Facciamo una colletta per comprargli una mannaia o che cosa?
Scepale
Scepale
" da camminando messaggio 43 del 20.01.2011 , Durante le scorse vacanze natalizie mi si è rotta la macchina e dovendo muovermi da Portoferraio sono andato alla biglietteria Atl per informarmi sull' orario dei pulman. FATAL ERROR, perchè l' orario dei pulman all' isola d' Elba è basato sull' attività delle scuole dell' obbligo. Questo è candidamente dichiarato
nell 'intestazione dell' orario stesso ("con scuole aperte", "con scuole chiuse"). Se qualcuno non frequenta le scuole dell'obbligo e abbia la necessità di usufruire dei trasporti pubblici ALL' ATL NON INTERESSA.
L' orario letto da chi non va a scuola non ha senso, è inutile. Se una persona deve per qualsiasi motivo usare i mezzi Atl deve averne la possibilità. I pulman all' Elba non solo fanno poche corse, e solo fino a tardo pomeriggio, ma ci sono parti della giornata di SVARIATE ORE che non sono coperte.
Questo, signori, non è trasporto pubblico, perchè il pubblico non è costituito solo dai ragazzi di scuola. Questo è uno schifo.
Non mi aspetto certo una risposta a questa mia, visto che il problema si ripete da anni e nessuno si è mai degnato di risolverlo. "
" Da camminando messaggio 1 del 21.01.2011 , orario Atl valido dal 23/12/2010 al 8/01/2011 "CHIUSURA SCUOLE", grazie al quale non ho potuto usufruire del servizio di trasporto pubblico.
Questi i CASI PIÙ ECLATANTI Portoferraio porto – Bagnaia (valido anche per Portoferraio porto – Lacona) 6,20 – 13,20
Portoferraio porto – Viticcio 9,00 – 13-10
Lacona – Bagnaia 6,50
Lacona – Portoferraio 6,50 – 14,10
Marciana – Pomonte 10,55 – 13,55 – 19,05
Sant' Ilario – Fetovaia 14,10 – 17,50
Con due corse giornaliere, in orario peraltro pazzeschi, come si può pensare che un qualsiasi individuo possa usare il pulman all' Elba??
Certo, quelli da me riportati sono le tratte servite in modo peggiore, ma anche tutte le altre riportano delle, seppur minori, carenze. A titolo di esempio, una persona intenzionata ad andare da Campo a Marciana ha ben quattro possibilità: svegliarsi prima del gallo e prendere il pulman delle 5,55, far colazione sul pulman per quello delle 8,30, godersi il pallido sole invernale alle 10,30 o il tramonto delle 18,40. Il buco di 8 ORE tra le ultime due corse per me è pura follia.
Questa logica caratterizza tutto l' orario con rare eccezioni "
Quindi essendo comunque ben consapevoli dei tagli imposti per le pessime condizioni della finanza pubblica , auspichiamo una privatizzazione anche di questo settore con un conseguente rinnovo della flotta degli autobus , con mezzi più ecologici , più piccoli e più adatti al traffico elbano , consci anche del fatto che possono incentivare il turismo ecologico , avendo un trasporto pubblico locale efficiente per 24 ore al giorno , i turisti potranno lasciare tranquillamente l'auto a Piombino o a casa e si potrà avviare una concorrenza anche nel settore marittimo del trasporto passeggeri ( a partire da euro 16,20 tasse sulla navigazione comprese ) con alcune Motonavi passeggeri che già fanno la linea S.Vincenzo Pianosa o Piombino Pianosa e quindi si potrà anche fare Castiglione della Pescaia Porto Azzurro o Rio Marina oltre a S.Vincenzo Portoferraio e Piombino Cavo .
Tutto ciò in ossequio alle leggi del libero mercato porterà anche a una diminuzione del costo del traghettaggio delle auto , che altrimenti rimarranno a Piombino , S.Vincenzo , Castiglione della Pescaia o a casa dei turisti , con beneficio anche per l'aria che respiriamo .
