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113768 messaggi.

viva il granito


da
viva il granito


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
11:59

Cerco di spiegare brevemente cosa sia, o forse è meglio dire cosa sia stato, il museo del Granito (anche se in realtà sarebbe stato solo un tassello di un progetto più complesso dell·ECOMUSEO) ideato dal Comune di Campo nell·Elba.
L·inquadramento giurdico dell·istituto non è a me conosciuto, so solo che,ad un certo punto, nasce l·idea di creare un gruppo, cui far partecipare un membro per ogni associazione di volontariato con sede nel Comune, per creare alcuni percorsi storico-ambientali riscoprendo i vari sentieri presenti sul territorio.
I membri non percepiscono, come in effetti non hanno mai percepito, alcun compenso.
Ogni associazione sceglie il proprio rappresentante ed il Comune nomina all·interno del Consiglio Comunale due membri, uno in rappresentanza della maggioranza consiliare ed uno della minoranza.
L·iniziativa è, a mio avviso, lodevole e trae fondamento su alcuni progetti già messi in opera in Grafagnana.
Viene indetta la prima riunione e, sorpresa delle sorprese, oltre ai volontari delle associazioni locali ecco spuntare il Coordinatore. Figura di dubbia utilità in un contesto di persone che vivono quotidianamente nel mondo reale, quindi capaci di affrontare le problematiche del nuovo istituto. Andando a vedere il regolamento istitutivo dell·Eco museo si vede chiaramente che tale figura di coordinamento dovrebbe essere nominata dal consiglio dell·E.m. stesso, MA….non per il primo anno in quanto tale nomina spetta direttamente al Consiglio Comunale.
Dicevamo alla prima riunione si illustra il progetto, che era veramente interessante, e ad un certo punto si inizia a parlare di "Comitato scientifico". Il coordinatore propone delle nomine, di sicuro persone preparate, ma qualcuno gli fa notare che ci sarebbero migliori e maggiori esperti del settore da poter coinvolgere, ma niente da fare il coordinatore rimane sulle proprie posizioni e decide (in quanto coordinatore) di rinviare la decisione ad un successivo incontro.
Passano i giorni, dopo un mese, un mese e mezzo si ha le seconda riunione e viene evidenziato come sarebbe opportuno iniziare a mettere in pratica alcune fasi del progetto, ma come fare? Il Comune non ha versato nelle casse dell·EM neanche 1 € e diventa difficile attuare i progetti, allora un volenteroso benefattore (membro del Consiglio dell·EM) decide di anticipare di tasca propria i circa 1000 € necessari per la realizzazione di alcuni cartelli di segnalazione ancora presenti sul territorio. Sinceramente non so come sia andata a finire, se il nostro eroe abbia ottenuto il rimborso di quanto anticipato, non lo so perché, inspiegabilmente il Consiglio non è più stato convocato. Sono venuto a sapere per vie "traverse" che la delibera di costituzione dell·Eco Museo è risultata essere invalida, non so perché, fatto sta che al momento non credo esista più.Nel frattempo è scaduto anche il mandato del Coordinatore, questa figura misteriosa che mi ricorda molto il lavoro del pastore tra le pecore….e comunque sono praticamente certo che il pastore abbia comunque ricevuto dei compensi per il lavoro svolto (quindi per niente), si parlava di 1.000 € al mese per un anno, è poco, è vero però intanto i cartelli sono stati pagati dal Consigliere.
Il mio intervento ha lo scopo di far capire che, quando si parla di EM si deve tener presente che i membri (compresi i Consiglieri Comunali) non hanno percepito alcunché e che con i fondi a disposizione (pari ad € zero) è stato fatto anche troppo. Magari prendetevela con gli amministratori che hanno colto l·occasione per creare una nuova consulenza.

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Paternò e i piedini dolenti


da
Paternò e i piedini dolenti


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
10:36

Non conosco Paternò di persona. Apprezzo di lui molti degli scopi per cui scrive e -perché no- lo stile.

Mi rendo pure conto che negli anni deve aver pestato tanti piedini a diverse persone che non c·erano abituate. La qual cosa di per sé mi parrebbe quasi una medaglia al valore.

Che dire? Io vivo in una capanna, però secondo me è lo stile che fa l·uomo. E chi non è d·accordo con Paternò dovrebbe almeno rispondere con altretttanto stile.
Per cui, se proprio devo scegliere, viva Paternò.

