AFA ALL'ELBA: QUAL E' LA SITUAZIONE PER I NOSTRI ANZIANI! ALL'ELBA ESISTE IL PROGETTO?
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AFA ALL'ELBA: QUAL E' LA SITUAZIONE PER I NOSTRI ANZIANI! ALL'ELBA ESISTE IL PROGETTO?
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Consiglio di collegarsi a TENews ed andare a ricercare tra gli arretrati "POLO SCOLASTICO", se avete tempo partite pure dai primi articoli del 2005, diversamente slittate alla notizia pubblicata il 01/08/2008.
Risate assicurate!!!
Tornando seri: la barzelletta è vecchia e utilizzata da innumerevoli anni per posticipare quanto già allora andava fatto agli edifici scolastici dei nostri figli.
Nel frattempo solo interventi "tappabuco" e la fatiscenza si è cronicizzata.
Sarei felice di constatare di sbagliare ma nel frattempo io non la bevo!
Dalla trasmissione di Rai 3: “Vieni Via Con Me”». Consiglio ai maschi un’attenta lettura e una ponderata riflessione, mentre mi scuso con le femmine poiché, per un errore tecnico, il post non è stato pubblicato ieri, in occasione dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne (com’era giusto fare!). Ciao, Lorenzo
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Sviluppo di una nuova immagine coordinata per l’Arcipelago Toscano
Abbiamo individuato fra gli obiettivi prioritari, la costruzione, nel medio periodo, di un lavoro che renda nuovamente percepita in maniera qualificata la destinazione ed in modo più deciso sul territorio dell’Arcipelago Toscano.
Non vi è dubbio che il segmento di offerta prevalente resti ancorato al mare, ma anche questo può vivere di molte possibili e nuove declinazioni. Ciò che riteniamo importante è garantire una coesa visione che riporti sempre al territorio aiutando la crescita di una consapevolezza da parte dei potenziali clienti di trovarsi di fronte ad una destinazione in grado di soddisfare più alternative e/o complementari bisogni.
Come abbiamo già indicato in precedenza, non c’è marketing se non c'è prodotto e questo deve essere il caposaldo condiviso da parte di tutti gli attori – pubblici e privati – perché l'Elba e l'Arcipelago tornino ad essere una destinazione proiettata verso uno sviluppo turistico moderno.
Dal punto di vista di chi deve rendere più sensibile il mercato, probabilmente si può anche affermare che il prodotto è inutile se non c'è un'attività di marketing d'area che possa più agevolmente permettere un'allocazione sul mercato di ciò che siamo in grado di offrire.
Per questo si rende necessario creare quelle basi comunicative che possano trasferire una nuova immagine del territorio e che possano , nel contempo, ridare nuovo impulso all'attenzione verso la destinazione. In sintesi, si ritiene importante mettere a disposizione strumenti da utilizzare funzionalmente a qualunque tipo di approccio si voglia avere. L'attività di ufficio stampa che permetta il coinvolgimento del mondo giornalistico verso il territorio è fondamentale perché l'attività di profondo riposizionamento che deve vedere l’'Elba protagonista debba passare anche da una dimensione che non afferisce esclusivamente al settore turistico “tout court”.
Si ritiene fondamentale, in tal senso, riuscire a trasferire un senso di dinamismo complessivo che permetta di far comprendere come il territorio nella sua interezza si stia muovendo verso la ricerca di una modernità che lo faccia sentire in sintonia con il mercato.
Non è un semplice e scontato cambio di prospettiva; è la considerazione fondamentale e propedeutica che porta al centro dell'attenzione il turista e non la nostra visione autoreferenziale.
Le azioni propedeutiche:
• sviluppo di una nuova immagine coordinata declinata su tutti gli strumenti con l'ambizione che l'utilizzo di un carattere distintivo venga adottato dalla totalità degli attori;
• attivazione di un ufficio stampa di carattere nazionale necessario per esportare in maniera qualificata ciò che succede, utilizzandolo non solo per la diffusione di notizie prettamente turistiche, ma per far comprendere il dinamismo complessivo dell'area.
In sintesi, le azioni fondamentali che, nel processo comunicativo, si intende adottare, sono:
1. azioni di impulso per lo sviluppo dell'aeroporto; si ritiene di dover incrementare l'attività di coinvolgimento delle compagnie aeree con l'intento di garantire l'ingresso del territorio anche su mercati oggi più difficilmente intercettabili. Nel contempo, l'attività dedicata potrebbe permettere nuove modalità di coinvolgimento anche dei mercati tradizionali che hanno necessità di essere rivitalizzati;
2. sensibilizzazione del mondo giornalistico anche attraverso educational tour, generalisti e tematici, che permettano di velocizzare la "nuova"conoscenza del territorio e del patrimonio di offerta disponibile;
3. impossibile non dedicare la necessaria e profonda attenzione all'aspetto telematico che cambi completamente la filosofia di quello attualmente disponibile e lo avvicini al concetto "web 2.0"; in pratica, rendere moderno e “marketing oriented” la parte web allontanandosi dall'idea di vivere il sito web come pura presentazione autoreferenziale. In questo contesto si inserisce la “BTO delle Isole” che intende perseguire più obiettivi: la crescita della conoscenza, l'inserimento del territorio, come attore principale, in un sistema di relazioni di alto profilo, lo stimolo di un flusso business, il recupero di indicazioni utili per il settore privato e pubblico che permettano di dimostrare un elevato e concreto livello di modernità.
