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113652 messaggi.

MARCELLO CAMICI


pubblicato il 3 Maggio 2020

alle
7:20

[COLOR=darkred][SIZE=4] IL COMUNELLO DI FERRARIA. ELBA MEDIEVALE [/SIZE] [/COLOR]

[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/cosmos.JPG[/IMGSX] Le ricerche archeologiche e documentarie di Portoferraio nel basso medioevo cioè dall’anno mille in poi fino alla fondazione di Cosmopoli , non sono tali da consentire una conoscenza così ampia come invece abbiamo dopo il 1548.Eppure è stato un periodo che ancora oggi parla attraverso le pievi romanico-pisane di S.Lorenzo,S. Giovanni e S Michele e le varie fortezze disseminate sul territorio da quella di Marciana al Volterraio ,al Giogo .Di questa epoca medievale la ricerca documentaria d‘archivio che rimane fondamentale è quella di Fortunato Pintor dal titolo “Il dominio pisano nell'isola d'Elba durante il secolo XIV”(1898) Da lui veniamo a sapere come il dominio di Pisa si sviluppò sull’Elba dopo l’anno mille. Durante i secoli VIII-XIII, nell’alto e basso medioevo,il mare Tirreno è stato oggetto di comunicazione marittima tra litorale e le isole. Monica Baldassarre ci fa conoscere tutto questo in “Strutture portuali e comunicazioni marittime nella Toscana Medievale alla luce della fonte archeologica VIII inizi XIII sec. D.C.” https://www.academia.edu/1062539/_2010_Strutture_portuali_e_comunicazioni_marittime_nella_Toscan a_medievale_alla_luce_della_fonte_archeologica_VIII-inizi_XIII_sec._d.C._ Giuseppe Ninci(“Storia dell’isola dell’Elba”1814)Emanuele Foresi (“Storia antica e moderna dell’isola dell’Elba “ 1884) vanno ricordati come storici locali che hanno scritto del periodo medioevale: il Ninci nei libri secondo e terzo dell’opera sopra citata e il Foresi nel capitolo “L’isola d’Elba nel feudalismo” Montemarciale è antico comune isolano medioevale citato nell’opera del Pintor e poi scomparso . Santino Valli nel 2000 ha ipotizzato essere ubicato sul monte di S. Lucia. ( Il mistero di Montemarsale, Lo Scoglio, Portoferraio 2000) Nel 2012 ,il sottoscritto ricostruendo attraverso fonti letterarie ed archeologiche l’Elba medievale, trattando dell’antica Luceri,paese citato da storici locali come Ninci e Foresi , ha supposto che Montemarciale si trovasse in cima al colle di S.Lucia. (“L’Elba tra il medioevo e il rinascimento.Viaggio alla scoperta di un’isola” Bentivoglio editore,Roma 2012 https://www.ibs.it/elba-tra-medioevo-rinascimentoviaggio-libro-marcello-camici/e/9788895064338 ) Silvestre Ferruzzi attraverso documenti d’archivio ritrovati,letti e pubblicati, lo ha collocato nella località Casamenta,in cima al colle di S.Lucia. (“Pedemonte e Montemarsale,” Pontedera 2013). Di Portoferraio nel periodo a cavallo tra il secolo XV(quattrocento ) ed inizio del secolo XVI (cinquecento), secolo della sua fondazione sotto il nome di Cosmopoli ,cosa sappiamo? Cosa esisteva di Portoferraio prima che Cosimo iniziasse a costruire le mura che ancora oggi vediamo ? Cosa trovò quando arrivò nella rada “quel numeroso stuolo di bastimenti da trasporto carichi di materiali ,di vettovaglie,con mille soldati e trecento guastatori ,sotto il comando di Francesco di Otto da Montauto,e Luca Antonio Cuppano suoi colonnelli” (E. Foresi .Capitolo VII:”Fondazione di Portoferraio”. ) che Cosimo I nell’intento di soddisfare i propri desideri aveva inviato da Livorno appena trascorsa la metà del mese di aprile del 1548 ? Per tentare dare una risposta a queste domande può aiutare la lettura di fonti letterarie: tra queste oltre il Pintor e Baldassarre,ricordo Gioacchino Volpe (“Studi sulle istituzioni comunali a Pisa.Città e contado,consoli e podestà secoli XII-XIII ”G.C. Sansoni Editore), Emilio Cristiani (“Note sulla storia dell’isola d’Elba nei secoli XI-XIV”Rivista italiana di studi napoleonici n°1.anno XV.Giardini editore.Pisa 1972 ). Ma è Romualdo Cardarelli che meglio di tutti dà una risposta alla domande di cui sopra fornendo la descrizione di Ferraria nella rada dove, poco tempo dopo,nell’aprile del 1548, sorgerà Cosmopoli. “…All’inzio della rada si aveva inoltre una insenatura volta in senso contrario alla rada stessa ,di circa due ettari,a ridosso di due ripidi poggetti,la quale costituiva di per sé un porto naturale.Fu questo il porto noto ai Greci almeno fin dal loro primo stabilirsi in territorio ligure, col nome di Argous , e certo in possesso degli Etruschi fin dal loro primo affermarsi sull’opposta costa della terraferma. Populonia trovò qui il necessario complemento della sua attività industriale commerciale e marinara.L’unico punto debole era la mancanza di una ricca sorgente d’acqua potabile.Ma la posizione di questo porto verso il mare e verso l’interno dell’isola ,l’ampiezza e fertilità relativamente considerevole del suo territorio,la facilità delle comunicazioni verso Longone e verso le zone isola più produttive,lo resero l’unico porto stabile dell’Elba. Non sappiamo se nell’alto medioevo il porto e il castello attiguo continuassero,sia pure più moderatamente,le attività dei tempi romani,soprattutto attirando il prodotto dei forni e ferriere che sorgevano di quando in quando un po’ dovunque nell’isola,e in particolare presso Marciana,per essere ulteriormente lavorato nella vicina zona del Fabbrichile.Certo per il duecento abbiamo sicura notizia che accanto al porto era sorta o risorta una terra ,chiamata Ferraia o Ferraria ,protetta da un forte detto il Ferraio e retta a comune.Essa