da
x silvio b
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
15:48
da
Marcello
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
15:46
1) televisore retroproiettore Toshiba 43" + mobiletto di supporto con ruote al prezzo di € 70,00
2) letto con struttura in ferro della linea "Noresund" IKEA misura francese (140×200) senza materasso al prezzo di € 100,00
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Se interessati inviatemi una mail a questo indirizzo
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per invio di foto e qualunque infomazione
Grazie.
Marcello
da
x silvio b
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
15:38
qualsiasi alternativa sarebbe meglio,Fini e Casini in testa per risollevare questa povera Italia,ferma da 10 anni,parole della Marcegaglia
da
polisportiva
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
15:35
SI RICORDA CHE TUTTI POSSONO PARTECIPARE
da
silvio b.
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
15:20
avremo fatto la fine della grecia .
e poi scusate l'alternativa a silvio quale sarebbe ??????
pisapia che gia' litiga con bersani e offende israele …
vendola che fa le sfilate gay e offende la chiesa cattolica….
opp . il mitico di pietro (che ci azzeca) che con i suoi amici magistrati fa fuori l'avversario politico ……..
be allora teniamoci stretto berlusconi se no famo la fine della
jugoslavia datemi retta ….
da
Il fotovoltaico
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
15:13
Ora anche i comuni dovranno fare i conti con l'ente parco, le belle arti e tutte le altre istituzioni di tutela che pur di non essere troppo coinvolte di solito dicono subito " no non si può fare" oppure scoraggiano mettendo i famosi bastoni tra le ruote. Certo il fotovoltaico non deve essere un pugno nell'occhio , i pannelli dovranno essere del tipo che si integrano o che addirittura sostituiscono le coperture dei tetti mentre andrebbero benissimo i cosiddetti laghi di luce in quelle zone ex miniere, ex discariche dove farebbero solo bella figura al posto del disordine e dello scempio .
Speriamo solo che queste iniziative non siano solo sistemi pubblicitari dei comuni verso la cittadinanza e che ai proclami seguano i fatti.
da
DOMANI VENERDI' ORE 15
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
14:50
CONVEGNO “L'Opera di Restauro: materie e materiali" [/COLOR] [/SIZE]
Programma:
15.00
Introduzione e saluti
Arch. Fiorella Ramacogi, Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio per le Provincie di Pisa e Livorno.
Arch. Elisabetta Coltelli, Presidente Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Livorno.
Arch. Rosana Oscos, Presidente Associazione Architetti Elbani. Geom.
Alberto Citti, Presidente Associazione Geometri Elbani.
15.30
Arch. Massimiliano Pardi, Presidente Sezione di Livorno e Arcipelago Toscano – Istituto Nazionale di Bioarchitettura®: “L’importanza della calce nella Bioedilizia”
Marco Bacci, Restauratore (materiali lapidei) del Dip. di Costruzioni e Restauro dell'UniversitaÌ degli Studi di Firenze. Docente di restauro presso l'Accademia di belle arti di Brescia e Palazzo Spinelli di Firenze: "Il restauratore, le aggiunte caratterizzanti nelle calci naturali"
Arch. Michele Cogorno, Arch. Mauro Morriconi, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria: “Metodologie e tecniche di restauro applicate al recupero del Castello Malaspina di Madrignano”
Arch. Riccardo Lorenzi, Laboratorio del Paesaggio, Soprintendenza e UniversitaÌ di Pisa: "Intonaci malte e colori: dalla cultura del restauro alla tutela del paesaggio"
Arch. Alessandro Pastorelli, Socio Sezione di Livorno e Arcipelago Toscano – Istituto Nazionale di Bioarchitettura®: “Restauro e Malte Romane”
CalcheÌra Mastro Gilberto Quarneti, Scuola d’Arte Muraria CalcheÌra San Giorgio: “L’Opera di Restauro: materie e materiali”
19.30
Chiusura lavori
da
maria
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
14:43
da
verdura
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
14:32
da
Cosa eliminare all'Elba
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
13:26
i cinghiali , i mufloni, l'arsenico e il boro dall'acqua potabile, la tarsu per mettere la tia, le discariche sparpagliate sul territorio, i pini infestanti , almeno quelli vicini alle case, le fosse biologiche per mettere impianti più moderni, il monopolio nei trasporti a favore di un sistema più equo e sostenibile, i fautori di una edilizia selvaggia visto che l'isola è già piena di seconde e terze case, gli affitti in nero , l'ignoranza e la maleducazione di certi ristoratori e albergatori, le buche nelle strade, i cartelli stradali equivoci ed ingannatori, il gas radon da sotto tutte le case, la delinquena minorile e non emergente senza tanti buonismi e cerchiamo di capirli , le moto e le auto assordanti ed inquinanti lasciando solo quelle dalla classifica euro 4 in sù, le gabbie di conigli e polli vicini alle abitazioni, le barche semidistrutte dalle spiaggie , i rovi e altra vegetazione che nasconde i sentieri , i politici corrotti ed incapaci. Mi fermo sennò credo che l'Elba sia destinata a diventare un nuovo sahara !