Eh no, cara Professoressa, vada pure per la quotidianità (e nemmeno poi tanto) ma nell’immaginario, almeno noi elbani, abbiamo sempre avuto il vino; soprattutto quando non ce n’è o ci hanno proibito di berlo!
La stagione turistica 2009 per le località dell’Arcipelago Toscano ha chiuso con 431 mila arrivi e 2 milioni e 738 mila presenze.
Gli esercizi alberghieri, con oltre 1 milione e mezzo di presenze, hanno registrato il 56,1% dei pernottamenti complessivi dell’area; la durata media del soggiorno in queste strutture è stata di 5,3 giorni. Gli esercizi complementari, dove il tempo di permanenza è stato mediamente di 8,6 giorni, hanno raccolto poco più di 1 milione e 200 mila presenze.
Il peso del turismo nazionale è stato superiore a quello registrato a livello provinciale. Con quasi 2 milioni di presenze, infatti, la domanda italiana ha determinato oltre il 70% dei flussi. L’incoming estero si è fermato a 809 mila presenze, pari al 29,5% del totale.
Dal 2000 al 2009, la domanda turistica nell’Arcipelago Toscano è diminuita, con un saldo che si attesta sul -13,7% per gli arrivi e -12,3% per le presenze. In termini assoluti si sono persi circa 68 mila turisti per un totale di 384 mila pernottamenti. Da segnalare come negli ultimi tre anni l’andamento dei flussi sia stato negativo.
La contrazione delle presenze ha caratterizzato tutte le principali componenti della domanda turistica dell’area. In particolare, negli esercizi alberghieri sono stati persi circa 212 mila pernottamenti, in quelli complementari circa 172 mila. I turisti italiani hanno ridotto le presenze di circa 196 mila unità, gli stranieri di circa 188 mila.
Dal 2000 al 2009 non ci sono state significative variazioni nella distribuzione delle presenze turistiche tra comparto alberghiero ed extralberghiero.
Per quanto riguarda invece il rapporto tra italiani e stranieri si sono avute nel corso degli anni maggiore oscillazioni. In particolare la domanda italiana, che è sempre stata superiore a quella straniera, è passata dal 68,1% del totale nel 2000, al 55,1% nel 2003, al 70,5% nel 2009. La flessione dei flussi in questi primi dieci anni del nuovo millennio non ha avuto riflessi sulla permanenza media dei turisti; il dato di 6,4 giorni stimato per la stagione 2009 si colloca leggermente al di sopra di quanto rilevato nel 2000. Ci sono state alcune importanti oscillazioni nel corso di questi anni, come ad esempio nel 2003 quando la durata del soggiorno è salita sui 7,6 giorni.
Come era facile aspettarsi, la stagionalità dei flussi nell’area dell’Arcipelago Toscano risulta più accentuata di quanto accade nel resto della provincia. Nel 2009, il periodo che va da giugno a settembre ha visto concentrare circa l’86% di tutte le presenze dell’anno (rispetto al 2000, questa percentuale si è incrementata di circa due punti).
I 2/3 dei contribuenti italiani nel 2006 hanno dichiarato un reddito da 6.000 a 15.000 Euro all'anno. Solo in 50.000 dichiarano più di 200.000 euro all'anno e 150.000 persone tra 100.000 e i 200.000.
I redditi da lavoro dipendente sono soggetti per legge, fin dagli anni '30, alla trattenuta alla fonte, e materialmente non possono evadere le tasse; da essi deriva la quasi totalità del gettito fiscale. L'evasione fiscale è vista come un'iniquità sociale tra lavoratori in quanto gli autonomi e i professionisti sono le categorie a più forte evasione.
In Italia contribuisce al fenomeno l'elevato numero di aziende che ancora non hanno integrato sistema informativo e sistema contabile tra loro e con i soggetti esterni (banche, clienti e fornitori) in modo che il pagamento dell'IVA e altre imposte avvenga tramite conto corrente e in automatico non appena sono generati ordini e pagamenti. Invece, in questi casi, si preferisce utilizzare bonifici o il pagamento in banconote contanti, anche di ingenti somme.
Altre modalità diffuse di evasione sono:
la fuga di capitali in Paesi dove la tassazione è più favorevole, con l'investimento o il trasferimento dei beni mobili in conti esteri
il deposito in cassette di sicurezza, anonime, delle quali solo il possessore ha la chiave di apertura, e dunque non tracciate in una banca dati interna dell'istituto, eventualmente accessibile alle autorità del fisco, né direttamente perquisibili dall'erario.
l'intestazione dei beni, in particolare immobili, a società anonime di diritto estero, aventi sede legale fuori dell'Italia, senza dipendenti e con soci anonimi, prive di un capitale sociale minimo da versare sul quale rivalersi, e di riferimenti a persone fisiche, società alle quali una tassazione (e le sanzioni per l'evasione) sono in concreto applicabili con difficoltà.