visse però di una esistenza grama ,al pari delle minori e meno felici terre dell’isola. D’ altra parte le miniere di Rio e Gràssera avevano acquistato una maggiore importanza , e perciò le navi dirette all’Elba non trovavano in Porto Ferraio le comodità e il traffico che esso offriva ai marinai e mercanti fin verso la fine dell’Impero Romano d’Occidente. Il comunello di Ferraia visse così ,stentatamente, superando alla meno peggio le vicende cui soggiace l’isola, all’ombra della sua ròcca ormai quasi cadente e col presidio non sempre efficiente di Pisa prima,e dei signori d’Appiano poi,finchè si spense oscuramente negli ultimi decenni del Quattrocento ( L’ultima testimonianza di Ferraio a me nota è del 1473 .anno in cui contribuì alla tasse per la pace di Barberia (1) ,ma con sole lire 5,segno evidente che la sua popolazione era di poche famiglie e che ormai era prossima la fine ).Mura e càssero furono così disertati e il porto e la rada rimasero aperti liberamente a corsari e soprattutto alle armate francesi e spagnole che poco dopo incominciarono a contendersi il predominio in Italia, finchè nel 1548 il Duca Cosimo I,nell’imminenza di altri più gravi pericoli,non riuscì a strappare a Carlo V il consenso di fortificarlo,in modo da renderlo una delle migliori piazzeforti del Mediterraneo…”(De ora Marittima Populoniensi”). Quando nell’aprile del 1548 arrivarono nella rada le galere fiorentine per iniziare a costruire Cosmopoli trovarono un comunello,quello di Ferraria che ormai non esisteva più, solo c’era il Ferraio piccolo forte presidiato. E’ sempre il Cardarelli che descrive bene la situazione del “comunello” di Ferraria “… ma nell’alto medio evo dovette essere abbandonato ,poiché soltanto verso la fine del Duecento abbiamo notizia di un comune di Ferraria,certo cresciuto a spese del vicino paese di Laterano ,ormai prossimo a sparire (Laterano uno dei comuni citati dal Pintor e situato presso l’attuale chiesa romanico-pisana di S Stefano protomartire). Ma nella prima metà del quattrocento anche il comune di Ferraria scompare,certo insieme con gli abitanti emigrati altrove, e soltanto vi rimane presidiato un forte ,il Ferraio ,sicuramente situato entro l’ambito delle mura attuali,a difesa del porto ma per pochi decenni ancora…” (“Comunanza etnica degli elbani e dei corsi.Contributo allo studio delle origini del popolo corso” Livorno 1934). La nota del Cardarelli che gli abitanti di Ferraria erano andati ad abitare altrove è interessante perché probabilmente molti di questi si erano ritirati ad abitare su in alto in cima al colle di S.Lucia, a Montemerciale,il colle che domina davanti a Portoferraio,dove l’aria era non solo migliore che in pianura,in cui paludi erano presenti nella piana di S. Giovanni e sin verso la valle di S. Martino, ma dove pirati e corsari non potevano arrivare,anche se poi Khair El-Din,detto il Barbarossa, dimostrò che ciò era possibile attaccando e distruggendo Montemerciale. “Il presidio di Pisa prima e dei Signori d’Appiano poi” non erano più in grado di fornire la sicurezza necessaria. Così abbandonarono l’abitato del porto,Ferraria, dove rimase solo il castello attiguo,il Ferraio. Probabilmente,abbandonarono anche la pieve di Ferraria,dedicata a S.Giovanni nella piana omonima. Quanto ciò possa essere vero lo dimostra “ Ansalottus de Ferraria de Montemarsiale de Ylba” citato in un contratto del 1260 registrato a Pisa dal notaio Rodolfino .Qui,certo Ansalotto di Ferraria del comune di Montemarsiale dell’Elba dona un falcone all’arcivescovado quale tributo ecclesiastico dell’epoca. Il documento, ritrovato da Ferruzzi, è importante non solo perché consente di individuare con certezza la localizzazione di Montemerciale ma anche perché evidenza come in tutto il basso medioevo tra Ferraria e Montemerciale,castro fortificato, vi fossero scambi e contatti. Ansalotto era di Ferraria ma faceva parte del comune di Montemerciale. Insomma Ferraria da secoli è importante come luogo dove naturalmente è facile l’ approdo,cioè come centro portuale ,ma non tanto come luogo per viverci: è “l’unico porto stabile dell’Elba “ come sostiene il Cardarelli. Questo concetto lo esprime bene sempre il Cardarelli “Anche la grandiosa villa romana dei buoni tempi imperiali,ora chiamata le Grotte,al centro del golfo di Portoferraio,presuppone l’esistenza di un vicino centro portuario,che non poteva essere se non Portoferraio stesso”(Comunanza etnica degli elbani e dei corsi”opera citata). Il convoglio di bastimenti del duca fiorentino Cosimo trovò nella seconda metà del mese di aprile del 1548 è un paese,Ferraria, in stato di abbandono con una rocca in alto,il Ferraio,costruita su uno dei due “ripidi poggetti “ che racchiudono il golfo. Un tipico “castrum a mare” come molti ne esistevano lungo il litorale toscano,facile preda dei corsari musulmani che nel cinquecento depredavano e saccheggiavano , con una rocca a guardia del porto ma senza una valida cinta di mura e men che mai un valido presidio di soldati a difesa. Questa era assicurata su, in alto, al castello del Veltraio e al Montemerciale ,”castrum a monte” fortificato con mura. Latrani era già scomparsa e solo la chiesa di S.Stefano protomartire resiste. 1) E’ il trattato di pace ,noto col nome di “Trattato di Tunisi”, stipulato nel 1397 in Barberia tra Muleys Buffors re di Tunisi e la repubblica marinara di Pisa che aveva inviato il cavaliere Andrea del Campo(in E. Foresi opera citata)
Marcello Camici

