[COLOR=darkblue]A proposito di censura, di censure, di spaventevoli querele e richieste di danni miliardari ( di vecchie lire ).[/COLOR]
Gli Amici lettori mi perdoneranno se cito fatti personali ma questa determinazione serve a rendere più comprensibili i fatti. Partendo da una assoluta verità : io non ho mai querelato nessuno.
Vi sottopongo quindi l’elenco di chi ha tenacemente cercato di zittirmi:
– La Daneco. Mi citò in tribunale con una richiesta danni di un miliardo per avere io detto che la i loro camion, quando ancora portavano le immondizia alla nave, “ smerdolavano “le strade ( scusate il francesismo ). Per spaventarmi ancor di più e zittirmi ( le mie polemiche avverso la erigenda realizzazione dell’ inceneritore del Burraccio erano al centro dell’attenzione elbana ) chiamarono in causa anche la gestione dell’ Hotel Airone del Parco & delle Terme , gestione della quale ero socio e direttore, per il solo fatto che io avevo utilizzato un foglio di carta intestata del suddetto albergo, ma firmando io il testo “ a titolo strettamente personale “ Se avessi usato un foglio di carta dell’ Hotel Hermitage, presso il quale a volte pranzavo, Ospite dei deliziosi proprietari, avrebbero citato anche loro ?
– Il commissario ad acta ( a cattiva acta, sempre del Burraccio ) mi querelò per lo stesso motivo ( non cito il nome proprio perché me lo sono dimenticato ma voi tutti lo ricorderete, era un comunista di Grosseto, geometra o ingegnere, ben ammanicato nelle segreterie del partito comunista che lo candidò anche alle elezioni di non so più quale tornata e che gli elettori trombarono allegramente, neanche si fosse trattato di una pulzella in fiore
– Il dr. Vincenzo Onorato mi querelò presso il tribunale di Portoferraio, con miliardaria richiesta di danni, per aver io affermato, in un articoletto ospitato dal Tirreno, cronaca elbana, che avrei auspicato, per la rinascita del nostro turismo, “ prezzi traghettuali Moby più onesti “. Il Dr. Onorato, che godeva dell’appoggio politico dell’attuale Partito Comunista, nella figura dell’ Onorevole Mussi, del qual era sempre ospite d’onore alle cene elettorali , querelò solo me e non il Tirreno che aveva ospitato l’articoletto. Fatte le debite proporzioni, fu come quando l’ On. D’Alema querelò per tre miliardi il mitico Forattini per una sua vignetta ( Sbianchettiamo ? ) ma non Repubblica che l’aveva pubblicata. Volevano certe impaurire gli autori ma non inimicarsi le testate, dichiaratamente di sinistra-sinistra.
– il Dr. Vincenzo Onorato, la Balena perde le scaglie ma non il vizio , mi querelò per un secondo scritto, apparso sulle eroiche pagine del Camminando.com nel quale, paragonando la sua compagnia alle peripatetiche, senza offesa per queste ultime, reputavo e stimavo il meretricio più corretto della bigliettazione Moby. Non fu una querela ma una azione civile ( presso il tribunale di Milano e non più di Portoferraio dove aveva già platealmente perso )con richiesta di danni ( stra miliardaria ) proprio del tipo che il TopaBerlusca ha irrorato a Repubblica ed all’ Unità.
Concludo affermando quindi che … chi di querela ferisce… di querela perisce ….
bruno paternò, nei secoli fedele ( all’isola Verde & Blu )