Grazie 1000 Alessi! non ce l'ho con te, ma con chi ti ha sempre appoggiato…. per farci questi regali! e ora? …….chi lo pigliò ..lo pigliò!! :gren:
PS.: (Alessi un'altro candidato e promotore per il Comune Unico…RICORDATEVELO ELBANI!!!)
:bad:
Grazie 1000 Alessi! non ce l'ho con te, ma con chi ti ha sempre appoggiato…. per farci questi regali! e ora? …….chi lo pigliò ..lo pigliò!! :gren:
PS.: (Alessi un'altro candidato e promotore per il Comune Unico…RICORDATEVELO ELBANI!!!)
:bad:
Quindi per mé oggi,degno di nota è la figura dell'Ammiraglio Inglese "Orazio Nelson"che con la sua Flotta di navi prese d'assedio la Città di Portoferraio nell'anno 1796 .
L'Ammiraglio,fece il primo sbarco sulla banchina del Molo Elba,ed è proprio lì che oggi,grazie all'interessamento del Sindaco di Portoferraio dott.Ageno,è stata posizionata un Ancora trovata in mare,sulla secca dei Draganti.L'Ancora del peso di ton.4 è sicuramente di un grosso Galeone e le misure corrispondono alla classe dei Galeoni delle dimensioni del "VICTORY",proprio la nave dell'Ammiraglio Nelson che fece visita all'Elba.
Questa nave grazie all'Ammiraglio Nelson è divenuta famosa in tutto il Mondo e oggi è ancora esistente ormeggiata come Museo in Inghiltera,presso la base navale di "Portsmouth".
Le misure dell''Ancora,sono stati inviati al Curatore del Museo Navale Sig.Peter Goodwin,personaggio conoscitissimo oltre che per il merito di centinaia di pubblicazioni navali,anche per essere stato il consulente alla sceneggiatura del film di Russel Crowe,Master and Commander.Ora siamo in attesa di sapere a quale Nave appartenesse l'Ancora del Molo Elba.
Il progetto finale dell'Ancora,che non è stato ancora portato a termine per la scomparsa prematura del Nostro Sindaco Ageno,era quello di creare intorno ad Essa una pavimentazione costituita da sassi particolari,atti a simboleggiare le fondamenta di Portoferraio.Infatti la nostra Città,cosa che pochi sanno,è sorretta da un insieme di filoni di 6 tipi roccia,ognuno di essi,con delle caratteristiche particolari.Chiunque può vedere queste rocce intorno al perimetro di Portoferraio,in particolare vista dal mare,partendo dalla Torre di Passanante fino a Capo bianco.Un eccezionale spettacolo della natura.
Anche in questo caso è importante ultimare i lavori dell'Ancora e dedicare il monumento dell'avvenuta presenza a Portoferraio dell'Ammiraglio Nelson.
Giancarlo Amore
[COLOR=darkblue]Caro amico ti concedo volentieri il beneficio del dubbio ma……
Cinque querele ed un avviso di garanzia credi possano essere un buon motivo per manovrare la maglia? E pensa tutto questo a titolo esclusivamente gratuito. [/COLOR]
Vi prego di un attimo di calma e di attenzione , qualcuno ci ha scritto lamentando un certo ritardo nella messa online dei messaggi.
Per prima cosa dovete sapere che non possiamo (plurale maiestatis) essere 24h su 24 davanti al PC, anche noi abbiamo bisogno di pause e di godere qualche ora di tempo libero, inoltre camminando è diventato super affollato, siamo e rimaniamo umili quindi non vi darò numeri , non ci piace vantarci dei contatti che riceviamo giornalmente , sappiate solo che non ci sono paragoni, quindi vi preghiamo di accettare cortesemente qualche comprensibile ritardo .