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TONACONE


da
TONACONE


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
10:21

Ora sò nella Macchia ma del Matto…nessuna traccia….
Massima del giorno dalla macchia:

Oggi il RICCIO s·è cavato come na VIPERA con l·orso BRUNO.

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carlo


da
carlo


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
10:11

Caro G.Luigi,
mi spiace contraddirti ma trovo che Riccio abbia perfettamente ragione entrando anche nel merito o in maniera corretta.
Sulle presunte malcelate offese (dalle quali mi dissocio credo abbia solo reso pan per focaccia a quelle più celate di Paternò sull·elbanità. Quello che sostiene il sig. Riccio è inconfutabile. Della mancanza del sig. Paternò nessuno si è accorto. Mi sembra invece, e lo ribadisco, che il suo atteggiamento sia quello di uno dei tanti ct della nazionale improvvisatosi tale in un qualsiasi bar. saluti
Carlo

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Gluigi Palombi


da
Gluigi Palombi


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
8:29

Egregio Signor Riccio,
non entro in merito sullo specifico argomento, e certo il sig. Paterno non ha bisogno delle difesa d·ufficio di chicchessia.
Tuttavia non posso non notare un film già visto. Quando qualcuno, chiunque, prova ad esprimere il proprio parere in maniera libera firmandosi e prendendosi le proprie responsabilità, c·è il tipo di turno che vomita una serie di contumelie e malcelate offese, queste si intellettualmente disoneste.
Non mi risulta che il Paterno abbia mai ostentato una presunta superiorità intellettuale, ha semplicemente espresso pareri a cui non lui stesso ha mai dato dignità di infallibilità.
Se lei ha avvertito nelle sue parole una presunta superiorità intellettuale, forse il problema è suo.
Sicuramente al Paterno non manca il coraggio e la voglia di dire cose che probabilemente danno noia a molti. E non mi risulta che la battaglie affrontate dal Paternò contro, ad esempio, il predominio incontrastato di una singola compagnia di navigazione (e che gli sono costate diversi "problemini" legali) siano pro domo sua . Mi perdoni, ma il suo post è, a mio giudizio (che è a suo volta tutt·altro che infallibile) pieno di acredine personale ed in certi passaggi addirittura odioso.

A Lei indubbiamente non piace Paternò, a me non piace affatto Lei.
Pazienza.

Buona giornata

G. Luigi

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mah


da
mah


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
7:34

caro ennio riccio….se fare il direttore d·albergo volesse dire soltanto essere bravi a riempire io sicuramente non sarei così stressata…….

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ENNIO RICCIO


da
ENNIO RICCIO


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
7:09

Caro Paternò,

non porti il discorso fuori tema perchè l·argomento non è l· elbanità, che comunque merita rispetto. Soprattutto il Suo. L· argomento è Lei, con i suoi atteggiamenti da primo fra i primi,con la sua autoglorificazione, con la sua ostentata superiorità intellettuale, con la sua facile demagogia,con la ricerca del consenso e del plauso, con la sua presunzione,con la sua arrogante verbosità.
Sempre sulla questione agenzia Ilva, aldilà dei suoi tentativi di confondere le acque, rimane il fatto che in qualità di "consigliere per moltissimi anni" della Associazione Albergatori, come lei stesso conferma di essere stato, ha la sua parte di responsabilità nel dissesto economico dell·Ilva, iniziato proprio in quegli anni.
Già, proprio in quegli anni in cui l·Associazione non era retta da Antonini & Co, bensì da coloro che Lei osanna e ritiene più capaci e più degni della sua stima.
Dai quali però, secondo convenienza, è subito pronto a prendere le distanze dichiarandosi "costantemente all·opposizione" e perchè tutto veniva deciso fuori dal consiglio,dai soliti noti.
Non c·è che dire,tali comportamenti, affermazioni e contraddizioni sono tipici dei "gentiluomini"come Lei spudoratamente si autodefinisce. Complimenti!
Sia meno birbante e la smetta di atteggiarsi a grande albergatore!
Mi risulta che Lei abbia condotto gli hotel Antares e Valleverde: due alberghi facili facili, di media dimensione, direttamente sul mare, con spiaggia privata, che soltanto grazie alle loro stesse favorevoli caratteristiche si riempivano da soli,senza alcun merito del Direttore. Ne mi risulta che privi della sua direzione siano poi rimasti vuoti.
Quindi non c·è niente di cui Lei possa vantarsi o essere preso a buon esempio.
Sà, noi qui all·Elba siamo abituati ai FENOMENI CHE VENGONO DA RIMINI a dirci come e cosa dobbiamo fare, salvo poi scoprirli incapaci e fanfaroni.
Si ricordi che quando Lei sbarcò all·Elba il turismo c·era già e nessuno si accorse del Suo arrivo; quando Lei se ne andò via, il turismo continuò ad esserci come prima e nessuno, ma proprio nessuno, si accorse che Lei non c·era più.
Tutto ciò che oggi rimane della Sua permanenza all·Elba sono i suoi improvvidi scritti su questo blog.
Veramente un pò pochino per tutto il chiasso che fà!

