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Marcello Camici pubblicato il 9 Maggio 2021 alle 16:30
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_30/marcello.JPG[/IMGSX] AL DR WALTER MONTAGNA Sindaco di Capoliveri Egregio sig Sindaco, con numero 19266 del registro generale ,Il 30 dicembre 2020 al protocollo del comune da Ella amministrato è stata protocollato un documento del sottoscritto rivolto alla SV avente come oggetto RICHIESTA INFORMAZIONI. L’ avviso di protocollo di tale documento è arrivato al sottoscritto tramite email dal comune di Capoliveri ed avente oggetto: ricevuta di presentazione di atto al protocollo (art 8 L 07.08.1990 ,n 241) (vedi foto) Le informazioni richieste nel documento protocollato sono: 1) In che cosa consiste la valorizzazione della pieve di S.Michele 2) Per la necropoli del Profico cosa intende fare l’amministrazione Come Ella sa ,trattasi di due beni culturali importanti che si trovano nel territorio comunale di Capoliveri, importanti non solo dal punto vista culturale ma anche dal punto di vista turistico se ben valorizzati. Per far capire a chi legge l’importanza culturale indico due siti internet. Per la necropoli del Profico vedi link (54) (PDF) LA NECROPOLI TARDO ETRUSCA E ROMANA DEL PROFICO PRESSO CAPOLIVERI (ISOLA D'ELBA | michelangelo zecchini - Academia.edu Per la pieve di S. Michele vedi link file:///C:/Users/MioPC/Downloads/LA%20PIEVE%20DI%20SAN%20MICHELE%20A%20CAPOLIVERI(1).pdf Per far capire invece a chi legge l’importanza turistica di questi beni culturali è molto più semplice perché basta ricordare che in Italia i turisti arrivano non solo attratti dalle bellezze naturali e paesaggistiche ma anche dai beni culturali presenti sul territorio che vengono così a costituire una voce cospicua per il PIL nazionale vedi link https://www.formazioneturismo.com/rapporto-arte-turismo-culturale-e-indotto-economico/ Non ho ricevuto dalla SV nessuna risposta. Credo che ai sensi della legge n 241/1990 (citata nel documento di ricevuta di presentazione di atto al protocollo comunale inviata dal comune di Capoliveri) , Ella avrebbe dovuto rispondere entro due o tre mesi. Ora Ella ha sicuramente tanti affari da svolgere e non ha avuto modo di rispondere. Però se i beni culturali sono espressamente citati in un articolo nella costituzione , se il governo italiano ha un ministero chiamato “Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo”,se il comune di Capoliveri ha un assessorato alla cultura, se i beni culturali contribuiscono allo sviluppo economico tramite il turismo, qualche importanza questi beni culturali devono pur avere anche in questo periodo drammatico di pandemia e di crisi economica. Perché allora non rispondere ? Se lo fa risponderà non solo al sottoscritto ma anche informerà i suoi concittadini/e su due beni culturali appartenenti al territorio comunale di cui Ella ha avuto da loro mandato per amministrare. Distinti saluti Marcello Camici
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REPETITA NO SEMPER IUVANT.... da R.Nurra pubblicato il 9 Maggio 2021 alle 8:06
[COLOR=darkblue][SIZE=3] IL DISSALATORE E I CINGHIALI DELL’ ELBA [/SIZE] [/COLOR] Tra decisioni, ripensamenti, dubbi di ogni genere, è prevalsa la certezza dell’ Ente Parco di Alberto Zei Se si volessero considerare anche soltanto le motivazioni ecologiche che all’Elba si rendono incompatibili con l’istallazione del dissalatore in Pian di Mola, la risposta non potrebbe essere che negativa. Mola fa parte dell’ unico decimo di territorio pianeggiante, rispetto a quello collinoso o montagnoso che caratterizza l’ Isola. Si tratta di una zona preziosa dal punto di vista ambientale ma anche turistico alberghiero, occupazionale, agricolo ed economico. Se si tiene conto dell’interesse che all’Elba viene sostenuto a favore dell’ecologia locale soprattutto della fauna acquatica e marina, ma anche terrestre, non si può prescindere dalle scelte politiche per arginare l’eccessiva libertà di comportamento di coloro che, per fare ciò che intendevano per i loro profitti o per il loro divertimento, distruggevano fauna e ambiente. Negli anni passati Questo avveniva senza alcun rispetto neppure stagionale anche durante la riproduzione delle varie specie animali dell’arcipelago, soprattutto per la caccia e per la pesca fino alla formale costituzione del Parco dell’Arcipelago Toscano sul finire del secolo scorso. A