Se un cittadino italiano possiede una casa e un paio di garage da lasciare in eredità ai legittimi eredi in famiglia... si devono pagare le tasse di successione... quindi un immobile che rimane immobile anche nell'asse ereditario (sempre nella stessa famiglia) paga le tasse 4 volte al secolo, per non spostarsi, oltre a Ici, Tarsu ecc...!
Ma davvero chi possiede oltre 500.000 euro di immobili è un ricco? (un terzo della casa di Scaiola!!!)
O è più ricco l'investiotore di 500.000 euro in Borsa?
saluti...
113730 messaggi.
MI chiedo perche' non vengono assunti marinai dell'Elba ce ne sono una piccolissima parte.
HO letto oggi che la nuova societa' sarda " SARDEGNA!" assumera' preferibilmente equipaggi sardi .
Noi solo NAPOLETANI ??????
Un grazie di cuore ai medici Dottor Testa, Dottor Iurato e a tutti gli infermieri del pronto soccorso di Portoferraio in servizio ieri sera alle 19,00 per la professionalità e per la gentilezza ed il calore umano che mi hanno dimostrato grazie ♥ ♥ ♥
[SIZE=4][COLOR=darkblue]AITHÁLE: ORIGINI E SIGNIFICATO DEL PIÙ ANTICO NOME DELL’ELBA [/COLOR] [/SIZE]
L’àmbito semantico di Aithále, il più antico nome dell’Elba, e delle varianti Aithalía, Aitháleia, è quello di scintilla, fuliggine. E’ quanto mi è stato insegnato al Liceo Foresi da quello straordinario docente che era Alfonso Preziosi e dopo, all’Università di Pisa, dal linguista Riccardo Ambrosini, insuperato traduttore di lirici e prosatori greci, classici ed ellenistici, con il quale a partire dal 1980 ho condiviso una serie di ricerche pluridisciplinari.
Il toponimo Aithále compare già in Ecateo di Mileto verso la fine del VI secolo avanti Cristo; Stefano Bizantino, che ne riporta il relativo frammento nel VI secolo dopo Cristo, pensa che derivasse dalla lavorazione del ferro che circondava di fumo i numerosi luoghi in cui avvenivano i trattamenti del minerale. Il concetto era già stato espresso nel I secolo a. C. da Diodoro Siculo, il quale così narra nella sua ‘Biblioteca Storica’ (V, 13, 1-2 ): “ Dell’ Etruria, infatti, fa parte un’isola di fronte alla città chiamata Populonia, che chiamano Aitháleia. Questa, che dista circa cento stadi dalla costa, ha ricevuto quella denominazione dall’abbondanza del fumo (o della fuliggine) che c’è lungo di essa. Come minerale ha, infatti, molta siderite, che tagliano per la fusione e per la preparazione del ferro, perché hanno molta abbondanza di quel metallo”.
Di recente (si veda la pagina 254 del volume “Elba. Territorio e civiltà di un’isola”, Genova 2001) ha tentato di farsi strada una nuova ipotesi, secondo la quale sarebbe possibile spiegare il nome greco dell’Elba non tanto sulla scorta dell’attività siderurgica quanto in base alle caratteristiche fisiche, che avrebbero consentito ai naviganti di identificare immediatamente l’isola color fuliggine grazie alle spiagge scure della zona orientale. Sorge spontanea un’obiezione, che di per sé rende tale teoria poco fondata: com’è possibile che le spiagge, brevi distese orizzontali che già a qualche chilometro di distanza si confondono, specie se scure, con il blu del mare, possano essere state considerate dagli antichi navigatori quali elementi discriminanti per riconoscere un luogo da un altro? Se ci si allontana una decina di miglia dalla costa, l’Elba – è vero – assume un profilo dalle tonalità scure, ma ciò vale in generale, per la stragrande maggioranza dei litorali, insulari e non.
Qualche anno dopo (si confrontino, in particolare, le pagine 125-127 di “Archaeologica Pisana”, Pisa 2004) l’ipotesi coloristica ‘orizzontale’ (spiagge), è stata integrata con le emergenze cromatiche ‘verticali’ (pareti rocciose). In altre parole, toponimi come Punta Nera, presenti alle estremità orientale e occidentale, dimostrerebbero che almeno in origine il toponimo Aithále avrebbe indicato un’isola connotata da rocce scure. A parte il fatto che, nemmeno a farlo apposta, vicino alla Punta Nera di Capoliveri c’è una Punta Bianca, e accanto alla Punta Nera di Chiessi esiste la località Pietre Albe (cioè bianche), oggettivamente non mi sembra che il perimetro costiero dell’Elba abbia una prevalenza coloristica nerastra. Anzi.