Attendi…

Stefano


da
Portoferraio


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
22:19

Effettuata oggi la manutenzione ordinaria della nuova Madonnina del Grigolo, ( protettrice dei porto e dei naviganti, installata poco più di un anno fa’. Oggi è stato Ripulito tutto il nuovo manufatto , ripulito pannello solare e faretto a led e Infine ridipinto fino alla base tutta la struttura di cemento.

Attendi…

Seconde case


da
Vigevano


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
22:02

Ma nessuno ha letto la lettera del Governatore Rossi indirizzata al premier Conte ???? Mi stupisco perchè in quanto a chiacchiere su questo blog sembrano tutti bene informati….
Bene, la lettera, salvo diversa interpretazione, direi che si puó riassumere così: il Governatore chiede la non accessibilità alle seconde case all’Elba per VACANZE. Potrebbe anche essere un’idea per preservare la salute degli elbani dagli untori del nord ma mi sorge un dubbio: come la mettiamo con tutti gli elbani che posseggono una seconda casa all’Elba e l’affittano ?
Signori e Signore, qui si sta giocando con le parole o sbaglio ? A mio modestissimo parere ha detto bene l’ex sindaco di Capoliveri Barbetti dicendo che occorre preservare penalmente chi deve dare indicazioni in modo che in piena coscienza e sapienza possa dare indicazioni MOLTO PRECISE che non lascino possibilità di dubbio, poi ciascuno sarà libero di decidere se valgono più i soldi o la salute di tutti ma rispettando le regole.

Attendi…

"Zio Mauro"


da
Piombino


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
20:35

per "seconde case" e all'attenzione del Consigliere Luigi Lanera

Riporto quello che fu scritto più di un mese fa, perché mi sembra che la questione debba essere oggetto di chiare risoluzioni politiche e amministrative onde evitare problematiche future.
Il Sindaco di Campo ha dettagliato bene alcune situazioni economiche comunali nelle quali vi è anche l'interesse dello Stato (vedi IMU), e la necessità di non svuotare il bilancio comunale,
Considerato questo, si può evidenziare che in una tale situazione "emergenziale" (che limita diritti costituzionali), si dovrebbe poter agire anche "pro tempore" sulle aliquote riducendole (aspetti di mera burocrazia contabile).
Analogamente così come per la TARI, non meramente spostandone le scadenze o, come dice Lanera, apportandone una significativa riduzione.
Il precedente articolo, in tali circostanze evidenzia che del bene "seconda casa", nella situazione attuale se ne ha la proprietà, ma non la disponibilità nè tantomeno il possesso, rendendolo di fatto un bene "infungibile".
Quindi in relazione a ciò, le aliquote delle imposte devono essere oggetto di riconsiderazione generale viste le oggettive circostanze di "infungibilità del bene, per due criteri di ragione oggettiva : 1) bene non produttivo di reddito 2) ….e a maggior ragione non usufruibile per un qualsiasi uso".
Ultima considerazione : mi sospendi il Diritto Soggettivo inviolabile individuale di cui all'art. 16 della Costituzione " Libertà di circolazione e soggiorno", e mi mantieni in piedi il dovere per il cittadino di fornire prestazioni patrimoniali di cui all'art. 53 della Costituzione (che, detto tra parentesi non fa parte delle così dette "libertà negative inviolabili"., di cui l'art. 16 fa parte?
I più illustri costituzionalisti di sono già espressi in merito al Coronavirus:
" Zio Mauro" da Piombino pubblicato il 27 Marzo 2020 alle 15:56:
TASSE E SECONDE CASE………..domande in attesa di risposta:
TARI, TASI, IMU, IRPEF, ecc…..
Dato atto della necessità di evitare il diffondersi del Covid-19, i recenti Decreti di contenimento del coronavirus, giustamente presi, stanno influendo e influiranno pesantemente sull'Isola d'Elba.
In particolare, ì Decreti sulla pandemia Covid-19 hanno di fatto impedito ai proprietari di seconde case, sia in Italia, sia all'Elba, luogo prettamente turistico, di poter accedere fisicamente alle loro abitazioni, per ora sine die (e questo vale anche per le altre strutture ricettive), causando già da ora un danno anche economico di rilevante entità.
Detto questo, visto che gli immobili non saranno occupati, né dai proprietari, per farci le proprie vacanze, né da eventuali turisti in caso di locazioni turistiche, non potranno essere suscettibili di produzione di rifiuti (vedi TARI), e quindi vi sarà un CROLLO della produzione dei rifiuti con il conseguente CROLLO del conferimento degli stessi alle discariche, con conseguente CROLLO dei costi da parte dei comuni.
Detto ciò, la TARI a partire dai Decreti che fine farà:…ci sarà una riduzione dovuta alle circostanze in essere, una sospensione, come nel caso delle ristrutturazioni, dato che l'immobile è per CAUSA DI FORZA MAGGIORE inagibile ?….ecc….
La TASI, la stessa viene pagata per via dell'erogazione di servizi, alcuni dei quali non vengono usufruiti da parte di non residenti:……è prevista o è prevedibile una riduzione per tali servizi?
L'IMU, notevolmente elevata, può essere oggetto di rimodulazione delle aliquote, onde dare la possibilità di pagare cifre più adeguate alla mancata fruibilità, riducendo, almeno per il tempo di gestione del bene immobile , l'importo di questa "patrimoniale" su una "ricchezza non assolutamente fruibile" sempre per CAUSA DI FORZA MAGGIORE ?.
Da ultimo l'IRPEF:……per questa è semplice, non svolgendo nessuna attività reddito non c'è (che nella maggior parte dei casi serve proprio a pagare le tasse comunali di cui sopra).
I Comuni Elbani (anche eventualmente in relazione ai loro bilanci), stanno in qualche modo muovendosi sulle voci di loro interesse in relazione alla limitata e ridotta operatività dei servizi forniti ?
Grazie in anticipo per le cortesi risposte.

