E' singolare come di questi tempi a Marina di Campo sorgano, come funghi, pseudo laureati in chimica organica.
Non si sa bene, infatti, da quali fonti gli stessi, traggano il loro sapere e, soprattutto, se siano dotati di laboratorio di analisi in proprio,per determinare che la sabbia che la corrente ha depositato nello specchio acqueo compreso tra il Moletto del pesce ed il Molo Grande, sia inquinata o meno.
D'altra parte la possibilità di chiacchierare non è, fortunatamente, negata a nessuno, per cui ascoltiamo anche chi da aria alla lingua.
Evidentemente per costoro, le analisi certificate dall'Università di Siena e le autorizzazioni da parte dell' Ufficio Tecnico Provinciale, non sono abbastanza attendibili, mentre chi è e munito,in garage, di kit del piccolo chimico, può tranquillamente disquisire se la sabbia che proviene dalla spiaggia possa o meno essere nuovamente depositata sull'arenile di Marina di Campo e se sia o meno commestibile.
Gli operatori portuali e gli utenti tutti attendono da circa vent'anni questo escavo,che con enormi difficoltà burocratiche è stato portato all'attuazione.
E, si badi bene, non a cavallo della Pentecoste, come avvenne nel Maggio-Giugno del 2008, quando si optò per quelle due buche al largo,per un mini ripascimento, ma in tempistiche ottimali, quali sono quelle odierne, per quanto riguarda la stagione turistica.
Speriamo che le condizioni meteomarine, ma, soprattutto, la poca intelligenza di qualcuno, non contrastino le operazioni tecniche e ché dopo l’escavo gli operatori del settore Pesca e del Diporto possano usufruire, finalmente in regime di quasi-sicurezza, delle strutture portuali, visto che da anni lo Scirocco fa penare fortemente l’intera Comunità Marinara Campese.
Alessandro Dini