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DAL BUCO DELLA CHIAVE: IL GOVERNO DRAGHI ED IL M5S [/SIZE] [/COLOR]
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_27/buco.JPG[/IMGSX] Le elezioni del 2018 sono state vinte dal M5S, che ottenne la maggioranza relativa di 223 deputati alla Camera e 112 al Senato. Il movimento ha governato prima con la lega e poi con il centro sinistra. Prossimamente governerà con Super Mario, in un Governissimo “ al di sopra delle parti per il bene supremo dell'Italia, per le inevitabili scadenze che attendono la nazione (invito e monito del Presidente Mattarella a tutte le forze politiche).
Sono stati ed ancora saranno anni di gestione travagliatissima, anche per l'emergenza di criticità nazionali (ponte di Genova)e soprattutto per la pandemia (Covid19) ed il lavoro. Questi percorsi politici governativi antitetici hanno causato la fuoriuscita dal Movimento di circa il 15 % dei suoi parlamentari (poco meno di 50 / 335) e di una perdita di consenso elettorale superiore al 50 %.
Così si è consumata in questi anni una scissione di fatto, prevedibile, inevitabile ed ancora in essere. Gli “stati generali” hanno evidenziato anime inconciliabili all'interno del Movimento: la sinistra con il centro sinistra e la destra con Salvini-Meloni ed i neodemocristiani con Renzi ed i centristi.
Il Movimento è stato un esempio di capacità di mediazione e di compromesso per tutti i partiti. Chi ancora blatera di incompetenza e di approssimazione sono i mezzi busti dei salotti TV e gli esuli erranti di Forza Italia, i sottoculturati di Salvini della “lega Italia Sovranista di… prima gli Italiani”, la destra di Meloni-Rauti patrioti delle periferie culturali e delle curve sud, i seguaci del duo Renzi-Boschi, alligatori (d'Arno) della politica italiana.
L'esecutivo Draghi è il terzo ed ultimo governo di questa legislatura che si tramuterà del deprofundis per il primo leader politico ad invocare Draghi presidente del Consiglio (Il cazzaro verde) e per l'ultimo il responsabile della caduta del governo (il bomba di Rignano) del galantuomo Conte 2 , provocando una spaccatura dell'elettorato della Meloni-Rauti ed in tutto lo schieramento del centro-destra. A volte i desideri si avverano come un contrappasso :
Draghi e prima gli Italiani, per l'assegnazione di un budget record di fondi europei (recovery fund); prima “Matrigna” oggi l'Europa è diventata una “sorella maggiore vigile e premurosa” con l'addio per i beceri sovranisti !
Ora il Movimento è ancora chiamato ad un atto estremo di disponibilità, non solo per l'attuale prossimo Governo Draghi ma anche per i numerosi ed importanti appuntamenti elettorali in autunno (la regione Calabria, oltre 1000 comuni con tanti capoluoghi e nelle città di Bologna, Latina, Milano, Napoli, Novara, Ravenna, Rimini, Roma, Salerno, Torino e Trieste con più di 100.000 abitanti). Insomma il 2021 è già un anno elettorale e come elettore ed attivista del M5S spero (ma dispero !) che il Movimento entri a pieno titolo del Governo.
Come elettore ed attivista del Movimento non leggo i post troppo lunghi di Di Battista e nemmeno quelli personalistici degli scontenti dell'ala ortodossa dei “non governativi. Quest'ultimi ( esempio Casaleggio)si ostinano a sottolineare la poca coerenza delle politiche governative con i principi del M5S, ma misconoscono lo statuto del Movimento e le nuove proposte di modifica degli Stati Generali, caratterizzate da poca trasparenza, da democrazia interna asfittica e di tipo oligarchico-piramidale. Come attivista mi considero iscritto di fatto ad un partito politico.
La base territoriale del M5S ancora non ha un volto ed è attualmente sostituita con criticità dalle assemblee mediatiche /Stati generali) e dalle consultazioni in rete di un paio di decine di migliaia di attivisti iscritti a Rousseau ( come lo scrivente). Come ex Grillini siamo consapevoli che la coerenza si modifica con il contesto, come le idee ed i principi con le necessità dei tempi:
dietro le quinte la trasparenza, l'acqua pubblica ed i rifiuti ed il futuro ministero della transazione ecologica e sul palcoscenico in primo piano l'onestà, le politiche statali (sanità, giustizia ed istruzione) e quelle della dignità del lavoro. Oggi il Movimento deve essere anche un sindacato dei diritti costituzionali di una moltitudine.
Claudio Coscarella, attivista del M5S