Attendi…

Roberta Madioni


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
20:03

[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/roberta.JPG[/IMGSX] Ho letto varie discussioni su pro e contro la defiscalizzazione e mentre noi si chiacchiera le isole Eolie passano all'azione . Riporto sotto integralmente il loro comunicato che trovate anche pubblicato sul gruppo Facebook Comitato Elba.
Gli Imprenditori Eoliiani chiederanno i danni allo Stato e agli Enti che hanno favorito il danno procurato
Il Comitato Eolie 20-30
Si è costituito, in data 25 aprile 2020, il comitato spontaneo “Eolie 20-30” alla presenza di numerosi imprenditori eoliani.
Giorno 29 aprile si è tenuto un incontro, alla presenza del Sindaco di Lipari e dell’assessore al Turismo, ed è stato esposto un documento frutto della concertazione fatta con il tessuto imprenditoriale locale.
Il documento pone tre questioni fondamentali non ancora trattate, se non in parte:
• Istituzione di un Protocollo Sanitario, con garanzie specifiche su controlli e sicurezza, con presidio medico permanete agli imbarchi per le isole Eolie, per garantire il mantenimento di una “Safe Zone” o,in alternativa,”safe zona” estesa a tutta la Sicilia fino al 30 settembre abolendo i DPI e consentendo al comparto alberghiero di organizzarsi da subito per l’avvio di una stagione turistica di “prossimità.
* creazione di Zona Franca Urbana o Zona Franca Insulare prevedendo agevolazioni fiscali e previdenziali al 100% per i primi 5 anni ed al 60% per i successivi 5
• Istituzione Cabina di regia, con all’interno un soggetto per ogni categoria produttiva e associazioni varie che faccia una sintesi costruttiva delle esigenze di tutti e che rappresenti il motore di sviluppo con il quale l’amministrazione locale deve interfacciatosi ogni anno durante la programmazione della stagione successiva.
* istituzione di un fondo emergenziale per dare immediatamente respiro alle imprese in difficoltà
Il comitato ritiene, dato il particolare momento storico, che l’unione e la condivisione da parte dell’amministrazione siano fondamentali per far si che nessuna categoria venga dimenticata.
Il Comitato ritiene,altresì, sia necessaria una azione forte,di prospettiva, che possa dare respiro a tutto il settore produttivo delle isole minori
Purtroppo però ,ad oggi,registriamo una sordità politica preconcetta dell’amministrazione nell’accogliere le nostre istanze,preferendo percorrere strade forse più agevoli volte a sanare esclusivamente il bilancio comunale dimenticandosi che il volano dell’economia eoliana è proprio il tessuto imprenditoriale che finalmente ha deciso di fare sentire la sua voce.
Ad oggi,purtroppo,non risulta, in tal senso, nessun coinvolgimento fattivo da parte delle istituzioni ne tantomeno la diffusione di informazioni certe e realistiche sulla possibilità di una ripartenza a breve.
Ribadiamo senza mezzi termini che la mancanza di una risposta, seria e concreta, alle proposte avanzate ci porterà a lasciar CHIUSE le nostre attività, con le inevitabili conseguenze anche sul piano sociale.
Nell’attesa che qualcosa di concreto si muova,il comitato sta raffrontando i dati economici del 2019 con quelli attuali e sta verificando se esistono le condizioni per avviare una azione risarcitoria nei confronti dello Stato e di tutti gli enti che hanno favorito Il danno procurato.
La class action è aperta a tutti coloro che ritengono di avere subito un danno.
Il Direttivo
Danilo Conti – Imprenditore
Fabrizio Famularo – Albergatore
Pierpaolo Cincotta – Imprenditore
Emanuele Carnevale – Albergatore
Carmelo Beninati – Albergatore
Alessandro La Cava – Imprenditore
Roberto Paino – Commerciante
Giuseppe Cincotta – Imprenditore
Marco Mazza – Imprenditore
Davide Starvaggi – Imprenditore
Marco Arnone – Imprenditore
Antonio Pesaresi – Imprenditore
Carmelo Pirri – Imprenditore

Attendi…

luca


da
portoferraio


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
18:02

Un ringraziamento al governatore Rossi per la presa di posizione. e in questo momento sento parlare dei politici prima chiudiamo piombino ora apriamo a( quelli delle seconde case)facciamo fare a Conte non mettiamoci bocca per mettersi in evidenza luigi la nera parla di mare che anche quello ti vorrei vedere al timone si parla di salute che non mi sembra che fuori da l isola che cose sono belle
il pirata luca