Grazie e avanti tutta……. la navigazione continua 🙁
Nella notte fra il 12 e il 13 agosto, la Luna sarà piena e con la sua luce renderà difficile osservarle. E’ quindi da non perdere, questa notte, l'appuntamento con le 'Lacrime di San Lorenzo'. Le meteore si infrangonoinfatti nell'atmosfera della Terra in concomitanza con l'anniversario della morte del santo, che cade il 10 agosto. Si prevedono 20-30 meteore l'ora, destinate ad aumentare a 100 durante il picco del 13 agosto, ma che purtroppo in quel momento saranno oscurate dalla luminosità della Luna piena. Il culmine, inoltre, è previsto durante i lgiorno, alle 8,00 del mattino. Per non permettere a Luna e Sole di 'guastare la festa' il consiglio è perciò di non aspettare il picco ma "di osservare le stelle cadenti questa notte, giorno canonico delle lacrime di San Lorenzo, perché la Luna, anche se in fase crescente non sarà ancora piena"
Le iscrizioni potranno essere effettuate presso l'ufficio della Pro Loco di Rio Marina e Cavo sino ad un'ora prima della partenza della gara. I partecipanti sono pregati di giungere sul luogo della partenza con almeno un'ora di anticipo.
Il costo di iscrizione è di 10 euro, comprensivo della fornitura della maglia ufficiale, verranno premiati i primi tre che arriveranno al traguardo mentre un premio speciale sarà destinato per "la mascheratura" più originale.
Pro Loco di Rio Marina e Cavo
E tre! Terzo trail e terza vittoria consecutiva per la giovane Margherita Battini, impegnata Domenica 7 Agosto a Valtournenche per la seconda edizione del Cervino X-Trail, 43 km con 2000 mt D+ .
Il percorso, reso ancor più impegnativo dal meteo inclemente, con pioggia e nebbia in quota, consisteva in un anello con partenza ed arrivo a Valtournenche, dopo alcuni impegnativi passaggi in quota oltre i 2500 mt, come il Plain Maison e le Cime Bianche; la quota massima raggiunta sono stati i 2800 mt del rifugio Duca degli Abruzzi.
L'atleta Elbana, pur in difetto di preparazione, ha affrontato la gara senza timori reverenziali, considerando che affrontava per la prima volta distanze del genere e quote di alta montagna, e sin dall'inizio ha fatto il vuoto nella gara femminile, viaggiando stabilmente nelle prime dieci posizioni assolute.
Al traguardo Margherita chiudeva trionfalmente in 5h18' piazzandosi in ottava posizione assoluta e lasciando alle proprie spalle numerosi concorrenti maschili di gran valore.
Unanimi i complimenti da parte di tutti gli addetti ai lavori, secondo i quali è lecito attendersi un grande futuro sportivo per la fortissima atleta Elbana.
In questi momenti di dolore, siamo vicini con affetto alla famiglia Giustini.Il Presidente dellla ASD Marciana Marina Sezione Tennis
Covitto Matteo
:bad: :bad: :bad:
Quand’ero bambino, spesso andavo per i boschi di Vallebuia a raccogliere funghi, erbe selvatiche, legna per il camino, fieno per le bestie domestiche, frutta di stagione. Gli unici animali di una certa consistenza che abitavano la macchia, erano lepri e fagiani che si allontanavano alla presenza degli esseri umani. Ogni tanto una martora affamata, assaltava un pollaio, facendo mattanza di galline e conigli. In quel caso il problema si risolveva con qualche tagliola messa opportunamente in luoghi strategici. Tutto era in equilibrio e vivevamo in un ambiente crudo ma fiabesco e ogni particolare aveva una connotazione ben precisa, senza nessuna forzatura. Quest’equilibrio è saltato quando alcune associazioni venatorie hanno introdotto, alla fine degli anni ’50 alcuni cinghiali maremmani con lo scopo di cacciarli. Dopo qualche anno i cinghiali maremmani sono stati incrociati con quelli bulgari , molto più prolifici e affamati. Il risultato è stato che, una volta