– atteso che Sergio Rossi (che non ama molto essere citato né in positivo, né in negativo) PUO’ SEMPRE scrivere quello che pensa FOTTENDOSENE allegramente che ciò suoni critico per quelli di sinistra, di destra di centro, di sopra o di sotto, ed avendo abbondantemente dimostrato quanto sopra in mille ed una occasione;
– ammesso però che egli non è dentro le cose campesi al punto di sapere chi, come ed in virtù di cosa è titolare di lucrosissime concessioni demaniali;
– avendo quindi sull’oggetto del contendere poche idee e peraltro molto confuse
Astenendosi quindi da esprimere punti di vista sulla vexata quaestio
Tiene a sottolineare
– che a suo opinabile e ininfluente parere le spiagge (elbane incluse) dovrebbero avere una frequentazione che consentisse la fruibilità a standard europeo (10 mq minimo per bagnante);
– che se da lui dipendesse i tratti di costa più o meno sabbiosi ergo appetitosamente “padanizzabili”, tratti di costa e le spiagge libere risulterebbero in stragrande maggioranza rispetto a quelli eufemisticamente definiti “attrezzati”, comunque concessi (de facto o de iure), comunque espropriati al pieno libero pubblico uso
Aggiunge per suo conto comunque
– di considerare le spiagge si sabbia (o di rena) di qualità sostanzialmente inferiore rispetto alle più rustiche, belle e pulite spiagge di ghiaia laddove il foresto sa avanzarsi solo col piede a papero in incerto equilibrio.
Questo afferma a beneficio di supposti filosofi è ad altri vari attentatori all’integrità del suo vetusto apparato riproduttivo.