Attendi…

X Luigino


da
Molo Elba


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
17:29

Caro Luigino,
Riguardo alla sua affermazione (i suoi amici Sinistri che non hanno idee per questo territorio ma solo paura dei fantasmi fascisti ………)
Non ho colore politico perché in questo momento storico non ho stima per nessun politico rimpiango i vecchi Craxi Andreotti Cossiga etc…. uomini di spessore, non ho paura di fantasmi Fascisti perché hanno già dimostrato una volta che fine fa la DITTATURA… e che fine fanno i DITTATORI! Condivido l'esigenza e la volontà di favorire al più presto una riapertura, possibilmente anche anticipata, delle diverse attività economiche per permettere la ripresa e il rilancio dei nostri territori, ma chiedo che questa avvenga di concerto con il Governo a livello NAZIONALE ed i Comuni per evitare ulteriore confusione.
All'attuale situazione di caos normativo venutasi a creare negli ultimi giorni, che non permette al cittadino di conoscere facilmente le misure in vigore e quindi di adottare i comportamenti corretti, invito i responsabili politici come LEI a non procedere oltre con proprie autonome AFFERMAZIONI nella gestione della Fase 2, privilegiando realismo e senso di responsabilità.
Chiedo inoltre, ai Sindaci dell'Elba di mantenere alta l'attenzione sul fronte sanitario, in quanto i dati della Pandemia riferiti non permettono abbassamenti dei livelli di guardia.
Tanto dovevo Luigino & C.

Attendi…

telesuocera


da
Portoferraio


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
16:14

Riattacchiamo con l'avvistamenti furtivi io ho visto lui ha visto egli ha visto …..se avete visto è perché eravate a giro anche voi e invece di respirare finalmente dopo 2 mesi 2 vi fate i caxxi degli altri.cercate di tenere a bada il tasso di acidità con attività rilassatorie ammesso che ne abbiate possibilità.saluti.

Attendi…

Ivano


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
15:59

Egr. sig. Lanera
Credevo di essere stato chiaro, ma evidentemente non abbastanza. Colpa sicuramente mia.
La mia considerazione nasceva anche dal fatto che secondo i dati del MEF la maggiore evasione fiscale, pari al 41,7% si riscontra nei settori del commercio, trasporti, alloggi e ristorazione dove c’è un valore aggiunto del 21,4%.
La Toscana, dove primeggia il turismo e non l’industria ha una media di evasione fra circa il 40 e il 50%.
Alla luce di questi dati, pur capendo che chi più ha, più vuole, non trovo giusto spremere ulteriormente la maggior parte dei cittadini, pensionati e lavoratori dipendenti che le tasse le hanno pagate prima, anche per chi evade, continuano a pagarle anche con il Covid 19, a favore di categorie indicate fra i principali evasori.
Che poi, anziché prendere i soldi dove ci sono, i governi prendano sempre dai soliti non è una novità. Ed è anche per questo che da sinistra li combatto.
Detto questo, sembra proprio che lei voglia catalogare la sua posizione, in contrapposizione ai sinistri, fra i fascisti.
A me i fantasmi fascisti non fanno paura, ma … pena. Pena perché non ci sono più le condizioni, almeno ‘per quel fascismo. Mancano gli arditi, manca Marinetti, manca Fiume, il Re … manca Mussolini. Nel ’20 e nel ’21, gli arditi che costituivano la forza fisica del fascismo erano soldati disperati, combattenti, usciti da una guerra. Ora chi pensate di mettere in campo? Casa Pound? Con alla testa la Meloni? Ho pena per chi ci si ritrova. Certo ci sono i bottegai e i piccoli e grandi evasori che foraggiano le dx da dentro e forze esterne tipo Putin da fuori, ma personalmente, a me e tanti altri mancheranno gli anticorpi per il covid 19, non certo quelli, e quanto di altro possa essere necessario, per la sua destra al servizio come sempre delle categorie più abbienti.
Saluti da sinistra

Attendi…

Elbana


da
Da casa mia…


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
15:52

Pensa che Salvini a Pasqua voleva riaprire le chiese! Con Salvini e qualche altro come lui,a quest'ora ci saremmo già estinti tutti! 😳

Attendi…

RUGGERO BARBETTI … Vice Sindaco di Capoliveri


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
14:41

[COLOR=darkred][SIZE=4] CORONAVIRUS: UNO SCUDO PENALE PER LE TASK FORCE TECNICO SCIENTIFICHE [/SIZE] [/COLOR]
UN NUOVO GOVERNO CHE SI PRENDA LA RESPONSABILITÀ DI RIMETTERE IN MOTO L'ITALIA