Ennio Riccio

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A Rispoli


da
A Rispoli


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
5:47

Impressionanti, o Rispoli, le immagini delle condizioni in cui è ridotto il fosso del Botro : E questi pensano a rifare la piazza ! Per quella li trovano 1800 euro! Ma come a nostro carico? Nessuna delucidazione a proposito quando gli si chiede il chiarimento sul finanziamento. Tanto mi sa che lo dovremo pagare noi. A loro interessa lasciare segno perenne del loro passaggio in questo paese.

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IlVicinato


da
IlVicinato


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
5:32

[COLOR=firebrick][SIZE=3]WATER FRONT DI PORTOFERRAIO, da Cavo a Pomonte solo paesi dormitorio?[/SIZE] Io la penso così di Chiara Casarosa – Leggi il post su [URL]http://ilvicinato.blogspot.com[/URL][/COLOR]

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CALCOLI


da
CALCOLI


pubblicato il 17 Settembre 2008

alle
4:21

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IL MATTO


da
IL MATTO


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
23:17

Ma se quest’anno mi va male la vendemmia, mi si fonde il trattore, la capra mi scappa perché si innamora del Tozzi, le lepri e i cinghiali mi ronzicano tutte le barbatelle, in pratica stò per fallire: Lo Stato mi aiuta a risanare i conti? Perché all’Alitalia si, e a me no? Ma come mai tanto interesse per un·azienda? Solitamente, se un·azienda sbaglia, fallisce: o no? Cosa succede, infatti, a tante persone che non riescono a far quadrare i conti della propria azienda? Falliscono e basta. E non mi sembra che i MEDIA si occupino di questi casi, che sono tanti, purtroppo, eccome se sono tanti. Tante persone, attualmente, hanno problemi con le proprie attività, ma, ripeto, sono sole e abbandonate. Perché lo Stato non aiuta anche queste persone? Perché ad un povero commerciante che si dovesse trovare in difficoltà economiche, ad esempio, non é concessa la stessa possibilità? Perché una ditta artigiana, altro esempio, che si potrebbe trovare ad affrontare problemi economici, é abbandonata dalle istituzioni?
Cari giornalisti, pensateci due volte prima di pubblicare e/o mandare in onda qualche articolo e/o servizio riguardante la "compagnia di bandiera" Alitalia!
Perché i MEDIA non pubblicano gli stipendi dei megamanager dell·Alitalia?

Anche voi dipendenti bancari(che fate quello che il padrone ordina), pensateci due volte prima di minacciare chi dovesse trovarsi in difficoltà economiche per essere andato in rosso o con il fido o con i vari prestiti. Voi dipendenti bancari, lavorate per le banche che sono intervenute, sembrando compiere delle opere caritatevoli, per salvare l·Alitalia! Perchè, anche in questo caso, le banche sono intervenute, eccome se sono intervenute!

