Ho visto proprio oggi il cartello della ZTL di via POZZO VECCHIO. E' possibile sapere il motivo di questa scelta da parte dell'amministrazione Comunale? Ed è mai possibile che se viene un amico, un parente o un familiare a trovarmi, non può arrivare nelle vicinanze con la propria auto, a meno che non si comunichi il numero della targa, nonostante la stessa strada sia percorribile H24? E se le stesse devono fare visita nelle ore notturne o al mattino presto quando gli uffici preposti sono chiusi, esiste un numero verde per trasmettere l'eventuale numero di targa? Inoltre, è lecito far sapere ad altri chi viene a casa mia? Nei prossimi giorni mi informerò dal mio legale per chiarire questo specifico aspetto. A presto.
113741 messaggi.
Il governatore della Toscana, sempre più lanciato sulla scena nazionale e internazionale
Rossi bacchetta Renzi: batti un colpo contro la Merkel
Su Facebook gli detta l'agenda: basta austerità teutonica, sblocchiamo gli investimenti, caccia agli evasori e "parliamo delle condizioni in cui si trova il Pd"
Fonzi & Richi o Stanlio & Ollio ? Se tutto va bene siamo rovinati, solo loro rimangono a trippas piena ....
kali̱spéra Sig. Prianti, buonasera dalla Grecia, ecco il nuovo "Trippas" italiano ....
Lettera aperta al Presidente della Pubblica Assistenza di Campo nell'Elba
Ieri sera in piazza è stato festeggiato il 35° anniversario della presenza sul territorio campese della Pubblica Assistenza organizzato dalla stessa Associazione.
Come probabilmente avrà notato io non ero presente sebbene avrei desiderato esserci.
Ritenevo infatti che quella festa avrebbe rappresentato “per me” un’ importante occasione per ricordare ben 15 anni della mia vita dedicati quasi interamente all'Associazione.
Ripercorrere quel lunghissimo tempo vissuto per la P:A: ricordando le difficoltà incontrate, i risultati raggiunti, e non ultimo tutti coloro che hanno collaborato e vissuto l'Associazione con me in quel periodo, in particolare quelli che ci hanno purtroppo lasciato e per i quali provo ancora affetto e riconoscenza.
Certamente non mi attendevo che nella festa si parlasse di me ma almeno un invito ufficiale pensavo che mi sarebbe stato recapitato anche perchè, per mia fortuna, sono rimasto l'unico ex Presidente ancora vivente. Uno dei tre, che hanno consentito che un’ idea si trasformasse prima in una realtà e poi in una solida presenza nel comune e non solo.
Si perchè l'attuale situazione,(sede, organizzazione, automezzi , attrezzature e in genere tutto quello che oggi è presente e serve a dar contenuto all'Associazione, è bene tenerlo a mente, è il risultato del lavoro di chi era presente prima della Sua attuale Presidenza.
Le garantisco che ci sono stati tempi molto duri, reperire volontari, organizzare i servizi e far quadrare i conti.
Lei, purtroppo, deve tener conto che l'Associazione non è “casa sua” dove ha la possibilità di invitare o meno quelli di suo gradimento, ma di contro si tratta di una Struttura che ha degli obblighi comportamentali verso l'esterno a cui non può, in ogni caso, sottrarsi soprattutto nella ricorrenza dei 35 anni di attività del sodalizio.
Le confermo che sono molto dispiaciuta del Suo comportamento, ma in ogni caso, auguro all'Associazione di raggiungere ulteriori traguardi ed ottimi risultati.
Grazia Ulivieri
Marina di Campo 19 luglio 2015
non farci stare sulle spine, cosa avevano messo in terra a sant'Andrea ?....
A volte Portoferraio sembra davvero la Spoon River di Mastersiana memoria, anche se meglio si adatterebbero le atmosfere del rifacimento dell’antologia stessa, quel “tutti morimmo a stento” di De Andre’che rende piu’Pasoliniane le americane leggende di Lee Masters. Un paese che vive della memoria di se stesso, ormai perduta in litografie ingiallite e custodite da antichi guardiani silenti , che le nascondono in biblioteche perdute scordandosi di tramandarne la portata storica.