Insomma: ognuno continui pure a tenersi strette le proprie opinioni, ma allo stato attuale delle conoscenze, a mio avviso, non ci sono dati né concreti né convincenti per modificare l’esegesi tradizionale. No, Aithále ‘la nera’ proprio non va, tanto più che quando gli scrittori greci hanno voluto usare una qualificazione cromatica hanno utilizzato attributi come argós o leukós (bianco, splendente), che insieme al blu del mare e al verde della vegetazione sono i colori che caratterizzano l’Elba. La bontà dell’interpretazione proposta da Diodoro e da Stefano Bizantino, da Preziosi e da Ambrosini (ma anche da una pletora di studiosi di rango fra i quali Minto, Colonna, Cristofani, Grant, Torelli), resta piena e inalterata: Aithále/Aithalía/ Aitháleia continua a essere l’isola delle scintille e della fuliggine, del fuoco e del fumo che si levavano dalle centinaia di forni per la riduzione del ferro. Anche perché i Greci, se davvero avessero avuto l’intenzione di basarsi sul colore nero per identificarla, senza tante contorsioni linguistiche avrebbero usato aggettivi (o sostantivi) più diretti e puntuali, come mélas o amaurós.
[COLOR=darkblue]Michelangelo Zecchini [/COLOR]
CAUSA:
- il carrozzone morente dell’Unione dei Comuni lascia gli operai senza stipendio;
EFFETTO:
- aumentare la tassa sui fossi;
RISULTATO:
- fossi non puliti e stipendi pagati.
DOMANDE:
- il Commissario Straordinario dell'Unione dei Comuni Sig. Orsini quanto prende di stipendio?
- il suo stipendio è a rischio come quello degli operai?
- quando il Commissario Straordinario terminerà il mandato percepirà un “buono uscita”? Se si, lo rifiuterà e lo devolverà agli operai?
A parole "Unione dei Comuni" somiglia molto a "Comune Unico", e nei fatti? Speriamo di no, ma mi sa tanto di si.
Al peggio non c'è mai fine, il Sottosegretario Malinconico nel 2007 va in vacanza in un albergo da 1000 euro al giorno a persona prenotato da un noto imprenditore pluri indagato, e guardacaso qualcuno provvede a pagargli la vacanza........ma il Sig. Malinconico dice: "Non sapevo chi pagò e la cosa mi seccò". Scoppiato lo scandalo Malinconico nel 2011 decide di pagare l'albergo (4 anni dopo).
"La collusione è una macchinazione tra due soggetti che segretamente se la intendono insieme a danno di un terzo (noi)"
"La malinconìa è un sentimento che provoca una tristezza costante"
Leggere per credere
[URL]http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1033459/vacanza-pagata-dalla-cricca-bufera-su-malinconico-ricostruzione-inesatta.shtml[/URL]
Perchè è sparita la rai? Qualcuno lo sa? Con Sky si vede, ma tutti gli altri poveri.....e vecchi.....
Attenzione ai saldi . Esistono questi trucchetti, dalle calzature all'abbigliamento.
Dall'Ansa di oggi.
Prezzi aumentati nell'ultima settimana prima dei saldi, al fine di praticare sconti fittizi per ingannare i clienti. E' quanto ha scoperto la Guardia di Finanza in alcuni negozi di Bergamo e provincia. Le Fiamme Gialle hanno effettuato un attento monitoraggio dei prezzi praticati dagli esercizi commerciali, scovando alcuni 'furbetti del saldo', inottemperanti della cosiddetta legge sul commercio. In particolare, durante la settimana che ha preceduto l'inizio dei saldi, i finanzieri hanno fotografato su tutto il territorio provinciale le vetrine di oltre cento negozi - compresi alcuni esercizi che operano all'interno dei centri commerciali - allo scopo di effettuare successivi confronti con i prezzi praticati sugli stessi prodotti posti in saldo a partire dal 5 gennaio. Nel 10% dei casi i finanzieri hanno accertato irregolarità relative a saldi ingannevoli nei confronti dei clienti.
