Caro amico,
Il fatto accaduto a Roma è un sintomo indiretto che larghe fasce della popolazione sta soffrendo per la crisi economica che ci attanaglia; un sintomo indiretto, perche’, lasciamelo dire, chi soffre non spara, soffre in silenzio. Soffrire in silenzio non vuol dire pero’ essere disposti a continuare ancora per molto a sopportare la situazione. Leggo in questi giorni che la gente sta risparmiando anche nelle cure sanitarie; intollerabile per uno stato moderno.
I fatti sono chiarissimi e … da lunga data: siamo indebitati fino al collo (la maggioranza dei nostri creditori e’ straniera e non perdona) ed il debito aumenta inesorabilmente, ma la casta sembra non accorgersene e continua a spendere e spandere con i soldi della collettività, le tasse hanno raggiunto livelli insopportabili per gli onesti, ma molti disonesti continuano a non pagarle. Tutti, dal loro punto di vista, aspettano che gli altri si sacrifichino; in poche parole non c’e’ solidarieta’ sociale.
Come uscire da questo loop diabolico? Bisogna arrivare alle macerie, come dopo la guerra, dove tutti ripartiamo da zero e finalmente rinasce la solidarietà? Certo non c’e’ bisogno di una guerra reale, basta quella finanziaria come in Grecia, dove non ci sono piu’ soldi per pagare gli stipendi e le pensioni.
Ora abbiamo un nuovo governo; come con Monti, aspetto qualche settimana per giudicare; quello che gia’ posso dire e’ che i nemici, quelli che tu chiami i “soffiatori sul fuoco”, sono certamente fuori dal governo ma ho paura che stiano avvelenando i pozzi...
Dante
113512 messaggi.
Ho letto l'intervista, francamente non ho capito un granchè.... forse Lui invece ha capito ! e capito anche bene!!! bho.... strano che uno cambi idea così repentinamente, misteri delle urne 🙂
Il Golf Acquabona, organizza il Sabato dalle ore 15.00 in poi, dei corsi gratuiti per far conoscere il gioco del golf ai residenti telefono 0565940066.
Cara Anonima,la penso come te....vedo attacchi su tutti i fronti verso la lista di Fortunato,hai detto bene è stato un atto di coraggio,preso da persone INTELLIGENTI .. che amano il loro paese ma Rio Marina la gente è solo brava a criticare...poveraccia!
Da parte mia sono contenta di questa lista, forza cesarina fortunato e company siete persone competenti e preparate un grande in bocca al lupo
Cari Piaggesi,invece di criticare chi ha avuto il coraggio di unirsi per il bene del paese e fare una seconda lista valutiamo chi è in grado di poter veramente far si che Rio Marina non sia più l'ultimo paese dell'Elba....Chi ha avuto ha avuto,chi ha dato ha dato scurdammoci 'u passato e non ci pensamo chiu'...Meditate piaggesi meditate e che vinca il migliore! 😎
Il matrimonio e' alla frutta. Credo che e' arrivato il momento di tornare a casa dei genitori.Sappiamo tutti che
x i figli tengono sempre la porta aperta.
Quando la volpe non ci arrivo' disse che era acerba.
E cambio' albero.
🙂 🙂 [SIZE=3]"FORZA FORTUNATO" SIETE UNA BELLA SQUADRA L'UNICA CHE PUO' FARE QUALCOSA DI BUONO PER RIO MARINA[/SIZE]
COSTITUZIONE E PRASSI
Si è formato il governo ed auguro buon lavoro nell'interesse non dei partiti ma della nostra patria.
Il governo si è formato nella cornice costituzionale e nella prassi costituzionale: sono queste alcune delle parole che il presidente della repubblica ha usato parlando alla televisione sulla nascita del nuovo governo dopo che il premier Letta ha presentato la lista dei ministri.
La prassi costituzionale non è la costituzione.
Essa, la prassi, se è vero che stata seguita sempre è pure vero che è quella che ha sempre consentito anche la nascita di governi dentro il palazzo e non da elezioni.
Marcello Camici
insultano e delegittimano il governo e le istituzioni poi i grillini danno la solidarietà per quanto è successo stamani a roma
Attenzione,non si può sempre buttare benzina sul fuoco,poi qualcuno si fa male!
Ho letto l'intervista al sindaco , e sono "solo su questo argomento" in piena sintonia per quanto riguarda l'accorpamento dei comuni.Proporrei anche di istituire una moneta comunale o complementare da spendere solo all'interno del comune" visto anche la crisi che ci attanaglia", affiancandola naturalmente all'euro.
CAPOLIVERI E' SEMPRE CAPOLIVERI.
NOTA: Non e' una proposta detta da uno che e' sceso dalla luna, si puo' fare.
Un argomento serio per un interlocutore "posato".
Caro dante, avrai seguito cosa accade davanti a Palazzo Chigi.
