Martedì 3 Luglio 2018 – CORRIERE DELLA SERA – FIRENZE
[COLOR=darkblue][SIZE=4]CAPOLIVERI, TRA MINACCE E DENUNCE IL SENTIERO ASFALTATO DIVENTA UN CASO [/SIZE] [/COLOR]
Sulla strada la scritta contro il sindaco. E lui: «Ambiente? No, interessi economici»
Alfredo Faetti
CAPOLIVERI (ISOLA D’ELBA) Un sentiero sterrato, che tra gli arbusti e uno spettacolo mozzafiato conduce alle spiagge delle miniere di Calamita e Ginevro, completamente asfaltato per due chilometri, anche nel tratto che rientra nel Parco Nazionale. Un affronto a Madre Natura secondo alcuni residenti e le associazioni ambientaliste, convinte che il bitume non sia amico della variegata flora e faune di quel monte; un intervento necessario per la viabilità e la sicurezza secondo il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti, sicuro di avere dalla sua buona parte della popolazione. Uno scontro che sarebbe scivolato via come tanti, se non fosse che sabato mattina, proprio all’imbocco di quella strada, è apparsa una scritta sull’asfalto da poco percorribile. «Barbetti basta. Strada illegale e corruzione nel Parco nazionale», recita la scritta a rosse lettere cubitali. «Un messaggio tipicamente mafioso» ha commentato subito Barbetti, che ora sta dando mandato ai suoi legali di presentare denuncia contro ignoti. Il sindaco di Capoliveri dice di avere dei sospetti, senza andare oltre. «Ci sono stati segnali nell’ultimo periodo che portano gli amministratori e funzionari del Comune a pensare che ci sia una situazione strana, proprio nel periodo in cui, guarda caso, esce fuori richiamo alla legalità e alla lotta alla corruzione — dice Barbetti — Quella scritta la vivo come minaccia alla mia persona e al Comune di Capoliveri: vedremo se mi sbaglio o se ho colpito nel segno».
I suoi sospetti, spiega, vanno oltre la semplice asfaltatura a Calamita. La polemica è montata nelle ultime settimane, sebbene il progetto risalga a quasi un anno fa. «Abbiamo avuto tutti i pareri necessari, dalla commissione, dalla Soprintendenza e per quel che lo riguarda dal Parco — riepiloga il sindaco — Poi ha vinto la gara un’azienda locale e sono partiti i lavori». Ma non appena il cantiere ha fatto capolino tra gli arbusti, alcuni cittadini hanno iniziato a protestare, subito spalleggiati da associazioni come Legambiente e Italia Nostra. «Quella è una strada bianca carica di storia e leggenda, famosa ormai in Europa per il trekking e tra i ciclisti»: la posizione degli oppositori, contrari che l’uomo calcasse così la mano in quello spicchio di paradiso, in cui si racchiude la storia di vecchie miniere dismesse affacciate sul mare. Il progetto, però, è andato avanti e nei giorni scorsi è stato completato. «Su 100 chilometri di sentieri e strade sterrate, asfaltare due chilometri non mi sembra un gran danno», commenta Barbetti, ricordando che aver asfaltato quel tratto permetterà meno danni con il passaggio di auto e di altri mezzi, nonché una maggior garanzia di transito in caso di emergenze (incendi, frane e simili). In cantiere ce ne sono altri quattro di chilometri da asfaltare, sempre costeggiando i sentieri che conducono alle spiagge. «Così — continua Barbetti — riusciamo anche a chiudere l’anello della strada che va da Capoliveri e prosegue fino al Calone», attorno al monte Calamita.
Ma la discussione adesso è stata esasperata dalla scritta, ripresa in un video dallo stesso Barbetti e pubblicata sul suo profilo Facebook. «Un messaggio tipicamente mafioso — lo ha definito il sindaco nel post — di una vergognosa campagna denigratoria nei miei confronti. Naturalmente — continua — la strada non c’entra nulla, ma c’entrano altri interessi economici presenti nel Comune».