🙂
da
Amici di Montecristo
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
13:14
L'immigrazione all'Isola d'Elba, proveniente dall'isola di Ponza, nasce a seguito dell'interesse dei pescatori ponzesi per l'Isola di Montecristo e la pescosità del suo mare.
Dalla metà del 1800 molti pescatori partivano da Ponza per andare a pescare al nord, nel mare a sud dell'Isola d'Elba, nel triangolo fra Montecristo, Pianosa e l'Africhella.
Agli inizi erano una 3-4 barche ma col tempo aumentarono fino ad essere oltre una ventina nel periodo dal 1950 al 1970. Divennero più numerose con il passaggio dalla piccola pesca alla media e grande pesca.
La maggior parte provenivano da di Le Forna ma anche da Santa Maria e Scotti. Fra i primi a Montecristo troviamo Giovanni e Stefano Sandolo, Silverio Sandolo (La tramontana), Aniello Vitiello (Aniello-Aniello), quindi Aprea, Feola, Iodice, Romano, Vitiello, Calisi, Mazzella, Avellino e successivamente vennero Aversano, De Martino, Di Meglio, Pagano, Balzano, Rivieccio, Scotti, Morlé, Coppa, Cristo, tutti con barche ponzesi simili alle feluche nordafricane. Le barche da pesca venivano costruite, con criteri e tecniche particolari, a Terracina come pure a Ponza nei cantieri di Sant'Antonio e Santa Maria.
Alcuni pescatori partivano da Ponza navigando verso nord con l'intenzione di proseguire verso la Sardegna (La Maddalena, Santa Teresa di Gallura, Porto Torres, Isola Rossa), altri facevano lo stesso percorso ma poi si fermavano a Montecristo, attratti dal mare pescoso. I pescatori, per andare in Sardegna, percorrevano altre rotte verso ovest (Arbatax, Siniscola) e sud (Carloforte) con navigazione diretta e portando le loro barche su bastimenti aragostai che le sbarcavano appena arrivati a destinazione. Quando le barche facevano scarsa pesca in Sardegna risalivano verso nord in direzione dell'Elba pescando poi nel mare di Montecristo e ritornando a Ponza, a fine Stagione, con rotta verso sud. Le barche rimaste a pescare in Sardegna, per il ritorno a Ponza, utilizzavano sempre i bastimenti facendo navigazione con direzione inversa. Almeno agli inizi, la maggior parte dei pescatori ritornavano all'isola di provenienza e pochi passavano l'inverno a l'Isola d'Elba o a Montecristo o in Sardegna.
Negli anni successivi molti pescatori spostarono le loro famiglie da Ponza nei porti dove usualmente stavano nella stagione estiva. E nacquero i primi flussi migratori che si diressero anche verso il mare nordafricano (la Galite). Fu nel 1938 che le prime quattro famiglie ponzesi (Sandolo e Vitiello) si spostarono all'Elba prendendo la residenza a Marina di Campo. Abitavano a Le Scalinate, in Via Case Nuove e al Vapelo. Furono bene accolte dal paese e instaurarono buoni rapporti di amicizia con altre famiglie (Mibelli, Selci, Spinetti, Dini, Battaglini, Colombi, Cocchi, Danesi, Mortula, Galli, Mattera, Baldetti e altri). Negli anni immediatamente successivi immigrarono altre famiglie a Marina di Campo (Mazzella, Aprea), Marciana Marina (Romano, Vitiello) e Porto Azzurro (Calisi). Crebbe così la grande immigrazione per motivi di pesca che andò a rafforzare i grandi flussi migratori di Ponza, dovuti a cause diverse, verso l'Europa e soprattutto verso le terre d'oltre oceano (USA, Canadà).
La pesca a Montecristo era di tipo stagionale (usualmente da aprile ad ottobre).
Con le reti da posta si pescavano soprattutto scorfani, dentici, occhiate, triglie, cernie, merluzzi mentre con le nasse di giunchi si pescavano aragoste, murene, gronchi, polpi. Inoltre, in particolari fondali, si prendeva il corallo utilizzando uno specifico attrezzo chiamato "ingegno".
Prima della inizio della Seconda Guerra mondiale come pure immediatamente dopo, si usavano anche i "palangari" o "palamiti", chiamate "coffe" dai pescatori ponzesi, per la pesca di spigole, orate, saraghi e soprattutto di naselli e pesce spada.
