Sentivo come voci di banchina che imbarcherà come equipaggio tutti di Porto Azzurro.
Sapete dirmi dove posso portare il mio cv, io sono motorista.
Saluti
Giorgio
"Io farei un bel termovalorizzatore per indifferenziato, a quel punto ri ridurrebbero i costi del trasporto in continente dei rifiuti, non ci sarebbe più bisogno di fare la raccolta differenziata che tanto non si fa e quando si fa, poco e male, costa un patrimonio ai comuni. Invece si brucia tutto e si produce energia pulita".
Non so di cosa lei sia esperto ma questo vuol dire che fanno bene i napoletani a bruciare i rifiuti per strada, e se poi c'è l'aumento dei casi di tumore ( e delle spese sanitarie) e l'avvelenamento da diossina, pazienza.
Il nostro mondo non è infinito, occorre riutilizzare ciò che si può riutilizzare e separare il più possibile i rifiuti all'origine come avviene in tutti i paesi nostri vicini. Anche bruciare del resto, significa produrre cenere malsana che poi va a sua volta stoccata quindi meno si brucia meglio è. Non esiste la bacchetta magica perché se esistesse verrebbe usata da qualcuno.
come Cittadino di Portoferraio Le invio questo mio intervento
divulgato sui giornali e blog locali dell'Isola d'Elba a testimonianza di una situazione anomala riguardante l'inclusione della Cittadinanza Portoferraiese sulla discussione del Progetto Waterfront.
Spero vorrà prendere atto di un processo anomalo da parte dell'Amministrazione in oggetto che nonostante propagandi una sorta di Democrazia Partecipata di fatto perpetua una Democrazia Rappresentativa con pochi soggetti che tra l'altro difettano nella comunicazione ai loro stessi soci aderenti.
Il progetto in questione viene oggi presentato alla Cittadinanza e, nonostante vi sia stato un tempo sufficiente per comunicare e includere proposte o contraddittori, solo a pochi mesi dall'eventuale approvazione viene aperto alla discussione pubblica.
Con Stima
Gian Carlo Diversi
(segue allegato)
Strano veramente, tutti i giornali e TV ci parlano di questo nostro eletto che dava la casa a Tremonti (forse a sua insaputa), mentre solo il Corriere ci dice che la sua attività principale era quella di chiedere tangenti agli imprenditori: per dimostrare la serietà della cosa, si presentava con intercettazioni della guardia di finanza dove si ipotizzava reati a loro carico e per nascondere tutto qualcuno a pagato fino a 1 milione di euro. Poi ancora tangenti per nomine a enti ministeriali ….. e qui si arriva anche all'Enav di elbana memoria. Perchè tutti si concentrano sulla casa?
Volevo sottolineare che questo è un deputato votato da noi per rappresentarci in parlamento, per fare i nostri (dei cittadini) interessi.
La cena si terrà in piazza del calello dove oltre a gustare i nostri piatti si potrà ammirare il più bel tramonto dell'Isola.
grazie
PD INAFFIDABILI
P.s. un grazie a tutti quelli che si sono impegnati per la manifestazione.
Ci rivediamo al prossimo anno o alla prossima occasione!
Siamo al ridicolo, ora sarebbero le agenzie di rating a dettare l’agenda economica degli stati? E’ pura follia ed è una semplificazione comoda che gli inetti (i vari Barroso, Tremonti etc.) usano per giustificarsi della propria incapacità e dello stato pietoso in cui versano le economie occidentali.
Prendersela con Cassandra, in fondo, è molto più semplice che risolvere i problemi veri, con la conseguenza di svegliarci un giorno tutti con il sedere per terra.
Le agenzie di rating sono private, basano la concorrenza tra di loro con la correttezza delle loro previsioni, più ci azzeccano e più aumentano i loro clienti che sono gli investitori che vogliono comprare bond. Ma soprattutto sono enti terzi rispetto a quelli di cui sorvegliano i conti, e piaccia o non piaccia i nostri conti fanno piangere.
Spiegatemi, per esempio, quale credibilità avrebbe una agenzia di rating governativa europea chiamata a giudicare i bilanci degli stati suoi azionisti. Ovviamente zero.
Sulla polemica delle previsioni sbagliate prima della crisi, ricordo che le agenzie di rating basano le proprie previsioni sui documenti forniti dalle società stesse. Chi bara sui conti gode quindi di un rating più alto di quello che meriterebbe, ciò non toglie che prima o poi i nodi vengono al pettine e la crisi delle banche sta a dimostrare questo fatto: infatti quelle banche che avevano il rating altissimo non solo sono fallite lo stesso ma si sono trascinate dietro tutti quegli investitori che hanno truffato.
Il rating dei debiti sovrani funziona allo stesso modo, si basa il rating sui documenti di bilancio, dati statistici di enti pubblici (ISTAT, EUROSTAT…), tutti documenti pubblici e generalmente non truccati.
Pertanto i giudizi sul rating dei debiti sovrani sono molto precisi! Ha fatto difetto la Grecia, che infatti aveva truccato i conti, e adesso ne paga pesantemente le conseguenze.
E l’Italia? Ricordate il ’92? Debito pubblico al 120% del PIL e un’asta di nostri titoli pubblici andata a vuoto, con il pericolo serio di default. Come ne uscimmo? Con una patrimoniale sui conti correnti, l’uscita dallo SME e una pesante svalutazione della lira.
Oggi, dopo 20 anni, ci risiamo. Il debito è di nuovo al 120% del PIL, lo spread con i bund tedeschi al massimo storico, oltre 200 punti base, e ancora salirà se non si farà qualcosa. E non dovrebbero declassarci???
La soluzione a tutto questo problema? Aggiustare una volta per tutte i nostri dannatissimi conti.
“I partiti – diceva Berlinguer – sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi – sosteneva – comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune”.
Ma il giudizio più duro era quello sulla società italiana e sul suo degrado: “I partiti – diceva il segretario del Pci – hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai, alcuni grandi giornali”. Parole che sarebbero passate alla storia come il manifesto della “Diversità”. “Io – diceva il segretario – credo di sapere a che cosa lei pensa: poiché noi dichiariamo di essere un partito “diverso” dagli altri, lei pensa che gli italiani abbiano timore di questa diversità”. E Scalfari: “Sì, è così, penso proprio a questa vostra conclamata diversità. A volte ne parlate come se foste dei marziani, oppure dei missionari in terra d’infedeli: e la gente diffida. Vuole spiegarmi con chiarezza in che consiste la vostra diversità? C’è da averne paura?”. Berlinguer ovviamente negava: “Qualcuno, sì, ha ragione di temerne, e lei capisce subito chi intendo. Per una risposta chiara alla sua domanda, elencherò per punti molto semplici in che consiste il nostro essere diversi, così spero non ci sarà più margine all’equivoco. Ma noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato”.