
Se il sindaco Montauti ritiene che l’ampliamento dell’aeroporto non sia interessante, io non solo sono d’accordo, ma aggiungo che non è logisticamente possibile, ameno ché si voglia distruggere tutto il comprensorio di Marina di Campo e realizzare una pista pericolosissima per gli standard di sicurezza dei grandi aerei di linea attualmente in servizio.
Danni ecologici a parte, che pur mi sembrano evidenti anche a un fanatico negazionista, se si fosse proposto il progetto quando la pista era ancora un prato dove, prima di atterrare, bisognava avvisare il comandante Bartolini affinché la sgomberasse dalle pecore al pascolo, sarebbe stato facile modificarne l’orientamento da 160-340° a circa 180-360° (e cioè più a destra dell’attuale) per dirigere il decollo e l’atterraggio attraverso la scollatura del colle di Procchio anziché contro la montagna che si trova ora sul tragitto.
Adesso che si sono spesi una valanga di quattrini per asfaltare la pista e per tutte le infrastrutture connesse nella posizione originale, sarebbe impensabile ricominciare tutto d’accapo e quindi è logico che il progetto oggi sul tavolo sia quello di prolungare la pista esistente verso, appunto, la montagna.
Senza considerare le difficoltà connesse con la deviazione della strada e l’abbattimento delle costruzioni sul percorso, l’attuale lunghezza della pista di circa un kilometro dovrebbe essere più che raddoppiata avvicinando quindi pericolosamente il termine nord alla montagna.
Questo renderebbe impossibile la manovra di virata a destra per evitarla dirigendo la rotta verso la scollatura. Bisognerebbe allungare la pista verso la spiaggia e sul mare anziché verso la montagna, cosa evidentemente impensabile.
Ciò naturalmente per quanto riguarda i velivoli ad elica, i jet moderni hanno un rateo di salita al decollo da neutralizzare tale pericoloso inconveniente, ma per entrambe le categorie il problema si pone in caso d’emergenza e l’esperienza insegna che potrebbe creare incidenti gravissimi.
Sono parzialmente d’accordo con chi sostiene che un aeroporto adatto a voli di linea sarebbe auspicabile per l’incremento del turismo (a patto che ciò non si trasformi in un turismo di massa sconsiderato che rovinerebbe piuttosto che migliorare l’immagine e l’economia dell’Elba), ma a Campo non è fattibile e nemmeno nell’unica altra alternativa della piana di Mola,
E quindi? Teniamoci, a mio parere, la pista attuale magari cercando di incrementare i voli compatibili, e pensiamo seriamente, se proprio si vuole realizzare un aeroporto megagalattico, a Pianosa dove sarebbe possibile con un adeguato servizio di aliscafi.
Mi immagino già i fulmini dei puri ambientalisti che griderebbero allo scempio preferendo mantenere una risorsa impagabile in un deserto inutile anziché valorizzarla con intelligenza senza con questo rovinarne i pregi.
Ma entriamo in un discorso che richiederebbe un fiume di parole malgrado le quali non si raggiungerebbe mai un accordo sensato.
P.S. questi dati me li ha forniti un pilota che è atterrato e decollato da Campo almeno un migliaio di volte a cominciare da quando i diritti da pagare per l’uso della pista erano di 600 lire (equivalenti a ben 2 euro di oggi!)