questo punto cominciano a cambiare le cose. Negli anni successivi anche l’opinione pubblica si adegua progressivamente alla legge che tutela l’ambiente e le sue creature, nonché la flora tipica dello stesso Arcipelago. Adesso la tutela del territorio e del mare nell’Arcipelago talvolta condiziona finanche troppo il comportamento delle persone con limiti e con divieti di vario genere in nome dell’ecologia fine a se stessa. Non sono pochi infatti coloro che lamentano l’eccessiva tutela faunistica per il rispetto della natura, persino verso i cinghiali che da alcuni decenni devastano i territori dell’Elba con sgomento degli agricoltori, che ben poco sono autorizzati a fare per arginare questo pericolo. Essendo all’Elba ormai divenuta una stazione turistica di livello internazionale, l’interesse nei confronti della stessa isola è un po’ quello dei cittadini del mondo e il nostro Paese non può ignorarlo anche in considerazione che il turismo all’Elba è al momento la più importante fonte diretta o indiretta di sostentamento per l’intera popolazione. La certificazione dell’Ente Parco Per quanto riguarda l’istallazione del dissalatore a Pian di Mola, l’Ente Parco destando sorpresa all’ Elba e non soltanto, ha trasmesso a seguito di un suo primo parere negativo una integrazione conclusiva di “luce verde” sulla compatibilità ecologica all’ASA e alla Regione Toscana, attestante l’ assenza di impatto ambientale. Vi è stata in seguito anche una abbozzata polemica stampa con l’Ente Parco sulla contraddittoria valutazione riguardante un’analoga situazione per una cava nel territorio di Porto Azzurro per la quale il parere, questa volta, era stato negativo. L’Ente Parco riferisce che è stato chiamato a fornire un contributo tecnico in un procedimento di verifica di assoggettabilità relativamente alle opere marittime di variante del dissalatore. Sarebbe più preciso dire che si trattava della richiesta della Regione Toscana che per legge è tenuta a ottenere il parere vincolante dell’Ente Parco a completamento del nullaosta ambientale per l’istallazione del dissalatore “Il principio di precauzione” È vero che l’impianto del dissalatore e le opere accessorie a terra e a mare sono fuori dall’ “Area protetta”, qualcuno però dovrebbe conoscere la sentenza del Consiglio di Stato n. 4327/17 il quale stabilisce che la procedura del parere vincolante deve essere applicata anche all’esterno delle aree protette se l’impianto che si intende installare può avere degli effetti significativi su di queste. Si potrebbe obiettare, trattandosi soltanto di una stima, non esiste alcuna certezza di eventi futuri negativi. E anche questo è vero. Viene per ciò subito in aiuto a queste giuste perplessità la Comunità Europea, che stabilisce che in previsione di rischi probabili o di effetti negativi sugli ecosistemi protetti deve prevalere il cosiddetto “principio di precauzione”; principio consolidato anche in Italia, visto che nel decreto legislativo 152/2006 viene stabilito che le autorità competenti diano il loro assenso al progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l’integrità della stessa area protetta. Si potrebbe anche pensare che, per qualche illuminata considerazione, l’Ente Parco possa ritenere che nel futuro non vi sarà alcun danno, ma, a prescindere da tutti i dubbi che avrebbero dovuto prudentemente sconsigliare la sottoscrizione di un parere certificativo favorevole per un’opera così complessa e impegnativa, anche solo rimanendo in tema ecologico, le cose non sembrano proprio supportare una certezza di questo genere. Quali certezze Riprendendo in considerazione gli accorgimenti di protezione della fauna selvatica all’Isola d’Elba, si nota che il rispetto degli animali è così sentito che si spinge fino a sopportare anche i danni a ripetizione di un certo spessore economico arrecati dai cinghiali all’ agricoltura, piuttosto che ridurre in modo sufficiente la eccessiva riproduzione. Però, mentre da una parte si constata forse una spiccata sensibilità verso questo genere di animali aggressivi, nocivi e pericolosi, quando però si tratta del rispetto dell’ ambiente come quello di Mola, tipico proprio per ospitare tante specie di innocui abitatori stanziali e migratori, l’ attenzione decade ed altri interessi subentrano. Si riporta un inserto di stampa elbana riguardante la fauna del Pian di Mola e il danno ecologico ambientale determinato