Venerdì 15.11.2019 ore 7.45
Cancellati i primi collegamenti marittimi dall'Elba per Piombino e viceversa. Si attende per l'eventuale partenza delle ore 8 da Portoferraio
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Grazie per le gentili risposte.
Che la terra ti sia lieve, Franco. ❤️
Ai familiari tutti, un abbraccio virtuale.
Claudia Bomboi
Il comune di Campo nell’Elba ha dato il via ad un progetto sperimentale che vedrà la realizzazione di mercatini nei prossimi fine settimana, fino al 30 aprile 2020. Ci saranno banchi in cui scambiare o vendere cose vecchie e usate (svuota la cantina) e banchi che vedranno esposti oggetti di hobbistica, opere dell’ingegno artigianali ed artistiche. E ancora prodotti della terra, sia commestibili che di ornamento, con il mercatino a Km 0, ed infine oggetti destinati alla beneficienza. Il mercatino sarà organizzato a Marina di Campo, in Piazza Dante e partirà con i banchi con prodotti a Km 0 già dal prossimo fine settimana, il 16 e 17 novembre. Il 23 e 24 novembre invece sarà la volta dei banchi di beneficienza, il 7 dicembre arriva lo “svuota la cantina”, mentre il 14 e 15 ci saranno gli hobbisti. Il mercatino poi ritorna di nuovo a rotazione tra le varie merceologie, con un calendario che il comune, per ora, ha predisposto fino all’ultimo fine settimana di gennaio 2020. “L’intento – comunica dall’amministrazione comunale campese l’assessore alla cultura, sociale e turismo Chiara Paolini – è quello di promuovere sul territorio, iniziative che possano creare un’alternativa anche al di fuori della stagione turistica propriamente detta, oltre a voler valorizzare i prodotti del nostro territorio. Rientra nei nostri obiettivi anche promuovere e sostenere progetti di miglioramento della qualità della vita che si realizzano anche attraverso momenti di aggregazione dell’intera comunità, coinvolgendo sia i singoli cittadini che le sue componenti associative”.
Chi fosse interessato a partecipare ai mercatini può presentare domanda entro i 10 giorni prima di ogni evento, con indicazione della categoria merceologica con cui intende partecipare. Può rivolgersi all’Ufficio Commercio del comune di Campo nell’Elba o scaricare la modulistica sul sito istituzionale dell’amministrazione comunale.
Non è mai troppo presto per acquistare i regali di Natale, soprattutto quelli per i nostri bambini che di solito fanno per tempo richieste ben precise. Fino al 6 Gennaio 2020 con una spesa di 20 euro il cliente riceverà un buono da 10 euro da spendere entro il 14 gennaio per ogni 50 euro di spesa effettuata. E’ questa l’offerta del Conad Superstore di Portoferraio riservata ai possessori di carta insieme e dedicata ai giochi da regalare per il prossimo Natale. Un invito a organizzarsi in anticipo, visto che all’interno del supermercato è ben visibile una vasta esposizione con i giochi più popolari del momento.
Una bella opportunità per trovare giocattoli che sappiano divertire ed educare, per rendere il Natale della tua famiglia ancora più magico.
Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa, con decreto n. 323 dell’’11 novembre, ha nominato il vicesindaco di Capoliveri, dott. Ruggero Barbetti, membro del rinnovato Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Ruggero Barbetti, quale membro dell’organo di governo del Pnat rappresenterà insieme a Susanna Berti, Angelo Banfi e Stefano Feri, la Comunità del Parco dell’Arcipelago Toscano.
Barbetti che aveva già ricoperto questa carica dal 2017 al 2019 nel corso della precedente legislatura, con incarico firmato dall’allora Ministro dell’Ambiente Galletti, è stato riconfermato all’interno del Consiglio Direttivo del Pnat.
Il vicesindaco di Capoliveri Barbetti, nel corso della sua lunga esperienza maturata all’interno della pubblica amministrazione, ha rivestito negli anni numerosi e rilevanti ruoli anche in seno al Parco Nazionale prima come consigliere dal 1997 al 2002, poi come Commissario Straordinario dal 2002 al 2006, infine quale presidente della Comunità del Parco dal 2009 al 2014. Oggi la conferma della nomina all’interno del Consiglio Direttivo dell’ente in rappresentanza della Comunità del Parco.
