da
portoferraiese che non beve
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
20:01
Mi chiedo perche' all'interno di Fiamma molti non hanno rinnovato piu' la tessera ?
Mi chiedo perche' anche un consigliere di marciana marina non ha piu' rinnovato la tessera ?
Attendo risposta dal segretario Catardi e dal Poli se ne sono capaci. 😀 😀
da
boh
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
19:47
da
Gianluigi
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
19:45
Il vecchio campese non ha fatto una gran bella figura.
E' incredibile, quando non fai nulla si incazzano perché non fai nulla, quando fai qualcosa si incazzano perchè strumentalizzi la situazione.
Certo il geriatrico campese, che offende me, Dini e Montauti, definendoci "brutta compagnia" per l'amico Gianni Baldetti, dimentica di firmare. Forse gli tremano le mani.
Non so per quel motivo l'anziano elbano giudica con tale astio me ed i miei compagni.
Per quello che mi riguarda, tranquilizzo le coronarie del vetusto elettore, in quanto non avendo intenzione di ricandidarmi, non ho nessun motivo di strumentalizzare una situazione che è sotto gli occhi di tutti.
Forse l'opacizzazione del suo cristallino tipica degli anziani, non gli consente di vedere alghe ed affini.
Stia tranquillo, l'avo tirrenico. Verranno comunque tempi migliori.
Quelli in cui le persone, forse proprio i giovani, non avrano timore di firmare i propri dissensi.
Gianluigi Palombi
da
Gloria
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
19:38
da
roky
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
19:32
da
X Campese…pieno di vomito.
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
18:53
Cosa farai altrimenti quando pioverà di quel che tona!
P.S. Prepara anche le mutande di bandone! (potrebbero servire anche quelle)
da
Foresi
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
18:51
da
Rotellini Gabriele
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
18:35
Meditate gente meditate
Crolla il turismo made in Italy, eravamo il primo paese ad attirare gli stranieri adesso siamo al quinto posto.
[SIZE=1]Diceva lo scrittore Henry Miller che la destinazione di un viaggio «non è mai una località ma piuttosto un modo di vedere le cose». Ecco, come modo di vedere le cose, l'Italia non piace più come una volta. Nel 1970 eravamo il primo Paese al mondo per numero di turisti stranieri. Da molti anni siamo ormai scivolati al quinto posto, dietro Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina. E nel 2020, secondo le previsioni dell'Organizzazione mondiale del turismo, perderemo altre due posizioni, finendo dietro anche a Gran Bretagna e Hong Kong. Un declino che sembra inarrestabile per un settore che da noi vale il 10 per cento del Pil, dà lavoro a due milioni di persone e muove ogni anno 90 miliardi di euro. Non è solo una questione di orgoglio nazionale, dunque. Ma un serio problema economico che in tempo di crisi potrebbe avere conseguenze devastanti. Perché stiamo scivolando indietro? In parte, ma solo in parte, non dipende da noi. È tutta l'Europa ad essere in declino: negli anni '80 copriva i 2/3 delle destinazioni mondiali fra una decina di anni scenderà al 40 per cento.
Il turismo tradizionale — città d'arte, mare e montagna — perde colpi a vantaggio di quello verde e ambientale, più in linea con lo spirito dei tempi. E infatti stanno lievitando mete fino a pochi anni fa di nicchia come la Patagonia, le Galapagos, la Namibia o la Nuova Zelanda. Ma la responsabilità è soprattutto nostra. Una prima spiegazione — poco originale e piuttosto sconfortante — è che la nostra industria turistica è poco competitiva. Nella speciale classifica del World Economic Forum, l'organizzazione che ogni anno cura il meeting di Davos, siamo solo al 28/mo posto. Buoni ultimi nella vecchia Europa a 15, dietro a tutti i nostri potenziali rivali come Francia e Spagna, che infatti attirano più stranieri di noi. E superati da Paesi che non hanno certo nel turismo il loro cavallo di battaglia come il Lussemburgo. Cosa vuol dire poco competitivi? Lo spiega «L'Italia. Il declino economico e la forza del turismo », una corposa ricerca a cura di Attilio Celant, direttore del Master in economia e management del turismo dell'Università la Sapienza di Roma, e Maria Antonella Ferri, che insegna nello stesso master. I nostri difetti peggiori — secondo il rapporto del World Economic Forum — sono le infrastrutture non sempre all'altezza della situazione (alberghi ma non solo), la mancanza di un cervello pensante che possa organizzare l'offerta nazionale, e anche uno scarso utilizzo di Internet, che ormai è l'agenzia di viaggio più utilizzata al mondo.