Negli USA l'evasione fiscale è reato e i controlli sono affidati ad un'agenzia privata con novantamila addetti che devono vigilare su 200 milioni di contribuenti. L'agenzia ha il potere di ispezione sui conti correnti; in Italia invece deve essere inoltrata una richiesta a ognuna delle centinaia di banche esistenti per sapere se da qualche conto corrente ci sono stati degli accrediti o addebiti verso il numero di conto desiderato. In sostanza, non è visibile l'estratto conto presso la banca titolare del rapporto, ma deve essere ricostruito chiedendo alle altre banche tutte le movimentazioni in dare e in avere.
Contro questi poteri di controllo è stato sollevato il diritto alla privacy, sebbene a dati simili abbiano accesso anche piccole società di credito. Un secondo argomento è l'affido di poteri di polizia ad un soggetto privato, tanto più rilevante perché riguarda l'accertamento di un reato piuttosto che di un illecito amministrativo.
Gli indipendentisti-autonomisti-provincisti con quli soldi pensano di amministrare un'Elba autonoma?
Elbano
😎
Non sono assolutamente d’accordo con il vostro pensiero in merito alla chiusura del nosocomio ospedaliero.
La trasformazione dell’attuale struttura ospedaliera in un semplice reparto di primo soccorso penalizza ancora una volta tutta la comunità Elbana e questo non deve accadere.
I nostri sindaci, le forze politiche devono intervenire affinché l’ospedale non chiuda. Anzi deve essere fatto uno sforzo per migliorare i servizi ed i reparti.
Io pur nella sfortuna ho avuto modo di apprezzare la professionalità e le capacità dei medici, degli infermieri e di tutto il personale ospedaliero.
Ecco è da loro che dobbiamo prendere esempio e sostenerli nella loro battaglia che li vede fortemente penalizzati nell’esercizio della loro professione. Reparti che chiudono, che addirittura vengono accorpati, con drastica riduzione del personale.
Questo sempre sostenuto dal solito motto del contenimento della spesa pubblica.
Mi viene sempre da pensare perché oltre canale si migliorano i servizi, gli ospedali si ampliano, ed invece all’Elba succede sempre e drasticamente il contrario.
Orbene si parla di contenimento della spesa pubblica e poi si finanzia una mega struttura per far atterrare un elicottero che sicuramente servirà.
Ma mi domando forse non era meglio spendere questi soldi per migliorare il nostro ospedale, di ampliare i reparti, di dotarli con macchinari moderni. Che portasse vanto e prestigio all’sola d’Elba?
Invece sembra proprio il contrario si costruisce un megaeliporto e contestualmente qualcuno sta studiando come chiudere il nostro ospedale, perché a me sembra che l’orientamento è questo e sistematicamente nessuno fa niente.
La conferenza dei sindaci se non sbaglio aveva individuato nel Sindaco del Comune di Campo nell’Elba colui che doveva occuparsi dei problemi della sanità all’Elba, visti i trascorsi di amministratore presso l’Azienda Sanitaria locale.
Ecco a Lui mi rivolgo in prima persona affinché si impegni, insieme a tutti i Sindaci dell’Elba ad affrontare di petto la situazione e non con le solite tavole rotonde o convegni preelettorali che non hanno portato nessun effetto e che anzi stanno portando l’Elba ad avere sempre più un ruolo marginale in tutte le principali scelte strategiche territoriali.
Io non posso far altro che rimarcare un grido di allarme per un servizio di preminente importanza per tutta la comunità elbana che ripeto NON DEVE ASSOLUTAMENTE ESSERE NE CHIUSO NE RIDIMENSIONATO A SCAPITO DELLO SVILUPPO DI ALTRI NOSOCOMI.
Infine piena solidarietà a tutto il personale dell’Ospedale dell’Isola d’Elba ed io caro sig. Giovanni ed ex dipendente non scappo. Anzi martedì mi opero ed ho scelto l’Ospedale di Portoferraio, il Dott.BONI, il Dott. GENTINI, il Dott.DE SANTIS, il Dott. MENNO e tutti i loro COLLABORATORI, perché credo fortemente nella loro professionalità, nelle loro capacità, della loro umanità che attuano quotidianamente nell’esercizio delle loro funzioni.
F.to
NAVARRA Rosario
Poi potremmo fare qualche considerazione…. 🙂
Voglio esprimere la mia solidarietà al riguardo del concetto espresso da ex dipendente del nostro ospedale. Sono d'accordo con lui meglio andare via e lasciare sull'isola solo un primo pronto soccorso!
Sarebbe sicuramente meglio così per due motivi.
1) meno rischi per i pazienti nel farsi curare.
2) notevole risparmio di soldi attraverso un ridimensionamento del personale, tanto come dice l'ex dipendente ormai i buoi sono scappati!!!!!