L'attività di controllo ha portato all'accertamento di varie violazioni per la mancata presenza sul cartellino di vendita di tutti gli elementi obbligatori (prezzo iniziale, percentuale di sconto e prezzo finale). A 13 commercianti trasgressori è stata contestata una sanzione amministrativa che va da 516 a 3.098 euro. In sei esercizi commerciali è stato anche riscontrato che i prezzi dei prodotti in offerta erano stati aumentati rispetto a quelli in precedenza proposti, in modo tale da rendere irreale la percentuale di sconto applicata al consumatore finale.
[SIZE=4][COLOR=darkred]A Portoferraio una piccola "casa dell'acqua" pubblica [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue]Una fontanella in via Vittorio Emanuele, di fronte all'Alto fondale [/COLOR]
La nuova fontanella sarà pronta entro uno-due mesi al massimo. “Si tratta di un servizio importante per la cittadinanza – sottolinea il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria – così tutti potranno avere acqua di qualità. il nuovo punto di prelievo idrico .costerà circa [COLOR=darkred]30mila euro [/COLOR]
Ci tornano prepotentemente alla mente le parole dell’assessore Rizzoli diramate urbi et orbi a giornali e TV l’ultima settimana di Aprile 2011.... rileggiamole insieme .
L’amministrazione comunale guidata da Roberto Peria ha deciso di reintrodurre in città le tante amate fontanelle “Fontanelle, già prima dell'estate arriverà l'acqua di tutti ” …….Due fonti: una in centro, l'altra al Ponticello, rincara Rizzoli aggiungendo "Pronte entro giugno ". Il progetto costerà [COLOR=darkred]35mila euro [/COLOR] , finalmente meno plastica e più risparmio , i cittadini potranno decidere di abbandonare l’acquisto delle confezioni di bottiglie di plastica tornando al consumo di acqua direttamente dalla fontana pubblica.
Dunque ricapitoliamo..... In orgine erano tre fontanelle per un costo di 35mila euro..poi con l’avvento del Premier Monti che deve gestire la crisi che attanaglia il paese ecco che i "tagli" colpiscono anche le fontanelle che diventano UNA, ma al prezzo di 30mila euro…insomma come dire “[COLOR=darkblue]prendi uno e paghi due [/COLOR] ”…
" Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta " : salmodiava S.Francesco (
Leggo che il governo Monti varerà la RES , " rifiuti e servizi " che sostituirà la TIA e quindi anche la TARSU che alcuni comuni riottosi ed arretrati continuano ad applicare solo per spennare la gente. Con la RES si spera che tutti paghino il giusto ma che finalmente quelli che tengono le case chiuse per 10 -11 mesi all'anno , non producendo rifiuti e non affittando in nero , cosa questa dimostrabile dalle bollette dell'energia elettrica , del gas e dell'acqua potabile , possano avere giustizia e quindi pagare solo il servizio usufruito . Ora chi possiede una casa e la tiene chiusa paga come se producesse rifiuti regolarmente ( Tarsu) , già con la TIA questo non accadrebbe ma i comuni cercano solo soldi , soldi ..soldi e diventano dei veri predoni. Chi ha una casa chiusa , dimostrabile, dovrebbe pagare un minimo fisso per l'impegno del servizio, come col contatore enel o gas, eppoi a misura ovvero in proporzione ai rifiuti reali che uno produce. Ora è tutta una truffa , visto che i comuni riottosi e arretrati non solo continuano con la Tarsu ma non fanno la differenziata , non ci provano nemmeno per indolenza o incapacità gestionale e ci scaricano su di noi le salatissime multe comunitarie
Caro Fabrizio,
Ammetto di non aver ancora chiari i benefici che porterebbe l'istituzione del Comune unico dell'Elba. Non credo che tali vantaggi siano di natura economica, visto che gli stipendi degli amministratori sono poco più che rimborsi spese. Mal comprendo quindi il termine "carrozzoni inutili" spesso riferito ai nostri piccoli comuni.
