Le Foibe si studiano poco, così i martiri si uccidono due volte»
ROMA, 8 FEB – «Ancora oggi nella scuola italiana la tragedia delle foibe non viene adeguatamente affrontata e raccontata ai ragazzi. La memoria dei tanti italiani trucidati dalla violenza comunista non trova ancora il dovuto spazio. Una situazione non più tollerabile. I tanti innocenti uccisi così muoiono due volte».
È quanto afferma il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini «Il 10 febbraio è una data fondamentale per la memoria storica del popolo italiano. La Giornata del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati non è soltanto un riconoscimento doveroso, arrivato con troppo ritardo, alle sofferenze subite da migliaia di nostri compatrioti. È anche una data che mette fine a decenni di silenzi e di strumentalizzazioni, ponendo finalmente le basi per dare all’Italia una coscienza storica condivisa e completa.
Per questo – ha aggiunto Gelmini – è importante che soprattutto i giovani conoscano pienamente il significato del 10 febbraio e vengano a conoscenza dei massacri, delle persecuzioni e delle discriminazioni subite da persone che non avevano altra colpa se non quella di essere italiane». «Nelle foibe e nelle carceri di Tito furono sterminati cittadini italiani di ogni appartenenza politica e di ogni estrazione sociale, in base ad un disegno che non prevedeva altro che la cancellazione della presenza italiana a est dell’Adriatico. Solo questa è la realtà storica, al di là di ogni mistificazione.
Il mondo dell’Istruzione ha un compito importantissimo nel portare le giovani generazioni a conoscenza di questa dolorosa pagina della nostra storia e lo assolverà pienamente. Nel 150/mo anniversario dell’Italia unita, siamo chiamati ad unificare definitivamente anche la nostra memoria e la nostra coscienza di italiani», ha concluso il ministro.