Gent. Sig. Rossi
Leggo nel suo post che parla di "Blog a corrente alternata".
Sono curioso: potrebbe essere più esauriente?
Cordiali saluti
Dante
113725 messaggi.
Libera Nos Domine, ovvero: Papi (quello vaporino) si dimetta
Scritto da Sergio Rossi Venerdì, 15 Febbraio 2013 11:43
Alle domande di Legambiente sulla vicenda della frana del costone roccioso nei pressi dell’Hotel Plaza, sui lavori sulle sue pertinenze (a quanto pare compiuti dalla SNC riconducibile alla famiglia Papi in pesante violazione delle norme urbanistiche) ed infine sulla probabilissima correlazione tra essi ed il verificarsi di un fenomeno grave, perfino potenzialmente luttuoso, il Sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni, normalmente cortese e sollecito nel fornire risposte, questa volta si tace, dobbiamo ipotizzare, chiuso in un imbarazzato silenzio.
A quelle inquietanti domande che pubblicammo parecchi giorni fa, e che furono bellamente ignorate da gazzettieri di parte, moralizzatori d’accatto e blog a corrente alternata) le risposte iniziano ad arrivare dagli atti della Magistratura inquirente.
Agli inquirenti ed ai giudicanti, appunto, spetterà il compito (ove il problema si ponesse) di stabilire il livello di coinvolgimento o di estraneità, di conoscenza o non conoscenza da parte dell’eterno padrone politico di Porto Azzurro di quanto realmente accadeva nel sottosuolo delle proprietà familiari.
Attenderemo fiduciosi lo sviluppo delle indagini sicuri che, almeno stavolta, non sentiremo parlare di toghe rosse, ambientalismo persecutorio e di improbabilissime frane ad orologeria.
Intanto ci sentiremmo di rivolgere al già sindaco longonese Maurizio Papi una esortazione, nell’interesse della sua onorabilità, nel’interesse della istituzione e della forza politica che rappresenta e nell’interesse dei longonesi comunque votino.
SI DIMETTA, da consigliere comunale, subito
Libera Nos Domine
CHE COS’È LA CACCIA
In generale la caccia è considerata la pratica di catturare e abbattere animali, solitamente selvatici, per l’approvvigionamento di cibo, pelli o altre materie, per fini di contenimento e gestione di una specie, oppure per scopo ricreativo o commerciale.
Nella nostra società, in realtà, la caccia non rappresenta più un’attività indispensabile all’approvvigionamento del cibo e dunque il suo scopo è prevalentemente ricreativo, è considerato un semplice sport, uno svago. Non so quanto si possa considerare sport una pratica il cui scopo è l’uccisione di un essere vivente indifeso, chissà forse come diceva Groucho Marx “ La caccia sarebbe molto più interessante se anche gli animali avessero il fucile”.
Ironia a parte la caccia rientra pienamente in quella logica specista di sfruttamento e dominio dell’uomo sugli animali e sulla natura. Gli animali vengono visti esclusivamente come oggetti di puro consumo al fine di un autocompiacimento personale e non come esseri viventi e senzienti il cui unico scopo è vivere per se stessi. Molti appassionati di caccia sostengono che essa rappresenti la competizione fra l’uomo e la natura, in realtà,questa non è altro che una lotta impari, in quanto non vi è alcuna competizione in una gara in cui uno dei due contendenti non rappresenta una vera minaccia non ha armi per difendersi e non sa nemmeno di essere in gioco per la sua vita.
La caccia quindi non è uno sport, un hobby o uno svago, la caccia è solo uccisione!!!
La caccia è, inoltre, fonte di una serie interminabile di danni a persone ed ambiente oltre che ad animali.
DANNI È CRUDELTÀ
In Italia vengono uccisi almeno 100 milioni di animali l’anno,per la maggior parte uccelli di varie specie,ma anche lepri, cinghiali,cervi ,caprioli, daini.
Cento milioni di animali uccisi SOLO per divertimento.
Bracconaggio
Il bracconaggio in Italia è molto diffuso, vietato ma tollerato in quanto “tradizione popolare”. Sono usati “archetti”, trappole a cappio, reti verticali in cui gli uccelli rimangono impigliati e muoiono d’inedia dopo giorni di agonia.