Certo l'isola non è scevra da "carrozzoni inutili", (penso al Parco o alla decaduta Comunità' Montana), laddove il concetto di inutilità non è termine aprioristico, ma si deve intendere in rapporto alla gestione ovvero agli obiettivi raggiunti rispetto ai costi. Gestione, in molti casi assolutamente fallimentare e costosissima
Al contrario penso che la presenza di più comuni abbia un profondo significato in termini sociologici e culturali.
L'espletamento delle elezioni e la partecipazione diretta di molti cittadini alla vita amministrativa dei paesi, (attraverso, ad esempio, la formazione di liste ed il confronto diretto di idee e progetti diversi) rappresenta, a mio parere, un importantissimo esercizio di civismo e democrazia, soprattutto in un territorio dove la condizione di l'insularità configura un effettivo rischio di limitazione dei propri orizzonti.
Quando alcuni anni fa mi stabilii a Campo per ragioni professionali, rimasi assolutamente meravigliato del fermento politico del paese e della passione con cui i campesi partecipavano alle vicende del proprio territorio, con ardore a volte anche eccessivo, cosa assolutamente impensabile per uno come me, che proveniva da un comune enorme (Guidonia, 87.000 abitanti) laddove alcune singole frazioni (malissimo rappresentate ed ancora peggio governate) contavano fino a 20.000 abitanti.
Ho sempre pensato che l'interesse del singolo elbano per le sorti del proprio territorio rappresentasse uno straordinario stimolo per lo scambio delle idee e per la crescita comune.
Che poi molti amministratori spesso non siano stati all'altezza della situazione, questo è altro discorso.
L'istituzione del Comune unico toglierebbe questo importante stimolo e chiuderebbe definitivamente ed in modo traumatico le interessanti e numerose agorá locali, con il rischio di perdita delle identità locali (all'Elba molto eterogenee) e con inevitabile aumento della distanza tra la politica e la gente, a favore di pochi oligarchi che vedrebbero aumentato il loro potere.
Mi auguro che dietro i rispettabilissimi Comitati pro-comune unico non si celino coloro che hanno come obiettivo finale la crescita del potere personale e l’ulteriore limitazione della libertà (non solo intellettuale) dei cittadini.
Gianluigi Palombi
ora li vaporini ci superano anche sull ambulanze... :gren:
o che ci volemo fa ,guarderemo i lampioni blu che dalla valle vengono sul monte..ma l importante è che qualcuno ci venga a raccattà... buon volontariato a tutta l isola ricordatevi che siete indispensabili e impagabili x quello che fate... 😀
cari amici se cosi stanno le cose siamo tutti nella mmmmrd noi cittadini italiani siamo un branco di pecoroni me compreso PRODI aumentava le TASSE e noi pecoroni le PAGAVAMO!!! poi è arrivato ZIO BERLUSCONI!!!! chiamando a se il gregge promettendoli una diminuizione delle tasse e noi popolo italiano di creduloni e pecoroni lo abbiamo ascoltato e abbiamo continuato a pagare le tasse!!! nel frattempo lui con la sua libertà dal proprio gregge si sceglieva le meglio pecore (ruby) poi e arrivato IL SIG. MARE E MONTI che fino a un mese fa nessuno del PECORONI ITALIANI lo conosceva !!!!! E COSA CI CHIEDE DI PAGARE LE TASSE !!!!! SCUSATEMI AMICI per avervi chiamoto pecoroni ma noi non facciamo niente per cambiare tutto questo !!!!!!! ma vi posso dire che non ci si faaaaa piuuuuu e io personalmente mi so rotto le PALLEEEEEEEEEEEEE di questi politici di merda che ci chiedono ancora e ancora di pagare e pagare!!! ma avete capito chi ci governa UN BRANCO DI IENEEEEEEEEEEE che ci chedono sempre piu SANGUE
X SERGIO BICECCI
Rispondere alla Sua domanda "come finirà la nostra sanità" è difficile perché la gente che si è riversata in piazza il 7 ottobre era convinta, come eravamo convinti noi dei comitati sanità organizzatori della manifestazione, che gli Amministratori locali che aprivano il corteo erano sicuri sostenitori della lotta contro l’Azienda Sanitaria e la Regione perché a quest’ultimi si attribuiva il cartello dello smantellamento della Sanità dell’Isola per sostituirla con un mega pronto soccorso/ambulatorio.