Ricordiamo quanto riportato sul Tirreno di oggi :
é da 5 anni che si cerca di fare una holding regionale sul trasporto su gomma , ma sembra che la strada sia ancora lunga , il caso della CTT di Pistoia , compagnia toscana trasporti che ha chiuso il bilancio con circa 180.000 euro di debito e paga un affitto per la sede a Giusti per l'Edilizia ( non sarà mica per caso quello dell'ecomostro di Procchio ? ) appunto di 180.000 l'euro l'anno , quando ha a disposizione nelle vicinanze un immobile che potrebbe usare gratuitamente come sede , l'ATL ha chiuso con un risparmio di 52.000 Euro .
Poi non lamentiamoci che , se ci sarà l'acquisizione di Toremar da parte di Moby , diminuiranno le corse delle navi del privato e magari trasferiranno gli uffici e ci saranno meno posti di lavoro .
[COLOR=darkblue]Comitato Elba Caro-Traghetti e Trasporti Elbani [/COLOR]
Imposta di soggiorno. L'imposta di soggiorno è un'altra delle novità legate al federalismo fiscale: sarà pagata in percentuale sul costo di una notte in albergo, con un tetto di 5 euro (salta invece, rispetto alla versione precedente, il minimo di 0,5 centesimi). Il ministro Calderoli ha accettato la richiesta dell'Anci secondo cui l'imposta, limitata nella prima versione del decreto ai capoluogo di provincia, viene invece estesa a tutti i Comuni "turistici". Gli introiti vanno a manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e ai relativi servizi pubblici locali. Sono possibili esenzioni o riduzioni per particolari fattispecie o determinati periodi di tempo. L'imposta è fortemente avversata da albergatori e associazioni 1 del commercio.
Senza parole 🙁
CARO YURI SONO UN APPASSIONATO DI PESCA,365 GIORNI L'ANNO VIVO IL NOSTRO MARE,SOLO PER HOBBY.FACCIO QUASI TUTTI I TIPI DI PESCA,DAL PALAMITO ALLA TRAINA FINO ALLA PESCASUBACQUEA(E' LA MIA PREFERITA) E TUTTO NEL PIENO DELLE REGOLE.E' QUI CHE NASCE IL PROBLEMA…FINO A QUALCHE ANNO FA L'ISOLA NON ERA MINACCIATA DA NESSUN TIPO DI VINCOLO,MA DA UNA QUINDICINA DI ANNI A QUESTA PARTE E' DIVENTATA UNA VERGOGNA!E MI RIFERISCO ALLA MINACCIA DELL'ISTITUZIONE DELL'ARIA MARINA PROTETTA(COME SAI BENE FORSE MEGLIO DI CHIUNQUE ALTRO)PER UNO COME ME LA SUBACQUEA DIVENTEREBBE UN TABU'.E PROPRIO NELLA SUBACQUEA DOVE HO VISTO LE COSE PIU' BELLE,HO VERAMENTE VISTO COSA C'E' LI SOTTO E TI POSSO DIRE CHE IL PESCE FLAUTO E' GIA MOLTI ANNI CHE SI VEDE E NON DAL 2007,ESEMPLARI DI CIRCA 1 METRO,MA ANCHE I PARASSITI CHE SI TROVANO NEI PESCI,C'E' UN POSTO NEL NOSTRO ARCIPELAGO DOVE I CAPPONI E SOLO I CAPPONI HANNO UN PARTICOLARE VERMICELLO ATTACCATO VICINO ALLE BRANCHIE,TI POSSO DIRE CHE IL PESCE PASSERA O"SORCIO DI MARE"ESISTE DA DECENNI NEI NOSTRI MARI(I PRIMI LI HO VISTI NEGLI ANNI '70) E NON COME DISSE SU "IL TIRRENO" QUALCHE AMBIENTALISTA NELL'AGOSTO 2008:"SCOPERTO PESCE TROPICALE ALL'ISOLA D'ELBA …"….E NON DIMENTICHIAMOCI L'ULTIMA…LA FOCA MONACA!!!!HAI RAGIONE QUANDO DICI SAREBBE BELLO CONDIVIDERLE CON TUTTI MA ATTENZIONE…IL PARCO E' PRONTO PER VINCOLARE,VIETARE VIETARE E VIETARE OGNI ATTIVITA' IN MARE E TUTTO SOLO PER INTERESSE PERCHE' QUELLO CHE VIENE FUORI ORA C'E' SEMPRE STATO!!! MA QUELLO CHE E' PIU' IMPORTANTE E' CHE NOI ELBANI IL NOSTRO MARE LO ABBIAMO SEMPRE AMATO E RISPETTATO!!!!YURI STANNO CERCANDO SOLO UN APPIGLIO…..!!! SALUTI
Un sincero grazie alle persone che mi hanno risposto o supportato nel precedente post. Bacco