dalla presenza del dissalatore anche in considerazione del non indifferente rumore dei suoi macchinari stimati intorno ai 73 decibel continui, giorno e notte. “ Per allontanare gli uccelli dalle campagne, per salvare le colture agrarie, oltre al classico spaventapasseri, il metodo più semplice è il rumore. Gli effetti del rumore sull’avifauna possono determinare: cambiamenti comportamentali significativi (allontanamento dal territorio di nidificazione per trovare cibo); mascheramento dei segnali riconoscimento e comunicazione tra appartenenti alla stessa specie, alterazione nel rilevamento di suoni di predatori e/o delle prede sempre a causa del mascheramento; abbassamento temporaneo o permanente della sensibilità dell'udito, aumento dello stress, alterazione dei livelli ormonali per la riproduzione, ecc.. Possono inoltre verificarsi conseguenze più sostanziali e durevoli a carico dell’accoppiamento e della natalità, con potenziali minacce sulla sopravvivenza stessa di interi gruppi di uccelli o addirittura di specie “. A questo punto è lecito chiedersi con quale criterio di cautela sull’innocuità ambientale potrà essere installato un impianto come quello del dissalatore, quando oltretutto l’Isola d’Elba per la sua conformazione orografica ha per piovosità una potenzialità idrica di ottima qualità a volontà e a basso costo di esercizio; quantità di molte volte superiore a quella necessaria di inverno e d’estate per far fronte anche alla massa turistica di stagione. Ma allora che cosa succede a Capoliveri se i lavori d’installazione del dissalatore stanno continuando, malgrado la formale diffida per difformità sulla “Valutazione d’ Impatto Ambientale” che il Comune, ha inoltrato nei mesi scorsi, all’ ASA alla Direzione V.I.A. della Regione Toscana ?
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Per tutti coloro che scrivono su Pianosa da Portoferraio pubblicato il 9 Maggio 2021 alle 6:23
I vostri post sono tutti molto interessanti ma una domanda sorge spontanea: gli ambientalisti in tutto questo cosa fanno? Partecipano al banchetto o si sono addormentati? Saranno come quel tizio che sbraitava per le pagliuzze e non vedeva le travi? La prossima volta che prendono posizione sui Pini di San Giovanni, sull'asfalto di 20 metri di strada o sui campi boa, ricordiamo loro il silenzio assordante su Pianosa.
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Amministrazione Portoferraio pubblicato il 9 Maggio 2021 alle 5:02
‼️ Aggiornamento situazione COVID alle ore 20.30 dell'8 Maggio 2021 ‼️ Nella giornata di oggi si registra 1 NUOVO CASO POSITIVO: si tratta di persona residente o domiciliata nel Comune di Portoferraio. Il tampone era stato eseguito privatamente nella giornata di ieri ed oggi è stato validato dalla ASL competente. Tutti i tamponi che si stanno eseguendo presso il drive trought o come accessi al pronto soccorso risultano negativi. ✅ Continua l’azione di monitoraggio delle situazioni al momento presenti su tutto il territorio isolano da parte dell’ASL, contemporaneamente alla campagna di vaccinazione, che prosegue sia presso i medici di base che nella hub allestita dalla Asl. 🔴 Ricordiamo che il nostro territorio è in ZONA GIALLA. Raccomandiamo di rispettare le indicazioni: evitiamo assembramenti e portiamo sempre la mascherina. Tutto dipende dai nostri corretti comportamenti!
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ELBANO da ELBA pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 22:06
ERADICO , AMMAZZO , INCASSO Ecco descritta in sintesi la Nuova Filosofia Verde di PNAT e soci. Ecco perchè nessuno dice niente , forse sono impegnati a studiare le strategie .
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Eradicazione Fagiani Pernici Ricci a Pianosa da Elba pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 16:38
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_30/caccia.JPG[/IMGSX] Leggendo i diversi commenti su ciò che sta accadendo ed é accaduto a sull'isola di Pianosa..... Una domanda mi sorge spontanea: Ma tutte le associazioni ambientaliste ed animaliste come mai non hanno fatto o detto nulla contro quello che viene denunciato e ,sembra, sia stato fatto ,anzi sicuramente ,data la partecipazione di cacciatori provenienti da diversi luoghi compresa l'Elba che s'imbarcavano , cani compresi il martedì ????? Non avete visto o sentito nulla ??? Che silenzio assordante !!!