Forse per ironia della sorte e del destino, solo chi è morto davvero è piu’ricordato dei vivi, che si trascinano in un sonno nebbioso quasi vittoriano, affidando le loro emozioni a sparuti momenti sempre piu’dilatati tra feste paesane , girotondi dietro a Befane in fiamme, e coriandoli che finiscono in fuochi d’artificio, luccicanti e fosforescenti, ma tristi al momento della loro caduta in un acqua torba che li ingoia avidamente. Navigando di notte le fortezze sono ormai cadute, e invece di custodire pare che vogliano impedire la fuga a dei colori che si nascondono in attesa della loro rivincita..colori sopiti immersi in un perenne grigio che dalle tele esce e si appropria delle giornate, dei viali alberati, delle foglie secche, delle biciclette rugginose, del pallone di pezza, della strada lastricata e umida, della tenda che sbatte, del suono della sirena del traghetto sempre piu’lontana, del profilo dello scoglietto e del faro che si spenge pigramente, della nonna che guarda la bambina e si riflette nei suoi stessi occhi.
In un lampo a Portoferraio è sera, ma non subito come direbbe Montale , ci vuole tempo prima del riposo, in un agonia di colori dobbiamo aspettare e stillare ogni ultimo raggio di tramonto che sfiora le case di pietra e quell di cemento, e scappa da quelle di acciaio e scivola sull’asfalto nascondendosi dietro l’ultimo angolo dell’ultimo viale dell’ultimo spiraglio di paese , fino a sparire assonnato. E infine qualndo cala la tenebra i colori della notte si fondono nella sua memoria e tutto diventa come dovrebbe essere, una tela in cui pennellate di luce si mescolano a acquarelli di blu cobalto che escono a forza da un pennello antico mosso con sapiente mano da un pittore che dipinge cieco, affidandosi solo alla sua memoria , scoprendo che è piu’colorata di un opaco presente…
Per Robin
Apprezzo molto le sue parole e, nel ringraziarla mi arrischio a raccontare qualche passo della mia vita passata con tutti i rischi che questo mi comporta. Penso che lo debba fare perché le devo una risposta valida.
Ho lavorato in Italia in più acquedotti per trent’anni alle dipendenze di una ditta francese che si interessava soprattutto di acqua potabile. Lì accadevano tre cose che, almeno in gran parte, sarebbero ai nostri giorni fortemente criticate. Le metto in ordine inverso rispetto alla loro importanza.
Per prima cosa la mia società guadagnava soldi, molti soldi. Si dirà che questo è un male al che io obbietto che chi ha grandi possibilità può fare grandi cose colle quali, molto spesso, si riesce a guadagnare ancora di più. L’importante è comportarsi correttamente e con la capacità di fare per bene.
Seconda cosa. Sfruttando bene le circostanze locali e senza fare trucchi o imbrogli, riuscivamo a servire ottimamente i nostri utenti che si dimostravano contentissimi del nostro lavoro ed anche noi lavoratori eravamo contenti del trattamento che ci era riservato.
Terzo e più importante dettaglio: riuscivamo ad avere una immensa soddisfazione personale. Io ora ho l’età di un vecchio ma quando guardo indietro provo una soddisfazione immensa per quello che, nel mio piccolo, ho fatto.
Ma la parte più bella è la seguente,
Quando leggo i giornali e constato che questi fantastici eden economici e tecnico-futuristi che noi avevamo creato sono stati totalmente distrutti e sono diventati tutti una vaccata mangiasoldi (scusi la parola) per varie cause tra cui le municipalizzazioni, l’incompetenza, e la boria di coloro che ora stanno lì con trattamento economico favoloso, ebbene resterà stupito, non me ne frega nulla, ma proprio nulla!
Qualcuno sa cosa e' successo alla proloco di Capoliveri???Forse i conti non tornano???
Avete visto cosa avevano messo per terra a Santa Andrea questa mattina vicino a quei poveri e colorati cestini
Per il Comune di Portoferraio
I Portoferraiesi hanno votato il Sindaco Ferrari per dare una svolta al Tranquillo Peria..
Invece che delusione , siete proprio degli incapaci, per rimpiangere il Peria e' il colmo!!!!!.
Delusione totale.