Forse non interesserà nessuno e comunque le illazioni Berlusconiane copriranno tutto e tutti ma c'è da sottolineare una cosa. Nello stato di Santa Lucia basta pagare e puoi avere tutti i documenti ufficiali che vuoi, facile come far scomparire i capitali illeciti, i paradisi fiscali caraibici funzionano così, puoi anche comprare nuovi nomi e cittadinanze. Prima che scoppiasse questa storia facciamo presente che la Farnesina a imposto all'isola un console figlio di un boss mafioso italiano latitante in sud america, per questa storia si è già dimesso l'ambasciatore italiano in Venezuela che si era rifiutato di convalidarlo (Santa Lucia non ha un ambasciata sua e il console si riferisce al Venezuela). Il console è stato voluto e sponsorizzato da Valter Lavitola direttore del L'Avanti che vive da quelle parti, amicissimo di Berlusconi, che ha fatto nascere il caso Fini-Montecarlo. A Santa Lucia Berlusconi ha molte proprietà e società alla luce del sole. Ora non so cosa voglia fare Fini e io vorrei che si dimettesse, probabilmente questi elementi danno da pensare e forse questo capitolo sarà discusso in futuro ma noi poveri teledipendenti italici non ci capiremo niente comunque.
Servono provvedimenti sistemici per fronteggiare l'emergenza occupazionale di Marco Simoni , pubblicato il 27 gennaio 2011
Marco Simoni, del Comitato promotore di Italia Futura, insegna economia politica alla London School of Economics, dove è coordinatore del Master in Public Administration in European Public and Economic Policy.
Registriamo che in un momento di gravissima crisi economica, che pesa soprattutto sulle generazioni giovani, i ministri Gelmini, Meloni e Sacconi pensano sia opportuno indire una conferenza stampa dove, al di là della rimasticatura di provvedimenti già in atto e che nella condizione data possono essere al massimo considerati come dei palliativi, pensano giusto sostenere che i giovani hanno una “inattitudine all’umiltà” e quindi – perché questo è il messaggio, neanche tanto sottointeso – se sono disoccupati è colpa loro.
Non so in quale dimensione vivano questi ministri. In Italia i quattro-cinque (perché il numero esatto non si sa, tanto poco contano che neanche vengono contati) milioni di lavoratori precari, in larga parte sotto i 35 anni, da anni stanno tenendo a galla l’economia italiana. I loro sacrifici – di opportunità, di reddito, di prospettive – hanno supplito all’incapacità della politica di mettere in atto provvedimenti strutturali che rimettessero il paese sui binari della crescita economica. Questo governo, come è evidente dalla completa assenza perfino di discussioni sul tema, non considera la precarietà del lavoro e la distruzione di competenze e risorse che comporta – per tacere delle conseguenze individuali per milioni di giovani – come un problema. Si tratta di una interpretazione legittima, che è utile tuttavia rendere esplicita.
Non considerano un problema neanche il fatto che le pensioni prospettate a questi lavoratori siano talmente basse da non lasciare loro l’idea di un futuro economicamente dignitoso. Similmente, non abbiamo sentito alcun accenno, e dunque anche questo non è evidentemente considerato un problema, al fatto che la biennale indagine sui bilanci delle famiglie, recentemente pubblicata dalla Banca d’Italia, ha mostrato come il reddito delle persone fino a 44 anni di età sia in picchiata. Dal 2006 al 2008, prima della crisi, è diminuito dell’8%: non sappiamo di quanti altri punti percentuali sia diminuito negli ultimi tre anni, a seguito del fatto che le persone che perdono il lavoro, senza alcuna cassa integrazione a proteggerli, sono soprattutto giovani con contratti precari. Infatti, la disoccupazione giovanile, anche questo mese, ha fatto segnare un nuovo record, ma anche questo è un dato che non è stato citato, probabilmente non abbastanza importante.