[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_24/barbetti.JPG[/IMGSX] La prima domanda è: perché le altre nazioni europee hanno già allentato le restrizioni imposte per limitare i contagi?
A questo proposito mi è ritornato in mente il calvario dei membri della Commissione Grandi Rischi, l'organismo consultivo della Protezione civile, al centro del processo intentato nel 2011 dalla procura dell'Aquila con l’accusa di avere fornito “informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie alla popolazione, inducendola", secondo la Procura, "a comportamenti imprudenti a sei giorni dal sisma del 2009". La questione centrale del dibattimento, infatti, era la valutazione dell'eventuale condizionamento dei messaggi diffusi dagli esperti sui comportamenti delle persone che, rassicurate dalle affermazioni degli scienziati, preferirono, secondo i magistrati, restare nelle proprie abitazioni, dove trovarono la morte.
In pratica i membri della Commissioni furono accusati di non essere riusciti a prevedere il terremoto del 2009 che è un pò come non riuscire a prevedere i miracoli…. Abbiamo fatto ridere il mondo intero.
Il risultato di quell'atto di accusa, risoltosi con l'assoluzione solo in Cassazione, è che, senza serenità, oggi la Commissione Grandi Rischi preferisce prendere posizioni generiche che producono, però, tensione e caos nella pubblica opinione e nelle istituzioni.
Ecco, questo è quello che probabilmente sta accadendo con le Task Force tecnico scientifiche che supportano, anzi, dovrebbero supportare il Governo in questa emergenza. Diversamente non troverebbero una spiegazione logica tutte queste indecisioni e contraddizioni che caratterizzano l'incerta azione del Primo Ministro Conte il quale a sua volta ammette che le sue decisioni sono frutto dei pareri degli scienziati e degli autorevoli membri delle Task Force governative istituite per l'emergenza.
Ho l’impressione che, memori di quanto avvenuto alla Commissione Grandi Rischi, senza serenità e sotto la possibile lente di ingrandimento di PM e Procure, i membri delle Task Force Coronavirus, invece di attestarsi su posizioni generiche, preferiscano prendere posizioni conservative e rigide con in pratica il mantenimento del Lockdown e, anziché fornire pareri esclusivamente scientifici, si rifugino in pareri burocratici che li possano tutelare da eventuali azioni legali nei loro confronti. Il risultato è che così facendo producono non solo disagio e malumore ma anche rabbia e caos nella popolazione e nella filiera delle istituzioni che va dal Governo, alle Regioni financo agli amministratori locali, sulla quale filiera pende l'onere di adottare decisioni importanti proprio sulla base delle restrittive indicazioni delle varie commissioni scientifiche.
E qui si crea un corto circuito perchè anche le istituzioni, ad iniziare dal Governo, hanno paura di prendere decisioni diverse da quelle che vengono proposte dalle commissioni scientifiche proprio per non rischiare di essere un possibile bersaglio della magistratura, come ormai la storia, anche recente, ci ha insegnato e ci insegna. A questo punto non si può non evidenziare che c'è, quindi, un problema di opportunità a lasciare in esercizio organismi che non produrranno nulla, salvo procedere a determinare ulteriori e probabilmente inutili allarmismi. Pertanto restano solo due soluzioni sul campo: o il Governo individua una sorta di ombrello, uno strumento di protezione giuridica che consenta alle commissioni di operare in una specie di area protetta da uno scudo penale oppure le Task Force governative di scienziati e tecnici vanno sciolte perché allo stato attuale ogni loro presa di posizione crea solo sconcerto e danni.
Quest'ultima soluzione sarebbe, però, l'ennesima sconfitta della politica ad opera della magistratura.
La seconda domanda la domanda è: chi si prende la responsabilità di rimettere in moto l'Italia?
Alla luce dell'immobilismo del Governo (i peggiori ministri della Repubblica, tanti nel posto sbagliato al momento sbagliato) c’è qualcuno capace che è pronto a farsi carico di questa emergenza?
Dopo quasi 60 giorni di Lockdown l'economia di tutta Italia, già precaria, rischia di implodere ed è ormai evidente a tutti il ritardo del nostro Governo sulla risposta alla crisi.
Bisogna agire subito a sostegno dell'economia senza preoccuparsi dell'aumento del debito pubblico perché perdere tempo significa sprofondare in una recessione dalla quale potrebbe essere molto difficile venir fuori. Tutte le risorse devono essere utilizzate per proteggere le imprese e i lavoratori.
Conoscenza, coraggio e umiltà.
Concordo con chi afferma che "Chi vuole governare questo Paese deve aver queste virtù".

Ruggero Barbetti
V.Sindaco di Capoliveri

Attendi…

franco


da
rm


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
14:36

x il sig. Lanera perchè non mi ha dato una risposta alle mie domande? grazie

Attendi…

UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO PIOMBINO


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
14:35

[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/bliz.JPG[/IMGSX]
[COLOR=darkred][SIZE=4] PIOMBINO, SEQUESTRATI 1440 KG DI PRODOTTI ITTICI SCADUTI. [/SIZE] [/COLOR]

Nella giorni scorsi, nell’ambito di controlli sulla filiera della pesca effettuati dal personale della Guardia Costiera di Piombino, sotto il coordinamento del Centro di Controllo Area Pesca (CCAP) della Direzione Marittima di Livorno, è stato effettuato, presso un importante centro di lavorazione e vendita all’ingrosso di pesce fresco e congelato, un sequestro cautelare di uno stock di 1440 Kg di prodotto ittico.
I militari, già sul posto per accertamenti relativi alla tracciabilità di una partita di tonno rosso che risultava sospetta, hanno accertato che numerose scatole di sgombro congelato riportavano in etichetta date di scadenza superate, in alcuni casi, anche da più di un anno.
Per questi motivi, oltre al sequestro del prodotto, viene comminata una sanzione amministrativa di 2000 euro per mancata attivazione delle procedure prescritte nel piano di controllo aziendale.
La puntuale attività di controllo svolta dalla Guardia Costiera, ha consentito così di evitare che una ingente quantità di pesce scaduto potesse raggiungere la vendita al dettaglio e le tavole degli ignari consumatori.

