Vergognati per l'ultima frase: mi fai proprio pena. Mi auguro che tu non abbia un porto d'armi
Roberto
Questi i tipi di corruzione presenti nel nostro ordinamento
318 c.p. – Corruzione per l'esercizio della funzione. (Corruzione per un atto d'ufficio)
319 c.p. – Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio.
319 ter c.p. – Corruzione in atti giudiziari.
Art. 319-quater. c.p. Induzione indebita a dare o promettere utilità.
320 c.p. Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio.
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Scritta offensiva contro la persona del sindaco, Angelo Zini ,una volgare accusa che è apparsa questa mattina di Natale sui muri del cimitero della Misericordia a Portoferraio .
Un atto di vile vandalismo che indigna tutta la comunità e di cui ci auguriamo che le forze dell’ordine riescano a risalire ai responsabili.
La redazione di camminando esprime la propria solidarietà verso il primo cittadino
E’ successo come ogni anno stamani intorno alle 11 alle Ghiaie in una giornata piovosa con mare calmo forza olio, che l'ex Sindaco Mario Ferrari, e i consueti inseparabili amici tra cui non poteva mancare l’inossidabile Fornino , che novelli Argonauti con alto sprezzo del pericolo si sono gettati tra le non proprio tiepide onde del mare nostrum per augurare a tutti i Ferraiesi un Buon Natale e un 2022 colmo di speranze, , in sintesi un tuffo ed una nuotata veloce per poi di corsa raggiungere la postazione dove ad attenderli oltre ai servizi di sicurezza c'era un corroborante bicchiere di vin brulè…. Qualcuno dal bordo spiaggia ha evidenziato sorridendo una doverosa quanto mai opportuna constatazione ….ma gli altri tra politici attuali, minoranze gruppi misti e comandanti marittimi…tutti assenti ? Pensare che per gli attuali reggenti poteva essere l'occasione per produrre uno spot ideale per mostrare ai cittadini di Cosmopoli ,plagiando La venere del Botticelli, come loro finalmente risorgeranno dalle acque……ma va bene lo stesso …..sarà per il prossimo tuffo…..ci contiamo…
Ogni anno in questi giorni mi piace ricordare la mia gioventù quando nella seconda quindicina di Dicembre Firenze come ogni altra città o paese d’Italia Arrivava il giorno di Natale
Tutte le strade erano un via vai di persone indaffarate, gli abeti sembrava camminassero da soli in braccio a gente che li aveva appena acquistati, di tanto in tanto la musica di "Tu scendi dalle stelle" richiamava all'atmosfera della natività incombente: la suonavano gli zampognari, con i loro vestiti di pelle di pecora o capra, i loro strani calzari legati sino sotto le ginocchia che gli fasciavano le gambe coperte da grossi calzettoni di lana grezza ; a noi bambini piacevano gli zampognari e ci chiedevamo come facessero a suonare senza mai (in apparenza) prendere fiato.
Ricordo che ogni chiesa aveva un suo presepe, chi grande, chi piccolo, chi di gesso, chi di cartone ma tutti egualmente belli e significativi.
Una settimana circa prima del 25 immancabilmente arrivava a casa il babbo con l'abete, solitamente lo metteva in salotto, la stanza più grande della casa…poi la sera il babbo tirava fuori dallo "stanzino" un grosso scatolone, dove ogni anno venivano riposte con la massima cura avvolte meticolosamente nella carta di giornale le palline colorate, il puntale, le candeline di cera mezze consumate dalle feste precedenti, ed i fili argentati.
Il "mi babbo" quindi prendeva un vecchio scaleo di legno ed iniziava a "vestire" l'albero, mentre io e i miei fratelli entusiasti partecipavamo passandogli le palline e le altre cose che ci chiedeva in ordinata sequenza.
Una volta esaurite le scorte dello scatolone si metteva appeso ad una fronda dell’abete qualcosa di nuovo comperato per l'occasione, perché era tradizione che ogni anno bisognava rinnovare qualcosa, avrebbe portato fortune e prosperità. Il tocco finale era un sacchetto di cotone idrofilo che babbo stiracchiava e poggiava su rami simulando la neve.
Poi finalmente ecco il giorno di Natale…. dopo una notte insonne, ci si alzava di buon'ora si faceva colazione con la cioccolata bollente ed una fetta di torta fatta dalla nonna , quindi, sotto gli occhi vigili della mamma, s'indossava il vestito delle grandi occasioni con la camicina bianca, la cravatta color argento (a sciacquone) e si andava in chiesa per la funzione.
Qualche tempo dopo ci ritrovavamo a casa dove alle tredici precise con i nonni, gli zii, i cugini, dopo avere acceso le candeline dell'abete si mangiava tutti insieme e ci si scambiavano i modesti regalini.
Ecco amici miei il Natale di una volta più o meno era tutto qui , una festa semplice, dedicata interamente alla famiglia senza la distrazione moderna di Tv Telefonini ecc.. cc.…….
Ho voluto riproporre questo ricordo proprio in questi giorni di pandemia per regalarlo a chi ha vissuto quei tempi lontano dalla modernità , lontano da virus e da clausure , ed approfitto per dirvi che se torniamo per qualche tempo ad essere umili e rispettare le regole, ad accontentarci di quello che oggi “passa il convento”, forse ce la faremo ….. ascoltate come nell’aria purtroppo non risuonino le vecchie zampogne dei pastori ma solo un ricorrente lamentar di sirene ed il battere ossessivo delle pale di un elicottero…..ma
Il Natale passerà ugualmente , è vero saremo lontani fisicamente ma forse più vicini col cuore .
Tanti auguri se potete…..