Noto che sono sempre di più i dottori al capezzale della Sanità Elbana malata.
Tuttavia ben pochi, a mio parere, conoscono quelle che sono le vere criticità in questo settore e soprattutto i modi per risolverle. Demagogia tanta, proposte zero.
Gli stessi Sindaci, che si apprestano a partecipare ad una Conferenza sull'argomento giovedi prossimo, nel tentativo di salvare una faccia ormai persa, non credo sappiano bene quali siano le vere problematiche in questione e come risolverle.
Da tecnico che lavora nel settore mi permetto di dare qualche spunto in più, nella speranza che alla protesta seguano delle proposte che non siano però di impossibile raggiungimento.
Il principale problema dell'Ospedale di Portoferraio (come della maggior parte degli ospedali periferici) è la difficoltà di reperimento del personale sanitario, soprattutto medico.
Bisogna tener presente che, con le ultime norme che disciplinano l'accesso alle specializzazioni mediche, le Università diplomano, ogni anno, pochissimi specializzati. Per alcune branche, addirittura, possiamo arrivare ad avere un solo specializzato per due-tre Università consorziate.
Ora si tenga presente che per accedere ad un concorso di dirigente medico ospedaliero (il vecchio Assistente-Aiuto medico ospedaliero) è necessaria la specializzazione.
Questo significa che tutti gli ospedali, anche quelli più grandi ed importanti, hanno enorme difficoltà a reperire specialisti (drammatica è la situazione degli Anestesisti e dei Radiologi, ma anche quella degli Internisti e Chirurghi, Ortopedici compresi).
Qualcuno mi deve dire perché un medico specializzato dovrebbe venire a lavorare all'Elba, in una zona disagiata (seppur bellissima), quando può tranquillamente scegliere di lavorare in una grande città, magari in un ospedale più importante e con ben altre ambizioni.
Il comitato Elba Sanità che io rispetto, chiedeva addirittura un Primario a Medicina (secondo me assolutamente necessario) con 10 medici internisti. Ma dove reperire 10 internisti?
Non entro in merito delle scelte della ASL di Livorno ma, a mio parere, l'unico modo per sopperire a tale carenza è investire soldi in tecnologia. Ad esempio nella telemedicina che prevede moltissime applicazioni (es. lettura centralizzata delle radiografie, nella refertazione di esami a distanza, ma gli esempi sono tanti).
Accanto a questo è fondamentale lo sviluppo di protocolli che prevedano una catena di comportamenti atti a tutelare la vita del paziente stabilizzandolo, per poi passare ad una seconda fase in cui la cura dello stesso può essere fatta in altri centri. Se un protocollo è corretto e seguito bene, ci si può permettere, ad esempio, anche di trattare tempestivamente un ictus ischemico con la trombolisi, pratica che deve essere fatta in tempi rapidissimi in centri specifici.
In quest'ottica è molto importante la gestione dell'Elisoccorso e del soccorso per vie alternative.
Come possono intervenire gli enti locali? Non certo facendo muro contro muro con l'Azienda Sanitaria ma con interventi che favoriscano, ad esempio, i sanitari che hanno disagio nel trovare una casa, accollandosi, ad esempio, parte delle spese dell'affitto o offrendo alloggi transitori.
Altro intervento può essere fatto dai Comuni investendo sulla tutela dell'anziano, che è il principale fruitore delle corsie dell'Ospedale. Sapete quanti anziani riempiono le corsie degli ospedali, soprattutto dei reparti internistici, che spesso sono utilizzati come ospizi per assenza di una corretta gestione domiciliare?
Con questo post mi rivolgo soprattutto alla Signora Bulgaresi ed alla Signora Mancuso, la prima perché ha, a mio parere, dimostrato di essere l'unica che ha provato a trovare soluzioni ad un problema che è decisamente di difficilissima gestione. La seconda perché ha dimostrato, almeno in campagna elettorale, di avere una notevole sensibilità verso tale problematiche.
Chissà se è un caso, ma le nostre uniche Sindaco donna..
Buon lavoro.