Una logica conseguenza del clima della tensione, fortemente alimentato in questi giorni. Che dire?? Pareva che avere un governo fosse la primaria delle esigenze. In una situazione simile era anche auspicabile le forze politiche smettessero di contrapporsi ideologicamente e trovassero convergenza per salvare il paese. Ma cinque minuti dopo i soliti e sempre insoddisfatti di tutto hanno cominciato a soffiare sul fuoco. Il governo non è quello votato dagli elettori. Quindi è guerra. Non lo era neppure il governo Monti, che trovò comunque mille giustificazioni ed una grande festa. Per molti, l'importante è soddisfare il proprio odio, niente di più.
Ci meritiamo a mio parere molto di peggio. La televisione, i giornali, trasversalmente alle necessità, trovano solo nella polemica e nella critica la loro realizzazione.
Di questo passo questo stato morirà involuto nelle sue stesse criticità, più ideologiche e personaliste che economiche.
Antonio
Da LA NAZIONE- Edizione di LIVORNO
(dom, 28 aprile 2013)
«Niente palliativi e no all’Elba “trina”.
Voglio la fiducia o mi faccio da parte»
Capoliveri:esplosiva intervista del sindaco Barbetti sul riassetto dei Comuni
TRA I SINDACI ELBANI di centrodestra, tutti quanti convintamente schierati per il «no» al Comune Unico, era l’unica voce fuori dal coro perchè, fin dall’inizio (salvo poi non fare campagna elettorale insieme alla sinistra), aveva deciso di schierarsi a favore di un solo grande ente locale che abbracciasse tutta l’isola. Ed anche adesso che, dopo la Caporetto del referendum ed il conseguente venir meno del progetto dell’unica municipalità, si comincia a parlare con una certa insistenza dell’ipotesi di un assetto istituzionale basato su tre comuni gradita praticamente a tutti i suoi colleghi, quella del primo cittadino di Capoliveri Ruggero Barbetti continua a rimanere... l’unica voce fuori dal coro.
«SE GLI ALTRI comuni vogliono unirsi ed hanno interesse a farlo — dice Barbetti — lo facciano pure. Ma credo che si potrà arrivare non a 3, ma a 4 comuni perchè Capoliveri, se verrà deciso di seguire la mia linea, non si accorperà con nessuno. E questo perchè non ne ha assolutamente bisogno. Per questo motivo rimango anche assolutamente contrario alle gestioni associate. La mia idea è che Capoliveri, fino a quando non verrà obbligato dalle leggi dello Stato, debba svolgere con le proprie forse tutte le funzioni». Il sindaco capoliverese spiega i motivi per i quali è fermamente convinto che Capoliveri debba mantenere la sua completa autonomia.
«IL NOSTRO COMUNE — aggiunge Barbetti — ha il 50% delle spiagge dell’isola ed il 35% del movimento turistico. In più è baricentrico con Portoferraio ed ha una pianta organica importante. Può quindi stare tranquillamente da solo. Se i cittadini con il netto no al comune unico nel referendum consultivo del 21-22 aprile hanno deciso che l’Elba deve rimanere divisa, allora Capoliveri sta per i fatti suoi. Con il Comune Unico intravedevo una buona occasione di sviluppo per l’isola. La proposta è stata bocciata. Tutte le altre soluzioni sono dei palliativi. Queste sono le cose che dirò anche in consiglio comunale».
PROPRIO la prossima seduta consiliare — che si terrà con tutta probabilità verso la fine di maggio — sarà decisiva per il futuro amministrativo di Ruggero Barbetti il quale, a caldo, dopo la cocente sconfitta del “sì” nel referendum per il Comune Unico, aveva detto di «dover fare le giuste considerazioni e trarne le dovute conseguenze». «In effetti sto riflettendo sul da farsi — conclude il primo cittadino capoliverese — ma l’ultima parola spetterà al consiglio al quale chiederò la fiducia. Se l’avrò continuerò a fare il sindaco per il bene di Capoliveri. In caso contrario mi farò da parte».
R. M.
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Sono un'altro"STRATROMBRATO", a questo punto non mi resta altro che sperare di avere indietro l'imu .
Per il resto e' noia non ho detto gioia ma noia noia noia.
[SIZE=4][COLOR=darkblue]PAROLE PAROLE PAROLE - 1) Decentramento e Semplificazione- [/COLOR] [/SIZE]
[FONT=comic sans ms]--- di G. Muti [/FONT]
Non vi è dubbio che vi sono dei periodi in cui al calare delle speranze corrisponda una crescita di parole. Dal 68 in poi ne potremmo ricordare molte. E siccome queste parole nascono, come sintesi di uno slogan che è già una sintesi, danno un'unica indicazione. Spesso indicano un obiettivo lontano, e assumono la forza di un segnale stradale: o si va a Roma, o a Milano. Non si può andare un po’ di qua e un po’ di la’
Queste parole simbolo nascono soprattutto a sinistra, dove diventano punti di riferimento importanti e danno anche forza e legittimità al politichese d’ordinanza. I militanti, quando le pronunciano le fanno cadere dall’alto, facendole precedere da pause, con sospetto intento godereccio.