Alcuni dati: nel corso del 2000 e 2001 la LAC (Lega Abolizione Caccia) ha raccolto e distrutto complessivamente oltre 30.000 archetti, 450 reti e liberato centinaia di uccelli (pettirossi, passere scopaiole, tordi, merli, cince ecc.).
I principali campi antibracconaggio si svolgono nelle valli bresciane (da settembre a dicembre), dove sono diffusi archetti e trappole a scatto in cui gli uccelli rimangono intrappolati per le zampe, spesso amputandosele e morendo dissanguati; in Sardegna dove i bracconieri utilizzano trappole a cappio, poste sui rami di corbezzolo, in cui gli uccelli rimangono impiccati. Qui nel 2001 la LAC ha portato a termine la triste raccolta record di oltre 13.000 trappole.
Gli archetti
Gli archetti sono trappole per la cattura dei piccoli uccelli. Sono molto usati nelle valli bresciane Trompia, Sabbia, Camonica, nel Bergamasco e in alcune zone del Veneto e del Friuli nonostante siano esplicitamente vietati dalla legge ormai da molti anni. I bracconieri realizzano con rami di nocciolo; curvati a ferro di cavallo, micidiali congegni in grado di scattare allorché un piccolo uccello vi si posi sopra. Bacche di sorbo, che da questa pratica prende il nome di “sorbo degli uccellatori”, attirano soprattutto pettirossi, ma anche fringuelli, capinere, verdoni, frosoni, peppole, cince, regoli, luì. Non è possibile calcolare quanti siano gli archetti che ogni autunno all’arrivo dei piccoli uccelli migratori i bracconieri sistemino nei boschi e nelle radure di vaste zone del Nord Italia: probabilmente milioni. Molte valli alpine ne sono infestate.
Gli uccelli catturati per le zampe rimangono appesi per ore ad agonizzare, con i tarsi spezzati dall’archetto, senza speranza di salvarsi. La “polenta e osei”, tradizionale piatto della cucina veneta e non solo, alimenta il mercato clandestino dei piccoli uccelli catturati illegalmente.
L’uccellagione
L’uccellagione è invece una pratica ammessa, purché non si catturino animali appartenenti a specie non cacciabili. Nella sola Lombardia, su 30.000 cacciatori vi sono 10.000 capanni fissi, dove i cacciatori giocano al tiro al bersaglio contro gli uccelli, di ogni specie, usando spesso altri uccelli tenuti prigionieri come richiami vivi.
Questi uccellini vengono catturati e tenuti sempre prigionieri in gabbie piccolissime, vengono spiumati in modo da provocare la muta delle penne fuori stagione: quando le piume ricrescono, l’uccello, tenuto sempre in una cantina buia per tutta l’estate, crede che sia primavera, ed emette richiami verso i suoi compagni. Un fringuello, sul mercato illegale, può costare fino a 100 euro.
Immissione degli animali sul territorio
Quella del “ripopolamento” è una pratica che in più modi avvantaggia i cacciatori.
Da un lato, consente loro di continuare a cacciare anche quando in natura non esiste più nulla da cacciare: vengono allevati uccelli e lepri in allevamenti appositi, animali domestici che vivono in gabbia tutta la loro vita, e che poi vengono lasciati liberi poche settimane prima dell’inizio dello sterminio da parte dei cacciatori. Animali “pronta caccia”, come vengono definiti da più parti.
D’altro lato; il ripopolamento di certe zone con cinghiali e caprioli domestici, che sono più prolifici degli animali selvatici, fa sì che aumentino i danni alle colture, e che i cacciatori siano dunque chiamati a farne strage per “ripristinare l’equilibrio”. Equilibrio disturbato dai ripopolamenti stessi. Il concetto di “animali in soprannumero” è privo di significato: il numero di animali che nascono e raggiungono l’età adulta è determinato, in natura, dalla “capacità portante”, che è influenzata dallo spazio e dal cibo disponibili. Uccidere animali non risolve il “problema”, quelli che rimangono diventano più prolifici, o hanno maggior probabilità di raggiungere l’età adulta, cosicché in breve tempo si raggiunge lo stesso numero iniziale.