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ELBANO da CAMPO pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 14:40
ZECCHE A PIANOSA L' invasione di zecche a Pianosa ha nome ( PARCO ) e cognome ( NAZIONALE ). E' stato il PNAT, ad inventarsi che bisognava uccidere tutti i FAGIANI , RICCI , e le PERNICI che a Pianosa esistevano da sempre . Li hanno massacrati tutti , migliaia e migliaia di animali trucidati senza pensare alle conseguenze. I piccoli insetti come le zecche erano la dieta proteica quotidiana di fagiani e pernici . Ora invece siamo NOI che rischiamo di diventare la DIETA DELLE ZECCHE !!! Complimenti.
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Luigi Lanera pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 13:51
A proposito di Zecche a Pianosa Tempo fa partecipai ad un convegno presso la sede del parco in cui si parlava dell eradicazione dei fagiani da Pianosa . Presi la parola in difesa dei fagiani e lepri Pianosini evidenziando anche il fatto che i fagiani mangiano anche le zecche....... mi risposero che Pianosa non era un pollaio in cui tenere animali di quel tipo . Ebbene ora di chi è la colpa di questa assurda situazione ? Luigi Lanera
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Zecche?!? da Poltronificio pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 13:25
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/zecca.JPG[/IMGSX] Cosi si ragiona: Ratti, Fagiani e Pernici DEVONO ESSERE ERADICATI! ci sono ricchi finanziamenti europei da ottenere per garantire stipendi e posti di lavoro (interni dell'Ente Parco) che solo il Ministero dell'Ambiente mai garantirebbe. Dopo tutto all'Ente Parco nostrano pluripremiato campano grazie ad un comodissimo e ricco poltronificio e qualcuno dovrà pur mantenerlo. Ovviamente questi animali negli anni successivi la chiusura della colonia penale sono diventati gli unici ospiti delle zecche. Queste, senza più ospiti o comunque ridotti di numero dagli interventi di eradicazione, appaiono in massa e si avventano sugli umani nel miglior periodo di visite naturalistiche (Aprile, Maggio, Giugno). Nel mentre è stato aumentato il numero di visitatori quotidiani in visita, aumentato il numero di "guide" (quanto ringrazia Pangea ONLUS...) e provato a privatizzare o meglio rendere esclusivo all'Ente il mercato delle visite guidate (da parte di un ente pubblico!, con tanto di sentenza definitiva che costringe il parco a fare retromarcia e risarcire chi ha denunciato ciò). Bene, detto questo la risposta data dal parco sul fenomeno di infestazione di zecche su Pianosa è: NON C'E' NESSUN PROBLEMA ZECCHE!!!. Hanno tolto parecchi dei loro ospiti e sperano che col tempo anche le zecche diminuiscano di numero. Dovrebbe...sperano...così, senza nessun fondamento scientifico. Intanto i fondi sono arrivati e sono andati in tasca a tanti, comprese ditte elbane ormai quasi di stanza fisse sull'isola piatta. La realtà è quella che si conosce, le zecche in questo periodo ci sono sempre state e sempre ci saranno. Negli ultimi due/tre anni circa, dopo le eradicazioni, il fenomeno zecche è esploso, la maggior parte delle guide e soprattutto chi le gestisce sono consapevoli e coinvolti, alcune guide per rispetto avvertono prima i visitatori del disagio mentre altre proprio se ne sbattono, ma per mantenersi il lavoro, tutti chinano il capo al Padrone presidente e direttore di turno (volutamente con iniziali minuscole) Una gara di protagonismo esibizionismo e pressapochismo senza eguali!!!. Dilettanti allo sbaraglio convinti di essere anche colti e capaci... Le disinfestazioni con antiparassitari nelle aree del Parco sono peggio delle bestemmie in chiesa (forse giustamente anche), ma i cacciatori, il piombo dei proiettili e l'ethernit abbandonato ovunque no. Il Comune di Campo nell'Elba fa solo quello che può: una disinfestazione in ritardo (sempre se verrà fatta, perchè anche loro sperano...) e solo nelle zone del paese e spiaggia. E' una novità del 2021 il taglio di tutta la pineta di fronte al ristorante (unica zona d'ombra per i visitatori) sostituita da dei lecci già mezzi rinseccoliti che mai attecchiranno e che mai nessuno curerà...forse qualcuno ha previsto che si creerà un florido mercato dell'ombra... Insomma, questa è la situazione generale (tralasciando tanto altro che presto scoprirete). Evviva la Natura, la sua fruizione e e la protezione ambientale!!! ahahahahahahahah!!!!