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LA DESTRA INFO


da
LA DESTRA INFO


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
19:24

Antifascisti? Anche se tutti noi no
Categoria : Opinione

Di Dario Reinardi Dopo le polemiche innescate dalle parole di La Russa e Alemanno prima, e soprattutto da Fini poi, in merito alla questione “Rsi.-fascismo-antifascismo”, stranamente per diversi giorni ho pensato all´inno irlandese. Mi direte: “che diavolo c´entra l´inno irlandese?” In linea teorica proprio nulla, eppure certi suoi passaggi risuonavano prepotentemente nella mia mente, senza volermi abbandonare. Esiste in particolare un passaggio molto significativo di quel testo, che qui brevemente cito:
“I nostri padri combatterono prima di noi/ e lottarono sotto la stessa vecchia bandiera/ che fiera sventola sopra di noi/ Siamo figli di una razza combattente/ che mai finora ha incontrato disonore/ e come marciamo a fronteggiare il nemico/ canteremo una canzone da soldato”.
Pensando alla mia area politica, quella di destra, credevo fermamente anch´io come gli irlandesi di combattere sotto la stessa bandiera dove lottarono i nostri padri e nonni… Credevo anch´io di far parte di una razza combattente che mai aveva incontrato disonore (quantomeno fino a Fiuggi), pronti a marciare per fronteggiare i nemici.
Credevo davvero che nei nostri valori irrinunciabili ci fossero parole come dignità, fedeltà, onore.
Invece mi sono trovato a fare i conti con persone che ogni giorno abiuravano, disonoravano, tradivano, sputando sul piatto dove per anni avevano mangiato, offendendo pure la memoria di chi gli aveva preceduti e di chi aveva versato il sangue per difendere e mantenere viva una fede, un´idea, un onore. Appunto, credevo….
Tralasciamo le vicende fiuggiane, dal momento che ormai sono stati sparsi fiumi d´inchiostro sull´argomento. Tralasciamo pure le piroette finiane su tematiche come voto agli immigrati, legge 40, ingresso nel PPE e nel PDL, ed ovviamente quelle di carattere storico.
Tralasciamo tutto, dal momento che l´individuo in questione lo conosciamo bene, purtroppo….ma non possiamo certo far finta di nulla quando questo “signore” si spinge oltre, andando a parare su argomenti tipici di chi sta a sinistra. Sostenere che la destra debba riconoscersi nell´antifascismo,
quell´antifascismo nel nome del quale sono morti molti nostri connazionali e camerati, nel nome del quale ancor´oggi come allora la nostra comunità subisce violenze ed attentati terroristici, ecco, il solo voler far credere che sia questa la strada da seguire d´ora in avanti, mi lascia totalmente sbigottito. Ritengo che l´attuale presidente della camera non abbia ormai più alcun titolo per parlare a nome e per conto della destra italiana. Diventa quasi ridicolo quando menziona quel nome.
Egli ha scelto di andare al centro e forse fra qualche anno aspettiamoci pure dal personaggio in questione un´ulteriore virata, probabilmente a sinistra, magari seguendo le orme di un suo illustre ex compagno di partito, tale Fisichella, che dopo aver contribuito a fondare An, lo abbiamo poi ritrovato nella scorsa legislatura nel centro sinistra, alleato di Bertinotti, Diliberto e Caruso.
Si accomodi pure signor presidente della camera, entri nei palazzi che le competono, quelli del potere e della mancanza di dignità, ma la prego, non venga a darci lezioni su cosa dev´essere la destra italiana. La destra come è sempre stata intesa, fin dai tempi del MSI, è quella che non pretende di “restaurare” ma che allo stesso tempo si rifiuta categoricamente di “rinnegare”.
Il fascismo, se lo metta bene in testa on. Fini, per la destra italiana ha le stesse funzioni delle radici per una pianta. Non si possono tagliare. O meglio, per dirla alla Mussolini: “le radici profonde non gelano mai”.
Nel 1993 era proprio lei che rivendicava perentoriamente: “A cinquant´anni dalla fine della guerra nessuno può pretendere che il MSI faccia in qualche modo un´abiura di ciò che è stato. Non dobbiamo sconfessare un bel niente”.
In un libro si spingeva anche oltre, affermando:
“Sono convinto che l´intuizione mussoliniana di una terza via alternativa al comunismo e al capitalismo sia ancora oggi attualissima. Il nostro compito è di attualizzare, in una società postindustriale alle soglie del 2000, gli insegnamenti del fascismo che con la Carta del lavoro del 1927, l´Umanesimo del lavoro di Gentile e i 18 punti di Verona della Rsi, ha lasciato un testamento spirituale, dal contenuto profondamente sociale, dal quale non possiamo prescindere”.
Ecco, on. Fini, è questa l´identità e l´eredità della destra. Si ricordi di quando la sua mente era ancora connessa con la realtà del nostro mondo e della nostra comunità militante. Altro che destra antifascista! E´ come pretendere di sostenere che la terra è quadrata. Questo suo delirio è frutto di un virus che prende solo chi necessita di ambizioni di potere. Già, se non avesse preso quel germe, a quest´ora non avrebbe ottenuto la presidenza della camera e un domani forse quella del consiglio. Però avrebbe potuto guardarsi con dignità allo specchio. Ma purtroppo, per usare un termine andreottiano che forse le si addice: “il potere logora chi non ce l´ha.” A lei quest´astinenza le ha fatto così tanto male, da arrivare a sputare sul piatto dove per anni ha mangiato, a vomitare sulle tombe di chi l´ha sostenuta e di chi è morto anche per garantire a gente come lei di arrivare ad intraprendere una carriera politica, sotto le bandiere di un grande ideale. Ha persino sputato sulla memoria del suo ex padre spirituale, quel Giorgio Almirante che forse oggi si starà rivoltando nella bara, ma lo sappiamo, per lei non c´è limite al disonore, alla vergogna, all´ignominia. La bella vita, il potere, le ambizioni personali oltrepassano tutto e tutti. Questo è l´insegnamento che sta dando alle nuove generazioni. Complimenti!
Alle nuove generazioni invece io dico di rifiutarsi categoricamente di sostenere ed accettare un´ infamia come l´antifascismo, ricordandosi che il potere non dura per sempre, mentre l´onore e la dignità di una persona sì.
Forse saremo rimasti in pochi a lottare, a marciare, a cantare questa “canzone da soldato”, di gente che vuol combattere ancora per difendere “l´idea che è stata e sarà la più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee”. E lo faremo, anche se probabilmente stando alle sue direttive, on. Fini, dovremmo unicamente intonare il
“de profundis”. Forse. Ma le dirò: a differenza sua e dei suoi lacchè, noi abbiamo ancora una dignità, e quindi al suo invito all´abiura ed al salto sul carro dei vincenti, rispondiamo fermamente: “anche se tutti, noi no!”
Dario Reinardi
Presidente associazione culturale
“Italia Nazionalista Cristiana”

