capire e conoscere erano anche in tempi remoti le prime enciclopedie per ragazzi, piccoli ripostigli dove gli adolescenti potevano ficcanasare qualora il loro QI inviasse stimoli e sana curiosità…
spesso il problema però non è capire, ma mantenere ad ogni passo sul sentiero della conoscenza (pedalta o la nevera hanno i loro sentieri, bellissimi ma di altro si parla) un piccolo dubbio su ciò che apprendiamo, una piccola perplessità da custodire come un tesoro che diventa ogni volta una molla, uno stimolo alla riflessione…e non è il soffermarsi, non è ingenerare lentezza ai nostri processi mentali che ci aiuta a comprendere…
penso che tentare di vedere le cose da prospettive diverse ogni tanto sia utile esercizio, anche l·aquila della madonna del monte diviene scoglio senza significato guardata da est, per non parlare dell·omo scapato dal fulmine che, almeno lui, un tempo ha avuto testa…
soffermarsi…ma dove?
forse un buon posto dove riflettere è sulla piazza davanti al bar di lando, o meglio ancora il piazzale ventoso adiacente al cimitero…
no, credimi, penso che un posto geograficamente identificato non esista, penso che il posto buono forse sia quello, una volta individuato, dove si possa ragionare per un momento lontani dalle proprie convinzioni, riflettere senza il recinto dei propri credo…sgusciare fuori dalla nassa aggirando il golese delle presunte certezze…
…e al "un be· più", consiglio che può anche essere accettato, ti rispondo con un "fatti più totani e più campari"…
p.s. onde non essere frainteso, a chiunque leggesse tra le mie righe una sorta di livore per marciana voglio dire che tutta questa delirante discussione verte sulla superficialità di certe affermazioni e non c·è alcuna intenzione di sparare a zero su un paese che ritengo bello e fortunato; d·altra parte ogni località ha, tra i propri rappresentanti, persone di ogni tipo…
ah, politico, perchè insisti tanto con questo secchio? Non riesco ad afferarne il lato ironico…

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