si sono dimenticati di togliere il cartello.
Venerdì 3 Giugno presso la Collegiata di San Sebastiano a Marciana si è tenuto un importante convegno dal titolo “ GAS RADON. RISCHI PER LA SALUTE E INTERVENTI DI PREVENZIONE” organizzato dal Comune di Marciana e con l'organizzazione scientifica dell'Arch. Massimiliano Pardi – Presidente della Sezione di Livorno e Arcipelago Toscano Istituto Nazionale di Bioarchitettura® e dal Geol. Alessandro Damiani – membro del C.D. della Sezione di Livorno e Arcipelago Toscano Istituto Nazionale di Bioarchitettura®.
Il convegno voluto fortemente dalla giunta del Comune di Marciana ha toccato i seguenti temi:
cos'è il radon;
come si rileva;
i rischi per la salute;
soluzioni per la mitigazione del radon;
Dopo i saluti del Sindaco di Marciana Anna Bulgaresi il Geol. Alessandro Damiani e il Prof. Luciano Periale Senior Researcher dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario Istituto Nazionale di Astrofisica e Associato al CERN di Ginevra hanno spiegato cos'è il radon, dove si forma e come si rileva.
Cos'è il Radon:
Il RADON è un gas nobile di origine naturale, radioattivo, incolore, inodore moderatamente solubile in acqua. Il gas radon si forma nelle rocce e nel suolo a seguito del decadimento radioattivo del radio che a sua volta deriva dal decadimento radioattivo dell’uranio.
Il Radio e l’Uranio sono presenti in tutte le rocce della crosta terrestre in quantità variabile in funzione della caratteristiche litologiche e dei processi di formazione della roccia stessa.
Attraverso le fratture presenti nel sottosuolo il gas tende a propagarsi e raggiungere la superficie.
In presenza di condizioni sfavorevoli (fessure o aperture), il gas può penetrare nei fabbricati, con particolare riferimento ai luoghi interrati e piani terra.Lo strumento di misura più opportuno per la rilevazione del RADON di lungo periodo (generalmente un anno) è il cosiddetto dispositivo o dosimetro passivo. I dosimetri passivi sono di piccole dimensioni e non necessitano di alimentazione elettrica; essi forniscono un valore medio della concentrazione di radon in aria nel periodo di esposizione (detto anche periodo di campionamento). I dosimetri sono costituiti da un contenitore di materiale plastico, che ospita un elemento sensibile al radon (rivelatore a tracce o elettrete). Questi strumenti non emettono alcuna sostanza o radiazione. I dosimetri possono essere collocati in un locale, ad esempio appoggiati sulla superficie di un mobile, su una mensola, etc., per un determinato periodo di tempo; al termine del quale vengono restituiti al laboratorio per l’effettuazione dell’analisi e relativa certificazione.
Il Prof. Giuliano Bressa Professore a Contratto di Tossicologia Ambientale dell'Università di Padova ha spiegato quali sono i rischi per la salute umana.Il radon è la seconda causa di tumore polmonare, dopo il fumo di tabacco, il rischio cresce in modo lineare con l’esposizione, non esiste un livello al di sotto del quale ci si possa considerare immuni. I fumatori rischiano 15 volte di più rispetto ai non fumatori. L'Arch. Massimiliano Pardi invece ha illustrato come si può mitigare il RADON, in maniera semplice, negli ambienti confinati per le nuove abitazioni e per le abitazioni esistenti.Si può impedendo la penetrazione del radon nell'edificio attraverso una riduzione dell'infiltrazione o deviando il flusso del gas; eliminare o ridurre il gas dall'aria interna agendo attraverso una maggiore ventilazione o miscelazione dell'aria fresca; eliminare o ridurre il gas dall'aria interna attraverso una azione diretta nell'aria presente nell'edificio. Il tutto si può ottenere con: l'isolamento delle fondazioni; vespaio aerato; utilizzo di casseri a perdere; membrane impermeabili e bugnate; ventilazione di vespai e cantine; sovrapressione del vespaio e dell'edificio.La giornata si è conclusa con il Per. Ind. Michele Mazzarri Responsabile della Sicurezza del Comune di Marciana, sulle mitigazioni apportate presso il Comune e la Scuola di Marciana.
Sull'emergenza creatasi con lo stop forzato all'Oglasa interviene anche il consigliere regionale del Pd Matteo Tortolini: "Una soluzione per tutti" [/COLOR]
Sono anni che i politici ci assillano con il dogma della concertazione.
A sentire il consigliere regionale PD Matteo Tortolini quando pronuncia la parola concertazione ci sembra di capire essere una di quelle sacre e risolutive parole che sembrano assurgere ad un rango superiore, come se fossero espressione di un valore assoluto, che diviene sconveniente se non addirittura oltraggioso sottoporre, da parte dei cittadini, a critica o sollevare in dubbio. Si dirà, sono solo parole, come Bennato diceva: sono solo canzonette. Ma la martellante insistenza con cui il valore espresso da questa parola è esaltato, riverito, magnificato dal coro unanime dei nostri politici, la rendono insopportabilmente antipatica.