Ci sono due riflessioni da fare su questo quadro. La prima, è che questi dati economici, che solo in parte sono determinati dalla crisi, sono anche – non solo, ma certamente anche – il portato sociale della gestione di questo governo, che dovrebbe sentirne la responsabilità. Secondo, le dimensioni del problema, appena richiamate e descritte più precisamente nel rapporto di Italia Futura, mostrano come la condizione giovanile sia oggi in Italia la più seria emergenza sociale, ma non solo perché la profonda frustrazione degli individui può trasbordare in comportamenti socialmente inaccettabili, ma soprattutto perché la sofferenza delle giovani generazioni coincide con la sofferenza del nostro futuro. Per questa ragione, affrontare il tema come se si trattasse di una questione parziale e settoriale, un tema da conferenza stampa in cui si presenta una lista della spesa di provvedimenti piccoli, non sistemici, che non affrontano alcuno dei problemi strutturali alla base della stagnazione economica, ed alla base della grande sofferenza occupazionale dei giovani, significa continuare ad alimentare lo stato corrente della nostra economia e della nostra società.
Una società in cui i “giovani” con meno di quarant’anni mostrano un grande senso di responsabilità ogni giorno, sostenendo col loro lavoro, svolto spessissimo in condizioni difficilissime, le nostre aziende, le nostre università, le nostre istituzioni. Da un governo inefficiente e paralizzato da se stesso, meriterebbero perlomeno un po’ di rispetto.
un saluto a tutti.
b.p.
Il Comune di Portoferraio, in collaborazione con la Cooperativa Arca che gestisce la Sezione Ragazzi della Biblioteca Comunale Foresiana, ha organizzato il concorso a premi per giovani lettori “Reinventa la copertina e….il libro cambia aspetto”- edizione 2010/2011.
L’obiettivo di tale iniziativa, che consiste nel leggere uno – o più – dei dieci libri in concorso e realizzarne una nuova copertina, è quello di promuovere la lettura presso un’utenza che è nota essere a rischio abbandono per questo tipo di attività.
Si rivolge infatti ai ragazzi/e della scuola secondaria di 1° grado di tutta l’Isola d’Elba.
Si ricorda inoltre che questa iniziativa è completamente gratuita per i partecipanti e che ai primi tre classificati andranno i seguenti premi:
1° premio:
un computer portatile HP
offerto da “Centro Ufficio Elba” di Portoferraio
2° premio:
una mountain bike offerta da “Stefano Brandi Cicli e Motocicli” di Portoferraio
3° premio:
un buono acquisto di
€ 100 offerto da “Il Libraio” di Portoferraio
PER INFORMAZIONI :
Sezione Ragazzi della Biblioteca Comunale Foresiana – Centro culturale De Laugier Portoferraio
tel.:0565/937279- 0565/937371 fax: 0565/917649 e.mail: [EMAIL]biblioteca.ragazzi@comune.portoferraio.li.it[/EMAIL]
ORARIO DI APERTURA:
lunedì, martedì e giovedì 15.00-18.00 mercoledì, venerdì 9.00-12.00
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Per Arca Cooperativa sociale
Elisa Marinari
Sezione Ragazzi- Biblioteca comunale [/COLOR]
Ma qualcuno dovrebbe seguirlo a spron battuto.
Non ne possiamo più di questi cialtroni ed …altro.
Dante
MARIO CALABRESI
Il futuro non è un regalo ma una conquista» diceva Robert Kennedy e ieri notte Barack Obama lo ha ricordato aggiungendo: «Saranno le scelte che facciamo oggi a condizionare il nostro destino».
Se noi guardiamo dall’altra parte dell’Atlantico vediamo un Paese che attraversa una crisi profonda ma continua a parlare di progetti e prova senza sosta a rialzarsi e a recuperare il suo posto nel mondo. Un Paese che sa che è il tempo di scelte strategiche, di investimenti sulla crescita, di riforme e di coraggio.
Ma se guardiamo da questa parte dell’Oceano, a casa nostra, non possiamo che provare vergogna per la miseria del nostro dibattito, privo di ogni idea e progettualità e prigioniero dei vizi e degli umori dell’uomo che ci governa.