Stappare una bottiglia di vino e tornare indietro nel tempo è possibile grazie ad un esperimento scientifico unico al mondo condotto all'isola d'Elba. Nesos, il vino marino, è stato presentato oggi a Firenze in un convegno organizzato in collaborazione con Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana e Vetrina Toscana.
Alla presentazione avvenuta oggi a Villa Fabbricotti, sede di Toscana Promozione, sono intervenuti Francesco Palumbo, Direttore di Toscana Promozione Turistica Paolo Chiappini, Direttore di Fondazione Sistema Toscana, Stefano Feri, Vice Presidente del Parco Nazionale Arcipelago e Stefano Ciuoffo, Assessore al Turismo e Commercio della Regione Toscana.
L'esperimento enologico è stato realizzato dall'Azienda Agricola Arrighi dell'isola d'Elba in collaborazione con il Professor Attilio Scienza, Ordinario di Viticoltura dell’Università degli Studi di Milano e Angela Zinnai e Francesca Venturi del corso di Viticoltura ed Enologia dell'Università di Pisa.
L'idea di ripercorrere dopo 2500 anni, sulle tracce di un mito, le varie fasi della produzione di un vino antico nacque proprio all'Elba, quando Antonio Arrighi, piccolo produttore dell'isola, che da oltre dieci anni sperimentava e vinificava nelle anfore di terracotta di Impruneta, sentì il Professor Scienza parlare della sua ricerca sul vino dell’isola di Chio.
I vini di Chio, piccola isola dell’Egeo orientale, facevano parte di quella ristretta élite di vini greci considerati prodotti di lusso sul ricco mercato di Marsiglia e successivamente di Roma. Varrone li definiva “vini dei ricchi” e, come ricorda Plinio Il Vecchio, Cesare li offrì al banchetto per celebrare il suo terzo consolato.
Come i vini di Lesbo, Samos o di Thaso, quello di Chio era dolce e alcolico – unica garanzia per sopportare i trasporti via mare – ma aveva qualcosa che gli altri vini non avevano, un segreto che i produttori di Chio custodivano gelosamente e che rendeva questo vino particolarmente aromatico: la presenza del sale derivante dalla pratica dell’immersione dell’uva chiusa in ceste, nel mare, con lo scopo di togliere la pruina dalla buccia ed accelerare così l’appassimento al sole, preservando in questo modo l’aroma del vitigno.
L’uva utilizzata per ricreare questo particolare metodo di vinificazione è l’Ansonica: un'uva bianca tipica dell’Elba, probabile incrocio di due antiche uve dell’Egeo, il Rhoditis ed il Sideritis, varietà caratterizzate da una buccia molto resistente ed una polpa croccante che ha permesso una lunga permanenza in mare.
Le uve sono state immerse in mare per 5 giorni a circa 10 metri di profondità, protette in ceste di vimini. Questo processo ha consentito di eliminare parte della pruina superficiale, accelerando così il successivo appassimento al sole sui graticci, senza arrivare alla produzione di un vino dolce. Il sale marino durante i giorni di immersione, per “osmosi” penetra anche all’interno, senza danneggiare l’acino. Il successivo passaggio delle uve avviene in anfore di terracotta con tutte le bucce, dopo la separazione dei raspi. La presenza di sale nell’uva, con effetto antiossidante e disinfettante, ha permesso di provare a non utilizzare i solfiti, arrivando a produrre, dopo un anno in affinamento in bottiglia, un vino estremamente naturale, molto simile a quello prodotto 2500 anni fa.