Verso il 1945-46 all'Elba, e in particolare fra Montecristo e Pianosa, cominciò a diffondersi la pesca di pesce azzurro di superficie (castardelle) utilizzando reti a circuizione che si tiravano a bordo della barca mentre nello stesso tempo iniziò la pesca di pesce azzurro di fondale (sardine, alici o acciughe, lacerti o sgombri, sauri o sugherelli o saurielli, palamite, tonni) con l'impiego di "lampare", barche da pesca che utilizzavano reti a circuizione e lampade per attrarre il pesce. Qualche anno dopo le barche da pesca chiamate "Cianciole" o "Saccalene" (Saccaleva) cominciarono ad utilizzare tecniche avanzate di pesca con reti a circuizione molto lunghe e alte e l'ausilio di due barche piccole con luci potenti per attrarre il pesce. Nei primi anni la rete ancora si tirava a bordo "a mano" mentre successivamente fu installato sulla barca-madre un sistema automatico con l'uso di verricelli. Con gli ultimi anni, sin dal 1980, vengono utilizzate moderne tecnologie per individuare il pesce. Tutte le varie tecniche di pesca descritte che prevedono l'impiego di palamiti, nasse e reti sono ancore utilizzate nella moderna pesca nel mare attorno all'Elba.
L'immigrazione di pescatori ponzesi all'Elba si è praticamente fermata sin dal 1990 essendo venuto meno lo sviluppo della pesca nei mari dell'Arcipelago Toscano. Gli ultimi arrivi (pochi) hanno iniziato l'attività nel commercio e nell'artigianato.
Attualmente è proibito pescare presso le coste di Montecristo e Pianosa ma la pesca, fatta da pescatori campesi di origine ponzese, continua nelle acque a sud dell' Elba e permette alle loro famiglie di poter vivere, con difficoltà, nelle alterne vicende della vita legate soprattutto ai continui problemi delle attività sul mare, all'attuale criticità dell'economia elbana e alla crisi del mercato nazionale.
Oggi, all'Elba, vivono molte famiglie di origine ponzese. Sono elbani impegnati in attività diversificate. Prevale sempre la pesca ma è sempre più diffuso l'impegno in imprese artigiane e commerciali come pure nei servizi del terziario.
Associazione Amici di Montecristo
da
cannoncino
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
13:10
da
x Valeria 10 e lode
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
13:05
Saluti
Giuliano
da
Andolfi Elisabetta
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
12:15
Andolfi Elisabetta
da
PER SILVIO B.
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
12:08
LA COMICA FINALE E' STATA QUELLA DEI DUE MAGGIORI TELEGIORNALI (SI FA PER DIRE) ITALIANI TG1 E TG2 CHE SBAGLIANO LE DATE DEL VOTO. TIRA UN BEL VENTICELLO NON FACCIAMOLO FERMARE TUTTI A VOTARE IL 12 E 13 GIUGNO. 🙂
da
Germana
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
11:50
da
x silvio b.
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
11:42
Valeria
da
GIULIO
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
11:38
da
Gli impianti nucleari
pubblicato il 9 Giugno 2011
alle
11:35
1) essere a prova di scemo;
2) resistere a determinate sollecitazioni esterne.
Tutte le altre questioni sono intrinseche dei progetti e infatti nel mondo gli incidenti occorsi sono veramente pochi .
Per l'Italia il punto 1) è quello più pericoloso perchè il livello di scemenza è quasi sconosciuto ma, ad occhio, se un paese non sa gestire i rifiuti, non è capace di garantire l'acqua potabile ai cittadini, non riesce ad avere un sistema di trasporto sicuro ed economico , non capisce che la scuola e la ricerca sono elementi basilari e fondamentali per suo futuro , se tutto lo sport è marcio e in mano alle organizzazioni criminali e via discorrendo , il punto 1 è il suo fusibile e allora meglio rinunciare già in partenza, rischio troppo elevato. Certo Trino Vercellese, Caorso, Garigliano sono stati gestiti per anni senza incidenti ma questo fa parte del " culo" che a volte ci caratterizza..
A Chernobil hanno fatto casino, a parte un sistema oggettivamente poco sicuro, perchè stavano facendo delle prove e avevano rimosso tutte le sicurezze oggettive volontariamente eppoi la cosa è sfuggita di mano. In Giappone, siamo al punto2 ,avevano ipotizzato terremoti sono ad un certo grado e non considerato uno tsunami di quel livello e questa è stato un errore progettuale ma occorre ricordare che l'energia in gioco tra un livello 5 o un livelo 6 Richter significa moltiplicare per migliaia di volte le sollecitazioni e quindi i costi per la sicurezza intrinseca.
Conclusione: l'Italia è un paese pasticcione e superficiale dove non si può contare sempre sulla fortuna ( leggi culo) , dove le mafie si intrufolano a ti fanno costruire con poco ferro e poco cemento sennò se ti opponi ti ci ritrovi annegato dentro e questo, al di la dei terremoti ( l'Italia è sismica) , è gia più che sufficiente per dire no al nucleare ovvero votare Si al referendum.
Saluti ai navigatori