Ogni anno il discorso dello Stato dell’Unione, che il Presidente degli Stati Uniti pronuncia alla fine di gennaio, serve a illustrare quanto è stato fatto negli ultimi dodici mesi ma soprattutto ad indicare la direzione in cui si muoverà il Paese, gli obiettivi e l’agenda di una presidenza e di un’intera nazione. Gli americani prestano poca attenzione agli elenchi delle cose fatte: se sono state realizzate o no riforme importanti hanno già avuto modo di accorgersene guardandosi in tasca o riflettendo sulla qualità della propria vita. Così l’orecchio è attento agli impegni e alle promesse, quelle che indicano la strada e che serviranno a giudicare una presidenza alle elezioni successive.
Tanto che uno degli indicatori più significativi dell’andamento di un Presidente non sono i sondaggi sul suo consenso o la sua popolarità, ma quelli in cui i cittadini dicono se il Paese è incamminato nella giusta direzione.
Quest’anno, molto più che in passato, ho invidiato agli americani la possibilità di avere un luogo e un momento in cui discutere di futuro, in cui fermarsi ad ascoltare il proprio leader che indica degli obiettivi comuni. In Italia oggi non solo non abbiamo una direzione ma neanche dibattiamo su quale possa e debba essere. Non ci concediamo nemmeno più il lusso di immaginare o sognare qualcosa che vada oltre la giornata, che guardi lontano, che somigli a un percorso. Neppure si contempla di poter indicare un obiettivo su cui poter essere giudicati. Non ci resta che questa palude in cui siamo prigionieri soltanto del presente, del tempo della cronaca, delle sue piccolezze e del suo squallore.
Nessuno riesce più ad alzare lo sguardo, prevale nelle classi dirigenti quel difetto – esiziale, come denunciava con lungimiranza Tommaso Padoa-Schioppa – della «veduta corta». Così il paragone con quello che si è sentito al Congresso americano – e questa volta non è una questione legata alle capacità oratorie di Obama – non può che amareggiarci: a fare la differenza è la capacità di un Paese di emendarsi dagli errori, di fare autocritica e di rimettersi in gioco.
Come ogni grande Presidente americano riesce a fare nei momenti più difficili, Obama ha evitato di perdersi nel labirinto dei piccoli e grandi temi all’ordine del giorno (come aveva fatto invece l’anno scorso), per volare più alto e disegnare una mappa del percorso che l’America ha di fronte nei prossimi anni.
In questo ha ricordato molto Ronald Reagan (di cui il 6 febbraio si festeggia il centenario della nascita) e per niente Jimmy Carter, che in mezzo alle difficoltà continuava a ripetere agli americani che il «malessere» della nazione era colpa loro.
Nel suo discorso invece Obama ha spronato l’America a non piangersi addosso lamentando l’invadenza della Cina o dell’India, ma a reagire riconquistando la leadership nelle tecnologie, nella ricerca, nell’università e nelle esportazioni.
Pensate di ascoltare il vostro leader e di non sentire violenza nelle sue parole, di non trovare rancore, rabbia, depressione. Pensate a un Paese che, seppur diviso e polarizzato come l’America, si può permettere la libertà di avere 91 cittadini su cento che plaudono al discorso del Presidente.
Pensate alla fortuna di avere qualcuno che rilancia l’orgoglio: «Siamo la nazione che ha portato le auto nei vialetti di casa e i computer negli uffici, la nazione di Edison e dei fratelli Wright, di Google e di Facebook: noi siamo quelli che realizzano grandi cose». La forza del discorso di Obama, che è la forza dell’America e che è esattamente quello che ci manca in Italia, è riuscire a far riemergere una narrativa comune del Paese che alla fine supera sempre le divisioni e punta al risultato comune piuttosto che all’eliminazione dell’avversario o alla difesa sterile di rendite di posizione.
[COLOR=blue]Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
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Salvatore Quasimodo
il guaio è che i miei concittadini attingono giustamente “dall’urna dei forti”, ma poi se ne stanno lì imbambolati ad aspettare cosa? Quanto sono stati bravi in passato? Bischeroni.
Si attinge e, confortati del glorioso passato, poi si punta decisamente in avanti, altrimenti i cinesi ci mangiano … anche i talloni dei piedi.
Matteo Renzi sembra che voglia muovere qualcosa; per ora tanta polvere consolidata nel tempo dai precedessori. Speriamo bene.
Dante