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Luigi Lanera


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
13:29

Egr sig Ivano Il suo ragionamento non fa una piega , però la mia proposta si basa sul fatto che ad oggi non ci sono speranze di guadagno per il 2020 e quindi almeno quei soldi delle tasse per L anno passato lasciamoli nelle tasche della gente che dovranno in caso contrario essere costretti ad richiederli allo stato per poter affrontare un periodo nefasto . Se ascolta bene i tg vedrà che alla fine la mia proposta sarà la giusta conclusione per far ripartire L Italia . Colgo L occasione per rispondere all art ( luigino de noialtri ) Ciò che ha detto luigino si è avverato , ma ora più preparati nell affrontare il problema Covid 19 si può pensare di non far morire L economia dell Elba. Ps Mi saluti i suoi amici Sinistri che non hanno idee per questo territorio ma solo paura dei fantasmi fascisti ………

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VOCI DI RIPARTENZA


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
12:49

[COLOR=darkred][SIZE=4] Dario Ferro ci racconta “Foliage”. “Ecco come stiamo lavorando” [/SIZE] [/COLOR]

Anche il negozio Foliage, di Portoferraio, si ingegna per cercare di lavorare al meglio in questo periodo. E’ Dario Ferro a raccontarci come si sono organizzati rispettando le norme imposte. “La prima difficoltà è quella di reperire la marce perché i corrieri hanno problemi sia con gli orari delle navi che con le attività chiuse. Stiamo lavorando bene via telefono, salviamo il salvabile, e comunque la risposta c’è da parte della gente. Ci chiedono fiori per vari eventi come i compleanni o per qualche lutto. Un servizio che era necessario ma anche per rimanere attivi a livello psicologico, stare impegnati sul lavoro ci fa ben sperare.

http://9QPiWzOTGmA

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isolanoinnamorato


da
livorno


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
11:27

Lunedì un gruppo di commercianti organizza una manifestazione davanti al comune di Portoferraio per attestare la crisi allo stato attuale e di prospettive.
evidentemente la prospettiva è negativa perchè non è possibile capire come evolverà il movimento turistico, perchè la riapertura prevista a giugno forse è troppo lontana ed un allentamento differenziato per regione potrebbe essere opportuno.
ma si ha la sensazione che la prospettiva sia negativa anche e soprattutto perchè dalle istituzioni locali non viene nessun segnale, nessuna misura concreta di aiuto. spostare la data di pagamento dei tributi ma lasciandoli invariati, almeno al mome nto, non serve a niente, è fuffa.
i comuni devono decidere, intendono finanziare ESA che non svolge servizi e quindi risparmia o intende salvare imprese ed occupazione? non possono tacere, debbono usare il cervello per trovare accordi che salvino un pò tutti e a tutti consentano di respirare. ad esempio sarebbe il caso che i comuni favorissero un accordo tra proprietari dei fondi e commercianti che pagano affitti salati o salatissimi per garantire agli uni un introito per pagare le imposizioni fiscali quantomeno e agli altriun sensibile risparmio che consenta appunto di mantenere in vita l'attività.
invece si ha la sensazione di un immane silenzio e peggio ancora di chiacchere astreuse come le richieste di zone franche di regimi fiscali agevolati per l'Isola che anche se qualora possibili, necessitando di una legge chissà se arriverebbero e quando arriverebbero.
bisogna cambiare registro e lo devono cambiare anche le associazioni di categoria, sia chiaro.

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CAPITANERIA DI PORTO GUARDIA COSTIERA PORTOFERRAIO


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
11:13

[COLOR=darkblue][SIZE=4] Violavano le acque di mare protette dell’Isola di Montecristo e la zona di mare interdetta dello “Scoglio d’Africa”. Nave chimichiera e Motopesca elbano individuati e sanzionati dalla Capitaneria di Porto. [/SIZE] [/COLOR]


Una nave adibita al trasporto di prodotti chimici alla rinfusa, di 4.263 di tonnellate di stazza lorda, battente bandiera estera è passata nei giorni scorsi troppo vicina alla costa dell’Isola di Montecristo.
La nave, nel tardo pomeriggio di lunedì 20 aprile, stava navigando in direzione Sud per raggiungere il porto di Napoli (successivo porto di destinazione), quando dalla Sala Operativa della Capitaneria di porto di Portoferraio gli è stato intimato via radio di cambiare rotta, portandosi fuori dalle due miglia previste a tutela dei limiti del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano ed in particolare dell’Isola di Montecristo.
Il comandante della nave aveva, infatti, violato il Decreto Ministeriale 2 Marzo 2012 cosiddetto “Clini-Passera”, che vieta la navigazione nella fascia di mare di due miglia dal perimetro dei parchi marini nazionali, alle navi che trasportano merci e passeggeri superiore alle 500 tonnellate di stazza lorda.
La Capitaneria di porto, che stava controllando il traffico marittimo con la supervisione della Sala Operativa della Direzione Marittima di Livorno, attraverso il sistema “PELAGUS” in dotazione alla Guardia Costiera, aveva già informato il comandante della nave del divieto in vigore.
Così, i militari elbani hanno fatto immediatamente cambiare rotta all’unità mercantile per portarla alla distanza prevista dalla zona protetta e, in collaborazione con il personale della Capitaneria di porto di Napoli, hanno deferito alla Autorità giudiziaria il comandante e l’ufficiale di guardia in plancia al momento della violazione, che adesso rischiano una sanzione penale.
La Guardia Costiera di Portoferraio, anche durante questo periodo di emergenza nazionale, continua a svolgere la propria attività di istituto a salvaguardia e protezione dell’ambiente marino nell’ambito dell’intero Compartimento Marittimo.
Proprio nell’ambito di tale attività di controllo, nel corso della giornata di sabato 25 aprile, alle ore 14.50 circa, sempre la Sala operativa della Capitaneria di Porto elbana riscontrava la presenza di un motopeschereccio appartenente alla marineria di Portoferraio in navigazione nella zona di mare prospiciente lo “Scoglio d’Africa”; in tale parte di mare vige un divieto di navigazione e di qualsiasi altra attività marittima, di superficie e subacquea, in base ad una Ordinanza n. 11/2017 del 18/03/2017 emanata dalla Capitaneria di Porto di Portoferraio per motivi di sicurezza della navigazione.
Al comandante dell’unità da pesca è stata successivamente contestata l’inosservanza del rispetto delle norme sulla sicurezza della navigazione, ai sensi dell’articolo 1231 del Codice della Navigazione, ed è stato pertanto deferito alla Autorità giudiziaria.