Bellissime foto sul tirreno x le distese di ombrelloni sulle spiagge ,ma mancano le foto delle distese di ombrelloni dei noleggi di Campo Fetovaia e pomonte!
ma perchè continui ad allibirti,o Campese ?
a campo,per dirla alla jovanotti,le regole non esistono,esistono solo le eccezioni .
le macchine e le moto dei gestori dei ristoranti e dei bar sul lungomare in divieto di sosta fisso coi vigili che passano e si girano dall'altra parte per non disturbare sti prepotenti.
tavolini che occupano il doppio del consentito per non dire dei venditori d'ombra che si sono impadroniti di tutto;ormeggiatori abusivi a iosa e chi più ne ha più ne metta. STICAZZI che potenza che hanno. e l'amministrazione...........dov'è ????????????
ah,forse gioca alla playstation 🙁 🙁 🙁 :bad: :bad:
aproposito di acqua,in questo momento di siccità ci sono ancora molti fossi del capanne che scorrono, senza parlare delle varie sorgenti ,poi pensiamo al costo assurdo della condotta sottomarina e del sapore schifoso di quell'acqua e quindi non ci resta che piangere :angry: :angry: :angry: :angry:
Riscontro massaggio n. 73992 del 19.07.2015, 09:01 x Meneghin.
Neanch’io conosco i costi della fresa ma posso dirle altre notizie
Un decennio or sono la Comunità Montana dell’Elba, che allora gestiva gli acquedotti, aveva preso contatto a Roma con l’ufficio del Ministro Lunardi e precisamente col suo segretario ing. Focaracci con il quale ho conferito più volte anch'io trovandolo molto interessato al progetto della galleria e che poi ha mandato a casa mia a Mestre l’ing. Beneforti della società Intecna di Milano esperta di questi lavori. Io ho dato all’ing Beneforti tutta la molta documentazione in mio possesso e l’ing. beneforti è stato più giorni all’Elba non solo per parlare ad autorità e tecnici locali ma anche per prelevare dei campioni del granito da demolire per fare la galleria, granito che fatto esaminare da specialisti di verona onde fare un giudizio serio sulla fattibilità e sui costi dell’opera. Ha poi redatto una relazione di cui possiedo copia dalla quale risulterebbe non solo la piena fattibilità dell’opera ma anche che buona parte della spesa veniva coperta dal ricavato del materiale di risulta costituito da ottimo granito da frantumare e ridurre alle varie pezzature, sabbia compresa. Questa relazione presentata alla Comunità Montana ha prodotto una delibera di effettuazione dello studio di fattibilità, delibera che ad un certo punto è morta nel nulla. Da lì in poi io non so altro.
Il progetto del serbatoio-galleria è stato poi pubblicato sul n. 75 della rivista "GALLERIE E GRANDI OPERE SOTTERRANEE" dell'aprile 2005 chè la rivista tecnica ufficiale della Società Italiana Gallerie la cui copertina figura nella figura qui allegata
ora che il sig. Meneghin ha esposto in modo chiaro ed esauriente come lui penserebbe di risolvere il problema idrico elbano , fatto veramente ignobile considerando i milioni di bottiglie di plastica che girano ,perché nessuno beve l'acqua dell'acquedotto, in una isola che si voleva definire "plastica free ", sarebbe auspicabile un commento da parte di responsabili ASA . Tacere pur venendo stuzzicati nel proprio mestiere fa venire in mente interessi di bottega , se i giornali mi toccavano il mio lavoro , io rispondevo a tono . Ora credo che ASA debba dire qualcosa tipo : progetto troppo costoso, progetto non realizzabile perché....abbiamo altre idee .....forza ASA dica la sua 😎
[COLOR=darkred][SIZE=4] SEMPRE PIU’ INQUIETANTE LA SANITA’ ALL’ELBA [/SIZE] [/COLOR]
di G.Muti
L’ultimo intervento di Elba Salute rivela qualcosa di inquietante. Nell’Isola vi sarebbe un doppio standard nell’assistenza sanitaria.
Secondo questa ipotesi, non tutti gli elbani sarebbero uguali davanti all’ASL 6 . Per cui un cittadino comune dovrà contentarsi di quello che passa il mercato e sperare di non lasciarci la pelle; se invece è una persona importante, non sarà trattato come un indigeno ma come un essere umano. Cioè: come un livornese o addirittura( se è iscritto al Pd ) come un fiorentino. Se questo fosse accertato, sarebbe gravissimo. Comunque, casi clamorosi che hanno dimostrato questo fenomeno , in passato, non sono mancati, anzi.
Come quando nel settembre del 1998 il deputato del PDS ( ex Pci, il partito contro i privilegi ) cadde a Marciana, inciampando in una fioriera. Successe il finimondo. I compagni di Portoferraio preoccupati intervennero in ospedale avvertendo dell’arrivo di una persona importante. Mai si erano mossi, loro, del partito dei lavoratori, per preparare l’ospedale all’arrivo di un minatore ferito. Ed è successo più di una volta sola.