La parola concertazione in particolare aall'Elba ferisce per il camuffamento con la quale è stata introdotta nel linguaggio comune ad opera della classe politica dominante. Il suo significato etimologico sarebbe quello di decisione concertata e partecipata , ovvero frutto della collaborazione di tutte le parti, come gli elementi di un'orchestra che suona in concerto. …
Ma che belle parole avrebbe detto Luciano Rispoli.
Noi però ne conosciamo di migliori come ad esempio quelle scritte da un navigante che su questo blog, ha risposto al Tortolini nella lingua che tutti vorrebbero sentire da chi li rappresenta. [COLOR=darkred]“Riguardo del guasto della m/n Oglasa mi permetto di suggerire al consigliere regionale Matteo Tortolini che non serve un tavolo, di quelli a bordo ne abbiamo anche troppi, serve un motore nuovo!”[/COLOR] 🙁
Cari amici,
purtroppo è accaduto il peggio. Per la prima volta in Italia e in Europa una Corte d’Appello ha condannato l’autore di un normalissimo blog, qual era “Accadeinsicilia”, per stampa clandestina. Si tratta del secondo giudizio di merito, che in questo momento, nel clima pesante che l’Italia vive, può fare giurisprudenza e determinare la fine di una libertà civile che è emblema della nostra epoca. Sono arrivati attestati di sostegno dalla FNSI, da “Ossigeno per l’informazione” diretta da Alberto Spampinato, da Sabina Guzzanti, da numerosi giornalisti e blogger italiani. E di queste testimonianze si ringrazia sentitamente.
Oggi è uscito su “Il Fatto” edizione on Line, un articolo firmato di Enzo Di Frenna, che sintetizza bene ciò che non è più un “rischio”, ma una realtà drammatica, che coinvolge circa 50mila blogger, dal 2 maggio etichettati come fuorilegge. Il giornalista del “Fatto”, nel prendere atto che “in un polveroso palazzo di giustizia celebriamo la morte dei blog” avanza delle proposte, che meritano di essere discusse con la massima urgenza, perché non si arrivi all’irreparabile. Vi prego di fare circolare questo intervento e di pubblicarlo nei vostri blog e giornali, perché la discussione sia la più ampia possibile.
Un caro saluto e a presto
Giovanna Corradini
[EMAIL]accadeinsicilia@tiscali.it[/EMAIL]
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Blog chiusi per “stampa clandestina”?
All’inizio di maggio una sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania ha equiparato un blog ai giornali di carta. Dunque commette il reato di stampa clandestina chiunque abbia un diario in Internet e non lo registra come testata giornalistica presso il tribunale competente, come prevede la legge sulla stampa n 47 del 1948.
La vicenda è paradossale e accade in Italia. Lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta aveva un blog: si chiamava Accadeinsicilia e si occupava del delicato tema della corruzione politica e mafiosa. In seguito a una denuncia del procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, quel blog è stato sequestrato e chiuso nel 2004 e Ruta ha subito una condanna in primo grado nel 2008. Ora la Corte di Appello di Catania, nel 2011, ritiene che quel blog andava considerato come un giornale qualsiasi – ad esempio La Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale – è dunque doveva essere registrato presso il “registro della stampa” indicando il nome del direttore responsabile e l’editore. La notizia farà discutere a lungo la blogosfera italiana: cosa succederà ora?
Massimo Mantellini se la prende con Giuseppe Giulietti e Vannino Chiti per aver presentato in Parlamento la Legge 62 sull’editoria, che è stata poi approvata, con la quale si definisce la natura di prodotto editoriale nell’epoca di Internet. Ma il vero problema, a mio avviso, è la completa o scarsa conoscenza di cosa sia la Rete da parte di grandi pezzi dello Stato, incluso la magistratura. Migliaia di burocrati gestiscono quintali di carta e non sanno quasi nulla di cosa accade in Internet e nei social network. Questa sentenza, quindi, è un regalo alla politica cialtrona che tenterà ora di far chiudere i blog scomodi. Proveranno a imbavagliarci.
In Italia ci sono oltre 50 mila blog. Soltanto BlogBabel ne monitorizza 31 mila. Nel mondo esistono almeno 30 milioni di blog e forse sono anche di più. I blog nascono come diari liberi on line, può aprirne uno chiunque. Una casalinga. Uno studente. Un professore universitario. Un operaio. Un filosofo. Chiunque. Ma adesso in Italia non è più possibile e possiamo dire che inizia il Medioevo Digitale. Nel mondo arabo i blog e i social network hanno acceso il vento della democrazia, il presidente americano Barack Obama plaude il valore di Internet e la libertà d’informazione, Wikileaks apre gli archivi segreti delle diplomazie, e noi, in Italia, in un polveroso palazzo di giustizia, celebriamo la morte dei blog.
