ESA servizi ambientali
pubblicato il 30 Dicembre 2019
alle
15:09
pubblicato il 30 Dicembre 2019
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15:09
Attendi…
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_24/zini.JPG[/IMGSX] Tra rinvii, precisazioni, promesse, battibecchi anche tra le minoranze e uscite dall'aula di una parte delle minoranza a cui si è accodata tutta la maggioranza, si è concluso anzi, si è sciolto miseramente il consiglio di oggi 30 dicembre 2019. Se la memoria non mi tradisce in tanti anni che assisto ai Consigli Comunali mai mi è capitato di assistere all'uscita della Maggioranza rendendo nulla la seduta Istituzionale.
Dopo questo fatto anomalo un po' deluso e amareggiato sono rientrato a casa soffermandomi a guardare le profonde buche della via Roster e le voragini del parcheggio "La Gabbianella" che, da come ho recepito nella Mozione che ha scatenato la bagarre, resteranno lì a far danno alle vetture e alle persone ancora per molti mesi per la mancanza di forza lavoro a disposizione del Comune.
Come tanti cittadini di Portoferraio anch'io ho nostalgia del "Fornino" e della sua squadra di riparatori (ora derisa da tutti) che molti hanno accusato di intervenire di sua iniziativa e purtroppo pochi sanno che i suoi interventi di primo bisogno erano sempre accompagnati da un benestare della Giunta Comunale di allora. Ora tra bilanci, promesse, intenzioni, verifiche, liti, studi e progetti si sta dimenticando dei piccoli interventi, forse marginali per alcuni, ma utili per i cittadini.
Speriamo nel 20..20
Buon Anno
Francesco Semeraro
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_24/sforzi.JPG[/IMGSX] L’associazione “Responsabilita’ in Comune”, in un dei
suoi intervento accusa l’attuale Amministrazione di non essersi opposta al progetto di un ulteriore colata di cemento nella calata di Portoferraio. Progetto che , se realizzato, sarebbe un ulteriore scempio a ridosso delle mura medicee
Come abbiamo ripetuto più volte il problema della cementificazione della calata è un problema che il Movimento Elba 2000 ha affrontato fin dai primi anni 2000. Quello che segue fu pubblicato su “Elba oggi” e su “Lisola “ il 7 Nov. del 2003. Nell’articolo sono analizzati altri scempi fatti in precedenza a Portoferraio con l’accordo di tutte le forze politiche e senza che nessuna associazione culturale od altro intervenisse . Se a quell’epoca il movimento Elba 2000 non fosse stato lasciato solo a cercare di bloccare il progetto, lo scempio, non ci sarebbe stato. )
COLATA DI CEMENTO IN CALATA
L'articolo 23 del Piano strutturale di Portoferraio, sistema territoriale 3 della costa, al comma 4, per quanto riguarda il sistema portuale, prevede il consolidamento e la riqualificazione funzionale del ruolo del capoluogo quale principale accesso marittimo all'isola, sia per i passeggeri che per le merci.
Sarà quindi necessaria "una riorganizzazione e qualificazione formale e funzionale dell'interfaccia terra mare, tanto alla scala urbana (città) che territoriale (territorio – rada – darsena)”. Tra le altre cose, si prevede pure "il miglioramento dell'accessibilità all'area portuale e della costa anche con l'allargamento della Calata Italia”.
Al di là del gergo tecnico, ciò significa essenzialmente due cose: Portoferraio rimane l'unica porta d'ingresso per l'Elba e per fare questo è necessario trasformare Calata Italia in un grande piazzale per la sosta e le manovre degli autotreni in partenza.
Se Portoferraio debba continuare a sopportare tutto il movimento veicolare dell'isola, e per fare questo debba sacrificare addirittura le sue parti più belle, è una questione assai importante che dovrebbe essere dibattuta, anche in modo approfondito, considerato che invece Porto Azzurro non vuole più il traffico veicolare ecc.