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VIVERE L·AMBIENTE SOLIDARIETA·


da
VIVERE L·AMBIENTE SOLIDARIETA·


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
17:50

[SIZE=4][COLOR=darkblue]Repetita iuvant ? [/COLOR] [/SIZE]

Mi amareggia che ancora nessuno si sia preoccupato dell’appello di Alberto Garavaglia, i nostri enti istituzionali così attenti e così prodighi ad elargire consulenze ed incarichi ai loro protetti, fino ad oggi non hanno degnato della minima attenzione verso questo giovane laureato che chiede un qualsiasi posto di lavoro, un giovane pieno di vita e buona volontà che vuole rendersi utile per non sentirsi un .."diverso" , un giovane che ripeto ha l’unica sfortuna di essere nato più sfortunato di noi.
Ripropongo l’appello con la speranza stavolta di ricevere qualche risposta positiva in merito. 😎

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Scuola Materna


da
Scuola Materna


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
17:49

certamente quelle della Materna!!!! L·importante è agire contrariamente al Palazzo Comunale ,poi però quando fa comodo…..

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Luigi_Rispoli


da
Luigi_Rispoli


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
17:47

Dopo le recenti forti pioggie dei giorni scorsi sono andato a fare un giro e vedere in che stato versa la Valle del Botro. Per i non longonesi stiamo parlando di quel fosso che partendo dalla suddetta valle, quella alla sinistra guardando il Monte della Croce, costeggia la strada che porta al campo sportivo, attraversa parte del paese e sfocia sotto il las vegas pub (una volta il ristorante la caravella). Nella mappa di google se ne può vedere, in rosso, il percorso. Ebbene il fosso versa in condizioni pietose. In alcune parti a causa di cedimenti delle spallette o di lavori eseguiti nei campi adiacenti, risulta per buona parte interrato. In altre è completamente riempito di canne, pruni, erbacce. Naturalmente non potevabno mancare i classici rifiuti che ormai accompagnano le nostre strade di campagna. Che dire, spero che qualcuno prenda provvedimenti e che la valle ritorni come era una volta, pulita e percorribile a piedi, dalla lanterna al botro, onde evitare sgradevoli e drammatici episodi.