consumato il cibo sulle montagne, le bestie allo stato brado, si sono avvicinate alle campagne coltivate iniziando a distruggere viti, piante da frutto e ortaggi. Quindi, già a metà degli anni ’80, esisteva una situazione di emergenza agricola causata dalla presenza di questi animali, scarsamente controllati dai cacciatori. Nel 1976 con una delibera del comune di Marciana e con l’appoggio di alcune associazioni venatorie furono introdotti anche i mufloni, nel territorio marcianese. Fino a quel momento gli unici ovini presenti nella zona erano le capre e le pecore custodite da qualche raro pastore. Proprio in questo periodo la pastorizia fu disincentivata in quanto si sosteneva che gli ovini danneggiavano il patrimonio forestale. In breve tempo i mufloni sono diventati , insieme ai cinghiali, i veri padroni dell’Isola e hanno causato danni ambientali difficilmente recuperabili. Tutti gli agricoltori sono stati costretti a recintare i loro terreni a spese proprie andando contro anche alla cultura elbana che , in segno di ospitalità, non prevede la recinzione dei terreni agricoli o delimitanti un’abitazione privata. I mufloni e i cinghiali danneggiano totalmente ogni tipo di pianta da frutta , le viti atte alla coltivazione e tutti gli ortaggi. I cinghiali scavano con le loro zanne alla ricerca di radici e tuberi, i mufloni mangiano le foglie delle piante e delle viti “ scarnificandole” e riducendole in fin di vita. Questa storia dura ormai da molti anni e le campagne, conseguentemente, sono state abbandonate o, in rari casi, recintate con palizzate , trincee, scavi e reti , manco fossimo nella prima linea di una guerra di posizione. Gli enti preposti al controllo, nessuno escluso, si sono dimostrati incapaci di affrontare e risolvere il problema. Sono risultati totalmente inefficienti gli abbattimenti mirati, dentro e fuori il Parco dell’Arcipelago. Anche la cattura per mezzo di gabbie predisposte , invece che risolvere il problema , lo ha aggravato. Le gabbie possono risultare utili sono se vengono predisposte in zone lontane dai centri abitati, altrimenti rischiano di portare ancor più gli animali selvatici , ingolositi dalle pasturazioni,a contatto con la popolazione e con le colture degli agricoltori. A questo punto, io mi sento disarmato e disperato. Nella mia stessa situazione e con lo stesso stato d’animo, ci sono altre centinaia di agricoltori e tutti quelli che traggono sostentamento dalla vigna e dall’orto.Eppure l’agricoltura elbana è essenziale per il movimento turistico e fa parte della storia e delle tradizioni del luogo. Dovrebbe essere incentivata e difesa e non vessata come in questo periodo.
Chi decide cosa si deve fare sul territorio dovrebbe avere un’idea d’amore, per il luogo in cui vive e opera. Dovrebbe migliorarlo e non peggiorarlo. Dovrebbe seguire i consigli dettati dalla storia e dall’esperienza e non seguire mode e idee senza un briciolo di progettualità. Per questo io chiedo aiuto agli enti preposti, che siano il Parco, I Comuni e le altre Istituzioni. Faccio appello agli operatori turistici e a tutti coloro ai quali interessa l’ecosistema. Chiedo interventi mirati e concreti. Chiedo che il problema causato dai mufloni e dai cinghiali sia risolto. Chiedo che il territorio elbano ritorni ad essere quel nido di armonia che era all’inizio degli anni ’60. Chiedo di uscire dall’emergenza, caso mai mi venisse voglia di fare un’ultima passeggiata, ora che sono vecchio, tra le ginestre e i cisti, senza più vedere gli scavi provocati dai cinghiali e i terreni “zappati” dalle zanne, senza più provare lo sgomento davanti ai “ resti” di un limone o di un arancio spogliato totalmente dai mufloni.
Un vecchio agricoltore dell’Elba .