Non è pensabile che si vada a dalle trasformazioni così importanti senza che ci si ponga almeno il problema. Cioè: stiamo sbagliando oppure no?
Se individuare errori nel presente e ammetterli è difficile, è più facile, forse, ammetterlo per le scelte fatte nel passato, perché ci aiutano gli effetti che hanno provocato. Questo esercizio, che sarebbe molto utile, non è però praticato, perché è doloroso confrontarsi con il passato, non attraverso la memoria, che è sempre indulgente, ma con i fatti che non hanno pietà.
Come furono commessi 3 clamorosi errori del passato
Limitiamoci a prendere in considerazione solo tre casi:
La vendita del Forte Stella
Le costruzioni del "Grattacielo" e dell'edificio "Residence" sul Porto
La destinazione a zona industriale del lungomare delle antiche saline.
Nessuno, adesso, avrebbe il coraggio di sostenere che non furono degli errori clamorosi.
Perché furono commessi? Non conosciamo le ragioni della vendita del Forte Stella: non è escluso che gli appartamenti apparissero agli amministratori dell'epoca, che avevano altri metri di giudizio, delle topaie umide esposte ai venti del Nord. Se aggiungiamo che, probabilmente, quell'amministrazione necessitava di risorse (un milione), si può capire come non ci si rese conto che si trattava di un luogo simbolo di enorme valore per la città.
Per quanto riguarda il "Grattacielo" e la cosiddetta “palazzata” a mare sul porto, erano stati scambiati per una apertura alla modernità e la relativa delibera venne approvata all'unanimità (un solo astenuto: il professor Giancarlo Castelvecchi), dopo che il modellino in legno era rimasto per mesi esposto al Bar Roma.Nessuno capì che si trattava di un errore gravissimo, che avrebbe sfregiato per sempre la città. La democrazia, evidentemente, non ci salva dagli errori.
Lo stesso vale per la destinazione a zona industriale del lungomare delle antiche saline con capannoni vista mare che andavano a precludere il naturale espandersi della città lungo il golfo e a spingere invece le costruzioni dietro le colline, nelle zone umide. Anche qui solo pochi capirono che si trattava di un gravissimo errore.
Sarebbe davvero interessante capire, anche sul piano puramente scientifico, da dove nasce il potere di attrazione delle “cantonate amministrative”, che riescono a creare l'unanimità annullando perfino i contrasti politici. Evidentemente, è più facile trovare l'unità politica sui grandi errori che sulle cose giuste e di buon senso.
Forse l'intera classe politica amministrativa soffriva di un ritardo culturale. Non sapevano, questi onesti e democratici amministratori, in che anno erano, che tipo di territorio stavano amministrando né quale sarebbe stato il suo futuro.
Ma adesso questo ritardo è stato colmato? Come facciamo a saperlo se, a distanza di vari decenni, stiamo commettendo gli stessi errori? Non ci sono formule affidabili, però esistono degli elementi che dovrebbero farci insospettire.
La colata a mare, che farà scomparire Calata Italia e la trasformerà in un piazzale per autotreni, ha elementi in comune con gli errori del passato.
E' un intervento importante ed irreversibile che modifica il territorio e trova l'approvazione di tutte le forze politiche, esattamente come i grandi errori del passato. E sopratutto nasce da un'idea errata, che viene dal passato, secondo la quale il mero sbarco dei passeggeri e degli automezzi rappresenta una ricchezza.
Questo era vero certamente in passato quando, con la Compagnia Portuali, un flusso importante di denaro entrava nell’economia della città. Ma non lo è più oggi, se è vero, come è vero, che un movimento portuale di soli passeggeri ed automezzi non produce
altro che gravi problemi di traffico e di inquinamento.