Ma, nonostante tutti i loro sforzi i medici dell’ospedale, forse traditi dall’emozione, sbagliarono la diagnosi. L’importante paziente fu portato d’urgenza in un ospedale del continente. Ma nel partito, apriti cielo: si scatenarono tutti i capi compagni da Martini a Mussi al sindaco di Venezia Cacciari urlando che era una vergogna ecc. Mussi chiese addirittura un’indagine urgente ecc
Ebbene , passò qualche giorno e un ragazza di 36 anni moriva all’ospedale di Portoferraio in sala operatoria in attesa che il professore che doveva operarla arrivasse da Piombino.. Ma era una ragazza del popolo, non era una deputatessa ne’ aveva amici potenti. Nessuno dei compagni , compresi quelli che gestivano la sanità, apri bocca .
Questa storia è raccontata in due articoli del mensile “Elba 2000” settembre 1998 : Il primo dl titolo “TOH !… il PDS SCOPRE LA MALASANITA QUANO UN SUO DIRIGENTE NE E’ COINVOLTO; l’altro dal titolo “MORIRE ALL’ELBA“ racconta la tragica vicenda della ragazza
[URL]http://www.mucchioselvaggio.org/FOTO_C2/ELBA_2000/menu4.php[/URL]
Questi personaggi sono gi stessi che hanno svolto un ruolo nelle amministrazioni in questi ultimi 20 anni e che non hanno mai mosso un dito per impedire che la Sanità venisse smontata pezzo per pezzo e portata oltre canale come veniva denunciato dal Movimento Elba 2000. Sono gli stessi che per interessi vari continuano a approvare la politica regionale nei confronti dell’Elba come è avvenuto anche nell’ultima tornata elettorale.
Non ci rimane che inchinarci di nuovo di fronte alla sagacia ed intelligenza dell’autore, anche se da sempre sapevamo che “non tutti i malleoli sono uguali”; ci sono quelli del Marchese del Grillo e quelli di chi non conta un ca@@o.
[COLOR=darkblue][SIZE=5]Restituiteci Portoferraio. [/SIZE] [/COLOR]
Nei giorni scorsi una guida turistica autorizzata che accompagnava un gruppo di turisti stranieri in visita a Portoferraio si è sentita dire da un partecipante “in tante gite fatte non abbiamo mai visto un paese così sporco….”. L’episodio è vero ed in tutta onestà non è possibile mettere in piedi neanche una difesa d’ufficio.
Portoferraio è “drammaticamente inadeguato” a ricevere il turista, anche quello di poche pretese, né ha un livello decente di vivibilità verso il residente. Ripeto cose già dette e ben note: regna il disordine urbano, indisciplina assurta a regola, sciatteria annidata in ogni parte del centro storico dalla Darsena Medicea alle belle scalinate verso i forti. Immobili scrostati ed abbandonati, strade sporche e maleodoranti, sgradevoli insetti scorrazzano nelle vie, fioriere spaccate, graffiti sui muri, cordoli scomparsi, insegne commerciali caotiche, fondi vuoti, anarchia diffusa senza controlli, verde cittadino abbandonato. Bagnandoci alle Ghiaie assistiamo attoniti alla scomparsa dei bastioni dei forti sotto l’assalto della vegetazione che li sgretolerà lentamente nell’indifferenza totale.
Chiedo all’Amministrazione in carica: dov’è la bella città che fu? Perchè non avete la capacità di invertire la tendenza al degrado, per non dire al suicidio cittadino, di una città fortezza fra la più belle d’Italia? Il cambiamento del 2014 aveva alimentato la speranza collettiva di un inizio di rinascita, invece da allora il paese sembra paralizzato come sotto l’effetto del veleno di un cobra. Tutto è immobile, gli stessi portoferraiesi sembrano sotto incantesimo di una cattiva strega, in una indifferenza sovrana. Forse l’Amministrazione in carica non ha le forze o le capacità di iniziare un percorso virtuoso di risanamento materiale, culturale, sociale e civico. Forse Portoferraio ha bisogno di una “rinascimento cittadino”, un movimento di opinione collettivo che, affiancandola, sproni l’Amministrazione a muoversi. Forse manca il coraggio di adottare decisioni “forti”. Ma dalla Biscotteria nessun segnale, tutto tace. Che tristezza.
Forse, forse, forse…ed intanto il paese muore.