Imbroglio ai danni degli agricoltori.
Caccia e agricoltura sono da sempre due realtà contrapposte. Negli ultimi tempi tuttavia i cacciatori sono riusciti a guadagnarsi le simpatie di una parte del mondo agrario con il pretesto dei danni che gli animali selvatici fanno alle coltivazioni.
In realtà spesso le Associazioni dei cacciatori e degli agricoltori si sono trovate in forte attrito a causa dei cosiddetti “ripopolamenti”, ovvero introduzione deliberata di selvaggina sul territorio a scopo venatorio attuata dai cacciatori stessi nel più assoluto disprezzo degli interessi degli agricoltori. Nessuno meno del cacciatore dunque è credibile come alleato dell’agricoltore.
Danni all’ambiente
Nonostante si proclamino “grandi ambientalisti”, e dicano di amare la natura, i cacciatori sono dannosi, oltre che per gli animali, anche per l’ambiente. Ogni anno riversano sul territorio diverse tonnellate di velenosissimo piombo. Nelle zone umide, l’accumulo di notevoli quantità di pallini di piombo sul fondo dei laghi, stagni e acquitrini, provoca negli animali il saturnismo, una grave intossicazione, pericolosa per gli animali e per chi se ne ciba.
Pericolo per le persone
Ogni anno, durante la stagione venatoria muoiono mediamente 60 persone (1 ogni 3 giornate di caccia) e ne vengono ferite più o meno gravemente altre 90 (quasi una ogni 2 giorni).
La caccia consiste nel libero uso di armi da fuoco da parte di dilettanti sul territorio aperto al libero transito di chiunque o addirittura nelle altrui proprietà private a prescindere dal consenso del proprietario. La caccia è pertanto anche un gravissimo problema di pubblica sicurezza.
Gli incidenti di caccia sono molto numerosi, e spesso non coinvolgono solo dei cacciatori ma anche persone innocenti; nessuno è al sicuro, sia che stia facendo una passeggiata, o giocando con i suoi figli nel giardino di casa, tutti sono potenziali bersagli.
Infatti, oltre agli incidenti mortali o gravi, vi sono innumerevoli situazioni di pericolo e di allarme sociale ma solo una piccolissima parte viene denunciata alle autorita’ e/o riportata dai giornali. Eppure sono moltissime le famiglie italiane che vivono in campagna o in piccole cittadine comprese all’interno di ‘zone cacciabili’ che sono assediate dai cacciatori, e temono per la propria incolumità.
Per questo è nata la Campagna Caccia il Cacciatore che si prefigge di contrastare la caccia proprio sulla base della sua pericolosità per le persone.
Bocconi avvelenati
Migliaia di animali, domestici e selvatici, protetti e non, sono uccisi ogni anno dai bocconi avvelenati lasciati nelle campagne e nei boschi, una pratica barbara, illegale ma sempre più diffusa, in particolare in alcune regioni, tra cui Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Calabria.
Le vittime sono cani e gatti – domestici e liberi – e animali selvatici quali volpi, tassi, donnole, faine, e molte specie rare, come lupi, orsi, aquile, falchi, gufi, civette, corvi imperiali, faine, martore, aironi, cormorani.
Queste esche sono un vero e proprio pericolo anche per chi intenda fare una passeggiata all’aria aperta con la famiglia e il proprio cane.
I bocconi avvelenati vengono rilasciati soprattutto per eliminare le specie considerate “nocive”. In prossimità delle aree faunistiche, il lancio di bocconi avvelenati avviene in primavera, periodo di ripopolamento della selvaggina, in attesa dell’apertura della caccia. Fagiani, soprattutto, liberati per essere poi uccisi dalle doppiette, e talmente domestici (vengono tutti da allevamenti) che riescono a stento a volare, proprio come dei polli. Questi animali vengono “protetti” dai predatori naturali uccidendo questi ultimi con bocconi avvelenati, affinché gli animali nella riserva faunistica possano poi essere ammazzati in autunno dai cacciatori.