Di questo vino, vendemmia 2018, sono state prodotte solo 40 bottiglie, l’ultima vendemmia, la 2019, è nelle anfore di terracotta ancora a contatto con le bucce. Dalle analisi svolte dall'Università di Pisa è emerso che il contenuto in fenoli totali del vino marino è il doppio rispetto a quello prodotto tradizionalmente, e questo grazie alla maggiore estrazione legata alla parziale riduzione della resistenza della buccia.Il legame di questo vino mitologico con l'isola d'Elba è anche di tipo storico. Come tutti i commercianti greci anche quelli del vino di Chio, facevano scalo sulla via del ritorno in patria, all’isola d’Elba e a Piombino, per caricare materiali ferrosi, venendo quindi a contatto con il mondo etrusco. I ritrovamenti di anfore in relitti di navi affondate, nelle tombe o nella costruzione di drenaggi testimoniano che molte città costiere della Toscana etrusca erano tra i luoghi di maggior frequentazione dei commercianti di Chio.
Inoltre, analizzando il DNA di un set di vitigni dell’Isola del Giglio e della Toscana tirrenica e confrontandoli con altri provenienti dal bacino del Mediterraneo, i ricercatori del DIPROVE dell’Università di Milano hanno trovato notevoli analogie genetiche tra il vitigno Ansonica-Inzolia e due vitigni provenienti dall’Egeo orientale, il Rhoditis ed il Sideritis.
La particolare vocazione enologica dell'isola dell'Arcipelago toscano è documentata da Franco Cambi e Laura Pagliantini dell'Università degli studi di Siena, co-direttori dello scavo archeologico della villa rustica romana di San Giovanni, nella rada di Portoferraio. Gli scavi, infatti, hanno portato alla luce delle anfore vinarie e in particolare i dolia defossa: grandi vasi interrati che contenevano ciascuno più di mille litri. I cinque doli ritrovati potevano contenere circa 6.000 litri.
Durante il convegno è stato proiettato in anteprima italiana il documentario Vinum Insulae diretto e prodotto da Stefano Muti (Cosmomedia), che racconta l'esperimento enologico di Nesos.
Reduce dai successi del 26° Festival International Œnovidéo di Marsiglia (primo premio come Miglior Cortometraggio e riconoscimento della Revue des Œnologues, per l’originalità e il valore della sperimentazione) Vinum Insulae è in concorso anche alla IX edizione del Most Festival 2019, Festival internazionale del cinema del vino e della cava, che si sta svolgendo in Spagna a Vilafranca del Penedès, durante la celebrazione della Giornata europea del turismo del vino. Il corto partecipa nella sezione competitiva: “Collita” composta da 36 film provenienti da tutto il mondo. Il 17 Novembre ci sarà l'annuncio dei vincitori e la premiazione.
Ricerca scientifica, scoperte archeologiche, arte (in questo caso la settima), passione per la coltura e la cultura della vite, un territorio ineguagliabile come quello del Parco dell'Arcipelago Toscano hanno dato vita ad un prodotto unico che racconta una storia millenaria.
Era il 1966, e Venezia fu invasa dall'acqua alla stessa maniera (misura) di oggi, ma tutto questo tempo non è bastato a prevenire quello che tutti sapevano, ed ora sicuramente qualcuno vorrà far capire che tutto è dovuto al cambiamento climatico. Vergogna.
Paolino l'arrotino-
Il cerchio blu è il simbolo mondiale del diabete e nelle serate di sabato 16 e domenica 17 novembre la Porta a Mare di Portoferraio verrà illuminata da una luce blu.
Su promozione del Lions Club Isola d’Elba, che aderisce da sempre al service mondiale permanente della Lions Clubs International Association, e con il patrocinio del Comune di Portoferraio domenica 17 novembre, con inizio alle ore 18, presso la sala della Gran Guardia si terrà la presentazione dell’iniziativa “CAMMINA CON NOI”, intesa a coinvolgere persone diabetiche e non nell’esercizio del camminare, oltremodo efficace per prevenire questa patologia in continuo aumento su scala mondiale.
Interverranno alla presentazione il presidente del Lions Club Isola d’Elba avv. Alessandro Moretti ed i dottori Maurizia Trevisani, ispiratrice del service, Giovanna Villani, Emiliano Somigli.
L’ingresso è libero, la cittadinanza è invitata a partecipare.