I comitati, pur muovendosi per ottenere lo stesso obiettivo, hanno idee e anime diverse e cercano il più possibile di non sconfinare nella politica partitica. Quando poi, per vari motivi e circostanze questo accade, anche nei comitati come in altri aggregamenti democratici, sorgono delle difficoltà che, con il confronto e il ragionamento, tutto rientra e si riprende il cammino con rinnovato spirito di collaborazione unitario.
Lei s’indigna nell’apprendere il ventilato accorpamento della neonatologia in discussione fra i sindaci di Piombino e Portoferraio, così come c’è da indignarsi che il Presidente della Conferenza dei Sindaci Elbani ha dato parere favorevole alla riconferma della Dottoressa Calamai alla Direzione Generale dell’ASL6 di Livorno mentre quasi tutti i Suoi colleghi Sindaci dell’area 6 si sono sospesi dal giudizio consultivo ma creando un grosso imbarazzo politico nel palazzo della Regione.
Che cosa sorprende di più, anche Lei lo fa notare, è che gli altri Sindaci tacciono; non si sono pronunciati neanche di fronte alla grave notizia che dal 5 al 9 gennaio nessuna radiografia è stata repertata per mancanza di un medico radiologo.
Questo silenzio fa capire che forse non sanno che si potevano mettere in atto nuove tecnologie per la trasmissione in tempo reale dell’immagine radiografica a una radiologia centralizzata (Pisa o Livorno) dove un radiologo potrebbe refertare all’istante la radiografia.
Ognuno di Loro sta nel proprio territorio senza uscirne e senza rendersi conto che molto presto devono informare i propri concittadini elettori che in caso avessero bisogno di un piccolo intervento o una medicazione particolare, devono essere trasferiti in elicottero senza il conforto dei famigliari e se il maltempo impedisse il trasporto, si devono tenere ansia, dolore ed eventuali complicazioni.
Alcuni dei Sindaci ora invisibili sono i veri responsabili di questo smantellamento iniziato nel 2008 con avvisaglie premonitrici già quando è stata soppressa l’USL22 dell’Arcipelago Toscano. A quell’epoca il Sindaco Segnini era Direttore Amministrativo a Portoferraio per poi passare di grado a Direttore Amministrativo a Livorno.
Signor Bicecci, come vede, ho cercato di spiegarle (spero) che l’attuale disagio dei comitati non è quello di studiare forme e iniziative per indurre l’ASL6 al dietrofront, ma è quello di capire prima come la pensano i Sindaci perché dagl’ultimi fatti accaduti e dal silenzio di questi giorni, ci fanno capire che mentre trattano con noi, Loro per non esporsi prendono tempo mentre l’ASL6 continua inesorabilmente lo smembramento delle Unità Operative, lo svuotamento dei servizi e il continuo accorpamento di reparti creando un’indegna promiscuità nei reparti stessi.
Distinti Saluti
Francesco
ELBA Salute
m'è venuto il dito a scatto a son di risintonizza....grazie...ora riprovo
x dubbioso,
carissimo faccio volontariato da diversi anni e in tutto questo tempo mi è capitato spesso di uscire per un fuori zona, la scorsa estate sono partito
per lacona dove un ciclista era finito nel fosso, sicuramente avrebbe fatto prima l'ambulanza di capoliveri, ma sicuramente sarà stata impegnata in un'altro codice, ti ha risposto bene il dott house, ringrazia dio che l'ambulanza è arrivata, i volontari sono pochi e fanno turni tutti giorni, invece di parlare a vanvera , fai anche tu il corso e vedrai che capirai tante cose che oggi ti sembrano inammissibili.......
Il caso: Il tesoriere investe milioni anche a Cipro e in Norvegia
.I fondi pubblici alla Lega finiscono in Tanzania
Belsito gestisce i rimborsi elettorali e rende conto soltanto al segretario Bossi
Il caso: Il tesoriere investe milioni anche a Cipro e in Norvegia
I fondi pubblici alla Lega finiscono in Tanzania
Belsito gestisce i rimborsi elettorali e rende conto soltanto al segretario Bossi.