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Zecche su Pianosa da Elba pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 12:29
Ogni anno in questa stagione si ripresenta il problema delle zecche sull'isola di Pianosa comune di Campo nell'Elba. Ora il pagamento della tassa , che viene richiesta ai turisti e nei mesi di luglio e agosto anche ai residenti Elbani, viene divisa al 50% fra comune ed ente Parco. Il comune , fra l'altro , da in gestione un piccolo albergo e il bar ristorante a chi partecipa al relativo bando. Detto ciò dovrebbe essere interesse di entrambi garantire una fruizione per le visite in sicurezza ricordando che il Sindaco ha la responsabilità dell'igiene pubblica nel suo comune. Ora é mai possibile che ogni anno si ripeta questa problematica ??? Ma una seria programmazione ?? E poi non doveva essere anche un luogo per un reinserimento delle persone recluse nella vita civile ?? Si spera sempre ma si dice anche che "Chi vive sperando spesso muore c....ando"
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x Portoferraio pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 11:01
Ma un pensiero alla feccia (e feccia forse è un complimento) a cui negli anni è stata data la residenza e poi le case popolari a Portoferraio non ce lo fa mai nessuno? Io ce lo faccio ogni mattina quando vado a lavorare, feccia della feccia... ce ne fosse uno "bisognoso" di origini elbane. continuiamo a importare questa spazzatura di persone, i risultati sono anche questi. I peggio dei peggio sono quelli che per anni hanno fatto gli approfittatori professionisti, ora hanno land rover e audi e locali vari in tutta l'isola. Bisognerebbe chiedergli con gli interessi tutto quello che non hanno pagato di abitazione fino a ieri
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IL BENVENUTO DELLE ZECCHE pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 10:23
[COLOR=darkblue][SIZE=2] L’ISOLA DI PIANOSA INFESTATA DALLE ZECCHE, SPECCHIO DEL NOSTRO TURISMO (E NON SOLO) [/SIZE] [/COLOR] Non bastava il covid? Con Pianosa abbiamo corso anche il rischio di malattie trasmesse dalle zecche, Ieri un gruppo di persone ha visitato quella meravigliosa perla che è l’isola di Pianosa. Mi raccontano che appena sbarcati hanno ricevuto come accoglienza degna di un paese moderno a spiccata vocazione turistica dall’assalto di una nutrita colonia di Zecche che ha destato da subito disagio malessere e panico,Ecco una fotografia impietosa ma anche più precisa delle condizioni in cui l’isola piatta si presenta al via della stagione turistica , e pensare che dopo la splendida ristrutturazione della “Villa dell’Agronomo” si sono spese migliaia di parole sull’operato del Parco, i progetti e le aspettative ma….. per adesso l'isola che non ha eguali vanta il primato mondiale di inettitudine di gestione e promozione. E così a Pianosa, questo angolo di mare tropicale da togliere il fiato convive con l’assoluto stato di abbandono di quello che fu un carcere e che ora è un ammasso di rovine immerse nei rovi e infestate da parassiti. I primi visitatori ieri si sono domandati ,mentre smoccolando erano intenti in qualche maniera a togliersi di dosso le zecche che avevano invaso ogni parte del corpo, - ma come è possibile far marcire un’oasi del genere senza farne luogo di investimenti adeguati, di lavoro e sviluppo? - invece per adesso si paga le guide per avvisare i turisti che la zona è piena di zecche. Un avventura che se non verranno prese urgenti misure disinfestando a tappeto tutta l’isola sarà da farci il crocione e non tornarci più!
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Torchiana pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 9:54
Isola free o non Isola free. E il bimbo si preoccupa di portare qui all'Elba i quadri degli Uffizzi. E' proprio vero, avevano ragione Ruggero e Adalberto, che nel giro di qualche mese.....