Con ordine. Forse è una caratteristica che si intona bene con l'immagine dell'Italia nel mondo, ma l'Organizzazione mondiale del turismo la sottolinea quasi con orrore. Nel nostro Paese solo il due per cento degli alberghi è affiliato ad una catena internazionale. Una fetta minuscola se paragonata non solo al 70 per cento degli hotel americani, ma anche al 12 per cento della Spagna, al 18 della Francia o al 20 della Gran Bretagna. Certo, lo straniero che sceglie l'Italia per le sue vacanze preferisce la gestione familiare della pensione Maria al super hotel con mille stanze arredate nello stesso modo a Buenos Aires come a Vienna. Ma se Maria e i suoi figli accolgono (magari al meglio) chi ha già deciso di partire, solo le grandi catene riescono a «creare» turisti, offrendo tariffe speciali a chi è già stato cliente dei propri hotel in altri Paesi, oppure puntando sui grandi numeri di chi viaggia per congressi e fiere. A parlare sono i soldi: la produttività del personale che lavora negli hotel italiani è bassa. Secondo uno studio della commissione europea siamo al dodicesimo posto tra i 27 Paesi dell'Unione Europea con poco più di 25 mila euro l'anno per addetto.
Quasi la metà del Belgio, e ancora una volta dietro ai nostri rivali europei Francia, Spagna e Gran Bretagna. Altra mancanza — secondo lo studio realizzato dai professori del master della Sapienza — è la scarsa attenzione a settori specifici che in tempo di crisi possono garantire la sopravvivenza, come il low cost e i giovani. In Italia praticamente non esistono i cosiddetti budget hotel, le catene con servizi spartani e tariffe contenute, che vanno forte in Francia e Spagna. Così come sono una rarità gli ostelli della gioventù, che magari non porteranno soldi a palate ma formano i viaggiatori di domani, quei ragazzotti che oggi girano con lo zaino in spalla e tra qualche anno potrebbero tornare con moglie, figli, e un portafoglio pieno di carte di credito. Siamo indietro, dunque. E siamo indietro non solo quando un inglese o un americano atterrano a Fiumicino o alla Malpensa ma già prima. Ormai in Europa il 34 per cento delle prenotazioni alberghiere viene fatto direttamente via Internet dai siti degli hotel, saltando l'intermediazione delle agenzie. Un modo per risparmiare qualche euro che — con la crisi economica e la filosofia del risparmio che conquista anche i ricchi — è destinato a diffondersi sempre di più. Ecco, in Italia le prenotazioni via Internet sono al 24 per cento, dieci punti sotto la media europea. Per la semplice ragione che sono pochi gli hotel che offrono questo servizio: il 60 per cento contro una media europea del 72 per cento. Le bacchettate non finiscono qui.
Lo studio sottolinea come l'Italia spenda per la promozione più o meno la stessa cifra degli altri Paesi del Vecchio continente: 160 milioni di euro l'anno contro i 180 della Francia e 170 della Spagna. Solo che più della metà di questa somma viene assorbita dagli stipendi e dalle consulenze delle strutture che di questo si occupano. Così come manca, sempre secondo la ricerca, un coordinamento reale che promuova il marchio Italia, magari unendo gli sforzi di città d'arte, mare e montagna che oggi corrono ognuno per conto proprio e invece potrebbero finire facilmente nelle stesse campagne e negli stessi pacchetti. Il risultato di questo triste panorama? Ci aiutano le fosche previsioni del «World travel & tourism council», l'organizzazione mondiale che riunisce i principali operatori del settore. Tra dieci anni l'Italia rischia di perdere un posto (dall'ottavo al nono) nella classifica mondiale del Pil del settore turistico, di perdere un altro posto (dal quinto al sesto) nella graduatoria dei soldi portati dai viaggiatori stranieri. E addirittura di uscire dalla top ten, oggi siamo ottavi, per gli investimenti nel settore turistico. Un disastro che non solo offuscherebbe l'immagine di quello che un tempo era chiamato il Belpaese. Ma che darebbe un colpo forse mortale ad un'economia già scricchiolante.
Lorenzo Salvia
08 febbraio 2009[/SIZE]
da
Campese…pieno di vomito.
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
18:00
Ho il vomito nel vedere il mio paese in queste condizioni…..
Ho il vomito perchè chi ha concorso a ridurlo così in questi anni, puntualmente sotto elezioni tira la testa fuori…….