Bossi e Maroni confabulano in Parlamento
MILANO - Dal Regno dei fiordi all'isola di Afrodite, con un ultimo passaggio in Africa Orientale. È il percorso dei milioni di euro appena investiti dalla Lega e minuziosamente documentato da Giovanni Mari sul Secolo XIX . Secondo la sua ricostruzione, il segretario amministrativo federale - Francesco Belsito, tesoriere del Carroccio ed ex sottosegretario alla Semplificazione nell'ultimo governo Berlusconi - alla fine del 2011 ha messo in moto una considerevole serie di operazioni finanziarie coordinate da Banca Aletti, il sistema di private e investment banking del Banco popolare.
Bossi e Belsito, un lungo sodalizio
Ecco il giro dei soldi: il 14 dicembre «un investimento in 7,7 milioni di corone norvegesi (poco più di un milione di euro) vincolato per 6 mesi a un interesse del 3,5%»; il 28 dicembre «1,2 milioni di euro per l'acquisto di quote del fondo Krispa Enterprise ltd » di base a Larnaca, nell'isola di Cipro, e infine il 30 dicembre «il collocamento di 4,5 milioni di euro in Tanzania. È l'ultimo spostamento dell'anno e, nei fatti, svuota una delle dotazioni consegnate a Banca Aletti da Belsito per conto della Lega Nord». Totale: quasi 8 milioni di euro in una decina di giorni, se si aggiungono anche i movimenti-base di 700.000 euro trasferiti ad altri conti del partito, di 450.000 euro emessi in assegni circolari e di 50.000 euro ritirati in contanti direttamente da Belsito. L'operazione in Tanzania, inoltre - specifica Il Secolo XIX - «coinvolge il consulente finanziario Stefano Bonet, coinvolto in un rocambolesco fallimento societario nel 2010 e in affari con l'ex ministro "meteora" Aldo Brancher».
Il tesoriere del Carroccio - che come sanno tutti i lumbard è figura con un enorme autonomia decisionale e, di fatto, rende conto solo al grande capo Umberto Bossi - ha risposto con fastidio alle domande del quotidiano ligure: «Queste informazioni sono una grave violazione della privacy e delle regole bancarie». E però non si è sottratto all'intervista, spiegando che i soldi investiti arrivano dal finanziamento pubblico - «rimborsi elettorali» - che personalmente non conosce l'entità delle operazioni perché «noi ci affidiamo a banche e promotori di cui ci fidiamo» e che i contanti prelevati sono serviti a rimborsare «spese per i nostri collaboratori».
Gli spostamenti all'estero, poi, «non sono operazioni in paradisi fiscali ma investimenti alla luce del sole. Noi investiamo con concretezza, ci fidiamo dei nostri consulenti e scegliamo le cose migliori». Anche se in quel periodo i Bot rendevano più del 6%? «Evidentemente quei fondi erano più convenienti».
A Belsito, comunque, non risulta che il fondo africano sia legato a Bonet, «ma anche se fosse così, non vedo quale sia il problema». Il problema è che la girandola di milioni ha a dir poco stupito i vertici del Carroccio: persino i notabili di primissimo piano non sapevano nulla delle destinazioni finali di quei soldi e qualche imbarazzo in via Bellerio c'è. Uno sbalordito Matteo Salvini parla a nome dei padani, preoccupandosi del bene della Lega e del nord: «Ci sono diverse sezioni che chiedono 100 euro ai militanti per pagare l'affitto a fine mese. La Padania , il nostro quotidiano, versa in difficoltà economiche che tutti conoscono. E poi leggiamo della Tanzania... Spero, per rispetto dei militanti, che ci sarà una spiegazione per ogni quattrino speso».
Un'interpretazione economica dei movimenti prova a darla Angelo Drusiani, esperto obbligazionario della banca italo-svizzera Albertini Syz: «Affidarsi a promotori specializzati è prassi: i tesorieri di partito li scelgono spesso. Avere in portafoglio diverse valute, poi, è naturale per chi fa investimenti di rilievo: la corona norvegese è la moneta di un Paese ricco che non dovrebbe subire contraccolpi. Piuttosto, le operazioni in Tanzania e a Cipro sono una scelta estrema: serve un rapporto di estrema fiducia con un intermediario esperto. La decisione di non comprare Bot, però, mi sembra politica: se fossero stati al governo non l'avrebbero fatta».
Elsa Muschella
9 gennaio 2012 | 10:25
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E QUESTI DOVREBBERO ESSERE QUELLI BUONI!!!!!!!!!!!