Alberto Nannoni
L'idea mi sembra molto interessante , mi piacerebbe sapere se sono stati fatte indagini tecnico/economiche tipo ROI o VAN per capire quanto è valido l'investimento. Non ho idea del costo al metro per una carotatrice dal diametro di 10-12metri , ogni onere incluso.
Saluti
Proprio perché ci abito e ci passo tutti i giorni, che posso dirti di non avere mai saputo di qualche incidente in quel tratto di strada, in futuro non so, staremo a vedere. Una domanda però la vorrei fare a te. Ma quando inviti qualcuno per visite o per una cena tra amici, te devi avvertire (cosi sembra) o avere una autorizzazione per far arrivare gli stessi a casa tua? Ecco, da qualche giorno gli abitanti della ZTL-MOLA-CAPOLIVERI ed ora vengo a sapere anche quelli di VIA POZZO VECCHIO e zone limitrofe non sono più liberi di far arrivare parenti, amici o conoscenti, (sembra) senza previa autorizzazione e/o comunicazione per far percorrere dagli stessi le strade di cui si parla, e su questo specifico, se cosi fosse, non so se può essere in contrasto con qualche articolo della Costituzione Italiana.
RENZI, PIU’ CAZZARO DI BERLUSCONI: MENO TASSE PER TUTTI! - VAI CON L’ANNUNCITE: TAGLI DELLE TASSE PER 45 MILIARDI, VIA LA TASSA SULLA PRIMA CASA, E VIA CAZZEGGIANDO - MA DOVE VA CON UN DEBITO PUBBLICO DI OLTRE 2200 MILIARDI?
Sono alcuni dei punti del premier Renzi all'assemblea del Pd a Milano, ad Expo. ‘’Ora nel Pd non ci sarà nessun cambiamento genetico sui valori, sulla cultura politica, sugli ideali, ma sulle tasse sì. Saremo i primi che le riducono davvero e perciò saremo considerati credibili"…
Riscontro Campese messaggio 73984 del 18.07.
Lei dice cose molto giuste, ma non creda che fuori dell’Elba non si facciano castronerie anche più grandi. Non le parlo di Venezia dove abito io: ne avrà letto sulla stampa di tutti i colori. L’eccezione sono i territori trentini ed alto adige dove si fa sul serio. Anche a Como, per quanto riguarda acque, hanno fatto belle opere tutte sotterranee: opere mirabili che non danno fastidio a nessuno e risolvono i problemi fogna e acqua potabile.
Ora le riassumerei il mio pensiero sull’Elba.
La figura allegata indica la soluzione ASA del problema idropotabile in quanto anche ASA è arrivata al punto da capire che la migliore cosa da fare è l’accumulo dell’acqua abbondante che ci si trova fuori stagione. Tutto il resto è follia. Follia pensare che i pozzi in agosto, quando la falda è 15 metri più bassa del mare, diano acqua potabile, follia prevedere i dissalatori in un territorio che viene allagato dalla troppa pioggia, follia alimentare l’Elba dalla lontana Val di Cornia quando in tale Val di Cornia ci sono gli stessi problemi di falda estiva e quando lì non c’è acqua sufficiente nemmeno per i fabbisogni estivi della terraferma (ed i costi del trattamento boro e cromo e trasporto fino all’Elba?)
Quindi bisogna senza fallo prevedere l’accumulo in isola di tre milionidi mc d’acqua fatto nel periodo autiunno-invernale. Ma come hanno deciso di farlo: con la costruzione di 21 piccoli laghetti (che io chiamo pozzanghere) dove l’acqua e le rane ristagnano per sei sette mesi sotto il sole cocente ed in un lago di cui non si sa nulla: né cosa c’è sotto il fondo lago, né se sarà a tenuta del fondo né si sa cosa bisogna fare e quanto spendere di continuo , al momento di usare l’acqua a scopo potabile, per farla diventare tale.
Tempo addietro il prof. Megale aveva fatto un ottimo progetto con il quale prevedeva di fare sempre l’accumulo di cui si è detto isolando deal mare la piana di Marina di Campo con dei diaframmi impermeabili in modo da impedire che la molta acqua sotterranea che vi arriva, si scaricasse a mare. Ripeto un ottimo progetto che non è stato per nulla recepito.
A questo punto io credo che sia sempre nel sottosuolo da trovare la soluzione nel modo che ho indicato più volte e che non ripeto qui. Invece si sta costruendo il secondo laghetto: un errore madornale!