Ho il vomito perchè ha venduto i materassini in questi anni fregandosene del nostro comune e dei suoi cittadini……ora è di nuovo all' attacco a fare danni!
Chiedo ai suoi ( familiari):
Ma un po' di rispetto per noi compaesani e per il posto in cui siete nati ce l'avete?
Un po' di amor proprio ce l'avete?
Non vi fa male vedere quest' andazzo?
Eppure dovreste essere giovani rampanti?
( uno giovane/trombato)
MA PERCHE' NON LO TENETE A CASA A FARE IL NONNO O A FARE UN BELL' INVENTARIO?
I VOSTRI CONCITTADINI VI SAREBBERO ETERNAMENTE RICONOSCENTI…..
da
un campese
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
17:59
Prendo lo spunto da una richiesta fatta o meglio quasi una invocazione,da parte di qualche titolare di attività come sopra indicata,per ribadire il concetto che la natura crea i danni,i Comuni debbono urgentemente rimediare ed i Concessionari,dopo 3 mesi di pieno,regolare ed abusivo,se ne vadano alle Maldive,Thailandia,Seyschelles ecc.ecc.ed al ritorno passino dai Saloni e rinnovino i SUV (Gipponi per meglio intendersi) Mercedes e quant'altro.
Ma ci rendiamo conto che pur essendo le spiaggie un bene naturale che dovrebbe essere usufruito da tutti,questi signori da anni e piselli verdi fanno i nababbi con investimenti minimali e poi hanno il coraggio di lamentarsi……ma che se li facciano da se i ripascimenti !!
da
Elettra
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
17:44
da
vecchio campese
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
17:39
In prossimità delle elezioni ci si attacca a tutto,anche alle bugie!!
Avete infatti pubblicato una foto delle alghe di Campo che risale ai primi giorni della mareggiata,e non alla situazione attuale.
Andate a vedere le spiagge in continente!!!!!non hanno ancora toccato un ramo!!!Il fatto è che ci sono troppi SOLONI e disfattisti in caccia di voti.Baldetti,sei una brava persona,ma sei meglio solo che male accompagnato!!
[COLOR=darkblue]
La foto era di repertorio messa dalla redazione le alghe infatti ad oggi, sono tutte ammassate davanti al circolo della vela [/COLOR]
da
Rotellini Gabriele
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
17:22
Riecco il link, spero quello rimanga…
[URL]http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_08/crolla_il_turismo_made_in_Italy_focus_lorenzo_
salvia_c26cb174-f5b7-11dd-9877-00144f02aabc.shtml[/URL]
Ringrazio Angela per la segnalazione :gren:
da
X gatti
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
17:21
da
Vecchio scarpone
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
16:48
da
gatti
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
14:50
Se invece non dici nulla di questo, allora potrebbe anche darsi che lo fai solo per spaventare la gente.
da
buscioni e sentieri
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
14:43
Tu portati nel Poio o nel Bollero un paio di forbici da pota e taglia qualcosa che ti sbatte negli occhi. Voglio vedere chi ti trova e cosa ti dice…
Cerchiamo di non farci male da soli. Certo, se ci vai col ruspino….
E anche nella normativa del parco c'è scritto che quanto ricresce in un sentiero può essere tolto. Figurati poi fuori parco.
da
Niente ripascimenti a gratis per i soliti ripasciuti
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
14:30
Che poi se ci devo venire io, mi fate pagare l'ombrellone etc etc. e nemmeno mi fate la ricevuta.
Se volete guadagnare VOI coi soldi NOSTRI allora facciamo una bella società insieme. Se no, spendeteci soldi vostri.
Le strade sono piene di buche perché il Comune ha speso tutto nelle spiagge. Fra l'altro non tutti quelli che vengono sulle spiagge campesi stanno e spendono a Campo.
Non so se mi sono spiegato bene. Non fate troppo i furbini…
da
Mountainbiker
pubblicato il 9 Febbraio 2009
alle
14:16
Se vuoi un consiglio fai come faccio io, ogni tanto mi metto pennato e sega pieghevole nello zainetto per sistemare alla meglio dove credo ce ne sia più bisogno, tanto se aspetti che lo faccia qualcun altro ai voglia a allunga il collo!
Per ciò che riguarda le moto sui sentieri sembra che non glie ne importi niente a nessuno, ogni tanto vola qualche multa ma è solo fumo negli occhi.
Se avessero veramente intenzione di togliere le moto dai sentieri è un pò l'avrebbero levate.
