Sono lieto che finalmente si sia usciti dal letargo e sia stato illustrato chiaramente, anche ai non addetti ai lavori, il complesso quadro del problema idrico elbano e che tutti quanti avevano qualcosa da dire lo abbiano fatto abbondantemente.
Ora gli esperti (e possibilmente non i politici incompetenti) mettano mano, se non lo hanno già fatto, a tutte le necessarie analisi atte a determinare la soluzione migliore, più economica in rapporto al risultato e ai costi d'esercizio, realmente fattibile col minor danno ecologico, ambientale e turistico, comprendendo magari anche quella dei Pellirosse.
Quanto al signor Elba, i casi sono due: o non sa leggere o non sa cliccare sul sito indicato da Meneghin dove si trovano tutte le risposte relative ai costi, al riutilizzo degl'inerti risultanti dagli scavi e quant'altro necessario a valutare la fattibilità e la convenienza dell'opera.
Dove trovare i soldi? Di solito si trovano per le opere inutili, vediamo se questa volta si possono trovare per una utile (anzi indispensabile) e poi, non esistono anche i finanziamenti europei?
In ogni caso, come spiega Meneghin, l'opera potrà essere realizzata a tronchi parziali e autonomi (diluendo i costi e saggiandone l'utilità strada facendo) che potrebbero servire a stoccare anche l'acqua di un successivo dissalatore se proprio non se potrà fare a meno: non sarebbero comunque soldi buttati perchè un deposito a cui attingere in momenti di emergenza può sempre tornare utile.
Per concludere, il problema è troppo complesso e tecnicamente difficile per discuterne a fondo al bar fra persone pur benpensanti ma poco competenti: mi auguro che i tecnici e le autorità in grado di decidere con cognizione di causa si mettano al lavoro senza perdere altro tempo spiegando poi, con parole comprensibili a tutti, le ragioni della decisione presa (augurandomi sempre che non sia vero che i giochi sono ormai fatti e che quindi non sia il dissalatore l'unica opzione).
P.S. Considerazione finale: se è probabile che l'opera, qualunque essa sia, non graverà sulle spalle degli elbani, sicuramente l'enorme maggior costo di esercizio del dissalatore in fatto di energia elettrica sarà a carico degli utenti. Forse ci costerà meno l'acqua minerale della Fonte Napoleone…