La pratica dei bocconi avvelenati viene usata anche dagli allevatori in pascoli e campagne, che abbandono carcasse di animali riempite di veleno per attirare lupi, volpi e rapaci. Il veleno viene anche usato per uccidere i cani da tartufo dei proprietari concorrenti, animali che possono valere fino a 2-3 mila euro.
Colombo
Il fatto quotidiano
IN EDICOLA OGGI
Ora le banche chiedono il conto ai Ds: 200 milioni
Gli istituti di credito, da Intesa a Unicredit, sono stanchi di aspettare. E puntano al tesoro immobiliare che il partito ha disperso lontano dai creditori, nelle fondazioni locali. Se non riusciranno a rifarsi su case e palazzi, scatterà la garanzia statale concessa dai governi Prodi e D’Alema. Quindi pagheremo noi
Oggi, 16.febbraio ci ha lasciato Nuccio Carneglia.
Un grande.
Un grande amico, un grande medico, un grande uomo.
Per più di quarant'anni sei stato l'anima dell'ospedale di Portoferraio: dai gessi alla chirurgia; dalla Ginecologia - con il Tuo primariato - alla Direzione Sanitaria.
Con lo spirito del fare e la Tua forza sapiente hai potenziato il Rotary e creato il Tennis Club. Il Tuo animo gentile sconosciuto, si manifesta con le Tue poesie dolcissime e rare. E in questo modo ti salutiamo e ti abbracciamo Nuccio, dedicandoti una poesia che hai scritto per Maria.
Se un giorno accanto a te lascerò scivolare la mia vita
mentre lontano sul mare
s'alza l'ultimo volo di un gabbiano
e la luna s'addormenta all'orizzonte ....
Tu non mi chiedere niente.
Se un giorno accanto a te rivivrò silenzioso il passato
e stringerò impaurito la tua mano ....
non chiedermi se ti amo ....
questo l'ho già' gridato al mondo,
l'ho gridato alla terra e al vento
l'ho sussurrato all'ultimo rintocco di campana,
e poi agli uccelli, ai pesci, alla pioggia,
l'ho confessato alla folla anonima del mio paese,
al buio della notte ....
soltanto a te non l'ho saputo dire
ma credimi adesso ....
il mio amore per l'eternità camminerà con te
oltre il sentiero dell'eternità …. sull'abisso del tempo.
Non ci dimenticheremo.
I tuoi amici
Da La Repubblica di oggi.
Capoliveri al vertice dei Comuni che utilizzano Twitter
A Capoliveri, per esempio, le bellezze dell’Elba te le rifilano con dolcezza minimo ogni due ore: foto, video, appuntamenti e tutto quello che vuoi, anche se non lo vuoi. Se li segui puoi scommettere che a Capoliveri prima o poi ci fai un salto, perché il richiamo è forte. E anche un po’ lo sfinimento. «Serata in maschera al Mandel Bar Disco Club sabato sera», recita uno degli ultimi cinguettii, che sembra quello di un pr dello Yab. E in quanto a vita pare d’essere a Copa Cabana. Se poi volete un video romantico, trovate «Tramonto tempestoso a Montecristo» e se siete di quelli pignoli che a febbraio già riempiono l’agenda estiva, beh, a Capoliveri già vi danno il programma del prossimo autunno. Tweet: «Festa dell’Uva: aspettando la prossima edizione (27-28-29/09/2013)». Fenomeni. E infatti il paese elbano ha i suoi 1.069 followers. E siccome sono avanti, sul profilo non scrivono Isola D’Elba, ma Elba Island. Perché è marketing, mica discorsi.
L’intervista
Capoliveri, piccolo e scatenato “Strizziamo l’occhio ai turisti”
SINDACO Ruggero Barbetti, ma a Capoliveri non fate altro che twittare? Come Comune avete più cinguettii che residenti...
«Io sono stato sindaco di Capoliveri dal 1990 al 2004: proprio in quegli anni internet diventava una cosa seria. E così quando nel 2009 sono stato rieletto come prima cosa ho detto: sfruttiamolo al meglio. Noi siamo 3.800 residenti d’inverno, tra noi la comunicazione non è un problema. Ma d’estate siamo 90 mila: cosa c’è di meglio di Twitter per arrivare a tutti?».
