuno dei testimonial più autorevoli, in cerca di notizie e di anticipazioni da regalare ai nostri lettori. Il primo – noblesse oblige – è Mario Ferrari, ultimo sindaco di centrodestra di Portoferraio, pur non ricandidatosi nel 2019. Senza dilungarsi molto sui particolari, Ferrari ha accettato di rispondere alle nostre domande. Ecco l’intervista.
Da ultimo sindaco di centro-destra di Portoferraio, come vede la campagna elettorale che si sta preparando per le elezioni del 2024?
C’è molta attesa in città, e me lo dimostrano le molte persone che continuano a fermarmi in giro, per chiedermi di ricandidarmi, probabilmente deluse dalle scelte e in generale dalla non-presenza fra la gente della amministrazione comunale uscente. Io personalmente non mi sono mai candidato a sindaco, non l’ho fatto nel 2014 – quando mi fu chiesto da altre persone – e non lo farò neanche stavolta. Sono comunque a disposizione se si creeranno le giuste condizioni per lavorare tranquillamente e con i giusti criteri per il futuro di Portoferraio.
Che idea si è fatto dopo le voci che circolano su una presunta unità delle forze di centrodestra portoferraiesi?
Credo più nelle persone che nei partiti. Non dico che la attuale situazione politica non sia favorevole, il problema è che la politica nazionale e regionale non ha consapevolezza di avere rappresentanti poco affidabili a livello locale.
Chi è, allora, secondo lei, il candidato ideale per Portoferraio?
Serve una figura che unisca nello stesso tempo – oltre alla conoscenza del territorio e della sua gente – carisma, affidabilità, capacità di ascolto e, perché no, un pizzico di imprenditorialità. Una persona capace di fare delle scelte e portarle fino in fondo.
Che consiglio dà a un ipotetico candidato?
Innanzitutto di verificare prima di tutto le condizioni della cosiddetta “macchina comunale”. E non parlo solo della composizione degli uffici e della ricopertura dei posti, ma delle motivazioni che chi lavora in un comune deve avere. Soprattutto, però, gli consiglierei di ricordarsi di quanto è successo a me nei cinque anni della mia legislatura: si contorni di persone affidabili e fidate se vuole dormire sonni tranquilli.