Elba 2000 – Movimento in difesa dei diritti elbani
Non ricordo bene come e quando (probabilmente in campagna elettorale o poco prima ) , mi è capitato di leggere, un ambizioso progetto che avrebbe cambiato in maniera intelligente la viabilità nel centro storico con calata a mare compresa nel prezzo , si diceva per dare più respiro e praticità alla Piazza Cavour, Via Guerrazzi e piazza della Repubblica con una serie di innovazioni. Relativi sensi di marcia , isole pedonali , nuova rete viaria portuale ecc. progetto che avrebbe dovuto far riscoprire ai ferraiesi la città medicea e soprattutto godere finalmente la “cultura della Piazza”, si parlava anche della ricerca di nuovi parcheggi di scambio , pulmini gratuiti ecc…..si erano programmate una serie di date che come sempre sono passate senza che niente sia avvenuto. Sono anni e piselli verdi che si progetta e si promette invano sul rilancio e sulla viabilità del centro storico, ma tutto è ancora latitante e nonostante i proclami e le conferenze stampa rimane di là da venire.
Quello che mi affiora alla memoria risale al 1974 quando l’allora giunta fece redarre un piano del traffico dall’Ing. Sergio Di Macco ( con relativa congrua spesa), poi silenzio , rotto soltanto saltuariamente negli anni da qualche sporadica interpellanza e qualche striminzito articolo giornalistico poi , riappare nel 1989 roboante sulla cronaca locale un accattivante articolo” Piano del traffico, via ad Aprile” doveva iniziare la prima fase sperimentale in occasione del “ponte” di fine aprile, fase poi slittata per “motivi tecnici”, così almeno si disse. L’incarico di redigere il nuovo progetto ( dietro compenso che diamine!) venne allora affidato all’ing. Chiarugi, con tanto di rilevazione da parte di quest’ultimo del flusso veicolare ecc. ecc. Insomma condividendo la necessità di porre l’attenzione a questo importante problema, voglio evidenziare come in questi ultimi 45 anni e passa , esperti, medici improvvisati e vecchie glorie si siano alternati al capezzale della nostra realtà urbana, ciascuno con la propria soluzione, tanto miracolosa quanto bugiarda che ha trasformato le amministrazioni comunali in istituti di promesse mai mantenute…e adesso ci risiamo: Il sindaco di Portoferraio proprio ieri ha annunciato che partirà un grande cantiere di manutenzione delle strade. Che per gli ex macelli è in corso un dialogo sia con l'Asl che con la Regione Toscana per farne sede di servizi distrettuali e sanitari + una foresteria per i dipendenti Asl …poi , ha proseguito nel suo eloquio il primo cittadino, si provvederà a sistemare l'ex ospedale civile, l'ex caserma della finanza, il mercato coperto, gli ex macelli, la ex caserma della polizia stradale, il palazzo Coppedè e le ex poste, non dimenticando i pini pericolosi e la tanto sospirata Rotonda di S. Giovanni….beh caro amico Angelo noi tutti ce lo auguriamo …chi vivrà vedrà…
Buon anno Sindaco ma soprattutto…. buon lavoro .
Caro mio, come vedi non mi nascondo a risponderti come invece fai tu, io non ho bisogno di una nuova verginità politica perché non ho nessuna ambizione e nessuna carriera politica da sognare! Quando mi sono mosso per fare lavori ti ribadisco che l'ho fatto con l'accordo e concordato degli uffici preposti, in più non sono io che ho bisogno del comune o di qualche incarico speciale. Quando mi sono messo in gioco l'ho fatto a testa alta per il bene dei miei cittadini e del paese. Tu invece continuala a menare con la solita tiritera e la solita poltrona che ti vanti di possedere!
Vincenzo Fornino.