E magari con quei panorami suggestivi che postate d’inverno richiamate anche nuovo turismo...
«Può dirlo forte, ha visto la foto che abbiamo messo nei giorni scorsi: si vede Corsica innevata, Montecristo, Pianosa. Con Twitter raccontiamo la quotidianità ai nostri cittadini e proviamo a regalare emozioni a chi ci vede da fuori. Magari rispolveriamo i ricordi di chi è già stato da noi. Alla Bto di Milano l’anno scorso siamo arrivati tra i 10 finalisti per la migliore comunicazione turistica»
NELLE CONTESE POLITICHE L’ASL FA CASSA.
Quando i politici non hanno argomenti per attrarre l’attenzione dell’elettorato, si lanciano in ragionamenti che possono far presa per la loro criticità e quarda caso, la scelta cade, manco a dirlo, sulla Sanità.
Sta avvenendo all’Elba, dove una formazione politica asserisce che l’accordo che la Regione ha sottoscritto non è stato applicato mentre la parte avversa smentisce (perché è parte in causa) e sciorina quello che è stato fatto e cosa c’è ancora da fare. I due schieramenti politici che della sanità ne fanno miseramente propaganda elettorale perché non s’impegnano con le rispettive autorevolezze affinchè si risolva l’annoso problema dell’ascensore esterno e l’immediata ricerca delle cause dei continui blocchi dell’ascensore che porta i pazienti all’elicottero?
Questi schieramenti sempre in lite sulla sanità e sul sociale solo per richiamare l’attenzione, perché non si cimentano un po’ sull’ ambiente, sulle energie rinnovabili e sulla scuola? Sulla scuola c’è tanto da confrontarsi e da fare.
Perché non aiutano i comitati pro-sanità nella lotta per riottenere la Guardia Medica anche a Portoferraio la quale è stata soppressa, anche per un Loro silenzio assenso, allo scopo di far cassa sulla pelle e sulle malattie dei Ferrajesi? Quando si ha un figlio o un anziano genitore con la febbre alta o con le coliche, bisogna imbacuccarlo e portarlo al Pronto Soccorso (le guardie mediche periferiche hanno il loro da fare in zona) aspettando anche ore per essere visitati restando alla merce’ della porta scorrevole e quindi di una probabile broncopolmonite. (le camere calde devono ancora essere inventate) Finita la visita ecco la beffa, il Portoferraiese deve sborsare 25 euro perché quell’intervento non rientra in un codice grave. Ogni fine settimana, senza contare alla sera e alla notte, circa 15/20 persone pagano questo balzello che se ci fosse la guardia medica sarebbe gratis, inoltre non si intaserebbe il pronto soccorso che per sua natura deve soccorrere e non visitare.
FATE CAMPAGNA ELETTORALE SU QUESTA GROSSA INGIUSTIZIA CHE SUBISCE IL CITTADINO DI PORTOFERRAIO.
Francesco Semeraro
CATTIVERIA GRATUITA VERSO CHI HA OTTENUTO BENEFICI DA RESIDENTE.
Oggi sulla civetta del Tirreno è scritto a caratteri cubitali che gli elbani non vogliono che la tariffa residente sia applicata ai piombinesi o nativi. A quelle persone che sul blog hanno criticato queste conquiste domando: se i piombinesi o nativi pagassero di più, voi cosa ci guadagnereste? Siete solo persone miopi, capaci solo di lamentarvi. Perchè non creare un comitato per richiedere tariffe da vero residente, Elbano doc?
Si potrebbe applicare ai residenti in val di Cornia, pendolari o nativi la attuale tariffa residente. Ai veri residenti si potrebbe applicare la tariffa che Moby applica alle forze dell'ordine anche quando non sono in missione di lavoro. Polizia, carabinieri, capitaneria, polizia penitenziaria, forestale, finanza ecc. anche quando sono in viaggio di piacere, viene applicata la tariffa di € 1.60 per i passeggeri e € 11 alle auto al seguito, anche se non residenti. Questa sarebba la giusta tariffa per i residenti, costretti quasi sempre a spostarsi per motivi di salute e qualche volta per diletto.