Le immagini:
[URL]http://www.muzemal.org/forum/viewtopic.php?f=14&t=320&p=34051#p34051[/URL]

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Paolo


da
Paolo


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
17:44

X MASSIMO S.
scusa se mi sono permesso di citare Umberto come esempio virtuoso di persona competente ma non laureata, ho sbagliato io ad attribuirgli schematicamente una posizione politica che forse non era importante esporre e forse neanche gli appartiene.
Le sue letture depongono a favore della sua intelligente curiosità che lo ha spinto a intraprendere un·avventura eccezionale.
salutamelo caramente
ciao Paolo

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guida


da
guida


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
17:40

Massimo scusa,ma hai preso cappello?
Per me il tu fratello pol·esse di qualsiasi credo politico, ma dire che è di destra mi sembra un pò esagerato.
Io ho fatto una mia considerazione senza offendere nessuno.
il mio era solo un pour parler motivo anche per cui è nato sto blog!

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osservatore


da
osservatore


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
17:24

Le scuole elbane gratificano i “ciuchi”?

Non mi è chiaro il meccanismo con cui la scuola ha attribuito i crediti agli studenti.
Infatti si presume che chi abbia avuto un debito possa solo colmare le proprie carenze, anche se in modo diverso. Certamente non mi sembra possibile che chi aveva avuto due o tre debiti, condizione questa che per un soffio non l·ha portato alla bocciatura a giugno, abbia ora avuto un·attribuzione di crediti maggiore rispetto a colui che era stato promosso, dimostrando quindi di avere studiato in modo adeguato e di essersi impegnato con una certa responsabilità.
I crediti dovrebbero essere attribuiti in base alla media dei voti riportati a giugno, perchè aver contratto un debito significa che ci sono state delle difficoltà nel percorso, per cui non mi pare possibile che,alla fine, un recupero debiti possa addirittura portare chi stava per essere bocciato ad avere un credito maggiore di chi è stato promosso a giugno.
Se è così, allora si incentiverebbero i ragazzi a trascurare qualche disciplina in modo da avere più tempo e più aiuto per riparare e quindi innalzare la media e far accumulare più punti.
Ma allora più debiti = più voti, che, se positivi, innalzano la media e quindi credito più alto.
Ma questo mi sembra davvero un discorso perverso e poco educativo, per cui propendo a ritenere che non ho ben capito e che le cose non stiano proprio cosi. Allora qualcuno mi sa dire perchè nei tabelloni appesi a scuola i risultati sono questi?
Possibile che la scuola gratifichi i fannulloni invece dei ragazzi più studiosi e responsabili?

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paolino


da
paolino


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
17:08

PER YURI
CERCA DI ESSERE PIU· SINTETICO!
Ho letto il post o meglio lo "spot" del tuo albergo… è chiaro che non volevo fare confronti o raffronti tra realtà diverse in termini di dimensioni o dislocazione. Volevo ricordare solo che c·è un altro modo di fare turismo… che è necessariamente complementare a quello per fighetti del Garden o di Giannino. Siamo tutti piccole ruote del medesimo grande ingranaggio. Il locale di tendenza è perfetto e ci vuole.
Poi i conti di una località turistica con spiaggia, scogliere, calette, sentieri ecc… si fanno con tutti quelli che vengono per le più svariate ragioni all·Elba.
Il Fighetto, il ciclista, il pescatore, lo yachtman, il ragazzo con la tenda… mettiamoci anche i pensionati tedeschi… tutti insieme fanno funzionare la macchina del turismo. Tutti sono importanti e per fortuna riusciamo ad attrarre tanti pubblici diversi in più momenti dell·anno.
Basta non pagare un consulente per farselo dire!!!
A Campo nell·Elba è successo anche questo… però era Professore…
saluti
paolo
p.s. aspetto invito a cena per Zuppa Pitona e Lasagne della mamma del socio… sono 20 anni esatti che aspetto il bis!!! Ci parliamo tutta la sera e almeno non annoiamo gli altri con questi post

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Donna


da
Donna


pubblicato il 16 Settembre 2008

alle
16:57

Per Scuola Materna del 15/9…. A quali insegnanti ti riferisci nel tuo post? A quello della Statale o della Don Albertolli? La musica e· cambiata… o forse va bene cosi· visto che il Paesello e· contento?

Attendi…