Una di queste parole, se ne vogliamo citare un a molto in voga alcuni anni fa, era certamente DECENTRAMENTO che ebbe anche effetti considerevoli : con il decentrato si sono introdotte le Regioni, si sono aumentate le Provincie e i Comuni. E poi , in quelli più grandi, furono aumentati i municipi e infine quelli più piccoli vennero spezzettati con i consigli di quartiere.
Il decentramento era, secondo loro, un passaggio indispensabile per creare le condizioni indispensabili alla realizzazione del dettato costituzionale: la partecipazione delle masse all’esercizio del potere. Così si diceva, pomposamente all’epoca.
Si tenga conto che un Consiglio di Quartiere, era immaginato come un piccolo comune costituito: da un consiglio, un presidente, un segretario e poi i consiglieri con incarichi nei diversi settori. Siccome era un’idea di sinistra, dove poté la applicò con rigore.
All’Eba, i dirigenti locali la presero talmente sul serio che, oltre ad aver diviso in quartieri Portoferraio, divisero anche Rio Elba, che conta poche centinaia di persone. Si racconta che, una volta diviso il territorio, si resero conto che nel quartiere di Grassera c’era un solo abitante. Se avesse rispettato il regolamento avrebbe dovuto fare il presidente il segretario , e in caso di convocazione del consiglio si sarebbe dovuto spedire una lettera raccomanda per convocarsi.
Naturalmente il quartieri non funzionarono né quei politici si posero mai domande sul perché. Ne’ trovarono nulla di strano che il decentramento fosse proposto del partito la cui organizzazione interna si basava sul Centralismo democratico
Anche perché loro già si stavano attrezzando per combattere una battaglia altrettanto importante: Stavano interiorizzando l’idea di SEMLPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA che era l’obiettivo esattamente contrario ha quello per il quale avevano combattuto. Si trattava di tornare indietro da dove erano partiti. E’ come se, alla fine della Grande Marcia, Mao avesse detto ai compagni stremati dalla fatica: “ Compagni.. mi dispiace . . . dobbiamo tornare indietro”. Il popolo cinese, si sa, è molto paziente, ma non si sa come avrebbero reagito
Sappiamo invece e come l’hanno presa i compagni nostrani: con invariato entusiasmo si sono messi in marcia per la semplificazione amministrativa da raggiungere con il sorgere del Comune Unico sulle ceneri degli otto comuni esistenti. Si sono messi marcia, e nonostante che ai lati della strade gli urlassero : “ Ma dove andate … state sbagliando . . .rilassatevi “. Loro hanno continuato perché credevano che la loro marcia avrebbe bloccato il malaffare , e favorito lo sviluppo turistico in quest’isola e messo le basi per un futuro dei giovani.
Siccome anche questa idea è fallita, alcuni di questi compagni, quelli più seri, saranno in una fase di riflessione profonda e si domanderanno: Dov’è che abbiamo sbagliato? E adesso dove andiamo ? Gli altri, invece , continueranno a credere, che la colpa è degli elbani e della loro arretratezza.
Si puo' avere il voto indietro?
Sembra una battuta ma a distanza di qualche settimana da vincente mi sono ritrovato perdente. Avevo anche gioito e brindato in quanto il mio consenso era andato alla coalizione di centro sinistra, ed oggi mi ritrovo ad essere governato anche da chi le elezioni le ha perse.
Forse siamo di fronte alle prove generali per la nascita di un nuovo soggetto politico,visto che il leader del pdl sicuramente fara' un passo indietro ed il prossimo congresso del pd forse partorira' ancora una scissione e molto probabilmente il governo durera' almeno due anni?
Sono un po' su con l'eta' e onestamente non avrei pensato
"forse" di morire" democristiano," con tutto il rispetto di chi non la pensa come me.
NOTA: VI RICORDA NULLA IL NO A MARINI, LA NOTA STONATA SU PRODI, E LA CHIUSURA TOTALE SU RODOTA' CHE AVREBBE APERTO GRANDI PRATERIE PER IL GOVERNO?
E voila', che ti dicevo?
Le anime democristiane del PD e del PDL si sono mangiate i due partiti. Siamo tornati alla prima repubblica.
[URL]http://www.lastampa.it/2013/04/28/italia/politica/e-berlusconi-ingabbia-i-falchi-qqZbaJFr4g6kTD1QxjuHNO/pagina.html[/URL]
No comment.
Dante
Resisti, intanto ti porto il sacchetto.
Vedrai che prima o dopo atterriamo, ... speriamo col carrello ed i motori accesi.
Sai, guardando i personaggi, piu' che un governo delle larghe intese PD-PDL, mi sembra un governo "democristiano". Quindi un governo che spendera', che non risparmiera' e con il debito pubblico che andra' alle stelle.
Loro sanno che tra pochi mesi si rivotera' e saranno guai per chi dovra' veramente governare.
Dante