Spero che qualcuno condivida questa proposta, lasciando da parte la cattiveria.
OGGETTO: REDDITO DI CITTADINANZA
RITORNO SU QUESTO ARGOMENTO CITANDO ALCUNI ESEMPI DI COME VIENE APPLICATA QUESTA NORMATIVA IN ALCUNI PAESI EUROPEI.
GERMANIA: ARBEITSLOSENGELD II € 350,00 AL MESE
FRANCIA: REVENU MINIMUM D'INSERTION € 420,00 AL MESE.
BELGIO: MINIMAX € 650,00 AL MESE
GRAN BRETAGNA: INCOME-BASED JOBSEEKER'S ALLOWANCE € 350,00 AL MESE
LUSSEMBURGO: REVENUE MINIMUM GARANTI € 1100,00 AL MESE.
NORVEGIA: STENAD TIL LLVSOPPHOLD € 500,00 AL MESE.
IN TUTTE QUESTE NAZIONI OLTRE ALL'AIUTO DI CUI SOPRA VI SONO ANCHE ALTRI BENEFICI ALLE FAMIGLIE CON FIGLI, INCENTIVI PER L'AFFITTO,PER L'ENERGIA ELETTRICA,ECC.
LA RACCOMANDAZIONE CHE LA CEE HA INOLTRATO A TUTTI QUEI PAESI CHE NON AVEVANO ANCORA ADOTTATO QUESTA NORMATIVA E'LA 441 del 24/6/1992.
ITALIA,GRECIA EDUNGHERIA NON HANNO ANCORA RECEPITO. CORDIALMENTE SALUTO.
Silvio dichiara che prima di morire camminerà sul Ponte!
E ha ragione, io fossi in Lui mi sarei rotto le pa@le già da un bel po' ad andare avanti ed il dietro sulle acque a piedi scalzi; con questo freddo sono già quattro raffreddori che si prende.
Pietro
Cara Giulia, ti ringrazio per aver dato la sveglia per l'abolizione di una pratica odiosa, crudele, diseducativa, inutile e a mio modo di vedere criminale. SI, criminale, perchè uccidere una vita per divertimento e sadismo, è un atto criminale anche se le vite in questione non sono quelle di essiri umani, ma pur sempre di animali. Qualcuno può obiettare che l'uomo uccide gli animali per nutrirsi, vedi chi macella polli, vacche, maiali ed altre bestie. Vero, però c'è una differenza abissale: questi ultimi lo fanno per lavoro, per portare avanti la famiglia e non credo proprio che godano quando uccidono gli animali, che in verità viene fatto nel modo meno cruento e malvagio possibile, il cacciatore invece uccide per gusto, prova piacere ed ha la spudoratezza di voler chiamare questa pratica "sport". Basta, a casa mia abbiamo firmato in tre se non altro nella speranza di vedere gente armata che va a giro a sparare invadento terreni e proprietà altrui senza degnarsi neanche di chiedere permesso. Basta con l'ignoranza armata.
Claudio
A Capoliveri si è pagato, in media, più del doppio di Imu sulla prima casa rispetto a Venezia. E ci sono due comuni dell’isola, proprio Capoliveri e Campo nell’Elba, nel lotto delle trenta realtà più care per l’imposta sulla prima abitazione. I dati fanno impressione, eppure sono certificati dal ministero dell’Economia che ha pubblicato le tabelle con i risultati dei pagamenti, aggiornati alle deleghe del 5 febbraio scorso, suddivisi comune per comune.
Elba contribuente d’oro. L’isola d’Elba ha dimostrato di essere uno dei contribuenti più importanti per lo Stato che, con la nuova imposta, ha ottenuto circa 23,7 miliardi di euro dagli italiani, di cui oltre 4 miliardi solo per le prime case. Negli otto comuni dell’isola la tassa sugli immobili è costata ai cittadini 31.625.458 euro, suddivisi in 3.929.188 per le prime abitazioni, 27.696.270 euro per gli altri immobili, dalle seconde case, fino ai fondi commerciali, capannoni e chi più ne ha più ne metta.