Ma la vogliamo fare una rivoluzione? Vogliamo scendere in piazza come gli Indignados spagnoli e inventarci qualcosa che faccia notizia in tutto il mondo? Vogliamo innalzare una grande scritta davanti alla Corte Costituzionale con lo slogan “Io bloggo libero, non sono clandestino!”. Eggià: perché gli avvocati di Ruta faranno appello in Cassazione e a quei giudici bisognerà far sapere che in Italia ci sono 50 mila persone libere che hanno un blog e confidano nell’articolo 21 della Costituzione, che permette la libertà di espressione con qualunque mezzo.
Che ne dite? Ci proviamo?
Enzo Di Frenna
Fonte: “Il Fatto” – 28 maggio 2011
La stagione turistica sta iniziando e a Pianosa il pontile d’attracco per le imbarcazioni turistiche è inagibile. A chi tocca provvedere? Con quali risorse? Cosa aspetta la Regione a definire le competenze? Sono in buona sostanza queste le domande che il Consigliere regionale del Pdl Marco Taradash pone in una interrogazione urgente che proietta la questione-Pianosa direttamente sui tavoli della giunta regionale. Il fatto è questo: il pontile di Pianosa è inagibile. Il Comune di Campo nell’Elba ha dei fondi, certo, ma si tratta di quelli regionali destinati alla gestione ordinaria dei porti appunto regionali. Qui si tratta di manutenzione straordinaria, invece, e dunque servono nuovi fondi. Sì ma da chi? Da qui parte il balletto di responsabilità su cui ora Taradash punta a far chiarezza nel più breve tempo possibile, incalzato dalle esigenze di flussi turistici su cui l’economia di Pianosa punta decisamente.
L’atto riassume così i fatti a beneficio del governo regionale: «Il Comune di Campo nell’Elba – si legge – aveva a suo tempo segnalato quanto espresso dalla Capitaneria di Porto di Portoferraio in merito alla inagibilità del pontile fino ad oggi usato per il traffico di trasporto marittimo per e dall’isola di Pianosa. La stagione turistica ormai iniziata ha urgenza di operare nei tempi più brevi possibili». Nel tempo, ricorda Taradash, si sono susseguiti «incontri a sollecitazione di una messa in sicurezza del pontile» ed era prevista «la calendarizzazione di una conferenza dei servizi per determinare il soggetto attuatore».
Dunque le domande, nelle quali Taradash invoca l’intervento della Regione affinché chiarisca «nei tempi più brevi possibili la definitiva competenza amministrativa sul porto dell'isola di Pianosa» e «la fonte del finanziamento straordinario per la messa in sicurezza del medesimo». Non solo, perché l’esponente del Pdl vuol sapere anche se la giunta «ritenga opportuno che la spesa per la straordinaria manutenzione del pontile di Pianosa non sia a carico dell’amministrazione comunale, e non venga prelevata da quei fondi già programmati per le strutture portuali di competenza del Comune di Campo nell’Elba, già destinate nell’ambito del programma di interventi per i porti regionali». In definitiva, chiede Taradash, «quali provvedimenti si intendono adottare per la soluzione del problema»?
Quindi, nel prossimo week end, se non volete andare al mare potete sempre organizzarvi per dare la caccia al cetriolo killer o alla melanzana mafiosa!!!
Verrà sostituito il contatore Enel presso l’impianto dei Canali
ASA SpA comunica che giovedì 9 giugno, dalle ore 09:00 alle 11:30, non sarà garantita l’erogazione dell’acqua verso le utenze ubicate in Rio nell’Elba e zone limitrofe per una interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica all’impianto di rilancio dei Canali per I Chiusi, durante la quale verrà sostituito il contatore Enel, contatore necessario a supportare il potenziamento dell’impianto precitato (installazione di 2 nuove elettropompe e di una di scorta).
Per contenere al massimo i disagi, ASA provvederà a stoccare la risorsa al massimo della capienza del deposito.
L’Azienda si scusa con la cittadinanza per i disagi.
Da Repubblica:
MILANO – Con una decisione unanime la Corte costituzionale ha deciso di considerare ammissibile il nuovo quesito referendario sul nucleare riformulato dalla Cassazione dopo le modifiche contenute nel Dl omnibus. Lo si apprende da fonti vicine alla Consulta. La decisione era stata in qualche modo anticipata dal neo presidente della Corte, Alfonso Quaranta, che a pochi minuti dalla sua nomina aveva spiegato che a suo parere i giudici costituzionali non avrebbero potuto bloccare il quesito.
Elbano40