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Portoferraiese da Portoferraio pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 9:00
PER GIUNTA COMUNALE : Siamo riusciti ad arrivare al bicentenario di Napoleone con buche e cartelli rotti per arrivare alla Villa dei Mulini, non è stato fatto un percorso pedonale protetto in Via Lambardi per chi proviene da Via Guerrazzi o dalla porta a terra, tutti i media e due televisioni in diretta il 5 maggio hanno parlato di questo importante evento e l'amministrazione non è stata capace di comprare neanche due piante, sostituire le fioriere rotte di fronte alla Villa.. sono fortemente triste e amareggiato...
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ELBANO da ELBA pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 8:40
ELBA COVID FREE Leggo con piacere i dati della Fondazione Elba che sommati ai bollettini quotidiani degli ultimi giorni devono darci massima tranquillità. Allora perchè non lo diciamo al mondo che sta scegliendo dove andare in vacanza ? Io il vaccino non lo voglio fare visto che siamo ancora in fase sperimentale , nessuno ne conosce le controindicazioni a lungo termine e per questo non possono renderlo obbligatorio. Inoltre è confermato che i vaccinati non sviluppano forma grave ma possono ugualmente ammalarsi e contagiare . Dunque vacciniamo le fasce a rischio, lasciamo in pace i ragazzi e urliamo al mondo : L' ELBA E' COVID FREE !!!
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Per Pasquale pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 0:29
Mi fai morì. Ti ricordiamo felice mentre abbracciavi la Gabry e la ringraziavi. Oggi finalmente ti sei destato e giustamente elenchi tutte le miserie che Marciana Marina ha dovuto sopportare e sembra che la lista continui. Hai visto che addirittura spostano i lampioni davanti all’hotel Marinella? Ci verrà la loro pedana, ancora una dopo quella di Manola. Ma mai nessuno si era sognato di modificare l’arredo pubblico per fare spazio ai privati. Altro che nepotismo. E la piazza dietro la Conad l’hai vista? Asfalto su asfalto senza idee, con una tenda diventata ampliamento che se l’avesse chiesto un altro l’avrebbero giustiziato sulla pubblica piazza. E quell’asfalto nero, quasi dovessero risarcire la fabbrica del bitume da qualche ricorso ritirato. E anche sul porto, ma che ti aspettavi? Se annullano il piano si torna a prima, e addio concessioni esistenti. Caro Pasquale, la verità è che anche te, col tuo hai contribuito a questo sfacelo. E con te una buona parte di sinistra
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FUOCHI ARBITRARI da Portoferraio pubblicato il 7 Maggio 2021 alle 21:23
Vorrei sapere se è ammesso bruciare residui vegetali e non in cortili o giardini di superfici inferiori a 1.000 mq., e anche a 4/5 metri dal confine con altre proprietà senza peraltro mettere in atto alcuna misura di sicurezza preventiva.
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SMASCHERATO pubblicato il 7 Maggio 2021 alle 20:07
A chi guarda con diffidenza o addirittura brontola chi non indossa la mascherina all'aperto:IL DPCM DICE CHE LA MASCHERINA ALL'APERTO va indossata SOLO nel caso in cui non sia possibile mantenere la distanza di 1 metro da persone non conviventi!!!!! E' CHIARO ORA???? Ma voi continuate a indossarla anche per andare in bagno!!! Giusto lì vi potrebbe essere utile visto che è scientificamente provato che contro il virus non serve a una beata...