Ma Capoliveri non è l’unica realtà elbana sui livelli di comuni chic come Portofino. Campo nell’Elba, infatti, occupa il ventisettesimo posto tra i comuni italiani più cari, con un versamento medio per la prima casa di 439,36 euro, ottenuto pur lasciando invariata l’aliquota allo 0,4%. Va un po’ meglio a Portoferraio, dove i 3.987 proprietari hanno pagato in media 372,40 euro. Più contenuti gli importi nel versante orientale, mentre Marciana è più cara, con un versamento medio 318,71 euro, di Marciana Marina, dove l’aliquota è dimezzata allo 0,2% e si paga in media 225,45 euro.
Altri immobili. La classifica cambia del tutto se si prendono in considerazione gli altri immobili, dalle seconde abitazioni, fino ai fondi commerciali, ai garage e ai capannoni. In questo caso i valori medi elbani scendono sotto il livello delle grandi città vuoi anche per le dimensioni delle imprese e delle attività commerciali. Campo nell’Elba è la realtà più cara con un versamento medio di 578,74 euro, superando di poco Capoliveri (578,49). E se a Portoferraio si paga in media 488,68 euro, i 792 proprietari di seconde case o di fondi commerciali di Marciana Marina, tanti in relazione alle dimensioni del comune, spendono in media 530,90 euro, nonstante la riduzione fino allo 0,58% dell’aliquota sulle seconde case.
[URL]http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2013/02/16/news/imu-piu-cara-a-capoliveri-che-a-venezia-1.6549024[/URL]
In relazione al comunicato stampa relativo alla visita dell'on.
Monica Faenzi all'Isola d'Elba martedì 19 febbraio, si precisa che l'incontro pubblico delle 16,00 si terrà nell'Area Attrezzata di Procchio, mentre quello delle 17,30 presso il Circolino di Lacona.
Chiedo cortesemente al proprietario dell'auto fotografata se questo è il modo di parcheggiare l'auto tutti i giorni. si rende conto che è posteggiata trasversalmente su uno stop e per giunta dietro una semicurva all'uscita di una strada secondaria. mancassero i parcheggi capirei ma ce ne sono almeno 20 disponibili e gratuiti a meno di 1 metro. siamo in via del carburo
Duchessa ringrazia tutte le persone che generosamente hanno fatto una donazione per contribuire ai costosi interventi necessari per farla guarire.
Ora, grazie a loro, la micetta sta benissimo: gioca, salta e corre come se fosse rinata, come se sentisse tutto l’affetto di cui è stata circondata!
Ed in occasione del 17 febbraio, festa dei gatti, Duchessa desidera fare gli auguri a tutti i felini dell’Isola dell’Elba!
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Negli anni addietro quale Presidente della Casa di Riposo “Corsi-Traditi-Tonietti-Cacciò” di Portoferraio mi sono occupato di quel mondo semisconosciuto degli anziani. Per me fu un esperienza nuova, unica, che mi fece capire quante difficoltà si incontrano a gestire un Ente Pubblico, per il quale ero completamente impreparato.
Le lungaggini burocratiche, le pratiche amministrative, il rispetto delle norme sanitarie e della sicurezza, le carenze economiche, tutti elementi onerosi da affrontare e risolvere con i pochi mezzi disponibili. Superati alcuni episodi, anche drammatici, fu una esperienza gratificante, una bella lezione di vita. La cosa che più mi arricchì fu il quotidiano rapporto con gli anziani nostri ospiti e con le loro difficoltà e carenze: fisiche, psicologiche, economiche, affettive, tutte quante lesive della personalità nella fase più critica della vita dell’uomo.
Un aspetto che considerai di importanza primaria fu cercare di lenire la fisiologica apatia, cercare di mantenerne alto l’interesse verso l’ambiente nei suoi variegati aspetti: far rievocare loro eventi e fatti dei paesi di origine, organizzare per loro feste e incontri con la partecipazione delle Scuole, delle Autorità, dei cittadini. Da tutti e in particolare da privati la Casa di Riposo ha sempre avuto molto. Insomma tentare di dar loro la sensazione di non essere degli esclusi fu un impegno costante di quegli anni, con la collaborazione della Direzione e del CdA e del personale addetto.