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COMPAGNIA CARABINIERI PORTOFERRAIO


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
11:06

[COLOR=darkred][SIZE=4] OPERAZIONE “DELFINO ALGERINO”: I CARABINIERI SMANTELLANO UNA RETE DI SPACCIATORI SULL’ELBA. [/SIZE] [/COLOR]


Sei mesi di indagini tecniche nell’ambito di un’attività investigativa protrattasi per circa un anno e mezzo, a cavallo tra l’autunno 2017 e l’estate del 2019, otto provvedimenti cautelari per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, più di mezzo chilo di cocaina sequestrata oltre a svariate dosi di marijuana. È questo il bilancio dell'operazione "delfino algerino" con cui i Carabinieri di Portoferraio, coordinati dal PM dr. Massimo Mannucci della Procura della Repubblica di Livorno, diretta dal dr. Ettore Squillace Greco, sono riusciti a smantellare una fitta rete di spaccio che approvvigionava di droga l’isola d’Elba. Tra gli indagati anche un avvocato del Foro di Roma con studio a Livorno, Francesco Mancini, 46enne, finito ai domiciliari, mentre il suo collaboratore albanese Aurel Zhupa, 43enne, è stato tradotto in carcere.
Altri sei indagati sono agli arresti domiciliari: si tratta dei fratelli Marco e Andrea Coppola, di 42 e 32 anni, del 27enne Emanuele Maniaci rintracciato a Terrasini, nel palermitano, del 36enne Issam Belemaalem, del 33enne Mohamed Oueslati e del 46enne Benyoucef Bouabdallah, individuato e tratto in arresto a Castel Volturno, in provincia di Caserta. Tutte le misure sono state eseguite nella mattinata odierna dai Carabinieri di Portoferraio e Livorno, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Firenze e dai militari delle Stazioni Carabinieri di Terrasini (PA) e Pinetamare – Castel Volturno (CE).
Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Portoferraio attraverso pedinamenti e servizi di osservazione e anche mediante l’uso di strumentazioni tecniche, hanno consentito di documentare oltre 200 episodi di spaccio al dettaglio di cocaina da parte degli indagati nei confronti di numerosi cittadini elbani, per un volume d’affari di decine di migliaia di Euro.
Come ricostruito dalle intercettazioni, i pusher prendevano appuntamento con i loro clienti utilizzando un linguaggio criptico con cui la droga diventava “caffè”, “birra”, “istanze”, “atti”, mentre il luogo dello spaccio diventava “l’ufficio”, il tutto al fine di eludere eventuali ascoltatori sul reale contenuto della conversazione. Lo spaccio interessava acquirenti di diversi Comuni elbani e avveniva soprattutto nel centro di Portoferraio, dove i pusher prendevano appuntamento con i loro clienti, ai quali chiedevano incontri anche in luoghi insospettabili, come negozi e supermercati.
Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno sequestrato oltre mezzo chilo di cocaina e segnalato alla Prefettura diversi acquirenti come assuntori di sostanze stupefacenti, ai sensi dell’art. 75 del Testo Unico sugli stupefacenti.
Durante l’esecuzione dei provvedimenti cautelari con l’ausilio di una unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Firenze, i militari hanno anche effettuato perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, rinvenendo sostanze stupefacenti e € 8.000 in contanti

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ACQUA DELL'EBA


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
10:49

[COLOR=darkblue][SIZE=4] ACQUA DELL’ELBA LANCIA LO SPOT A FAVORE DEL TURISMO ITALIANO [/SIZE] [/COLOR]

Il video in anteprima per gli elbani e da questa sera in onda su La7

Ripartiamo dall’Italia e dall’Isola d’Elba.
Un viaggio tra immagini spettacolari dell’Isola d’Elba accompagnate dalla voce narrante di Maurizio Di Maggio, conduttore radiofonico di Radio Monte Carlo e da sempre gran sostenitore del territorio elbano, per la regia di Stefano Muti. E’ lo spot realizzato da Acqua dell’Elba che andrà in onda a partire da stasera sulla rete La7 ma che vuole essere condiviso in anteprima con gli elbani : https://vimeo.com/stefanomuti/download/412371828/7d4809a9c4
Un appello dell’azienda elbana alle istituzioni per risvegliare l’attenzione sul turismo, un settore economico fondamentale che a oggi sembra dimenticato, uno dei pilastri della nostra economia e della nostra cultura che merita la giusta attenzione e aiuti concreti.
Lo spot sarà on air a partire da sabato 2 Maggio su diverse piattaforme televisive e digitali, tra cui segnaliamo i passaggi in prime time sulla rete La7 (il 2, 3, 4, 6 e 9 maggio) poco prima delle ore 20.00 tra l’anteprima e i titoli del Tg condotto da Enrico Mentana, uno dei più visti e seguiti dal pubblico italiano
“Tornerà il momento del viaggio. E sarà il dono più bello che potremo farci.
Alla scoperta della bellezza, Alla riconquista della libertà.
#ripartiamodallitalia, dal nostro turismo
Alla riscoperta della nostra essenza.”

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Elbana


da
Portoferraio


pubblicato il 2 Maggio 2020

alle
10:03

La frase "non fare assembramenti" vale per tutti o come al solito i ciclisti solo liberi di fare come li pare? Ho visto gruppi di ciclisti senza mascherina e che non mantenevano la distanza di sicurezza.
Fatemi capire come funziona quest'ordinanza sennò che siamo stati a fare quasi 2 mesi in casa?

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