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FONDAZIONE ISOLA D'ELBA ONLUS pubblicato il 7 Maggio 2021 alle 17:02
[COLOR=darkblue][SIZE=2] COVID, GLI ELBANI HANNO RISPETTATO LE REGOLE. ECCO I DATI (TRANQUILLIZZANTI) DI UN ANNO DI PANDEMIA [/SIZE] [/COLOR] [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_29/fondazione.JPG[/IMGSX] Da Marzo 2020 sino al 29 aprile scorso (un anno) all’Elba sono stati accertati 1.017 casi di positività al COVID. 50 persone sono state ricoverate in centri Covid del continente. 7 i deceduti. Questi dati emergono da un riscontro dei dati effettuato dalla Commissione Sanità della Fondazione Isola d’Elba con la collaborazione delle autorità preposte, allo lo scopo di offrire un contributo e un quadro aggiornato di facile lettura sulla situazione pandemica sull’isola. I dati riferiti alla popolazione elbana di circa 32.000 residenti, evidenziano che solo il 3,2% ha contratto il contagio e di questi lo 0,022% è purtroppo deceduto. Un dato sostanzialmente significativo se si confronta con quello della regione Toscana che ha una popolazione di circa 3.730.000 persone, dove nello stesso periodo sono stati contagiate 224.091 persone (6,0 %) e ne sono decedute 5.925 (0,16%)*. Gli indicatori parlano chiaro: L’Elba può dirsi un’isola fortunata. Il tasso di contagiati è circa la metà di quello regionale (3,2 vs. 6,0), ancor migliore il tasso di decessi che è circa un settimo (0,022 vs. 0,16). I decessi se riferiti ai soli contagiati sono rispettivamente 0,7% vs. 2,3%, quindi inferiori di 3 volte. Una verifica, quella della Fondazione, tranquillizzante. E’ vero che il Covid esiste ma sull’Elba ha impatto minore, grazie alla consapevolezza degli isolani che si sono ben comportati seguendo le regole, ovvero mantenendo le distanze, usando la mascherina, facendo attenzione. Regole monitorate dalle forze dell’ordine e dal sistema sanitario locale, guidato dai suoi dirigenti con la dedizione del personale sanitario e dei volontari tutti che hanno svolto un eccellente lavoro in una situazione eccezionale. A questo risultato positivo può aver contribuito anche la bassa densità abitativa dell’Elba ed una edificazione “sparsa”; fattori, entrambi, che facilitano la separazione/distanziamento fisico fra gli abitanti. Adesso è il momento della ripartenza, le vaccinazioni stanno procedendo speditamente. Al 2 maggio sono stati vaccinati 11.259 elbani (il 35 % circa della popolazione) di cui 3.388 hanno già avuto le seconde dosi (il 10,6%) e la percentuale di over 80 elbani vaccinati con almeno una dose è già l’87,6%. La lettura di queste cifre ci fa ben capire che gli elbani possono stare (relativamente) tranquilli. Continuando a seguire le regole basilari anti contagio, potremmo attenderci una stagione estiva probabilmente serena. Se ognuno continuerà a fare la sua parte e se i vaccini continueranno ad essere inoculati con questo regime, non ci sarà ansia e sparirà anche l’allarmismo diffuso. *Fonti: dati ISS (Istituto Superiore sanità), ISTAT Fondazione Isola d’Elba
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SOROPTIMIST INTERNATIONAL CLUB ISOLA pubblicato il 7 Maggio 2021 alle 16:56
IL SOROPTIMIST INTERNATIONAL CLUB ISOLA D’ELBA INAUGURA LA 3^ BIBLIOTECA DEDICATA A MARA VERRI. Ecco la terza biblioteca intitolata a Mara Verri, socia fondatrice del Club elbano prematuramente scomparsa il 30 gennaio di due anni fa, presso la Scuola dell’Infanzia e Nido “V.T. Battaglini di Marina di Campo. La cerimonia di intitolazione si è svolta nei giorni scorsi. Presenti alla cerimonia, oltre a Cristiana e Luca Bartolini, rispettivamente madre e zio di Mara Verri, al marito Riccardo Rebua e al figlio Antonio, il Vicesindaco di Campo nell’Elba Valentina Petrocchi e l’Assessore alla Cultura e al sociale Chiara Paolini. La Presidente Rossella Celebrini, supportata da tutte le socie del Club, crede fortemente nell’importanza di questo progetto che continuerà con la Presidente incoming Gina Petricciuolo con due inaugurazioni all’anno presso le biblioteche dell’infanzia dell’Elba per poi passare alle scuole elementari, medie e superiori con l’obiettivo di ricordare Mara Verri, quale moglie, mamma ed imprenditrice eccezionale, la quale ha sempre considerato l’educazione alla lettura un aspetto importante per la crescita dei propri figli.Il Soroptmist elbano estende un ringraziamento particolare a tutto il corpo docenti, a Lucia Segnini e Gabriella Mazzella, quest’ultima responsabile della Scuola dell’Infanzia e Nido "V.T. Battaglini" di Marina di Campo, e a Jessica Leoni Martelli che ha realizzato le decorazioni sui muri della Biblioteca. Ecco il video:http://b4cmGEO1K-k
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