E' battaglia legale sul divieto di coltivare e vendere la cannabis light che è stato approvato dal Consiglio comunale di Porto Azzurro
PORTO AZZURRO — Il Consiglio comunale di Porto Azzurro il 12 Novembre scorso ha approvato una delibera con cui vieta di coltivare e vendere su tutto il territorio comunale cannabis (canapa) light, attività invece riconosciuta dalla legge n. 242 del 22 Dicembre 2016. Tale legge infatti consente la produzione e la vendita di cannabis con Thc fino allo 0,6 per cento, in deroga a quanto prevede il “Testo Unico Stupefacenti” (D.P.R. n. 309/1990). A questo poi si aggiunge anche la recente sentenza della Corte di Cassazione che permette la coltivazione di cannabis però per solo uso privato, pur mettendo alcuni paletti.
Alla base delle motivazioni del divieto del Comune di Porto Azzurro il sindaco Maurizio Papi, durante la discussione in Consiglio comunale, aveva parlato della pericolosità della cannabis, sottolineando come si tratti solo del primo gradino di accesso alle droghe.
Contro questa decisione però si è opposto il titolare dell'azienda agricola Fiori di Canapa del dottor Fabrizio Orsini di Porto Azzurro che tramite il suo legale, Giacomo Bulleri, ha presentato un esposto ed il ricorso al Tar contro la delibera del Consiglio comunale, come riportato sul sito web Canapaindustriale.it e come ci ha confermato lo stesso Orsini.
Fabrizio Orsini, che è un farmacista, ci ha spiegato che la sua azienda ha una sede centrale ma ha campi di coltivazione decentrati in varie zone, una delle quali dovrebbe essere appunto nel Comune di Porto Azzurro dove attualmente risiede.
BENE IL DOTTOR PAPI CHE SA INQUADRARE I PROBLEMI NELLA SUA GIUSTA DIMENSIONE. CONDIVIDO PIENAMENTE IL DIVIETO!
Un vero e proprio scempio e offesa all'arte quello che riguarda delle stature raffiguranti divinità greche abbandonate all’ex cantierino vicino a capannoni fatiscenti tra rifiuti macerie, eternit e sporcizia di ogni genere realizzate da scultori provenienti da ogni parte del mondo che hanno lavorato nella cava dismessa di Marciana.
Quelle statue raccontano la storia de L’oasi degli dei il primo museo subacqueo del Mediterraneo creato credo nel 2008 Sul fondale di Patresi, di fronte a Punta Polveraia a Marciana – nel versante ovest dell'isola.
, Un progetto nobile di Giorgio Verdura che doveva servire a far partire – agendo anche come trait d’union con altri enti ed associazioni da indotto turistico, artistico, culturale, sportivo – un’inziativa, senza barriere architettoniche, di richiamo, di interesse, attrattivo, pensato anche alle diversabilità.
Un progetto di nuova concezione indirizzato alle collaborazioni di quante più attività subacquee sparse nel Mediterraneo come progetto Internazionale, di interscambio turistico dedicato ai Percorsi subacquei Internazionali accessibili a tutti.
Poi nel Luglio del 2013 , dopo cinque anni, le statue lasciano l’oasi di punta polveraia per creare quello che al tempo venne chiamato progetto di “Porto degli dei”
Il comune di Porto Azzurro aderisce con molto entusiasmo a questo primo spostamento, collocandone cinque (Nettuno, Medusa, Cavalluccio marino, Venere dormiente, Gea )sul proprio molo, dove venne creato un percorso d'arte, abbellito con piante e illuminando le sculture con faretti che creano particolarissimi giochi di luce.
Queste del Cantierino avrebbero dovuto andare nel Comune di Brolo nell’anno 2012 e 2013 per guide ed accompagnamento subacqueo per persone diversamente abili , statue mai partite per una serie di vicissitudini che sarebbe troppo lungo a spiegare….Fatto stà che rimangono abbandonate in una zona degradata all’inverosimile e ancor peggio sotto gli occhi di tutti.
Chissà che fine faranno …forse i rinascenti avranno qualche idea in proposito , magari quella di posizionarle in qualche zona della città o della sua periferia….