Purtroppo un vero e proprio cordone ombelicale con l’ambiente esterno sia fisico, intellettuale e psicologico è tuttora da conseguire, in particolare per tutti coloro che vivono in Case di Riposo e nelle RSA. La cosa sarà ancor più sentita negli anni a venire, infatti stiamo andando verso una società che tende rapidamente ad essere sempre più anziana con i relativi aspetti negativi conseguenti. La cultura oggi va verso un esasperato giovanilismo e nessuno vuole più invecchiare, anzi l’anzianità prima e la vecchiaia dopo sono palesemente e volutamente occultate. Il successo economico, l’essere alla moda, esteticamente gradevoli, avere l’approvazione del prossimo sono obbiettivi perseguiti con ansia, pena l’esclusione, l’emarginazione, la solitudine fisica e psicologica.
La società ha fatto della giovinezza la sua bandiera, sportivi e palestrati ne sono un esempio. Chi invecchia non vuole invecchiare, perché non è preparato alla senescenza, ma la scienza biologica dimostra inevitabilmente la sua verità. L’anziano, il vecchio sottolineano tutto ciò che c’è di negativo nella vita: la malattia, la non autosufficienza, gli insulti del tempo, la morte. Guai, in questa fase, se venisse meno quel generoso volontariato che sostituisce encomiabilmente l’Ente Pubblico assente. Sembra che chi di dovere non si renda conto di questa realtà, sembra che questa parte della umanità, con il forte calo delle nascite, debba restare fuori dai loro progetti. Con i tanti disastri della Sanità Toscana, decantata come una delle migliori fra tante, quanto sopra detto non è nemmeno pensabile, ma allora quale tipo di umana civiltà è la nostra? Come tantissime altre cose, quando si tenterà di provvedere sarà tardi
COMUNICATO STAMPA
Sarà all’Isola d’Elba martedì prossimo 19 febbraio, la candidata alla Camera per il PDL Monica Faenzi in occasione della campagna elettorale 2013. L’on. Faenzi, già sindaco del comune di Castiglione della Pescaia e eletta alla camera dei deputati con il PDL alle precedenti politiche, torna in visita all’Isola d’Elba per un confronto con i cittadini sui temi che hanno più toccato il territorio, in particolare per affrontare le questioni legate alla riduzione delle risorse e al depotenziamento dei servizi per le isole. Monica Faenzi, insieme al candidato elbano alla Camera Anna Bulgaresi, incontreranno i cittadini alle 16,00 di martedì prossimo presso il Parco Attrezzato e alle 17,30 a Lacona presso il Circolino. Gli incontri sono aperti a tutta la popolazione.
Sig. Elbano,
la ringrazio per il vaffa e per la splendida lezione di grettezza tipica della categoria intrallazzatori-operatori fai da te, alla quale credo appartenga. Il frasario, la maleducazione e l'arroganza è inconfondibile.
Siete voi la vergogna di quest'isola che fa allontanare il turista e ci fa guadagnare l'accostamento al "gorillaio". Ti vorrei chiedere che gusto ci trovate ad ammazzare gli animali a fucilate, ma da come ti esprimi so già che mi risponderesti con la domanda, allora perchè tu mangi i polli?
Comunque firmate per l'abolizione della caccia e vedrete che qualche turista in più potrebbe arrivare. Chi ama la bellezza e la natura, non spara fucilate, ma scatti con la macchina fotografica ed ha un grande senso dell'accoglienza..
Giulia Vitali
Trasformiamo l'Elba in una Isola NO KILL ZONE.
Aboliamo la caccia all'Elba.
Viviamo meglio.
Amiamo.
Non uccidiamo.
X Valdana
Scusa ma non hai capito caro Valdana io intendo che anziché perdere tempo x protestare contro la caccia ora è il momento di alzare la voce per la zona Franca poi successivamente si può pensare alla caccia...ps. A me la caccia non mi fa lo stipendio a fine mese mentre i turisti SI.
